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	<title>Psicozoo - Notizie e Risposte dagli psicologi &#187; mente</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Apple e fanatismo religioso?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Iesari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso hanno la BBC ha mandato in onda un ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Lo scorso hanno la BBC ha mandato in onda un documentario sui segreti dei grandi marchi commerciali come Google, Microsoft o Apple.</span></h2>
<h2> Quello che risultò da questa inchiesta fu che tali “segreti” sembrano coincidere con la soddisfazione di bisogni essenziali per l’uomo: la possibilità di mantenere relazioni anche a distanza, il sesso e la religione.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/02/apple-la-nostra-nuova-religione.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8394" title="apple-la-nostra-nuova-religione" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/02/apple-la-nostra-nuova-religione.jpeg" alt="" width="463" height="341" /></a></p>
<p>Prendendo in considerazione quest’ultimo aspetto in particolare trovo interessante riflettere sugli accadimenti riportati dal reporter, <strong>Alex Riley</strong>. Lo stesso si è recato per il suo servizio all’inaugurazione di un nuovo negozio Apple a Londra. Circa due ore prima dell’apertura al pubblico, il giornalista ha notato che i dipendenti del negozio si mostravano entusiasti e eccitati, non disdegnando di saltare ed esultare tra di loro, scatenando altrettanta frenesia nella calca che era fuori in attesa (alcuni fra i clienti in attesa avevano dormito fuori dal negozio in ripari di fortuna per non perdere il posto in fila). Ma una delle cose che ha maggiormente stupito il reporter è stata che una volta dato inizio all’inaugurazione, all’interno del negozio non c’era nessuna offerta speciale o sconto particolare offerto per l’occasione. I gadget in vendita erano esattamente gli stessi di qualsiasi altro negozio Apple aperto in quel momento, uno dei quali si trova a meno di un chilometro da quello in questione.</p>
<p>Tale comportamento è stato definito dal giornalista come vera e propria <strong>devozione</strong>. La cosa curiosa è che lo stesso Riley riporta i risultati di una ricerca effettuata in precedenza dove alcuni fan della Apple venivano sottoposti a risonanza magnetica mentre di mostravano loro dei gadget di questa azienda. Quello che è stato riscontrato in questa ricerca è che in questo modo si attivavano nei soggetti le stesse aree cerebrali che solitamente si attivano in soggetti religiosi quando viene loro mostrato un’icona del loro culto.</p>
<p>Allo stesso modo, è anche vero che il fanatismo attecchisce meglio dove c’è un nemico comune da abbattere, inducendo una maggiore fedeltà per combattere in un fronte unito, e non è un mistero che la Apple abbia fatto di questa tecnica pubblicitaria uno dei suoi punti di forza da sempre.</p>
<p>Non bisogna dimenticare però, che tra usare tecniche pubblicitarie e manipolare la mente umana fino a fare di un marchio commerciale una fede c’è una grande differenza. I risultati della ricerca di cui prima non affermano che la Apple (o qualsiasi altro grande marchio) è vicina ad ottenere il segreto per programmare nuove mappe neurali nel nostro cervello, ma sono bensì da considerare come un tassello in più nello studio della personalità umana.</p>
<h2>Una nuova risposta su quanto gli essere umani abbiano bisogno di affidarsi a qualcosa che va al di là del loro controllo e su <span style="color: #800080;">quali meccanismi fanno sì che un determinato fenomeno possa diventare successivamente un credo.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come affrontare le fobie dei bambini?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori e Figli]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima cosa che di istinto ci viene in mente ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">La prima cosa che di istinto ci viene in mente per aiutare un bambino che ha una fobia specifica è di rassicurarlo su quella cosa dimostrandogli che è innocua,</span> ad esempio, nostro figlio ha paura dei cani, lo portiamo vicino ad un docile cagnolino,ma così facendo rischiamo di rafforzare la sua paura, lui rischierà di vivere quel momento provando una forte sensazione di panico.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/bimba-paura-del-buio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8336" title="bimba-paura-del-buio" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/bimba-paura-del-buio.jpg" alt="" width="460" height="297" /></a></p>
<p>Il bambino non ha paura del cane reale, che vede in quel momento, ma del cane che immagina nella sua fantasia.</p>
<p>Le fobie vanno affrontate in modo indiretto, cercando di ridurre l’ansia.</p>
<p>Se vede un cane e si vuole rifugiare tra le braccia di un genitore, assecondatelo, ma spiegategli che la situazione non è pericolosa come crede. Se anche voi avete paura, ricordate che il bambino apprende le vostre paure e quindi sarà molto più difficile abbassare il suo livello di ansia.</p>
<p>Cercate di capire cosa possa essere causa di tensione per lui, a volte la paura viene fuori con un animale o una situazione, ad esempio il buio, stare soli nella stanza, nuotare, ma spesso c’è una motivazione ben precisa dietro, bisogna solo leggerla e capire cosa angoscia il bambino.</p>
<p>È normale per i bambini avere paura, si può chiedere loro di affrontare la paura mostrando di capire i suoi sentimenti e di gratificarlo, apprezzando lo sforzo che sta facendo. Ditegli che è stato bravo perché si è sforzato ed è stato coraggioso.</p>
<h2>Ma attenzione, se il bambino è vittima delle fobie in modo costante e non riesce a viversi la quotidianità tranquillamente, non volendo uscire e limitandosi nel fare le cose, <span style="color: #800080;">è bene chiedere un consiglio ad un professionista che vi aiuterà a gestire meglio la situazione.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ti sei mai trovata a guardarti allo specchio con una ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Ti sei mai trovata a guardarti allo specchio con una certa insoddisfazione?</span></h2>
<h2>A chiederti cosa c’è che non va, o come mai certi atteggiamenti, situazioni sono diventati insopportabili.</h2>
<div id="attachment_8309" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/specchio.jpg"><img class="size-full wp-image-8309" title="specchio" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/specchio.jpg" alt="" width="480" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Reflection - Roy Lichtenstein,artista pop art</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Hai la netta sensazione che qualcosa è cambiato o è da cambiare ma non sai cosa.</p>
<p>L’immagine che hai in mente non è quella che lo specchio riflette.</p>
<p>Forse sono quei 3 kili di troppo, la solita pettinatura o la paura di invecchiare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Puoi cambiare il tuo modo di vederti, far spazio a nuovi modi di pensarti.</p>
<p>Questo cambierà di conseguenza anche il tuo atteggiamento e modificherà i tuoi comportamenti.</p>
<p>Occorre iniziare e far pratica proprio come se dovessi abituarti a usare uno strumento nuovo.</p>
<p>Capita spesso nei periodi di cambiamento o alla boa degli -anta di sentirsi in mezzo al guado fra il come eri e il come potrebbe essere la nuova te stessa: più autentica, senza quelle insicurezze che ti hanno accompagnato, meno influenzabile dagli altri, più determinata.</p>
<p>Alcuni file obsoleti che riguardano la tua vecchia immagine sono pronti per essere cancellati.</p>
<p>E’ ora di cambiare la tua immagine,di installare un nuovo software.</p>
<p>Nella tua immaginazione puoi creare,cambiare e cancellare qualsiasi cosa.</p>
<p>Primo passo: Fai un buon peeling alla tua immagine</p>
<p>Il peeling serve a eliminare dalla pelle tutte le cellule inaridite e inutili per rinnovare e rendere la pelle più pulita.</p>
<p>Occorre fare un peeling per togliere tutti quegli strati che hanno coperto la tua vera immagine, quella che sei veramente.</p>
<p>Ascoltati. Fidati della tua intuizione. Mettiti in contatto col tuo nocciolo e fai un ckeck up di tutte le convinzioni nelle quali hai creduto fino ad ora.</p>
<p>Sono proprio le tue o qualcuno ti ha fatto credere che tu sei così? c’è forse dietro la voce di tua madre, di tuo padre o forse di qualcun altro?</p>
<p>E’ forse stata la paura di non essere accettata per quella che sei?o il paragonarsi a…e il bisogno di non essere troppo diversa dagli altri?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni immagine ha la sua cornice di motivazioni.</p>
<p>Per cambiare la tua immagine devi proprio andare alla radice di queste motivazioni, mettere a fuoco l’emozione chiave (la paura dell’abbandono, dell’isolamento, la rabbia, la delusione…) legata a ogni convinzione, togliere lo strato per far emergere il nuovo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo passo: proteggi la tua immagine</p>
<p>Contro l’attacco di virus e batteri il nostro corpo combatte se ha un sistema immunitario che funziona. Anche la tua immagine può essere attaccata dai killer dell’immagine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono questi killer?</p>
<p>Tutto parte dentro la tua testa</p>
<p>1 il killer dei pensieri distorti.</p>
<p>Ce ne sono di vari tipi. La fantasia di ogni image-killer è varia e sa dove colpire i tuoi punti vulnerabili. I pensieri distorti partono quando permetti al killer di schiacciare il bottone ON del bla bla negativo.</p>
<p>I pensieri si trasformano in parole, frasi che sono delle vere botte alla tua autostima</p>
<p>Non riesco a…</p>
<p>Le mie gambe sono piene di cellulite</p>
<p>vorrei essere più sicura…</p>
<p>ricevo sempre fregature</p>
<p>La lista è infinita</p>
<p>Prova a fare attenzione alle frasi negative che ti lanci contro in una giornata qualunque,ai pensieri non ok ai quali dai spazio nella tua testa. Fuoco amico.</p>
<p>Se hai la pazienza di scrivere questi pensieri ogni volta che solcano la tua mente rimarrai stupita. Ti meriti questo trattamento?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2 la tua supermodella killer</p>
<p>Se hai dentro di te l’immagine della perfezione certamente ci sarà sempre qualcosa fuori posto. Forse è il tuo naso che non ti piace o le tue gambe..ma paragonate a chi?</p>
<p>Dove sta scritto che il nostro corpo debba essere perfetto?</p>
<p>La perfezione non esiste nella vita reale. Nemmeno le modelle che vanno per la maggiore sono perfette nella realtà.</p>
<p>L’opinione che hai del tuo corpo è realistica o sei prigioniera della tua supermodella interna? Puoi migliorare,valorizzare la tua immagine ma prima uccidi questa supermodella rompiscatole che fa di tutto per metterti alle corde facendoti notare ogni virgola fuori posto.</p>
<p>Ogni volta che ti concentri sui tuoi difetti come se avessi un laser in mano non fai che aumentare l’ansia e la tua insicurezza di non essere all’altezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3 il killer dei paragoni</p>
<p>Uno dei killer più pestifero perché si nutre di modelli impossibili,li digerisce e te li propone con un sorrisetto crudele perché sa benissimo che non esistono. Questi modelli vengono dalla TV, dai giornali ma non solo…</p>
<p>Il Mister prende anche spunto intorno a te persone che hanno quello che tu non hai giusto per darti una bella botta se glielo permetti.</p>
<p>Se hai passato i 40 ecco che ti agita davanti il modello teenager</p>
<p>Se hai kili di troppo ti bombarda di magre,magrissime</p>
<p>Se stai passando un periodo No ti piazza davanti gente alla quale tutto va sempre liscio.</p>
<p>Se vuoi che gli altri ti trovino ok tu, per prima, devi sentirti OK</p>
<p>Ecco perché è importante per dare una immagine di te positiva sapere quale è e come è la tua immagine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In pratica</p>
<p>1 identifica le tue frasi chiave negative e le convinzioni che influenzano il tuo umore e i tuoi comportamenti.</p>
<p>(sono grassa, non riesco mai a…, ho le gambe grosse…, nessuno mi capisce…tutti mi criticano….)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2 inizia a sfidarle e a metterle in dubbio una a una.</p>
<p>I metodi sono diversi. Puoi farti aiutare con qualche colloquio di counseling a trovare le tecniche che funzionano per migliorare la tua immagine interna, neutralizzare i tuoi pensieri negativi, farti valere, imparare a dire NO, credere nelle tue capacità, mantenere il tuo spazio a farlo rispettare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3 programma il software delle tue convinzioni positive</p>
<p>se tu dovessi andare a vivere in un altro posto dove nessuno ti conosce quali tuoi comportamenti cambierebbero?</p>
<p>Inizia piano piano a far pratica proprio da quelli e lascia perdere o dai sempre meno energia a cosa dicevi prima o cosa pensavi prima.</p>
<p>Ho detto piano piano…prenditi tempo. E’ così che si fanno le cose, a piccoli passi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il colore. Come puo&#8217; aiutarci nella vita di tutti i giorni</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 15:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Ceccarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I colori ci influenzano a livello fisico, ma soprattutto emotivo, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">I colori ci influenzano a livello fisico, ma soprattutto emotivo, da questa convinzione si origina la cromoterapia.</span> Ogni colore ha, infatti, un territorio spaziale limitato per cui, quando guardiamo, non percepiamo semplicemente i colori, ma siamo attratti da una tonalità ben precisa, intesa come un imprinting (apprendimento) emotivo originario.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/colori-matite.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8244" title="colori-matite" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/colori-matite.jpg" alt="" width="432" height="287" /></a></p>
<p>La <strong>&#8220;cura con il colore”</strong>, sebbene vanti origini antichissime, si presenta come una delle procedure terapeutiche di ultima generazione. Per questo motivo, quando si parla di benessere, si ricorre al termine cromoterapia come ad un anello di congiunzione che crea continuità tra il passato, il presente e il futuro.</p>
<p><strong>In psicologia ogni colore ha la sua valenza e significato:</strong> il Rosso, viene considerato come stimolante e aggressivo perché rimanda al sangue e al fuoco. Questo colore scalda il corpo e stimola la produzione di sangue. Il Giallo, simboleggia la luce del sole, la felicità, la crescita e l&#8217;oro, stimola l&#8217;attenzione e l&#8217;apprendimento, acuisce la mente e la concentrazione. Il verde, è natura, ambiente, vita, crescita, fortuna, gioventù, primavera e fertilità.</p>
<p>E’ considerato un disintossicante e decongestionante dell&#8217;organismo ed è particolarmente indicato nella cura del mal di testa, delle nevralgie e della febbre. Il Blu, simboleggia la calma, l&#8217;acqua, il cielo, l&#8217;armonia, la fiducia, la pulizia e la lealtà. Il Bianco, è pulizia, innocenza, spazio, purezza, castità, semplicità e pace. Ma anche morte nelle culture orientali, freddezza e sterilità. Il Nero, è associato al potere, eleganza, magia, mistero e notte. Simboleggia anche lutto e morte nelle culture occidentali, cattiveria, infelicità, tristezza, rimorso e rabbia.</p>
<p>Negli ultimi anni, la <strong>cromoterapia</strong> ha conseguito un notevole sviluppo sostenuto anche da numerosi studi scientifici che hanno evidenziato l&#8217;influenza positiva esercitata dai colori sul sistema nervoso, su quello immunitario e sul metabolismo, contribuendo a generare sensazioni di benessere e relax nell’individuo. Oggi, la medicina alternativa esalta le proprietà terapeutiche dei colori, utili nel ritrovare il naturale equilibrio tra corpo e psiche. A seconda dei “disturbi” su cui intervenire, si utilizzano esposizioni di luce a diversi colori e a diverse intensità. Il trattamento avviene all’interno di ambienti rilassanti e accattivanti che invogliano al relax e all’abbandono con fibre ottiche e cure all’avanguardia. Il benessere e il colore, allora, possono camminare di pari passo attraverso l’affascinante mondo delle sfumature emotive.</p>
<p>Io penso che la cromoterapia più completa e bella da “sfruttare” è sicuramente quella che ci offre la natura con i suoi paesaggi e colori difficili da riprodurre artificialmente. Un tramonto, un arcobaleno, una distesa erbosa, cosa c’è di meglio?</p>
<h2>Siamo circondati da colori e la nostra vita è ricca di sfumature diverse, pensare di poter utilizzare la cromoterapia nella vita di tutti i giorni può essere un’idea per avvicinarci al benessere e vivere in maniera più “colorata”. <span style="color: #800080;">A partire dal colore dell’arredamento e dell’abbigliamento fino ad arrivare a quello che può dare tono agli strumenti che utilizziamo quotidianamente: telefonini, automobili, computer, spesso strumenti freddi e poco “divertenti” che ci allontanano dalla giocosità colorata che la vita può offrire.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le emozioni sono un mezzo di comunicazione</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Iesari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché abbiamo bisogno di “sentire” le emozioni?
“Secondo la prospettiva evolutiva ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Perché abbiamo bisogno di “sentire” le emozioni?</span></h2>
<h2>“Secondo la prospettiva evolutiva proposta per la prima volta da Darwin, le emozioni si sono sviluppate per favorire la sopravvivenza fornendo soluzioni più adattative a prove che gli animali incontrano comunemente …</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/emozioni-social-media.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8188" title="emozioni-social-media" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/emozioni-social-media.jpg" alt="" width="428" height="373" /></a></p>
<p>Funzione dell’emozione è coordinare la mente e il corpo. L’emozione organizza la percezione, il pensiero, la memoria, la fisiologia, il comportamento e le interazioni sociali così da fornire un ottimo sistema di coping … nei confronti di quella particolare situazione che sta generando l’emozione. Sotto l’influsso della paura, tendiamo a interpretare gli stimoli come pericolosi, ad avere pensieri terrifici, a ricreare cose spaventose, a mostrare un’aumentata prontezza metabolica e ad affrontare il pericolo, ad assumere comportamenti come il blocco motorio, la fuga o la lotta, per favorire l’evitamento del pericolo. Le emozioni infantili di angoscia da separazione preparano lo stato bio-comportamentale del bambino così da suscitare in chi si prende cura di lui risposte confortanti di ricongiungimento. Questi esempi illustrano una tesi centrale di questo scritto. L’emozione connette non solo la mente e il corpo di un individuo ma anche menti e corpi tra individui.”</p>
<p style="text-align: right;"><strong>R. Pally (2003), Il rapporto mente-cervello</strong></p>
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		<title>Autostima e immagine: come ti vedi allo specchio?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo specchio riflette la tua immagine. Questo è quello che credi di vedere ogni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Lo specchio riflette la tua immagine. Questo è quello che credi di vedere ogni giorno. Ma la verità è un ‘altra. Nello specchio si riflette la tua immagine fisica ma tu che immagine ideale hai in mente?</span></h2>
<ul>
<li>
<h2>Cosa vorresti avere/non avere..?</h2>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<h2>Vorresti essere più….</h2>
</li>
</ul>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/autostima-specchio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8159" title="autostima specchio" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/autostima-specchio.jpg" alt="" width="489" height="414" /></a></p>
<p>In poche parole più la forbice fra la tua immagine ideale e quello che vedi nello specchio si allarga più il tuo occhio cade sui punti critici, su quello che non va. Questo significa aprire la porta ai killer della tua immagine sempre agguerriti se non hai un buon ‘sistema immunitario’che funziona.</p>
<p>Mi chiedo se sono cambiata nel corso della notte. Fammi pensare: ero la stessa quando mi sono alzata stamattina o ero diversa? quasi penso di ricordare che ero un po’ diversa. Ma se non sono la stessa chi sono io nel mondo?Ah che grande puzzle! ! (Alice nel paese delle meraviglie)</p>
<p><strong>Quali sono questi killer?</strong></p>
<p>Tutto parte dai pensieri distorti. Ce ne sono di vari tipi. La fantasia di ogni image-killer è varia e sa dove colpire i tuoi punti vulnerabili. Prendiamone uno</p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>IL KILLER DEI PARAGONI</strong></span></p>
<p>Uno dei più pestiferi.</p>
<p>Si nutre di modelli impossibili,li digerisce e te li propone con un sorrisetto crudele perché sa benissimo che non esistono. Questi modelli vengono dalla TV,dai giornali ma non solo… Il Mister prende anche spunto intorno a te fra le persone che hanno quello che tu non hai giusto per darti una bella botta.</p>
<p>Se glielo permetti e,se magari, hai passato i 40 ecco che ti agita davanti il modello teenager.</p>
<p>Se hai kili di troppo ti bombarda di magre,magrissime col mantra’devi metterti a dieta’</p>
<p><strong>Il paragone con i modelli</strong></p>
<p>I modelli di donna  che propongono i media sono volutamente  non reali</p>
<p>Il motivo è economico</p>
<p>Presentando un  ideale difficile da raggiungere e da  mantenere l’industria della bellezza,della dieta guadagnano,fanno business. I due pilastri che vanno per la maggiore sono</p>
<p><strong>Giovinezza     Magrezza</strong></p>
<p>I paragoni con altri sono facili, spontanei  : sono  il modo per illuminare le tue insicurezze</p>
<p><strong>Il focus sui paragoni : la sindrome di Polifemo</strong></p>
<p>Quando la trappola dei paragoni scatta hai già perso la partita. Perchè?</p>
<p>Perché guardi e ti concentri solo su un aspetto</p>
<p>1  su un solo polo: il polo negativo</p>
<ul>
<li>pensi a ciò che ti manca</li>
</ul>
<ul>
<li>ti senti meno di…..</li>
</ul>
<p>Poi… cerchi la famigerata conferma</p>
<p>In un mondo di 6 miliardi di persone potrai trovare sempre  qualcuno/a migliore di te. E’ come paragonare limoni e arance paragonare i punti di forza degli altri con i tuoi punti critici.</p>
<ul>
<li>Quale è il risultato?</li>
</ul>
<ul>
<li>Pensi  che questo ti farà sentire meglio?</li>
</ul>
<p><strong>COSA FARE?</strong></p>
<p>Mantieni la filosofia del ‘Tutto è relativo’</p>
<p>2 un solo elemento</p>
<p>Quando inizi a paragonarti  scegli solo un  elemento o un campo  e poi trai le conclusioni</p>
<p>Non è giusto giudicarti basandoti  solo su quella cosa che non hai o non sai fare</p>
<p><strong>COSA FARE?</strong></p>
<p>Paragonati a 360°</p>
<p>L’altra persona può essere più bella,magra,intelligente,ricca di te</p>
<p>ma tu sei più…..</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Test hai una” immagine POSITIVA?</h2>
<p>Rispondi vero o falso e guarda in fondo il risultato</p>
<p>1vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto ,non mezzo  pieno</p>
<p>2 spesso ho l’abitudine di scusarmi con gli altri</p>
<p>3 uso spesso ‘dovrei’ fare/ dire questo o quello</p>
<p>4 ho l’abitudine di criticarmi(look,atteggiamenti,decisioni…)</p>
<p>5 quello che gli altri pensano di me influisce sui miei stati d’animo</p>
<p>6 quando sbaglio continuo a rimuginare sugli errori fatti</p>
<p>7 spesso deludo le persone a cui voglio bene</p>
<p>8 mi sento come se tutte le responsabilità fossero sulle mie spalle</p>
<p>9 un fallimento parziale e’ comunque un fallimento</p>
<p>10 spesso faccio/non faccio cose  solo per far piacere agli altri</p>
<p>11 non sono sicuro/a di aver fatto la cosa giusta fino a quando un’altra persona mi da’ conferma</p>
<p>12 per me è difficile dimenticare e perdonare</p>
<p>13 nelle relazioni con gli altri ho dei problemi e ho spesso paura di essere rifiutato/a o abbandonato/a</p>
<p>14 se non faccio una cosa bene come la fanno gli altri significa che  non sono bravo/a come loro</p>
<p>15 se non riesco a far bene una cosa non c’e ragione che io la faccia</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>1 punto per ogni volta che hai risposto ‘vero’</p>
<p><strong>0 &#8211; 4 punti:</strong> hai una modo di pensare in positivo e questo dovrebbe farti sentire bene. Continua così…</p>
<p><strong>5 &#8211; 8 punti :</strong> può darsi che stai combattendo con alcune emozioni negative. Prenditi un po’ di tempo per fare l’elenco delle qualita’ positive che hai. Trovane almeno 25</p>
<p><strong>9 punti o più:</strong> sei molto critico/a con te stesso/a. Lancia una sfida con te stesso/a per cambiare il tuo modo di pensare.</p>
<p>Il senso di ‘essere ok’ non può essere certamente misurato. Puo’ essere che ti senti ok in alcune situazioni e non ok riguardo ad altre.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Questo test è solo un’indicazione per riflettere su come ti vedi, sulla tua autostima e su quanto sei soddisfatto, siamo del ruolo che hai nella tua vita.</span></h2>
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		<title>Superstizioni e profezie: il fascino dell&#8217;incredibile</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Rosati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’uomo è un animale razionale”: è così che ci piace ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">“L’uomo è un animale razionale”: è così che ci piace pensare alla nostra specie, che fra tutte appare la più intelligente.</span> L’epoca in cui viviamo non è che un riflesso di questa supremazia della ragione, la scienza avanza con le sue scoperte e le sue invenzioni.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/superstizione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8140" title="superstizione" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/superstizione.jpg" alt="" width="487" height="365" /></a></p>
<p>Allora come mai continuiamo a credere in fenomeni dalla non provata esistenza? Perché siamo così irresistibilmente attratti da maghi, rabdomanti, dalla lettura dei fondi del caffè, dalla superstizione, dalle profezie Maya sulla fine del mondo, dalle leggende metropolitane?</p>
<p>Per cercare di risolvere, almeno in parte, questo apparente paradosso è necessario fare riferimento alla complessità della mente umana. A differenza di altri animali, infatti, noi siamo primati evoluti che cercano di dare coerenza e una spiegazione a tutto ciò che osservano.</p>
<p>Tentiamo sempre di associare un fenomeno ad una causa, se guardiamo dei punti su un foglio, cerchiamo di unirli mentalmente per vedere che figura formino. Se osserviamo le nuvole in cielo, quasi mai ci rassegniamo al fatto che non abbiano un aspetto riconoscibile e proviamo a vederci dei volti, degli animali o degli oggetti.</p>
<p>Questo modo di organizzare la realtà è un imperativo biologico, selezionato dall’evoluzione, che aiuta l’uomo a muoversi in un mondo pieno di stimoli, a volte pericolosi, a volte essenziali per la sopravvivenza. Ad esempio, è talmente importante che noi riusciamo ad individuare in fretta i volti dei nostri simili, che un’ area del cervello è deputata proprio a riconoscerli e a ricordarli.</p>
<p>Il problema è che a volte arriviamo ad essere sicuri di qualcosa che noi abbiamo percepito come un volto e che invece era solo una macchia di muffa sul muro. Quando gli individui non riescono ad avere una sensazione di controllo oggettiva su ciò che stanno sperimentando, cercano uno schema, anche illusorio, capace di spiegare i fenomeni non chiari e quindi potenzialmente incontrollabili.</p>
<p>La sensazione di avere gli eventi sotto controllo è essenziale per il nostro benessere: se la situazione è ambigua, difficile da comprendere, allora siamo disposti a credere a cose anche molto improbabili, pur di darci delle spiegazioni e ridurre così il nostro stato di confusione, che genera ansia e stress.</p>
<p>La società odierna, complessa per definizione, è afflitta da molte paure senza volto a cui cerchiamo di dare un nome di volta in volta (l’asteroide, la pandemia, il riscaldamento globale, la crisi economica, la fine del mondo predetta dai Maya), una sorta di “autoterapia”, per neutralizzare con una paura conosciuta, una paura ancora più grande perché sconosciuta.</p>
<p>Insomma, scienza e statistica dichiarano che non esistono collegamenti tra amuleti, profezie ed eventi, ma la paura dell’ignoto influenza pesantemente il nostro modo di ragionare e di comportarci: a volte può sembrare più accettabile la peggiore delle sentenze, piuttosto che dover sostenere l’incertezza del futuro.</p>
<p>Psicologi, antropologi e neuroscienziati sono oggi in grado di fornire le spiegazioni del perché anche a persone colte e ragionevoli capiti di credere a cose fantasiose, che danno corpo a timori, angosce, deliri collettivi, tipici del nostro tempo. La mente ed il comportamento degli uomini conservano uno spazio per l’irrazionale (dovuto tra l’altro a capacità mentali evolute come l&#8217;autocoscienza, il pensiero astratto, la possibilità di costruire un universo mentale immaginario e ad altre caratteristiche sociali) che è evidentemente funzionale alla sopravvivenza della specie e quindi necessario tanto quanto la razionalità.</p>
<h2>L’importante però è non cadere nella trappola di chi, conoscendo questo aspetto dell’animo umano, lo sfrutta per fare soldi: <span style="color: #800080;">un tumore non si cura con un rito magico e un fidanzato non tornerà grazie ad un giro di carte.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aborto del primo trimestre evento stressogeno</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 07:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tatiana De Santis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;evento dell&#8217;aborto nella vita della donna giunge totalmente inaspettato; è ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">L&#8217;evento dell&#8217;aborto nella vita della donna giunge totalmente inaspettato;</span> è un&#8217;evenienza che non può essere controllata e, come tutte le esperienze al di fuori del nostro controllo, psicologicamente intollerabile.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/test-esami-gravidanza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8085" title="test-esami-gravidanza" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/test-esami-gravidanza.jpg" alt="" width="479" height="318" /></a></p>
<p>Un aborto spontaneo rappresenta un fattore particolarmente stressogeno e, per superare e alleviare la risposta emozionale allo stress, la persona deve mettere in atto una risposta adattativa per ritrovare equilibrio; quando ciò non avviene, si sviluppa un disagio emotivo/psicologico più o meno duraturo.</p>
<p>Non tutte le donne reagiscono all&#8217;esperienza dell&#8217;aborto nello stesso modo. Normalmente la donna vive dei sentimenti di dolore, di tristezza, di perdita, di insicurezza, di inadeguatezza, di isolamento, ma talvolta si possono sviluppare reazioni più forti, fino all&#8217;ansia e alla depressione.</p>
<p>La donna tende spesso a a chiudersi in se stessa, inizia a tormentarsi, a rimuginare; nelle sua mente continuano ad affiorare domande come: <em>&#8220;Riuscirò mai a portare a termine una gravidanza?</em>&#8220;;&#8221;<em>Perché è successo a me?</em>&#8220;; &#8220;<em>Avrò qualche malattia, qualche cosa che non va?&#8221; . </em>Queste domande possono diventare ossessionanti e arrivare a distogliere la sua mente da qualunque altra attività, riducendo la produttività lavorativa, la qualità delle relazioni e in generale della vita.</p>
<p>Utilizzando scale e questionari codificati per la diagnosi di disturbi psichiatrici, molti studi hanno evidenziato che nel periodo successivo all&#8217;aborto spontaneo nel primo trimestre emergono quadri clinici ben caratterizzati.</p>
<p>Uno studio di Friedman e Gath (1989) utilizzando il<em> Present State Examination</em> ha mostrato come, dopo 4 settimane dall&#8217;evento, nel 48% delle donne emergessero punteggi positivi per una sintomatologia di tipo ansioso-depressivo.</p>
<p>Prettyman e coll. (1992) hanno utilizzato la <em>Hospital Anxiety and Depression Scale</em> osservando una predominanza di sintomi ansiosi piuttosto che depressivi. In particolare, dopo una settimana, il 22% delle donne presentava sintomi da depressione e il 41% sintomi da ansia, mentre dopo 12 settimane la sintomatologia depressiva era scesa al 6%. Al contrario, si è osservato come dopo un&#8217;iniziale calo della sintomatologia ansiosa nel 18% delle donne (alla 6° settimana), questa sia nuovamente comparsa alla 12a settimana nel 32% delle donne; ciò potrebbe essere giustificato da una reale presa di coscienza del fatto che esse non sono più gravide e che dovranno attendere qualche mese prima di esserlo nuovamente. Questo periodo di attesa crea un&#8217;aspettativa nei confronti della successiva gravidanza, oppure fa sì che insorgano dei dubbi riguardo alla decisione di concepire nuovamente.</p>
<p><strong> </strong>L&#8217;analisi della letteratura fin qui riportata dimostra in modo assai chiaro che l&#8217;interruzione spontanea di una gravidanza, anche se rappresenta un episodio sporadico e non si configura in un vero e proprio disturbo riproduttivo (come per l&#8217;abortività ricorrente) può rappresentare un certo rischio per la salute mentale della paziente.</p>
<p>Questo fenomeno è forse cambiato negli ultimi anni: la possibilità di una maggior pianificazione della gravidanza, associato alla dilazione temporale della ricerca del primo figlio, sono due tra i fattori che hanno portato ad un maggior investimento emotivo sulla riproduzione e quindi determinano una più vasta reattività psicologica rispetto anche al primo fallimento. Inoltre, grazie ad esempio all&#8217;ecografia effettuata alla 6a settimana di amenorrea con ascolto del battito cardiaco fetale, l&#8217;immaginario materno (e paterno) del proprio figlio si fonda su sensazioni visive ed acustiche notevolmente concrete, tali da rendere decisamente plausibili reazioni emotive forti. La perdita diventa un qualcosa di assolutamente reale.</p>
<p>Per tutti questi motivi non si possono trascurare le reazione emotive delle donne e delle coppie che subiscono e affrontano l&#8217;evento di un aborto spontaneo. Farlo, sarebbe negare una bella parte del problema. Un supporto psicologico in queste situazioni è assolutamente necessario e fondante di una presa un carico in toto dei pazienti, laddove un atteggiamento somato-psichico, che non trascuri dunque nessun aspetto dell&#8217;evento, è sicuramente l&#8217;approccio più funzionale ed efficace.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Friedman E. and Gath B. <em>The consequences of spontaneous abortion</em>. BJP 1989; 155: 810-813.</li>
<li>Prettyman RJ, Cordle C. <em>Psychological aspects of miscarriage: attitudes of the primary health care team.</em> Br J Gen Pract. 1992 Mar; 42 (356):97–99.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Sii perfetto!&#8221;: come ci impediamo di guarire</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Belleggia</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="kidglass" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/kidglass.jpg" alt="" width="567" height="282" /></p>
<h2><span style="color: #800080;"><strong>Diversi autori di Analisi Transazionale, la teoria psicologica nata negli anni Sessanta e che ha avuto come maggior portavoce Eric Berne, sostenevano quanto fossero importanti i messaggi verbali e non verbali (espressivi, corporei), che i genitori inviano al bambino, per la costruzione della sua visione di se stesso, degli altri, del mondo. E quanto questa visione influenzi le sue prime decisioni relative a sé e alla vita.</strong></span></h2>
<p>Alcuni di questi messaggi genitoriali sono stati definiti messaggi spinta. Infatti, sono dei veri e propri comandi del genitore affinché il bambino faccia qualcosa. Questi, quando riceve tali comandi, sente una coazione a seguirli, poiché è convinto di poter essere amato fintanto che continuerà a comportarsi come il genitore gli dice di fare. Uno di questi messaggi spinta è quello che dice: &#8220;sii perfetto!&#8221;.</p>
<p>Il comando ad essere perfetto può consistere nel prendere sempre il voto più alto a scuola, oppure nel non sporcarsi mai i vestiti, oppure ancora nel cominciare a fare qualcosa solo se veramente sicuro di poterla fare perfettamente.<strong> La spinta ad essere perfetto è, a mio avviso, uno dei messaggi genitoriali che il bambino segue, che influenzano di più, da adulto, il suo percorso di guarigione, e in particolare la percezione che egli ha dei propri cambiamenti durante la terapia.</strong> La percezione non sarà allora aderente alla realtà, ma ad un ideale di perfezione soggettivo.</p>
<p>Spesso, chi ha una forte spinta ad essere perfetto, ha un&#8217;idea perfetta su come dovrà diventare alla fine della terapia, e su come la sua guarigione possa essere tale solo qualora implichi l&#8217;assenza totale di sintomi e di emozioni &#8220;spiacevoli&#8221;. Quando la persona vuole essere perfetta a tutti i costi, perché è l&#8217;unico modo che conosce per essere sicura di contare qualcosa per gli altri ed essere stimata, è molto probabile che anche quando proverà ad immaginare la propria guarigione, di qualunque natura essa sia (psicologica o fisica), la immaginerà aderente al proprio ideale di perfezione: &#8220;se guarisco perfettamente, allora valgo qualcosa&#8221;.</p>
<p><strong>Oltretutto, i modelli sociali, oggi, rinforzano moltissimo questo modo di pensare:</strong> va bene solo ciò che non ha difetti e risponde a certi ideali di perfezione. La sofferenza e l&#8217;imperfezione, sia psicologiche che fisiche, sono viste sempre di più come qualcosa da far passare in fretta, perché rivelano la fragilità umana. Ed ecco che allora quando abbiamo un raffreddore dobbiamo prendere di corsa qualcosa di chimico che ce lo faccia passare, piuttosto che aspettare che il nostro corpo attivi le sue difese naturali e lo combatta. Allo stesso modo, quando viviamo una sofferenza, cerchiamo di eliminarla senza farci il regalo più bello: scoprire le risorse che abbiamo per affrontarla e scoprirci forti nella nostra fragilità. Quando dico ai miei pazienti che la guarigione esiste ho in mente una concezione della guarigione che non è la cura del sintomo, e quindi l&#8217;eliminazione dei pensieri, delle emozioni e dei comportamenti &#8220;imperfetti&#8221;. La guarigione che intendo è il raggiungimento dell&#8217;armonia e dell&#8217;equilibrio, concetti da cui quello della perfezione è enormemente distante. Dell&#8217;armonia non si può certo dire che sia perfetta, visto che per definizione è l&#8217;integrazione di elementi opposti. Allo stesso modo non c&#8217;è niente di più instabile e imperfetto dell&#8217;equilibrio il quale, appena viene raggiunto, è necessario subito cominciare a fare un lavoro durissimo per non perderlo di nuovo.</p>
<p><strong>Pensare al funambolo in equilibrio sulla fune aiuta a capire ciò che sto dicendo.</strong> Questi allena braccia, gambe, ginocchia, e la propria mente alla concentrazione, e mette tutte queste abilità insieme quando sta per cadere. Comincia a fare movimenti disarmonici e sgraziati, che nulla hanno di perfetto, se non l&#8217;intenzione di rimanere in equilibrio. La guarigione, e quindi la salute, &#8220;non è assenza di malattia, ma armonico funzionamento dell&#8217;uomo, inteso nella sua unità mente-corpo e inserito nel proprio ambiente&#8221; (Frigoli, Cavallari, Ottolenghi, 2007). Comunicare alle persone quanto la salute possa essere definita tale nonostante ci siano dei sintomi fastidiosi nel corpo e delle difficoltà psicologiche nell&#8217;affrontare un problema, è un primo passo per aiutarle ad abbandonare la spinta ad essere perfette, almeno nella terapia. Mi piace stabilire insieme ai miei pazienti degli obiettivi &#8220;imperfetti&#8221; a cui arrivare e poi verificare insieme a loro se e in quale &#8220;modo imperfetto&#8221; ci siano arrivati. La guarigione esiste, ed è molto efficace porla come obiettivo finale, arrivandoci con gradualità e dando valore ai propri cambiamenti, piuttosto che alimentare frustrazioni perché non la si può raggiungere immediatamente e perfettamente.</p>
<h2><span style="color: #800080;"><strong>La realtà è che non esiste niente di immediato e di perfetto che sia anche autentico e che abbia a che fare con l&#8217;essere umano. La perfezione è una grande bugia che dicono alcuni genitori, e quando li &#8220;scopriamo&#8221; possiamo imparare a perdonarli e darci finalmente il permesso di vivere una vita imperfetta e felice.</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p>Frigoli D., Cavallari G., Ottolenghi D., <em>La psicosomatica. Il significato e il senso della malattia</em>, Xenia Edizioni, 2007</p>
<p>Stewart I., Joines, V., <em>L&#8217;Analisi Transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani,</em> Garzanti, 1990</p>
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		<title>Vuoi iniziare qualcosa di nuovo? Le 7 cose da fare</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/09/22/vuoi-iniziare-qualcosa-di-nuovo-le-7-cose-da-fare/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Quando decidi di fare qualcosa di nuovo e muovi i ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;"> Quando decidi di fare qualcosa di nuovo e muovi i primi passi spesso hai voglia di vedere subito qualche risultato e diventi impaziente?</span></h2>
<h2>Per non perdere la pazienza nel boom entusiasmo per la novità cosa fare?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/inizio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7776" title="inizio" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/inizio.jpg" alt="" width="336" height="371" /></a></p>
<p><strong>Le 7 tattiche</strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">1 usa la mentalità del principiante</span></p>
<p>renditi conto che stai facendo qualcosa che non hai mai fatto quindi è facile sentirti un po’ come un turista in un posto nuovo che deve prendere confidenza con la lingua,le strade,nuove abitudini…</p>
<p><span style="color: #0000ff;">2 datti il tempo</span></p>
<p>prima di verificare se funziona o meno prima di gettare la spugna e dire ‘non sono capace…è troppo difficile..ma chi me l’ha fatto fare.. e tornare sui tuoi passi.Le cose non sono mai perfette al primo colpo.</p>
<p>Questo vale per i perfezionisti.</p>
<p>Se aspetti di alzare le ancore per iniziare il tuo viaggio quando sai il 100%,hai tutto quello che ti serve non salperai mai.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">3 mantieni il tuo humour</span></p>
<p>Iniziare cose nuove comporta sempre una certa dose di ansia.L’antidoto è sdrammatizzare con un po’ di autoironia e un sorriso.Anche se non c’è proprio niente da ridere e stai armeggiando con qualcosa che ti dà sui nervi prova a schiacciare il bottone smile e datti il permesso di sorridere.</p>
<p>Nel riso si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio),il cervello si “distrae”, i pensieri negativi perdono il loro potere, la mente si distende</p>
<blockquote><p><em>L’umorismo è il più potente meccanismo di difesa. Permette un risparmi di energia Con una battuta blocchiamo l ‘irrompere di emozioni spiacevoli.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Freud</strong></p>
</blockquote>
<p><span style="color: #0000ff;">4 accettazione al 100%</span></p>
<p>Tieni a freno i giudizi negativi che passano nella tua testa,i dubbi del tipo’ ce la farò’… che inquinano  il tuo progetto.Nessuno è perfetto e ogni errore serve a correggere il tiro e a fare meglio la prossima volta.</p>
<p>Applica la tattica dell’accettazione incondizionata.</p>
<p>Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi</p>
<p><span style="color: #0000ff;">5 scegli la tua colonna sonora</span></p>
<p>Quando hai bisogno di una accelerata o per neutralizzare le paure di non farcela la musica può darti l’ispirazione e la giusta carica.</p>
<p>Qualche suggerimento?</p>
<p>The Eye of the Tiger ;Gonna Fly Now (leit motiv del film Rocky)</p>
<p>We Will Rock You  dei Queen</p>
<p>Ready To Go  dei Republica -</p>
<p>It’s my life Bon Jovi</p>
<p><span style="color: #0000ff;">6 comunica agli altri quello che stai facendo</span></p>
<p>Fai sapere alle persone che stimi e con le quali sei a tuo agio a che punto sei,quale è il tuo obiettivo,chiedi un loro feedback</p>
<p><span style="color: #0000ff;">7  cerca il tuo team di supporto </span></p>
<p>Iniziare qualcosa di nuovo è come andare in campo per giocare una partita.</p>
<p>Fa sempre piacere sentire il coro di ohhh di supporto</p>
<p>Può darsi che alcuni tuoi amici o qualcuno della tua famiglia si adoperino per farti desistere o critichino troppo trovando difetti o imperfezioni oppure ti diano consigli non richiesti facendoti aumentare l’ansia che all’inizio per tutti è già difficile da gestire.</p>
<p>Con quali persone ti sentiresti a tuo agio,incoraggiato e supportato in una situazione incerta o rischiosa?</p>
<blockquote><p><em>L’amico è colui che ti incoraggia senza invidia e timore di essere superato</em></p>
<p><em>Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>W.Shakespeare</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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