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	<title>Psicozoo - Notizie e Risposte dagli psicologi &#187; gelosia</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Amore e Gelosia</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tatiana De Santis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella gelosia c&#8217;è più egoismo che amore (F. de La ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Nella gelosia c&#8217;è più egoismo che amore (F. de La  Rochefoucauld, Massime (1665).</em></p>
<p style="text-align: right;"><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Come geloso io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare dalla banalità</em><em>.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/07/gelosia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7287" title="gelosia1" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/07/gelosia1.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>Forse in origine la gelosia non era un evento connesso all&#8217;amore, ma un requisito che garantiva le condizioni di sopravvivenza. Attraverso la gelosia il maschio, infatti, che ha sempre considerato il corpo della donna come sua proprietà, si tutelava dal rischio di allevare figli non suoi; la donna, d&#8217;altro canto, grazie alla gelosia del maschio garantiva alla prole e a se stessa cibo, sicurezza e protezione.</strong></span></p>
<p>Ma dove nasce la gelosia? Secondo Freud il dramma della gelosia ha la sua prima radice nel complesso di Edipo quando il bambino, fra i quattro e i sei anni, si identifica con il genitore dello stesso sesso e nello stesso tempo prova gelosia per il genitore di sesso opposto, che vorrebbe avere tutto per sé. Questo nodo cruciale dell&#8217;evoluzione infantile ha le sue ripercussioni più o meno marcate in età adulta, dove l&#8217;amore esclusivo per il genitore del sesso opposto viene rivissuto ogni volta che si teme di perdere l&#8217;amore per la persona da cui si dipende emotivamente. Tutto ciò va letto non nel senso che i vissuti infantili siano la “causa” di vissuti emotivi adulti, ma nel senso che i vissuti infantili costituiscono il “modo” con cui da adulti facciamo esperienza della nostra vita emotiva.</p>
<p>Nella gelosia risuona l&#8217;eco di vissuti abbandonici sperimentati nell&#8217;infanzia. Al sentimento di esclusività è connesso il desiderio di essere unici, oggetto di una scelta esclusiva, che l&#8217;eventualità di un tradimento ovviamente smentisce. Ciò può indebolire la stima di sé e la conseguente fiducia di essere persone degne di amore.</p>
<p>La gelosia è un tormento che altera la percezione, l&#8217;attenzione, la memoria, il pensiero e il comportamento. Come riferisce la psicologa V. D&#8217;Urso, la <em>percezione</em> si accentra e si fa minuziosa nei riguardi di tutto ciò che direttamente o indirettamente concernere la persona amata e i rivali, siano essi reali o presunti. Inoltre, aumentano in modo abnorme e selettivo i processi di<em> attenzione,</em> mentre la <em>memoria </em>diventa fortemente selettiva e concentrata su piccoli eventi normalmente trascurati, come l&#8217;orario di una telefonata, un&#8217;insolita cura nell&#8217;abbigliamento, un impegno improvviso. Il <em>pensiero</em> subisce un vero e proprio stravolgimento nel suo rimuginare continuo intorno  all&#8217;idea del tradimento.</p>
<p><strong>Quando la gelosia è normale? </strong>Il sentimento di gelosia può essere considerato naturale e normale quando è consapevole, quando esprime la comprensibile vulnerabilità che ognuno ha, quando ama, all’idea di poter perdere la persona amata. E’ anche naturale si provi gelosia quando l’oggetto d’amore viene realmente perduto a vantaggio di un altro/a. Il sentimento di dolore che accompagna  queste situazioni tende ad attenuarsi con il passare del tempo. Il “farsene una ragione”, come si dice nel linguaggio comune, indica la capacità sana di superare la perdita, rispettando la libertà dell’altro/a di andarsene e scegliere un altro oggetto d’amore.</p>
<p><strong>Quando la gelosia diventa pericolosa?</strong> Quando è estrema; in questi casi si parla di gelosia delirante. Questa è associata a gravi disturbi della personalità e alla crescente difficoltà di controllare i propri impulsi distruttivi. In questi casi l’individuo può diventare socialmente pericoloso, come la cronaca purtroppo mostra troppo spesso.</p>
<p><strong>La gelosia non è un segno d&#8217;amore?</strong> Non proprio. A torto la gelosia viene considerata espressione di intensità d’amore; al contrario, è invece espressione della paura dell’uomo, o della donna, di perdere il proprio oggetto d’amore. E quando diventa senso di possesso, l&#8217;amore c&#8217;entra ben poco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia </strong></p>
<p>- D&#8217;Urso V., 1995 – <em>Otello e la mela. Psicologia della gelosia e dell&#8217;invidia – </em>La Nuova Italia Scientifica, Roma.</p>
<p>- Galimberti U., 2004 – <em>Le cose dell&#8217;amore – </em>Feltrinelli.</p>
<p>- Graziottin A., 1996 – ww<em>w.alessandragraziottin.it</em></p>
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		<title>Gelosia tra fratelli, nascita di un fratellino</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nascita di un nuovo arrivato in famiglia può provocare ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">La nascita di un nuovo arrivato in famiglia può provocare conflittualità nel primogenito.</span></h2>
<h2>Il bambino perde le attenzioni, non sono più tutte per sé ma si dovranno dividere con il nuovo arrivato.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/jealousy-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6863" title="jealousy-3" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/jealousy-3.jpg" alt="" width="400" height="265" /></a></p>
<p>I bambini si rendono conto che il fratellino, essendo molto piccolo ha bisogno di più cure, spesso capita che i bambini assumono atteggiamenti di bambini più piccoli, sperano che regredendo diventano come il fratellino e che i genitori lo accudiranno proprio come lui.</p>
<p>Tenderà a lamentarsi di più, vorrà mangiare in braccio alla mamma, piangerà più facilmente, farà i capricci, pipì a letto, imiterà i gesti del fratellino, anche con il linguaggio tenderà a regredire.</p>
<p>Spesso i bambini possono avere chiari atteggiamenti di gelosia e fastidio nei confronti dei più piccoli, per cui possono, in alcuni casi, anche manifestare insoddisfazione dando ad esempio dei pizzicotti o dei piccoli schiaffetti al nuovo arrivato, o anche maltrattarli verbalmente.</p>
<p>Tutti i bambini provano gelosia per il fratellino o sorellina, solo che alcuni lo dimostrano in maniera più evidente e altri meno.</p>
<p>La prima cosa che pensano è che i genitori non lo amino più come prima, ma di meno. L’amore che prima era unico e tutto per lui adesso si divide con il nuovo arrivato.</p>
<p>Potrebbe anche accadere che i bambini considerino la nascita del fratellino come una punizione, come se i genitori avessero voluto un altro figlio perché lui non si è comportato bene.</p>
<p>I bambini hanno bisogno dell’aiuto di entrambi i genitori per poter vincere questa gelosia. È necessario dimostrare al bambino che l’amore che si provava prima resta intenso allo stesso modo e che, pur essendoci un nuovo arrivato, non è cambiato.</p>
<p>Gli adulti sono consapevoli che l’amore è sempre lo stesso, ma ai bambini è necessario dimostrarlo affinchè possano capirlo.</p>
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		<title>Quando nasce un figlio</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nascita di un figlio determina uno sconvolgimento totale per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">La <strong>nascita di un figlio</strong> determina uno sconvolgimento totale per quanto riguarda la strutturazione della famiglia. </span>La presenza di un nuovo membro all’interno della diade coniugale costituisce il primo mattone di una nuova storia generazionale della famiglia.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/10/nascita-neo-genitori.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5591" title="nascita neo-genitori" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/10/nascita-neo-genitori.jpg" alt="" width="450" height="301" /></a></p>
<p>Il figlio rende esplicita l’unione tra due persone, il suo arrivo determina l’innesco di una nuova fase familiare caratterizzata da disorganizzazione e turbolenza di fronte alle quali la coppia può cercare nuove modalità di funzionamento più idonea al cambiamento avvenuto (Binda, 1989). I coniugi, elaborando l’evento nascita, riconoscono il cambiamento avvenuto e possono aprire un nuovo capitolo della storia familiare. <strong>Il figlio implica necessariamente una ridefinizione dei ruoli e delle relazioni familiari.</strong></p>
<p>L’evento nascita è caratterizzato da una grande ricchezza di processi individuali e dell’intero sistema famiglia; essi si attivano anche molto tempo prima dell’evento stesso e divengono la premessa perché si attuino quei processi di adattamento indispensabili a trovare nuovi equilibri familiari.</p>
<p><strong>Molto forti sono i cambiamenti, con la nascita di un figlio, della relazione di coppia: </strong>tutti gli equilibri raggiunti tenderanno a vacillare e la famiglia sarà chiamata a trovarne degli altri più adatti alla nuova situazione che si è venuta a determinare. Fra i cambiamenti il primo è quello che vede la coppia coniugale diventare una coppia genitoriale, e modificare totalmente il proprio stile di vita in funzione del nuovo membro.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/10/nascita-gravidanza.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-5590" title="nascita gravidanza" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/10/nascita-gravidanza.jpeg" alt="" width="299" height="197" /></a>Con l’arrivo del bambino possono insorgere delle <strong>gelosie inaspettate</strong>. Talvolta è possibile che il neo-papà possa provare dei sentimenti di gelosia nei confronti del piccolo dal momento che lo vede come una sorta di carta assorbente di tutte le energie fisiche e mentali della compagna; può sentirsi escluso e poco considerato in questa nuova situazione familiare, in cui gli sembra che le attenzioni siano tutte indirizzate al nuovo arrivato. O ancora può sentirsi geloso nei confronti della mamma, la quale di solito ha il privilegio di poter trascorrere più tempo con il piccolo e prendersi, così, maggiormente cura di lui. E’, tuttavia, importante sapere che la presenza di questi sentimenti è frequente e del tutto fisiologica quando la struttura familiare cambia in modo così drastico.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la mamma</strong>, anche lei si trova ad affrontare un momento di forte cambiamento al momento della nascita del figlio. In primis, si trova a dover far i conti con le evidenti modifiche corporee, le quali hanno delle risonanze forti sul suo sentirsi donna. Inoltre prova delle difficoltà nel far conciliare il ruolo di donna con quello di madre, ed è frequente che nelle settimane subito dopo il parto vi sia anche una perdita dell’interesse per i rapporti sessuali.</p>
<p>Inevitabilmente la nascita di un figlio implica una serie di <strong>difficoltà anche sul piano emotivo</strong>. Molti sono i quesiti che i neo-genitori dovranno porsi, molti dei quali si centrano particolarmente sul modo in cui dover allevare il nascituro, non sempre i due si trovano d’accordo sulle modalità da adottare. E’ possibile che piccoli fastidi si trasformino, subito dopo la nascita, in grossi problemi per la coppia se non viene concessa ad essa del tempo per parlarne apertamente.</p>
<p>La gran parte dei genitori riferisce che spesso la nascita del loro figlio è stato un <strong>momento di forte ravvicinamento e che ha assestato la loro unione</strong>; il figlio è percepito come fonte di sentimenti affettivamente costruttivi e gratificanti per i genitori; arricchimento e sviluppo del sé, che comporta l’essere visto come adulto più maturo e responsabile; aumento della coesione della famiglia, perché i figli sono visti come un legame tra madre e padre, che aggiunge completezza alla famiglia, in cui i due genitori hanno un compito in comune per il benessere del figlio.</p>
<p><strong>Fra gli effetti negativi</strong> ci sono le richieste fisiche di cura del bambino, per cui i genitori lamentano fatica, mancanza di sonno; aumento delle tensioni marito- moglie, visto che possono nascere delle tensioni legate al minor tempo che hanno a disposizione per coltivare il loro amore; restrizione nella vita sociale legate allo svago, ai rapporti sociali.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/10/nascita-figlio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5592" title="nascita figlio" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/10/nascita-figlio-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>La coppia genitoriale deve svolgere la funzione di copertura di cui il piccolo ha bisogno. </strong>L’affetto permette al bambino di assimilare vitalità, calore, fiducia; il senso di ciò che è bene e ciò che è male, lo pone di fronte al limite aiutandolo a riconoscere la realtà esterna, fisica e sociale, nella quale deve inserirsi e dare il suo contributo costruttivo. Ma ancora di più che gli permetta anche di andare oltre le regole, che gli permetta di esprimere la sua capacità di autoaffermazione e di indipendenza.</p>
<p>Inizialmente la <strong>reazione alla notizia di aspettare un figlio</strong> può generare una condizione di sconvolgimento che può essere espressa con l’idea del rifiuto, alla quale in un secondo momento si sostituisce con l’accettazione come fatto naturale e positivo. Nella fase di transazione fra rigetto e crescente accettazione il ruolo del compagno è fondamentale, egli deve fare del suo meglio per stare accanto alla futura mamma, dimostrandole comprensione e fornendole aiuto. Le richieste della gestante non devono essere erroneamente lette come capricci, in quanto si è accertato, attraverso una serie di studi, che la gravidanza produce nella donna uno stato di labilità generale, e il comportamento, spesso difficile, è un’espressione psico-emotiva che va compresa e contenuta con molta dolcezza.</p>
<p>Ovviamente la modalità di relazionarsi ad un figlio è singolare e strettamente legato all’esperienze infantili dei genitori.</p>
<p>Il ruolo dei fattori psicologici, quindi, risulta fondamentale nel determinare la complessiva esperienza di nascita da parte sia della madre sia del padre. Alcuni elementi possono rendere gioioso un lungo travaglio e terrificante uno breve e possono indurre entrambi i genitori a non voler ripetere più l’esperienza. Ciascun membro della famiglia si prepara in modo assolutamente unico all’evento nascita. Il vissuto della madre è molto diverso da quello del padre, così come quello dell’eventuale fratello o della sorella.  Si vengono a ricostituire dei nuovi ruoli e delle nuove posizioni per tutti i membri della famiglia: i coniugi diventano genitori, i genitori anche nonni, etc.</p>
<h2><span style="color: #800080;">I coniugi elaborando l’evento nascita riconoscono il cambiamento  avvenuto e possono aprire un nuovo capitolo della storia familiare.</span></h2>
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		<title>Delitti passionali: una tragica epidemia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">I telegiornali in questi giorni sono tristemente zeppi di casi di omicidi &#8220;passionali&#8221;, di cui donne di tutte le età rimangono vittime di uomini che affermano di amarle.</span> Si può definire questa una forma di amore? Cosa succede nella mente di un uomo che decide di armarsi e colpire l&#8217;oggetto del suo desiderio?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/delitto-passionale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4913" title="delitto passionale" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/delitto-passionale.jpg" alt="" width="430" height="344" /></a></p>
<p>A Cuneo un uomo croato di 30 anni uccide l&#8217;ex (24 anni)  e il suo nuovo compagno. A Mestre un altro trentenne uccide la fidanzata sedicenne, dopo un litigio. Sempre vicino Venezia, una commessa quarantenne viene uccisa a coltellate dall&#8217;ex-fidanzato. Una ragazza viene aspettata da un uomo conosciuto solo su Facebook in  uno dei posti dove abitualmente passa con la bici e viene uccisa a  sprangate. Tra Torino e Cremona un uomo uccide entrambe le ex fidanzate e poi si toglie la vita. Similmente un autotrasportatore 28enne si toglie la vita dopo aver ucciso l&#8217;ex. Tutto questo e molto altro è accaduto tra giugno e luglio del 2010, anno in cui le chiamate al Telefono Rosa sono salite del 5% per violenza sessuale e del 12% per stalking.</p>
<p><strong>Ancora poche le possibili soluzioni. </strong>C&#8217;è di buono che le donne tendono di più a denunciare e sono molti gli sportelli in tutta Italia a cui possono rivolgersi per chiedere aiuto, ma la legge può fare ancora poco. In Piemonte, inoltre, vista l&#8217;alta incidenza dei casi, si è pensato di ripristinare lo <strong>sportello per l&#8217;ascolto del disagio maschile</strong> per prevenire questi delitti. Lo sportello risponde al numero 011.247.81.85 e rispetta il seguente  orario: lun-mar, dalle 18 alle 19, merc-giov-ven dalle 12 alle 13).</p>
<h2>L&#8217;identikit dell&#8217;assassino</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/delitto-stalkingjpg.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4911" title="delitto stalkingjpg" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/delitto-stalkingjpg.jpg" alt="" width="288" height="229" /></a>I dati dell&#8217;Eurispes confermano che gli omicidi passionali violenti sono compiuti prevalentemente da uomini tra i 31 ed i 51 anni. Il 27% delle vittime è costituito dal coniuge, il 9% dall&#8217;ex. Sebbene nella maggior parte dei casi la vittima sia la donna &#8220;amata&#8221;, non mancano i casi in cui a farne le spese è il rivale in amore o presunto tale.</p>
<p>Come per tutti i comportamenti anomali, non esiste una singola tipologia di assassino, poichè il fenomeno va declinato secondo la struttura di personalità, la storia personale e i vissuti del soggetto. Il delitto poi può essere lungamente premeditato (come può accadere in una personalità paranoide), o agito in base ad un impulso irrefrenabile. In ogni caso, possiamo provare a delineare le <strong>principali caratteristiche psicologiche </strong>dell&#8217;aggressore.</p>
<p>Il movente principale in questi delitti sembra essere la <strong>gelosia</strong>, un sentimento che può essere declinato in vari  livelli:</p>
<p>- la gelosia come desiderio di avere per sè la persona amata;</p>
<p>- la gelosia che comporta controlli e verifiche sulla vita del partner;</p>
<p>- la gelosia ossessiva che spesso è causata da una proiezione della propria insicurezza nel rapporto o della propria infedeltà sul partner;</p>
<p>- la gelosia delirante, patologica, in cui la convinzione del tradimento è assoluta anche in assenza di prove.</p>
<p>Alla gelosia, si può aggiungere un secondo fondamentale movente, che è la <strong>fine della relazione</strong>.  Il sentimento di fallimento e di ingiustizia che ne deriva, secondo la personalità dell&#8217;abbandonato, può trasformarsi in disperata tristezza, isolamento e depressione, o in rabbia cieca, che può essere agita verso la persona &#8220;responsabile&#8221; della frustrazione subita.</p>
<p>In alcuni casi, il rifiuto della fine della storia può derivare dall&#8217;<strong>incapacità di sopportare la separazione</strong>, che può non svilupparsi nel corso dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza. Perdendo l&#8217;amore si perde anche se stessi, ecco perchè non si può lasciare andare l&#8217;amata. Alcuni delitti avvengono quando <strong>ci si sente respinti</strong>, per una persona che non ci vuole, o per un ex che rifiuta di rivedere la propria decisione. Uccidere l&#8217;amato dunque è l&#8217;unico modo per avere per sè l&#8217;altro, per negare la frustrazione del rifiuto, per punirlo per averci respinto.</p>
<p>A queste tipologie potremmo aggiungere anche il <em>delitto d&#8217;onore</em>, che fortunatamente il codice penale non riconosce più come attenuante, ma che è ancora diffuso in alcune realtà come forma di punizione per un tradimento o un torto subito e serve a salvaguardare l&#8217;ideale della propria mascolinità.</p>
<h2>Psicopatologia del delitto</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/delitti-violenza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4912" title="delitti violenza" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/delitti-violenza.jpg" alt="" width="229" height="234" /></a>Ovviamente tutto questo avviene in un contesto di patologia, che spesso  non è conclamata. <em>&#8220;Era un ragazzo così a modo&#8221; </em>- si sente dire  dai vicini dopo un efferato delitto che nessuno si aspettava. Anche le  motivazioni spesso sembrano banali, ma nella mente dell&#8217;assassino sono  come i cerchi nel lago che si espandono sempre di più ad ogni sassolino  lanciato.</p>
<p>La psichiatria classica tende inoltre ad associare i delitti passionali al disturbo <strong>borderline di personalità</strong>, sia per i suoi aspetti d&#8217;impulsività e di scarso controllo degli istinti, sia per le sue modalità simbiotiche con il partner, che oscillano tra idealizzazione e demonizzazione. Spesso si associa questo fenomeno anche alla <strong>depressione</strong>, come istinto di morte che uccide l&#8217;altro e contemporaneamente se stessi. Il disturbo <strong>paranoide</strong> di personalità, nelle sue inclinazioni più vicine alla psicosi, è sicuramente fortemente implicato in questi delitti: la paura di essere troppo vicini e di rischiare per questo la sofferenza, porta al desiderio di distruggere l&#8217;altro.</p>
<h2>Non va dimenticato, infine, che il problema non risiede solo nel singolo, ma anche nella relazione. <span style="color: #800080;">Incastri patologici, partners che non vedono la follia del compagno, o non la vogliono vedere, rischiano purtroppo di correre seri pericoli.<br />
</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><br />
</span></p>
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		<title>LA GELOSIA: NORMALE o PERICOLOSA?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia normale]]></category>
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		<description><![CDATA[La gelosia può fuoriuscire all&#8217;improvviso, anche da chi non l&#8217;aveva ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">La gelosia può fuoriuscire all&#8217;improvviso, anche da chi non l&#8217;aveva mai provata. </span>Può essere caratterizzata da un dolore emotivo, da senso di perdita, da rabbia.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelosia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4117" title="Gelosia" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/Gelosia.jpg" alt="" width="459" height="328" /></a></p>
<p>Chi è molto geloso è colui che dubita dell&#8217;amore e della fedeltà della persona amata. Possiamo ritenere la gelosia <strong>&#8220;normale&#8221;</strong> quando è consapevole, quando in essa si esprime la paura di perdere la persona amata. È naturale che emerga, e purtroppo, è altrettanto naturale che causi sofferenza. Se il partner decide di andare via, la persona gelosa dovrà accettare l&#8217;abbandono, e accettare l&#8217;abbandono presuppone fiducia nelle proprie capacità, equilibrio interiore. Questi sentimenti alimentano la fiducia e la speranza di poter trovare un nuovo oggetto d&#8217;amore. È tipico di chi ha fiducia in sé.</p>
<p>La gelosia diventa pericolosa , <strong>&#8220;delirante&#8221;,</strong> quando è estrema, quando è associata a disturbi gravi della personalità e difficoltà a controllare i propri impulsi distruttivi. In questi casi il soggetto diventa pericoloso sia per il partner da cui è stato abbandonato, sia per la famiglia di origine del partner, o per i figli.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/gelosia-70x50.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4116" title="gelosia-70x50" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/gelosia-70x50-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>La gelosia non deve essere considerata un segno d&#8217;amore, ma è espressione della paura di perdere il proprio oggetto d&#8217;amore. E&#8217; un sentimento che può essere affrontato; nel caso in cui si tratta di gelosia &#8220;normale&#8221; può essere affrontato senza aiuti esterni, nel momento in cui si è consapevoli di quello che si sta provando e si vuole uscire dalle ossessioni in cui è precipitato. La gelosia &#8220;delirante&#8221; richiede invece un approccio terapeutico, a volte anche psichiatrico, associato a dei farmaci specifici, soprattutto quando ci si rende conto della pericolosità del soggetto.</p>
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		<title>Gelosia: quando diventa patologia?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[delirio di gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
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		<description><![CDATA[La gelosia è un sentimento che molte persone innamorate conoscono ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">La gelosia è un sentimento che molte persone innamorate conoscono e non è particolarmente preoccupante, quando non travalica i limiti e si mantiene su un piano di realtà. </span>Purtroppo non è sempre così: talvolta diventa così totalizzante che sembra impossibile convincere il partner della propria innocenza, anche aldilà di ogni ragionevole dubbio. L&#8217;esito di tanta gelosia in alcuni tragici casi è una violenza inaudita a cui spesso abbiamo assistito attraverso le pagine di giornale.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/gelosia-copertina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3021" title="gelosia copertina" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/gelosia-copertina.jpg" alt="gelosia copertina" width="463" height="359" /></a></p>
<p>La gelosia ha che fare sia con l&#8217;<strong>amore </strong>(la persona gelosa vuole possedere completamente l&#8217;amato e lo ritiene così appetibile che teme che qualcuno possa portarglielo via, con il conseguente abbandono) che con l&#8217;odio (l&#8217;amato è visto come possessore di potere, libertà di scelta e bellezza, che lo spingeranno a cercare altro. L&#8217;amato dunque va guardato a vista). Ma aldilà di ogni implicazione sentimentale, il delirio di gelosia può essere <strong>sintomatico di una patologia più seria</strong>, talvolta di natura psicotica. La gelosia delirante oltre che dal continuo sospetto di infedeltà, si caratterizza anche  per la persecuzione del partner attraverso continue domande e accuse su come ha trascorso la giornata, dov&#8217;è stato e con chi ha parlato. Nei casi peggiori la persona cerca di controllare la vita del partner e intrude continuamente in ogni aspetto della sua esistenza, cercando prove d&#8217;infedeltà.</p>
<h2>Come affrontare un partner tanto geloso?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/gelosia_big1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3022" title="gelosia_big1" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/gelosia_big1-300x200.jpg" alt="gelosia_big1" width="300" height="200" /></a>E&#8217; possibile modificare un delirio di gelosia parlandone o bisogna allontanarsi? E&#8217; leggittimo in questi casi essere preoccupati per la propria incolumità fisica? La risposta a queste domande non è così semplice. Questo perchè la gelosia è un sentimento complesso che si compone di molti aspetti, che vanno dall&#8217;amore, all&#8217;odio, alla paranoia, all&#8217;insicurezza, al disprezzo per se stessi. La gelosia, di solito normale in un rapporto di coppia, diventa un problema quando è impossibile ridurne l&#8217;intensità e quando diventa un pensiero fisso per chi ne soffre.</p>
<p><strong>La gelosia morbosa o delirante è caratterizzata dal fatto di essere totalmente slegata dalla realtà:</strong> la persona si convince talmente dell&#8217;infedeltà del partner, che non riesce a cambiare idea con i normali argomenti della logica o con prove concrete.  Al contrario, sembra che quanto più si cerca di farli ragionare, tanto più si evoca rabbia in loro, generando frustrazione e senso di oppressione nel partner. Questo accade perchè la gelosia in questi casi è solo il sintomo di qualcosa di più serio.</p>
<p>Un delirio di gelosia spesso è totalmente slegato da possibili prove d&#8217;infedeltà. Per queste ragioni è inutile cercare di provare il contrario e l&#8217;insistenza sulle dimostrazioni di innocenza spesso genereranno solo più rabbia. <strong>Il fatto stesso di parlare di delirio implica che ad un certo livello è fuori dalla realtà. </strong>Questo non significa che il delirio sia privo di significato, ma semplicemente che non bisogna legarsi al senso spicciolo delle parole. E&#8217; più utile cercare di capire di cosa ha paura il partner o perchè non si fidi di voi, piuttosto che argomentare per ore su cosa avete fatto il giorno prima.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/gelosia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3020" title="gelosia" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/gelosia.jpg" alt="gelosia" width="300" height="300" /></a>La soluzione, se vi accorgete che non si tratta di normale gelosia, è quella di rivolgervi ad uno specialista. Siccome il partner potrebbe essere resistente alle cure, non trovando niente di strano in quello che fa, può essere opportuno fare una terapia di coppia, in modo che anche voi siate indirizzarvi su quale comportamento tenere. Se i sintomi rivelano un disturbo di natura psicotica, è opportuno rivolgersi anche ad uno psichiatra per una farmacoterapia.</p>
<p>[<a href="http://www.mentalhelp.net/poc/view_doc.php?type=doc&amp;id=33972&amp;cn=4" target="_blank">Of Othello and Delusional Jealousy by Allan Schwartz </a>- Mental help.net]</p>
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