<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Psicozoo - Notizie e Risposte dagli psicologi &#187; amore</title>
	<atom:link href="http://www.psicozoo.it/tag/amore/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.psicozoo.it</link>
	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 May 2013 13:09:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Love addiction: quando l&#8217;amore crea dipendenza</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2013/04/15/love-addiction-quando-lamore-crea-dipendenza/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2013/04/15/love-addiction-quando-lamore-crea-dipendenza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Krizia Curatolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza affettiva]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[LOVE]]></category>
		<category><![CDATA[love addiction]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[perdita]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8914</guid>
		<description><![CDATA[L’amore, vissuto come esperienza positiva e appagante, rientra nei bisogni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080; font-size: 1.5em;">L’amore, vissuto come esperienza positiva e appagante, rientra nei bisogni naturali dell’uomo ma, a volte, quando genera sofferenza e instabilità emotiva può degenerare in una vera e propria forma di dipendenza, meglio definita come </span><span style="font-size: 1.5em; color: #000000;">“dipendenza affettiva”</span><span style="color: #800080; font-size: 1.5em;">.</span></h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2013/04/Heart2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8917" title="Heart2" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2013/04/Heart2.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p>Il concetto di <strong>“love addiction”</strong> definisce uno stato di eccessiva sofferenza legata alla perdita di un affetto. Nonostante questo concetto sia stato ampiamente trattato e discusso in letteratura, non sono stati individuati ancora criteri diagnostici per definirne la patologia. I sintomi della “love addiction” trovano molte affinità con quelli della classica dipendenza da sostanze: un’iniziale euforia in presenza della persona amata che lascia il posto a stati di ansia e depressione in sua assenza. Questo tipo di dipendenza si instaura in coppie disfunzionali in cui, generalmente, uno dei due partner mostra passività verso l’altro.</p>
<p>Alla base di questo tipo di dipendenza vi è, certamente, un forte bisogno di protezione generato da una consistente insicurezza nelle proprie capacità che spinge il soggetto a sviluppare un eccessivo timore nei confronti dei rifiuti e delle perdite. Il partner dipendente, infatti, mostra una totale e completa accondiscendenza verso l’altro giustificata dalla paura di dispiacerlo.</p>
<p><strong> E’ possibile riconoscere la “love addiction” da una serie di caratteristiche:</strong></p>
<ul>
<li>il partner è ossessivo e tende a “costringere”</li>
<li>il legame si basa sulla stagnazione ed è caratterizzato da continue richieste di devozione</li>
<li>il partner rifiuta l’idea di allontanarsi o separarsi dall’amato.</li>
</ul>
<p>Generalmente nella storia personale di chi sviluppa una dipendenza affettiva esiste la provenienza da una famiglia trascurante e la tendenza a identificarsi, nel rapporto di coppia, nel ruolo vissuto con i genitori.</p>
<p>L’aspetto critico relativo alla risoluzione di questo tipo di dipendenza è l’ammissione di avere un problema: è, infatti, molto difficile, distinguere cosa sia normale e cosa sia deviante in una coppia. Quando si riesce ad ammettere l’ esistenza di un effettivo problema è possibile avvalersi del supporto psicologico individuale o far riferimento ai gruppi di auto-aiuto che, in  questo caso, si rivelano particolarmente efficaci in quanto consentono il confronto della propria esperienza con quella altrui e la presa di coscienza delle distorsioni della realtà in atto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p>Guerreschi C., 2005, New addictions. Le nuove dipendenze, Edizioni San Paolo, Milano.</p>
<p>Lavanco G., Croce M., 2008, Psicologia delle dipendenze sociali, McGraw-Hill.</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/03/20/a-letto-con-il-nemico/" title="A letto con il nemico">A letto con il nemico</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/23/quando-il-partner-soffre-di-un-disturbo-psicologico/" title="Quando il partner soffre di un disturbo psicologico">Quando il partner soffre di un disturbo psicologico</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/03/infertilita-di-coppia-e-sessualita/" title="Infertilita&#8217; di coppia e Sessualita&#8217; ">Infertilita&#8217; di coppia e Sessualita&#8217; </a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/01/19/il-giusto-atteggiamento-verso-il-partner/" title="Il giusto atteggiamento verso il partner">Il giusto atteggiamento verso il partner</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/14/quando-nasce-un-figlio/" title="Quando nasce un figlio">Quando nasce un figlio</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/07/quando-un-genitore-si-ammala/" title="Quando un genitore si ammala">Quando un genitore si ammala</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/06/donne-che-scoprono-il-cancro/" title="Donne che scoprono il cancro">Donne che scoprono il cancro</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/05/cancro-e-implicazioni-psicologiche/" title="Cancro e implicazioni psicologiche ">Cancro e implicazioni psicologiche </a> (2)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2013/04/15/love-addiction-quando-lamore-crea-dipendenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>8 cose da fare per una discussione &#8220;ecologica&#8221;</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/04/19/8-cose-da-fare-per-una-discussione-ecologica/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/04/19/8-cose-da-fare-per-una-discussione-ecologica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[AMICI]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[COINVOLGERE]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[ETICHETTE]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[logica]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[OK]]></category>
		<category><![CDATA[PARENTI]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[ragione]]></category>
		<category><![CDATA[situazione]]></category>
		<category><![CDATA[SUOCERE]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8501</guid>
		<description><![CDATA[Nell’articolo precedente ho parlato delle 6 cose da non fare se ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Nell’articolo precedente ho parlato delle 6 cose da non fare se vuoi aiutare qualcuno a cui vuoi bene quando ha un problema o è giù di morale, arrabbiato, preoccupato.</span></h2>
<h2>Non è semplice capire sempre cosa vuole da te la persona che ti sta accanto specie se non parla o liquida la cosa con’non ho niente’.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/04/discussione-ecologica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8503" title="discussione ecologica" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/04/discussione-ecologica.jpg" alt="" width="474" height="239" /></a></p>
<p><strong>I 3 basic</strong></p>
<p>Ognuno di noi vuole sentire che la persona che per noi è importante.</p>
<p><strong>1</strong> capisca in che stato d’animo siamo</p>
<p><strong>2</strong> ritenga importante sapere come ci sentiamo</p>
<p><strong>3</strong> rispetti il nostro diritto di provare rabbia, paura, insicurezza…</p>
<p><strong>Tu cosa vorresti sentirti dire quando ti senti così?</strong></p>
<p><em>So che per te è dura sentirti così</em></p>
<p><em>voglio che sappia che io ci sono sempre, ti sono vicino</em></p>
<p><em>se c’è qualcosa che posso fare per farti sentire meglio, dimmelo</em></p>
<p><em>per me è importante come ti senti</em></p>
<p><strong>Cosa fare</strong></p>
<p><strong>1</strong> contatto visivo</p>
<p>guarda l’altra persona mentre parla. Cerca di riconoscere le emozioni che prova dalle espressioni del viso. Sai riconoscerle?</p>
<p>Molte volte siamo distratti o non interessati.</p>
<p><strong>2</strong> ascolta attivamente</p>
<p>fai domande aperte non domande sì/no che chiudono la comunicazione</p>
<p>esempio-no</p>
<p>sei arrabbiato?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>esempio ok</p>
<p>come ti senti? Cosa senti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le domande aperte iniziano con cosa? Quale…?Come? Quando? Dove?chi?</p>
<p>Evita le domande iniziano con “perché”.</p>
<p>Non servono a trovare una soluzione e spesso mettono sulla difensiva l’altra persona che vive questo tipo di domande come una specie d’interrogatorio sul banco dell’accusa.</p>
<p>Se non sei pronto ad ascoltare perché sei stanco o non è il momento giusto dillo con sincerità piuttosto che far finta di ascoltare.</p>
<p><strong>3</strong> mettiti nei suoi panni</p>
<p>L’empatia (la capacità di riconoscere le emozioni e i sentimenti negli altri) è uno degli elementi base dell’intelligenza emotiva.</p>
<p>Cerca di vedere la situazione con gli occhi dell’altra persona senza giudicare o dire ‘devi fare….’ datti da fare…’</p>
<p>Mettersi nei panni dell’altro lasciando in standby i pensieri personali, il proprio modo di vedere, i giudizi è empatia. Chiedi chiarimenti, spiegazioni invece che dare giudizi.</p>
<p>Mi stai dicendo che……ho capito bene? Puoi spiegarmi meglio?</p>
<p>Se qualcuno è arrabbiato preoccupato in primis ha bisogno di essere accolto,di avere spazio e tempo dall’altro. Non vuole ragionare,filosofare o essere svalutato.</p>
<p>Fai capire all’altro che capisci come si sente proprio perché riesci ad adottare il suo punto di vista non il tuo (che può essere diverso o magari simile).</p>
<p>Il successo di un rapporto affettivo è determinato dal “COME” si comunica</p>
<p><strong>4</strong> accetta il suo disagio, le sue emozioni, il dolore</p>
<p>quando vuoi bene a qualcuno è naturale che vuoi fare il possibile per farlo stare meglio. Qualche volta può essere utile ma altre volte il tuo darti da fare può dargli l’impressione che quello che sta passando è troppo per te,che sei a disagio nell’ascoltarlo.</p>
<p><strong>Meglio dire:</strong> capisco che stai passando un momento difficile,ti sono vicino</p>
<p>È difficile accettare quello che l’altra persona prova, o come si sente.</p>
<p>Se vuoi capire  quel che l’altro sta dicendo, devi partire dal fatto che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva</p>
<p><strong>5</strong> legittima le sue emozioni</p>
<p>Spesso quando qualcuno ci dice ’sono stanco…ho avuto una giornata stressante…tendiamo a svalutare il suo messaggio mettendoci in primo piano ..’E io allora cosa dovrei dire che…..</p>
<p>Per non bloccare la voglia dell’altro di comunicare e confidarsi meglio accettare quello che sta sentendo, vivendo. Per lui/lei è reale anche quando contrasta con le tue opinioni.</p>
<p>‘Ti capisco, se vuoi ne parliamo’Accettare e confermare lo stato emotivo dell’altro va insieme. E’ un regalo che facciamo al nostro partner e a noi stessi.</p>
<p>Dopo l’accettazione potrai chiarire il tuo punto di vista partendo sempre da te.</p>
<p>Io penso che…Io sento che…..</p>
<p><strong>6</strong> Resta sul “qui e ora”</p>
<p>Quando qualcuno vuole parlare di un problema non mettere sul tavolo cose passate o cosa fanno gli altri, cosa faresti tu….</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Due mini-regole da tenere presente per ‘alleggerire l’atmosfera</h2>
<p><strong>regola 1</strong></p>
<p>LASCIA stare LE ETICHETTE E LE PAROLE NON OK</p>
<p>le etichette sotto forma di accusa hanno il difetto di rimanere incollate col vinavil nella memoria.</p>
<p>Accuse e contraccuse, svalutazioni, trattare l’altro come un bambino ….Meglio sdrammatizzare.</p>
<p>Le parole non ok sono:</p>
<ul>
<li><strong>sempre</strong> (tu sei sempre il solito, fai sempre…sono sempre io che…hai sempre il mal di testa…c’è sempre qualcosa che non ti va bene..)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>mai</strong> (non mi ascolti mai, non mi aiuti mai, non mi dici mai…non hai mai voglia…quello che faccio io non ti va mai bene)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>regola 2</strong></p>
<p>EVITA DI COINVOLGERE PARENTI, GENITORI, SUOCERE, AMICI.. invece di semplificare e aiutare, peggiorano la situazione anche se sono in buona fede.</p>
<p>Le discussioni non sono partite di calcio, dove la logica è quella del win/lose (chi vince e chi perde.)</p>
<p>Se non riuscite a gestire i vostri conflitti meglio rivolgersi a chi può realmente aiutarvi a capire come gestire e far crescere il vostro rapporto (psicologo, counselor…)</p>
<blockquote><p><em>C’è amore solo là dove ci possiamo fidare, dove siamo al sicuro, compresi, contenuti e contenti, dove non possiamo essere feriti e delusi, dove la parola data non è mai ritirata</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Umberto Galimberti Le cose dell’amore</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/28/il-rendimento-scolastico/" title="Il rendimento scolastico">Il rendimento scolastico</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/23/morire-per-amore/" title="Morire per amore">Morire per amore</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/01/28/come-parlare-di-divorzio-ai-propri-figli/" title="Come parlare di divorzio ai propri figli">Come parlare di divorzio ai propri figli</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/ansia-e-ossessione-da-rapporto-di-coppia/" title="ansia e ossessione da rapporto di coppia">ansia e ossessione da rapporto di coppia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/03/30/patologicamente-narciso/" title="Patologicamente narciso">Patologicamente narciso</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/05/quando-il-genitore-ha-bisogno-di-cure/" title="Quando il genitore ha bisogno di cure">Quando il genitore ha bisogno di cure</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/28/adolescenti-e-genitori/" title="Adolescenti e genitori">Adolescenti e genitori</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/01/03/educazione-sessuale-a-scuola/" title="Educazione sessuale a scuola">Educazione sessuale a scuola</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/04/19/8-cose-da-fare-per-una-discussione-ecologica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Patologicamente narciso</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/03/30/patologicamente-narciso/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/03/30/patologicamente-narciso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 15:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Anna Gullà</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[accudimento]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[immagine]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>
		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[perfezionismo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[situazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8464</guid>
		<description><![CDATA[Ognuno di noi cerca di vivere in modo da sentirsi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 align="JUSTIFY"><strong></strong><span style="color: #800080;">Ognuno di noi cerca di vivere in modo da sentirsi bene con se stesso: il nostro orgoglio viene aumentato dall&#8217;approvazione e ferito dalla disapprovazione.</span> Ma in alcuni di noi la continua ricerca di “rifornimenti dell&#8217;autostima” tramite conferme provenienti dall&#8217;esterno, eclissa a tal punto tutto il resto, da far parlare gli specialisti di <strong>narcisismo patologico</strong>, termine che indica appunto una sproporzionata preoccupazione per se stessi.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/03/narciso.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-8465" title="narciso" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/03/narciso.jpg" alt="" width="435" height="325" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Nella mitologia greca Narciso era un giovane innamorato del proprio riflesso nell&#8217;acqua, morto per un desiderio che la sua immagine non poteva soddisfare.</p>
<p align="JUSTIFY">Oggi sappiamo che le persone patologicamente narcisistiche sono soprattutto persone nella cui vita interiore <strong>manca</strong> qualcosa, che si sentono spesso vuoti, deboli, inferiori e temono di non essere adeguati, rimuginando in continuazione su risorse come la bellezza, la fama, la ricchezza, sull&#8217;<strong>apparenza</strong> piuttosto che sugli aspetti più privati della loro identità. L&#8217;immagine prende il posto della sostanza, e quella che Jung chiamava la <em>persona</em> (la parte di sé che si mostra al mondo), diventa più reale e sicura dell&#8217;essere autentico. Sono persone esibizioniste, distaccate, emotivamente inaccessibili, spesso dal portamento imponente e sicuro di sé, che solitamente anticipano ogni possibile attacco, attaccando. Caratteristiche nella maggior parte dei casi direttamente riconducibili a difficoltà di base con l&#8217;identità e l&#8217;autostima. Arroganza e sicurezza, quindi, si configurano come comportamenti compensatori di un&#8217;interiorità in cui predominano invidia, vergogna e sensi di colpa.</p>
<p align="JUSTIFY">Un&#8217;importante soluzione difensiva in cui sono spesso intrappolate le persone narcisistiche è il <strong>perfezionismo</strong>: perseguono ideali irrealistici e se non li raggiungono rispondono al fallimento con la convinzione di avere in sé una grave pecca, non accettando la propria umana fallibilità.</p>
<p align="JUSTIFY">Conseguenza frequente del perfezionismo dei narcisisti è il tentativo di evitare ogni sentimento ed azione che esprima la consapevolezza sia della fallibilità personale, sia di una realistica dipendenza dagli altri. Per questo i narcisisti tendono a denegare rimorso e gratitudine: il primo implica l&#8217;ammissione di un difetto, la seconda vuol dire riconoscere il proprio bisogno. Poiché la persona narcisista tenta di edificare un senso di sé positivo sull&#8217;illusione di non avere né difetti, nè bisogni, teme che l&#8217;ammissione di un senso di colpa o di dipendenza tradisca qualcosa di vergognosamente inaccettabile. Scuse sincere e ringraziamenti sentiti, le espressioni comportamentali di rimorso e gratitudine, saranno quindi rigorosamente evitate in queste persone, che per gli stessi motivi si vergognano anche di chiedere qualcosa, trovandosi per questo in situazioni interpersonali in cui sono profondamente infelici perché gli altri non riescono ad intuire i loro bisogni.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli psicologi del sé hanno coniato il termine “<em>oggetto-se</em>” per indicare quelle persone che alimentano il senso di identità e di considerazione di ognuno di noi attraverso la loro conferma, ammirazione ed approvazione. Tutti hanno oggetti-se e ne hanno bisogno, ma la moralità esige che gli altri siano qualcosa di più di oggetti-se, che si riesca a vederli come realmente sono e nei loro bisogni, e non soltanto nei termini di ciò che fanno per noi. Nella persona narcisista, il bisogno degli altri è profondo, ma il suo amore per loro è superficiale.</p>
<p align="JUSTIFY">La letteratura sostiene che alcune persone si comportano in questo modo perché a loro volta sono state usate come appendici narcisistiche dai loro genitori, o da altre figure di accudimento che li hanno apprezzati non per quello che veramente erano, ma solo per il particolare ruolo che svolgevano, facendo credere al bambino che se fossero stati scoperti i suoi reali sentimenti, specialmente quelli ostili o egoistici, sarebbe stato rifiutato o umiliato. Questa situazione favorisce lo sviluppo di quello che Winnicott ha chiamato “falso-Sè”, e cioè la presentazione di quegli aspetti che conosciamo come accettabili.</p>
<p align="JUSTIFY">Da questa prospettiva, sarebbero i bisogni narcisistici nei confronti di un figlio a creare le condizioni per l&#8217;incapacità dello stesso di distinguere tra i propri sentimenti reali e gli sforzi di compiacere o impressionare gli altri.</p>
<h2 align="JUSTIFY">In qualche modo queste persone sono consapevoli della loro fragilità psicologica, temono di essere messe da parte, sentono ad un qualche livello di consapevolezza di avere un&#8217;identità troppo debole per tenerla insieme e per tollerare le tensioni. <span style="color: #800080;">Questi timori inoltre, vengono spesso spostati in una preoccupazione per la salute fisica, con conseguenti pensieri ipocondiraci e morbose paure di morire.</span></h2>
<p align="JUSTIFY">
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/09/26/attaccamento-e-capacita-di-relazione/" title="Attaccamento e capacita&#8217; di relazione">Attaccamento e capacita&#8217; di relazione</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/23/morire-per-amore/" title="Morire per amore">Morire per amore</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/11/19/un-figlio-dislessico-e-bellissimo/" title="Un figlio dislessico e bellissimo">Un figlio dislessico e bellissimo</a> (3)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/11/01/lamico-immaginario/" title="L&#8217;Amico Immaginario">L&#8217;Amico Immaginario</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2013/04/08/adozione-e-attaccamento-i-vissuti-psicologici/" title="Adozione e attaccamento: i vissuti psicologici">Adozione e attaccamento: i vissuti psicologici</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/03/12/i-disturbi-dellapprendimento-riconoscerli-e-curarli/" title="I disturbi dell&#8217; apprendimento: riconoscerli e curarli">I disturbi dell&#8217; apprendimento: riconoscerli e curarli</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/28/il-rendimento-scolastico/" title="Il rendimento scolastico">Il rendimento scolastico</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/10/ladolescenza/" title="L&#8217;adolescenza">L&#8217;adolescenza</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/03/30/patologicamente-narciso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Psico-auguri per voi!</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/12/24/psico-auguri-per-voi/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/12/24/psico-auguri-per-voi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 16:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cinismo]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[indifferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mahatma Gandhi Siate]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[situazione]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8326</guid>
		<description><![CDATA[Natale: tempo di auguri. Ovviamente tutti sperano che le feste ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Natale: tempo di auguri. Ovviamente tutti sperano che le feste possano essere un’occasione per stare bene insieme ai propri cari.</span> Tuttavia, se siete tra quelli che subiscono lo stress di questo periodo o pensate che ci sia ben poco da festeggiare, se vi sentite soli o tristi, se il Natale vi sembra un rito consumistico ormai privo di qualsiasi spiritualità, ecco alcuni suggerimenti che credo possano tornarvi utili.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/victoria-christmas-cards-39.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8327" title="victoria-christmas-cards-39" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/victoria-christmas-cards-39.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p><strong>1. Il giorno di Natale si festeggia tipicamente in famiglia</strong>, con pranzi e cene che sottolineano il valore della festa. Dopo aver impiegato tanto tempo a preparare manicaretti e a decorare la casa, non dimenticate la cosa più importante: le persone. Se siete i padroni di casa non affannatevi a rendere tutto perfetto, sedetevi e dedicate del tempo ai vostri invitati. Se siete ospiti ricordatevi di ringraziare chi si è impegnato a fare del proprio meglio per creare una bella atmosfera.</p>
<p><strong>2. Incontrare quei parenti insopportabili</strong> solo a Natale per voi assomiglia ad una vera tortura? Allora tentate di capire come mai continuate a fare loro visita. Forse state cercando di non dispiacere la mamma, la nonna o il partner. O forse ritenete che almeno una volta all’anno si possa deporre l’ascia di guerra. Dare un senso a quello che facciamo rende il calice meno amaro. Trasformando un sacrificio in una scelta consapevole, anche certe riunioni di famiglia sembreranno più tollerabili.</p>
<p><strong>3. Se pensate di aver speso troppo per regali ed addobbi</strong> in tempi così critici, cercate di non rovinarvi la festa assillandovi con pensieri di questo tipo. Meglio formulare un buon proposito a cui vi atterrete scrupolosamente dopo le feste: farete attenzione ad evitare eccessi e sprechi e la prossima volta sarete più parsimoniosi.</p>
<p><strong>4. Avete da poco interrotto una relazione sentimentale importante</strong> e l’idea di mostrarvi sorridenti davanti agli altri vi atterrisce. Ma passare le feste in completa solitudine non farà che peggiorare le cose. Magari partecipate a qualche evento riservandovi la possibilità di lasciare gli ospiti prima del previsto: capiranno la situazione e nessuno ve ne farà una colpa.</p>
<p><strong>5. Lo stesso vale per tutti quelli che per qualche motivo si sentono “fuori luogo”</strong> a causa della loro tristezza. Ricordate che le persone che provano affetto nei vostri confronti non pretendono che voi siate la quintessenza della felicità. Desiderano solo condividere con voi un momento importante, mentre sarebbe ben più penoso pensarvi da soli con il vostro dolore.</p>
<p><strong>6. Se siete in coppia</strong>, non caricate il partner di aspettative irrealistiche, non pretendete che sia tutto incantevole e magico. In fondo quello che conta davvero è il vostro sentimento. Se desiderate fare qualcosa di unico, dichiaratelo apertamente senza aspettarvi miracolose letture del pensiero. Il vostro compagno non è un organizzatore di eventi. Festeggiate l’amore vero con tutte le sue ombre e le sue imperfezioni.</p>
<p><strong>7. Se invece siete tra coloro che passeranno un Natale sereno</strong>, coinvolgete gli altri intorno a voi, specialmente chi vi sembra più in difficoltà. Piuttosto che lamentarci sempre del cinismo e dell’indifferenza, facciamo qualcosa di concreto. Natale può essere una buona occasione per aiutare chi ne ha bisogno, senza retorica. La solitudine pesa realmente di più in questo periodo.</p>
<p><strong>8. Infine, non perdete mai la speranza e la fiducia</strong> nelle vostre immense possibilità. Anche se il vostro Natale non dovesse essere speciale, ricordate che invece voi lo siete. E quello che non si realizza oggi, lo farete accadere domani. Diceva il Mahatma Gandhi: <em>&#8220;Siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo&#8221;.</em></p>
<h2><span style="color: #800080;">Un augurio affettuoso da me e da tutta la redazione di Psicozoo!</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/05/quando-il-genitore-ha-bisogno-di-cure/" title="Quando il genitore ha bisogno di cure">Quando il genitore ha bisogno di cure</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/19/esiste-la-coppia-ideale/" title="Esiste la coppia ideale?">Esiste la coppia ideale?</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/15/i-rischi-dell%e2%80%99istinto-materno/" title="I rischi dell&#8217;istinto materno">I rischi dell&#8217;istinto materno</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/11/lanziano-oggi/" title="L&#8217;anziano oggi">L&#8217;anziano oggi</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/06/donne-che-scoprono-il-cancro/" title="Donne che scoprono il cancro">Donne che scoprono il cancro</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/07/20/quando-lamore-diventa-unossessione/" title="Quando l&#8217;amore diventa un&#8217;ossessione">Quando l&#8217;amore diventa un&#8217;ossessione</a> (2)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/gravidanza-triste/" title="gravidanza triste">gravidanza triste</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/02/08/i-conflitti-di-coppia-tutto-parte-dai-bisogni/" title="I conflitti di coppia: tutto parte dai bisogni">I conflitti di coppia: tutto parte dai bisogni</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/12/24/psico-auguri-per-voi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La conversazione: famigliarita&#8217; e intimita&#8217;</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/12/06/la-conversazione-famigliarita-e-intimita/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/12/06/la-conversazione-famigliarita-e-intimita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mirabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[esprimere]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mani]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[risposta]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8256</guid>
		<description><![CDATA[Le regole di una buona conduzione di un incontro sottostanno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Le regole di una buona conduzione di un incontro sottostanno alla competenza sociale che l’individuo possiede.</span> Le prime occasioni sociali sono quelle familiari; la famiglia è infatti la prima istituzione che l’individuo incontra e dalla quale impara a conoscere il mondo, anche se non esclude la tendenza a cercare altre relazioni sociali e quindi spazi di intimità e di esperienze di scambio interpersonale calorosi ed empatici.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/Scanno_donne_chiacchiere_01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8257" title="Scanno_donne_chiacchiere_01" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/12/Scanno_donne_chiacchiere_01.jpg" alt="" width="469" height="311" /></a></p>
<p>Comprende inoltre il bisogno di appartenenza che si attua nella costruzione di relazioni interpersonali forti e stabili. Nel rapporto di amicizia si ha una negoziazione del tipo “io ascolto te poi tu ascolti me”: esiste perciò un tacito patteggiamento che può essere riassunto nel concedere e nel rivendicare l’ascolto.</p>
<p><strong> La capacità di metacomunicare</strong> non solo è la condizione imprescindibile per una comunicazione efficace, ma è anche strettamente connessa al livello di consapevolezza che un individuo ha di sé e degli altri. Il ricorso alla convenzionalità può contribuire a diminuire l’ambiguità della comunicazione. L’interrogarsi sulla propria capacità e completezza di comprensione è alla base di un buon rapporto comunicativo. Per questo nei rapporti che implicano intimità si instaurano legami basati su reciproca fiducia, sincerità, cura, risposta al bisogno di stima; si tende a diminuire la distanza tra l’io e il tu per realizzare un noi.</p>
<p>Tra le modalità comunicative che implicano affettività si deve comprendere la <strong>sessualità</strong>. Si ha infatti interazione rituale quando due o più individui sono compresenti, hanno un focus di attenzione condiviso, i loro corpi sono aritmicamente sintonizzati e vi è una chiara percezione dei confini dell’attività in corso, e, quindi, anche dell’eventuale violazione. L’interazione sessuale, anche se esplicata in una diade, contiene tutti gli ingredienti dell’interazione sociale. Il voler bene nascerebbe dall’aver intuito gli obiettivi dell’altro e dall’averli legittimati all’interno del proprio quadro esistenziale. È difficile parlare delle proprie emozioni.</p>
<p><strong> L’emozione spesso blocca il linguaggio</strong>, ma anche quando non lo blocca colui che è emozionato non riesce ad esprimersi completamente. Argyle avanza l’ipotesi secondo la quale le persone tenderebbero tanto ad attrarsi quanto a respingersi e nell’interazione i partner assumerebbero una posizione di equilibrio tra le due tendenze. Proprio per la possibilità che ego possa rendere alter oggetto della sua azione si pone il problema della giusta distanza perché troppa familiarità può portare alla depersonalizzazione. Nell’incontro con l’altro si deve usare discrezione, non violare quelle sfere dell’intimità che rappresentano un vissuto personale e in quanto tale non si vogliono manifestare espressamente.</p>
<p><strong> Discrezione e tatto</strong> devono essere sempre rispettati se non si vuole violare la norma dell’intimità. Nella nostra epoca l’amore è diventato l’unico spazio in cui l’uomo può esprimere veramente se stesso. Essere intimi significa essere irrimediabilmente nelle mani dell’altro. Il riconoscimento delle differenze individuali evita l’inganno dell’immedesimazione ed evidenzia che, anche nel più intenso trasporto d’amore, non si oltrepassa mai la soglia della propria radicale individualità.</p>
<h2>Il noi è dato dalla comunione di benessere e di autonomia, principio presente in tutti i tipi di conversazione, <span style="color: #800080;">in cui deve essere mantenuta l’autonomia e la giusta distanza.</span></h2>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/01/la-circolarita-della-comunicazione-dal-silenzio-ii-p-2/" title="La circolarita&#8217; della comunicazione, dal silenzio &#8211; II p.">La circolarita&#8217; della comunicazione, dal silenzio &#8211; II p.</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/01/la-circolarita-della-comunicazione-dal-silenzio-ii-p/" title="La circolarità della comunicazione, dal silenzio. II p.">La circolarità della comunicazione, dal silenzio. II p.</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/07/20/quando-lamore-diventa-unossessione/" title="Quando l&#8217;amore diventa un&#8217;ossessione">Quando l&#8217;amore diventa un&#8217;ossessione</a> (2)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/14/quando-nasce-un-figlio/" title="Quando nasce un figlio">Quando nasce un figlio</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/24/psico-auguri-per-voi/" title="Psico-auguri per voi!">Psico-auguri per voi!</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/12/il-grande-dono-della-gratitudine/" title="Il grande dono della gratitudine">Il grande dono della gratitudine</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/borderline/" title="Borderline">Borderline</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/12/e-se-il-lavoro-diventa-una-dipendenza-il-workaholism/" title="E se il lavoro diventa una dipendenza? Il workaholism">E se il lavoro diventa una dipendenza? Il workaholism</a> (1)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/12/06/la-conversazione-famigliarita-e-intimita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando il partner soffre di un disturbo psicologico</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/10/23/quando-il-partner-soffre-di-un-disturbo-psicologico/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/10/23/quando-il-partner-soffre-di-un-disturbo-psicologico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 08:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[cosa fare]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[frustrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8014</guid>
		<description><![CDATA[Una strategia per affrontare i momenti critici
Secondo recenti studi, il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Una strategia per affrontare i momenti critici</span></h2>
<h2>Secondo recenti studi, il 38,2% della popolazione europea, ogni anno, va incontro a qualche disturbo psicologico. Come si può dedurre dal dato statistico, quindi, avere accanto una persona che abbia un problema di questo tipo è una condizione piuttosto frequente, anche se tutt’altro che facile da gestire, soprattutto nei momenti più critici.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/partner-malattia-mentale.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8015" title="partner malattia mentale" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/partner-malattia-mentale.png" alt="" width="448" height="299" /></a></p>
<p>In questi casi, le reazioni del partner di fronte ai sintomi della malattia possono essere molto disfunzionali, perché dettate dalla paura o dalla frustrazione, più che da un’attenta analisi del problema. E poiché alcuni disturbi tendono a ripresentarsi con episodi ricorrenti, diventa fondamentale gestire la situazione con modalità forse meno “istintive” ma più efficaci. Invece di improvvisare, infatti, si può cercare di capire esattamente cosa fare per aiutare il partner. A questo scopo, una semplice strategia, raccomandata da alcuni terapeuti, può rivelarsi davvero utile: stilare un elenco di comportamenti da tenere nel caso in cui la situazione peggiori. Avere un piano d’azione per le emergenze, infatti, serve ad eliminare la confusione e il senso di impotenza.</p>
<p><strong>Ecco dei suggerimenti su come procedere.</strong></p>
<p>Per prima cosa è bene che tra i partner ci sia accordo su quali siano i segnali della malattia, cercando di descriverli in modo accurato. Se, ad esempio, un membro della coppia soffre di depressione, alcuni comportamenti come “stare sul divano tutto il giorno”, “non andare al lavoro”, “trascurare il proprio aspetto” potrebbero essere considerati un campanello d’allarme. Se invece il partner soffre di un disturbo d’ansia sarebbe meglio non sottovalutare “il frequente evitamento delle situazioni sociali” o il “continuo rimuginare su ciò che procura ansia”. I partner possono individuare i sintomi che si presentano più spesso, in modo da riuscire a riconoscere con buona approssimazione l’inizio di un nuovo momento critico. Se si hanno dei dubbi o delle difficoltà nell’identificare i segnali della malattia, lo psicoterapeuta o lo psichiatra possono fornire maggiori indicazioni in tal senso.</p>
<p>Successivamente, è bene discutere di come il partner intenda essere aiutato, qualora i segnali facciano presagire l’aggravarsi della sua condizione. Spesso, le persone lamentano che il proprio compagno di vita, nonostante l’amore e l’affetto, in certi momenti non sappia essere d’aiuto. Tuttavia, sono incerte nel riferire cosa il partner dovrebbe concretamente fare per alleviare il loro disagio. Per cercare di capirne di più, dunque, si possono porre alcune domande in riferimento a specifiche situazioni, come ad esempio: “Quando ti senti così giù da non riuscire ad alzarti dal letto, cosa posso fare per aiutarti? Come posso risollevarti?”. “Quando sei arrabbiato e cominci a sbattere porte o rompere oggetti, cosa posso fare per calmarti?”. O ancora: “Come posso convincerti a chiamare il tuo medico e a prendere i farmaci che ti sono stati prescritti?”. Le risposte saranno poi annotate e riportate in una lista. Anche in questa fase, è consigliabile consultare lo specialista, che può aiutare la coppia a selezionare i comportamenti adeguati da adottare. Una volta completata, la lista potrà essere consultata da entrambi i partner che, quindi, saranno in grado di affrontare in maniera proattiva e consapevole i momenti problematici, ogni volta che si ripresenteranno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2013/04/15/love-addiction-quando-lamore-crea-dipendenza/" title="Love addiction: quando l&#8217;amore crea dipendenza">Love addiction: quando l&#8217;amore crea dipendenza</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/11/03/stress-e-impotenza-maschile/" title="Stress e impotenza maschile">Stress e impotenza maschile</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/05/l%e2%80%99ipocondria/" title="L’ipocondria">L’ipocondria</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/14/le-malattie-genetiche-rare/" title="Le malattie genetiche rare">Le malattie genetiche rare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/03/11/dubbi-sulla-relazione-leggittimi-o-ossessioni/" title="Dubbi sulla relazione: leggittimi o ossessioni?">Dubbi sulla relazione: leggittimi o ossessioni?</a> (7)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/26/quando-il-cibo-diventa-un-nemico-la-bulimia/" title="Quando il cibo diventa un nemico: la Bulimia">Quando il cibo diventa un nemico: la Bulimia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/06/donne-che-scoprono-il-cancro/" title="Donne che scoprono il cancro">Donne che scoprono il cancro</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/sono-depressa-meglio-psicofarmaci-o-psicoterapia/" title="sono depressa meglio psicofarmaci o psicoterapia?">sono depressa meglio psicofarmaci o psicoterapia?</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/10/23/quando-il-partner-soffre-di-un-disturbo-psicologico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quanto inquini le tue giornate?</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/10/20/quanto-inquini-le-tue-giornate/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/10/20/quanto-inquini-le-tue-giornate/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 07:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Mister Rompi]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[piacere]]></category>
		<category><![CDATA[Rolling Stones]]></category>
		<category><![CDATA[umore]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=7997</guid>
		<description><![CDATA[Ci risiamo con l’inquinamento dell’aria, dell’acqua..dell’ambiente.
Ma esiste anche un auto- ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #800080;">Ci risiamo con l’inquinamento dell’aria, dell’acqua..dell’ambiente.</span><br />
<span style="color: #800080;">Ma esiste anche un auto- inquinamento. Ci hai mai pensato?</span><br />
Sono tutte le parole velenose che, come polveri sottili entrano nel tuo metabolismo mentale e si accumulano sulla superficie del tuo pianeta.<br />
Risultato?<br />
Pensieri di piombo che ti appesantiscono</span></span></h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/mind-pollution.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7998" title="mind pollution" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/mind-pollution.jpg" alt="" width="346" height="330" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Quante volte hai detto o pensato:’ avrebbe dovuto capire, dovrebbe comportarsi meglio..dovresti aiutarmi/ascoltare/…?</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Il famigerato verbo</strong></span></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
Qual è il verbo da bannare?<br />
Il verbo </span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>dovere </strong></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">padre di molte frustrazioni e delusioni.<br />
Quante volte l’hai usato riguardo a quelli che gli altri ‘dovrebbero’ fare nei tuoi confronti?</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Le aspettative</strong></span></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
Tutti abbiamo delle aspettative…giusto.<br />
Ma cosa succede se quello che ti aspetti e dai quasi per scontato al 90%.<br />
non succede? Ma come..e io che pensavo….</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Ogni volta che un’aspettativa fa flop come ti senti?<br />
Ti arrabbi? Sei deluso? Mediti una specie di vendetta a rate? (la prossima volta…lo ripago con la stessa moneta.)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Non è tanto la situazione, la differenza, il gap fra ciò che succede e ciò che invece ti aspettavi che ti fa re-agire.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">La vita e gli altri non sempre ci accontentano o fanno quello che noi vorremmo.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Il mondo è bello perché è vario</strong></span></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
Ognuno ha il suo modo di vedere. E’ irrazionale pensare che tutti abbiano i nostri standard, il nostro metro di giudizio o siano sempre pronti a capire al volo se abbiamo bisogno di rassicurazioni, di supporto, di coccole….</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>La parola “chiave”</strong></span></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
Scomodo per un momento il Vangelo :’ </span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>CHIEDETE ..e vi sarà dato’</em></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
Chiedere è lecito,no?<br />
Basta chiedere se qualcuno non ci arriva.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">A cosa serve  mugugnare e a far crescere la rabbia,il risentimento come se fosse una ciotola di panna da montare?<br />
Fa male solo al fegato e all’umore.<br />
Una canzone dei Rolling Stones dice ‘you can’t always get what you want’ (non puoi avere sempre ciò che vuoi).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">E’ importante accettare che non è possibile avere sempre le cose, le persone, le situazioni come si vorrebbero e quando le vorremmo.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Un’infezione acuta: la doverite</strong></span></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><br />
La doverite traduce il tutto in termini di cosa si dovrebbe o non si dovrebbe fare (tu o gli altri)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">-verso se stessi (devo comportarmi bene, devo aver ragione,devo essere accettato da…<br />
-verso gli altri (i colleghi devono trattarmi bene…devono comportarsi come io mi comporterei)<br />
-verso le situazioni (le cose che mi succedono devono essere proprio come io pretendo che siano).<br />
Se un partner o una persona amica ti da’ una mano,ti sta vicino solo perche’ si sente obbligato a farlo e non perché ‘vuole’ farlo come ti sentiresti?<br />
Il senso del dovere non ha senso in una relazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Quando c’e’ di mezzo il dovere significa che stai ‘rispondendo’ a quella voce dentro di te che dice ‘devi farlo perché altrimenti ti sentirai in colpa perché, si fa così ….<br />
Sentirsi obbligati verso una persona  e’ agli antipodi rispetto al voler bene o all’amore.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">In una relazione equilibrata e adulta non c’e’ il “bisogno” di ricevere e nemmeno il “bisogno” di dare.<br />
Si sente il desiderio di ricevere affetto, amore, aiuto, piacere e si sente disponibilità a dare le stesse cose all’altra persona.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">I VARI  devo..dovrei..dovresti…provengono dall’ interno,dalla’voce’ di quel Mister Rompi che giudica secondo i criteri<br />
-questo e’ giusto..questo e’ sbagliato<br />
-in questa situazione ci si comporta così</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Io dovrei</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">significa</span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>:</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">IO NON VOGLIO ma ‘qualcuno mi obbliga a….<br />
</span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Tu dovresti</strong></span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">significa</span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"> esattamente IO VOGLIO CHE TU… ma so che tu la pensi in un altro modo.<br />
E’ mettersi nel ruolo del genitore e trattare l’altra persona come un bambino.<br />
Ogni giorno quasi senza accorgercene usiamo una lunga lista<br />
devo andare  a trovare x<br />
non avrei dovuto fare questo errore<br />
dovrei finire di ….<br />
dovresti arrivare più puntuale<br />
dovrebbe trattarmi con più rispetto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Come in palestra si esercitano i muscoli e si da’ una nuova forma al proprio corpo, prova la prossima volta a esercitarti e sostituire i devo/non devo ..dovrei con<br />
</span></span><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Io scelgo…<br />
Io voglio…<br />
</strong></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Cosa voglio adesso veramente?</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">MEMO</span></span></span><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong><br />
</strong></span></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Se DEVI scegliere non è una scelta, è un obbligo, una decisione.<br />
</span></span></span><span style="color: #008000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Se VUOI scegliere, non è una scelta, è un desiderio.<br />
</span></span></span><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Verdana,serif;"><span style="font-size: x-small;">Se non t’interessa, non è una scelta, è una reazione.</span></span></span></p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2013/04/09/balbuzie-consigli-per-i-genitori/" title="Balbuzie: consigli per i genitori">Balbuzie: consigli per i genitori</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/epigenetica-e-omosessualita/" title="Epigenetica e omosessualità">Epigenetica e omosessualità</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/01/autostima-e-immagine-labc-della-prima-impressione/" title="Autostima e immagine: l&#8217;ABC della prima impressione">Autostima e immagine: l&#8217;ABC della prima impressione</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2013/03/04/lo-sviluppo-del-linguaggio-dei-bambini/" title="Lo sviluppo del linguaggio dei bambini">Lo sviluppo del linguaggio dei bambini</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/problemi-scrittura/" title="problemi scrittura">problemi scrittura</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/endometriosi-ripudio-per-presunta-sterilita-ricerca-alternativa-di-gravidanza/#answer-8548" title=""></a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/12/anno-nuovo-immagine-nuova-i-3-killer-da-neutralizzare/" title="Anno nuovo, immagine nuova: i 3 killer da neutralizzare">Anno nuovo, immagine nuova: i 3 killer da neutralizzare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/18/anno-nuovo-immagine-nuova-2-passi-per-cambiare/" title="Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare">Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/10/20/quanto-inquini-le-tue-giornate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Reazioni psicologiche all&#8217;aborto spontaneo</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/10/19/reazioni-psicologiche-allaborto-spontaneo/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/10/19/reazioni-psicologiche-allaborto-spontaneo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 06:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tatiana De Santis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[elaborare]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esprimere]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[padri]]></category>
		<category><![CDATA[perdita]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>
		<category><![CDATA[vergogna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=7934</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;esperienza di un aborto spontaneo è un evento tutt&#8217;altro che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">L&#8217;esperienza di un aborto spontaneo è un evento tutt&#8217;altro che raro e può interessare la vita di qualunque donna:</span> infatti, secondo una stima probabilistica, sembra che almeno il 15% delle gravidanze clinicamente riconosciute esiti in un aborto spontaneo entro il terzo trimestre.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/aborto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7936" title="aborto" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/aborto.jpg" alt="" width="500" height="267" /></a></p>
<p>L&#8217;esperienza dell&#8217;aborto è un&#8217;esperienza traumatica, e può essere vissuta dalla donna come tale sia sul piano fisico (dolore, perdita di sangue, ospedalizzazione, revisione della cavità uterina) che su quello psicologico ed emozionale.</p>
<p>In seguito ad un aborto spontaneo si manifestano generalmente sentimenti di dolore e di tristezza legati alla perdita del figlio immaginato, alla perdita della maternità, al fallimento della propria capacità riproduttiva.</p>
<p>Il legame d&#8217;amore tra madre e bambino si crea fin dalle prime settimane di gravidanza, già nel momento della prima ecografia. Quando avviene un aborto, sia esso nel primo o nel secondo trimestre, si verifica in modo violento e improvviso l&#8217;interruzione di questo legame: viene a mancare l&#8217;oggetto d&#8217;amore. Interviene un sentimento di dolore, di tristezza, di angoscia, di colpa, di rabbia. Questa esperienza di lacerazione, tra il prima ed il dopo, è comune a tutte le donne che perdono un bambino in gravidanza, indipendentemente dall&#8217;epoca gestazionale.</p>
<p>Non si possono descrivere in modo esaustivo tutte le emozioni e tutti i pensieri sperimentati dalle madri e dai padri colpiti da questa perdita improvvisa, tuttavia ci sono vissuti estremamente comuni. Tra le emozioni ed i pensieri più frequenti troviamo una dolorosa sensazione (sia fisica che mentale) di vuoto e sbigottimento. Alcune donne avvertono una sensazione di irrealtà associata a tristezza, che può combinarsi ad agitazione e tendenza a tenersi estremamente occupate, quasi per poter evitare di pensare all&#8217;accaduto e soffermarsi sulle emozioni associate. Nei giorni successivi sono spesso presenti emozioni della sfera negativa, come tristezza, angoscia, senso di colpa e notevole rimuginio (&#8220;<em>è colpa mia, avrei dovuto/non avrei dovut</em>o&#8230;&#8221;), alternato talvolta ad apatia e a reazioni depressive. Anche i sentimenti di vergogna e di perdita di autostima sono piuttosto frequenti.</p>
<h2> Non bisognerebbe mai sottovalutare le conseguenze della portata emotiva associata ad un aborto. Sono personalmente convinta che in seguito a questa esperienza traumatica sia assolutamente necessaria l&#8217;elaborazione delle emozioni negative connesse. <span style="color: #800080;">Numerose ricerche dimostrano infatti che un supporto psicologico, che aiuti la donna o la coppia ad esprimere ed elaborare in maniera adeguata il dolore per la perdita, può evitare la caduta in depressione o il manifestarsi di altri disturbi psichici.</span></h2>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/02/aborto-del-primo-trimestre-evento-stressogeno/" title="Aborto del primo trimestre evento stressogeno">Aborto del primo trimestre evento stressogeno</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/03/20/a-letto-con-il-nemico/" title="A letto con il nemico">A letto con il nemico</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/14/quando-nasce-un-figlio/" title="Quando nasce un figlio">Quando nasce un figlio</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/13/i-tempi-del-lutto/" title="I tempi del lutto">I tempi del lutto</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/24/la-depressione-post-partum/" title="La depressione post-partum">La depressione post-partum</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/15/i-rischi-dell%e2%80%99istinto-materno/" title="I rischi dell&#8217;istinto materno">I rischi dell&#8217;istinto materno</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/03/infertilita-di-coppia-e-sessualita/" title="Infertilita&#8217; di coppia e Sessualita&#8217; ">Infertilita&#8217; di coppia e Sessualita&#8217; </a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/26/vaginismo-lamore-difficile/" title="Vaginismo: l&#8217;amore difficile">Vaginismo: l&#8217;amore difficile</a> (1)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/10/19/reazioni-psicologiche-allaborto-spontaneo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morire per amore</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/09/23/morire-per-amore/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/09/23/morire-per-amore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 07:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Ceccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[lasciarsi]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[PAROLA]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[URLARE]]></category>
		<category><![CDATA[vista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=7779</guid>
		<description><![CDATA[E’ inevitabile che, prima o poi, durante il percorso della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">E’ inevitabile che, prima o poi, durante il percorso della vita, ci troviamo costretti a dover affrontare un dolore che può essere scatenato da eventi diversi, come la morte di una persona cara, una separazione, un improvviso licenziamento lavorativo, una forte delusione d’amore…</span></h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/mal-damore-foto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7780" title="mal-damore-foto" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/mal-damore-foto.jpg" alt="" width="450" height="333" /></a></p>
<p>E’ su questo tipo di situazione che vorrei soffermarmi per approfondire le dinamiche disfunzionali che possono scatenarsi alla fine di un amore. Le delusioni d’amore spesso vengono banalizzate, soprattutto quelle degli adolescenti “che sarà mai…morto un papa…”, o “chiusa una porta si apre…”, frasi e parole che non servono in quanto spesso, quel papa e quella porta ormai chiusa, diventano un qualcosa di più grande e che assume significati che vanno al di là dell’allontanamento della persona amata.</p>
<p>Se agli occhi degli altri è solo la fine di una storia d’amore che “normalmente” non dovrebbe portare nessun tipo di strascichi futuri, per chi vive il dolore quello stesso evento può risultare devastante. Soprattutto se si è già “portatori” di un vissuto interiore doloroso e dilaniante, quella “semplice” delusione può andare ad intaccare un’area personale già precaria e quindi suscitare problemi nella costruzione di una buona autostima. Questo fallimento può rappresentare la prova che si è realmente dei falliti, che si ha un carattere insopportabile o che nessuno potrà mai amarci per questo.</p>
<p>In questo caso il dolore diviene sempre più acuto e si trasforma man mano in angoscia. Questo succede perché quell’area colpita rappresenta il punto focale e la ragione stessa di vita, in quanto in essa si è investito tutta la propria emotività.</p>
<p>Gli amici, genitori, parenti si perdono di vista lungo il cammino, il dolore che si prova ingoia tutto e tutti e la solitudine fa da padrone. L’evento scatenante inizia a non contare più, ma è il significato che esso assume per la persona abbandonata a diventare l’enigma da risolvere, un significato invisibile agli occhi esterni. Questa invisibilità, però è pericolosa in quanto permettere alla solitudine di incalzare sempre di più, insinuandosi e divenendo isolamento fisico e psichico.</p>
<p><strong>Quindi:</strong> delusione, dolore, angoscia ed isolamento psichico, se a tutto ciò poi si somma l’impossibilità e incapacità di comunicare con chi ci sta attorno, ecco che la semplice e classica delusione diviene disperazione che acceca e confonde.</p>
<p>Si assottiglia quindi sempre di più il confine tra dolore psichico e male fisico, si pensa allora alla morte, al suicidio come unica via d’uscita, si è convinti di essere un peso per i propri cari e per se stessi. Il suicidio che viene ricercato, però, non è per forza di cose l’atto estremo e cioè quello che fa smettere di battere il cuore, spesso si decide di morire proprio lasciando battere un cuore anestetizzato, lasciandolo sopravvivere difendendolo da ulteriori coinvolgimenti emotivi.</p>
<p>Spesso, quindi, si prendono in considerazione strade alternative, devianti e patologiche, porte di emergenza da utilizzare quando ci si sente ormai in trappola. Una strada che invece consiglio e che aiuta a liberarsi da questa trappola, è quella della PAROLA e se ciò significa URLARE, ben venga! Urlare il proprio dolore ha come conseguenza la condivisione, il confronto e l’ascolto, tutto ciò che è contrario alla chiusura. Dunque, il coraggio nel lasciarsi aiutare e supportare da chi è in grado di accogliere e da chi avendo gli strumenti conoscitivi per farlo, può scavare e analizzare quel dolore e quel significato muto e invisibile agli altri. Si può cominciare così un cammino verso il recupero e la consapevolezza che l’angoscia può trasformarsi anche in altro e non solo in male fisico. Scoprire che fuori c’è un mondo che con la sua luce può far sparire i fantasmi interiori più spaventosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/problemi-di-cibo/" title="problemi di cibo">problemi di cibo</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/03/30/patologicamente-narciso/" title="Patologicamente narciso">Patologicamente narciso</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/22/a-proposito-di-adozione/" title="A proposito di adozione">A proposito di adozione</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/09/e-bello-cio-che-e-bello/" title="E&#8217; bello ciò che è bello">E&#8217; bello ciò che è bello</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/04/19/8-cose-da-fare-per-una-discussione-ecologica/" title="8 cose da fare per una discussione &#8220;ecologica&#8221;">8 cose da fare per una discussione &#8220;ecologica&#8221;</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/25/la-famiglia-immigrata/" title="La famiglia immigrata">La famiglia immigrata</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/28/il-rendimento-scolastico/" title="Il rendimento scolastico">Il rendimento scolastico</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/19/reazioni-psicologiche-allaborto-spontaneo/" title="Reazioni psicologiche all&#8217;aborto spontaneo">Reazioni psicologiche all&#8217;aborto spontaneo</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/09/23/morire-per-amore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amore e senso della vita: i genitori</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2011/09/20/amore-e-senso-della-vita-i-genitori/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2011/09/20/amore-e-senso-della-vita-i-genitori/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mirabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori e Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[azioni]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[esprimere]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[limiti]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=7767</guid>
		<description><![CDATA[Educare trasmettendo amore e non collera, un percorso educativo per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Educare trasmettendo amore e non collera, un percorso educativo per genitori moderni che hanno voglia di crescere insieme ai loro figli.</span></h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/genitori-e-figli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7768" title="genitori-e-figli" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/genitori-e-figli.jpg" alt="" width="478" height="367" /></a></p>
<p>L&#8217;educazione non ha luogo solo nelle aule scolastiche ma quando la famiglia è riunita a tavola ed i suoi componenti cercano di dare senso agli avvenimenti della giornata.</p>
<p>La famiglia è la bussola, l’ancora, l’amore, di cui ogni bambino ha bisogno per affrontare la vita. Il bambino va capito più che accontentato, vanno accolte le sue domande, i suoi perché e le sue insoddisfazioni o paure. Il nutrimento fisico si incontra con il nutrimento spirituale. Il bambino chiede cibi buoni:alimenti, amore, calore, tenerezza. E’ necessario fare attenzione all’inquinamento fisico, ambientale ma anche a quello emozionale e spirituale. La paura e l’ansia inquinano fortemente il sentiero della crescita umana. Il bambino immagazzina, nella propria mente e nel proprio essere, ciò che noi adulti siamo, come ci comportiamo, quali relazioni abbiamo con lui, cosa pensiamo di lui. Il bambino ci porta dentro come “Maestri”. E’ allora fondamentale conoscersi nei limiti e nei talenti. La saggezza inizia dalla conoscenza di sé. Al bambino non va dato tutto, molte cose richiedono attesa ed impegno. E’ necessario e fruttuoso essere fermi, gentili ed amorevoli. Il rimprovero è auspicabile ma attenzione allo sguardo. Quest’ultimo non deve esprimere collera o ostilità. Il rimprovero si dimentica, non l’espressione del volto. Non deve essere il risultato di nervosismi.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Le azioni investite di collera trasmettono collera, non insegnamenti. </span></h2>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/02/come-affrontare-le-fobie-dei-bambini/" title="Come affrontare le fobie dei bambini?">Come affrontare le fobie dei bambini?</a> (3)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/28/adolescenti-e-genitori/" title="Adolescenti e genitori">Adolescenti e genitori</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/02/25/aiutare-un-figlio-a-stare-con-gli-altri-ii-parte/" title="Aiutare un figlio a stare con gli altri &#8211; II parte">Aiutare un figlio a stare con gli altri &#8211; II parte</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/ansia-e-ossessione-da-rapporto-di-coppia/" title="ansia e ossessione da rapporto di coppia">ansia e ossessione da rapporto di coppia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/19/ho-paura-di-viziare-mio-figlio/" title="Ho paura di viziare mio figlio">Ho paura di viziare mio figlio</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/24/lobesita-infantile/" title="L&#8217;obesita&#8217; infantile">L&#8217;obesita&#8217; infantile</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/12/22/emozioni-i-canali-di-espressione/" title="Emozioni: i canali di espressione">Emozioni: i canali di espressione</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/11/19/un-figlio-dislessico-e-bellissimo/" title="Un figlio dislessico e bellissimo">Un figlio dislessico e bellissimo</a> (3)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2011/09/20/amore-e-senso-della-vita-i-genitori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
