In questo articolo ti spiegheremo dove si butta il tetrapak, cos’è e qual’è la sua storia

Il TetraPak o Tetra Brik è un tipo di contenitore considerato intelligente. È molto efficiente per la sua forma, che facilita l’accatastamento e il trasporto, e anche per la sua opacità, che protegge il contenuto dalla luce, prevenendo così l’ossidazione. Questa opacità è ottenuta grazie a un laminato compatto.

Il Tetrapak si trova di solito in dimensioni sia grandi che piccole. Quelli in dimensione minore possono incorporare un’apertura o una cannuccia.

Negli anni ’40, il latte, i succhi e gli altri liquidi venivano distribuiti in bottiglie di vetro. Esigenze tipo quella di evitare rotture, ridurre il peso o allungare la conservazione dei liquidi hanno portato all’idea di creare un nuovo tipo di contenitore. Per questo motivo, il primo contenitore (chiamato tetra pack) nacque negli anni ’50 e inizialmente aveva solo quattro facce. Era un tubo di cartone pieno di latte sigillato a forma di tetraedro.

Nel 1963, si è arrivati al modello attuale, il tetra brik, (a forma di mattone). Questa modifica rispettava le misure secondo le normative europee sui pallet.

Si tratta di contenitori in cartone, con rivestimento in plastica e alluminio, da qui la domanda “dove si butta il Tetrapak del latte o dei succhi di frutta? ” in quanto essendo composti da materiali diversi non è sempre facile capirlo

Dove si butta il tetrapak nella raccolta differenziata? E’ riciclabile?

Nonostante i dubbi che possono sorgere a causa dei materiali che li compongono, i tetrapak va buttato nel contenitore giallo, verifica sempre però i consigli che ti vengono forniti dall’azienda di raccolta rifiuti del tuo comune.

Sì! I briks sono completamente riciclabili ma devono essere conferiti nell’apposito contenitore. Contribuirai al rispetto dell’ambiente con risparmio di energia, materie prime ed eviterai l’accumulo di rifiuti nelle discariche.

Il tetrapak nella raccolta differenziata

Come viene riciclato Tetrapak?

Esistono due metodi di base per riciclare Tetra Pak.

Il primo è quello di separare i tre materiali mediante un processo di agitazione meccanica, una volta separati, con plastica e alluminio è possibile realizzarea ad esempio piastrelle che vengono utilizzate nell’edilizia, con il cartone (75% del contenitore) si ottiene la cellulosa con cui possono essere realizzati, sacchetti di carta, cartoni per uova, ecc.

Nel secondo caso il Tetrapak viene frantumato, quindi riscaldato e pressato, con il calore, la plastica si scioglie e lega gli altri materiali in maniera da creare fogli simili al truciolare di legno.

In altri casi la plastica viene utilizzata come combustibile, l’alluminio può essere utilizzato per produrre altri tetra brik e persino per l’industria delle costruzioni. E infine la carta verrà utilizzata per creare scatole che conterranno altri prodotti.

Cosa succede se non lo ricicliamo?

Se Tetra Pak non viene buttato nella differenziata, possono essere necessari fino a 35 anni per degradarsi e se si tiene in conto del fatto che in Italia vengono prodotti più di 250 milioni di Tetra Pak all’anno. Il danno ecologico è sicuramente molto significativo.

Non possiamo più fare molto per il passato, ma dobbiamo pensare al futuro, stiamo già iniziando a vedere i cambiamenti del clima in tutto il mondo e se non ci prendiamo cura dell’ambiente, il nostro pianeta finirà per essere inabitabile.