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	<title>Psicozoo - Orientarsi nella giungla della mente &#187; topolini</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Il farmaco anti-paura</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 07:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cancellare la paura con un farmaco? La scienza dice che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Cancellare la paura con un farmaco? La scienza dice che oggi si può fare. </span>Il problema è che l&#8217;hanno sperimentato per ora solo sui topi.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/paura-psic.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4570" title="paura psic" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/paura-psic-300x168.jpg" alt="" width="392" height="219" /></a></p>
<p>I neuroscienziati dell&#8217;università portoricana di San Juan hanno studiato gli effetti di un farmaco che iniettato su dei topolini dopo una forte paura legata ad un&#8217;esperienza dolorosa, sembrava cancellare completamente negli animaletti il ricordo spiacevole, rendendoli più coraggiosi.</p>
<p>La necessità di creare un simile farmaco nasce da studi precedenti sui <strong>traumi post-bellici</strong> ed i conseguenti disturbi d&#8217;ansia e post-traumatici che un soldato su 8 porta con sè quando torna dal campo di battaglia. In queste situazioni, le esperienze angoscianti di violenza e di morte si ripercuotono sulla psiche delle persone anche quando tornano in situazioni di sicurezza.</p>
<h2>Lo studio</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/paura-lab.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4571" title="paura lab" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/paura-lab.jpg" alt="" width="230" height="296" /></a>La ricerca americana pubblicata su Science si basa su un semplice <strong>condizionamento classico</strong> con stimolo avversivo: all&#8217;apparire di un suono, ai topolini veniva provocato uno shock elettrico doloroso alla zampa. Una volta condizionati, ogni volta che sentivano il suono, anche in assenza della scossa, i roditori si rannicchiavano pieni di paura.</p>
<p>Iniettando la proteina <strong>Bdnf </strong>nella corteccia prefrontale, essa sembrava impedire al ricordo dell&#8217;evento di amplificarsi creando notevoli connessioni cerebrali che sono alla base del consolidamento della memoria. In questo modo, senza rieducarli a non temere il suono associato al dolore, si rendevano i topolini &#8220;più riflessivi&#8221;, impedendo all&#8217;amigdala di mettere in atto la normale reazione di attacco-fuga che normalmente accompagna la paura. Gli animaletti diventavano insomma più razionali e non perdevano l&#8217;aplomb a causa della paura (scusate la spiegazione maccheronica).</p>
<p>Anche se questo studio può sembrare illuminante, sono molto vaghe le possibilità che questo farmaco abbia una reale applicabilità nella vita dell&#8217;uomo. Oltre alle ovvie questioni etiche e all&#8217;impossibilità di convincere un essere umano a farsi un&#8217;iniezione cerebrale prima di aver realmente sperimentato la paura che il farmaco dovrebbe abbattere, c&#8217;è da fare una <strong>seria riflessione sulla natura dell&#8217;uomo</strong>.</p>
<p>Gli essere umani hanno in comune con gli animali la cpacità di provare emozioni rispetto a stimoli interni o esterni, ma nell&#8217;uomo questa caratteristica si combina con la sua capacità di fare teorie su se stesso e su quello che sta provando. Quando una persona prova una forte paura, in base alla sua personalità e alle sue esperienze, potrà ricollegarla ad altre emozioni, potrà rievocare eventi passati che essa  richiama alla mente, potrà ritenerla perfino positiva rispetto al momento che sta vivendo. Se io vedo un cane per strada, potrei accarezzarlo con gioia se amo gli animali, potrei esserne spaventato se da piccolo ne sono stato morso, potrei rattristarmi perchè mi ricorda un momento della mia vita, potrei arrabbiarmi perchè assomiglia a quello di un mio acerrimo nemico. Non bisogna dimenticare inoltre, che se usata bene la paura può salvarci la vita, può renderci più accorti e può perfino far crescere le nostre relazioni con gli altri.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Come ridurre questa complessità ad un circuito neuronale da scoraggiare con un farmaco uguale per tutti, per quanto complesso esso possa essere?</span></h2>
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