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	<title>Psicozoo - Orientarsi nella giungla della mente</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Fromm: il bisogno di amare</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 07:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da dove nasce il bisogno di amare, il motore più ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Da dove nasce il bisogno di amare, il motore più insondabile dell&#8217;uomo? </span>Ne leggiamo una delle più classiche interpretazioni, tratta da L&#8217;arte di amare&#8221; di Erich Fromm.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/bisogno-amore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3706" title="bisogno amore" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/bisogno-amore.jpg" alt="" width="451" height="299" /></a></p>
<blockquote><p>Il bisogno di amare è il bisogno fondamentale dell’uomo, superiore per urgenza a quello della fame, della sete o dello stesso &#8220;sesso&#8221;, in quanto per soddisfarlo questi ultimi possono anche essere messi a tacere. Da dove nasce questo bisogno?</p>
<p>L&#8217;uomo è cosciente di sé stesso come realtà unica e irripetibile, della propria individualità. Questa coscienza di sé stesso come realtà separata, la consapevolezza della propria breve vita, del fatto che è nato senza volerlo e che contro la propria volontà morirà; che morirà prima di quelli che ama, o che essi moriranno prima di lui, il senso di solitudine, d&#8217;impotenza di fronte alle forze della natura e della società, possono rendergli insopportabile l&#8217;esistenza. Diventerebbe pazzo, se non riuscisse a rompere l&#8217;isolamento, a unirsi agli altri uomini, al mondo esterno.</p>
<p>Il senso di solitudine provoca l&#8217;ansia; anzi, è l&#8217;origine di ogni ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci penetrare attivamente nel mondo che circonda.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/bisogno-erichfromm7.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3708" title="bisogno erichfromm7" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/bisogno-erichfromm7-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>Questo profondo bisogno dell&#8217;uomo, dunque, è il bisogno di superare l&#8217;isolamento, di evadere dalla prigione della propria solitudine. L&#8217;impossibilità di raggiungere questo scopo porta alla pazzia, poiché il panico della completa separazione può essere vinto solo da un isolamento dal mondo esterno così totale, da cancellare il mondo esterno, dal quale si è separati, e così scompare il senso di separazione.</p>
<p>L&#8217;uomo &#8211; di qualsiasi età e civiltà &#8211; è messo di fronte alla soluzione di un eterno problema: il problema di come superare la solitudine e raggiungere l&#8217;unione.</p></blockquote>
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		<title>Cefalea: un dolore per tante diagnosi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuropsicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La cefalea, l&#8217;urente mal di testa che limita la vita ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">La cefalea, l&#8217;urente mal di testa che limita la vita di tante persone, non può essere considerato un disturbo a se stante, ma dipende da una serie di fattori che vanno identificati per risolvere o perlomeno attenuare il problema. </span>Per 3 milioni di italiani si tratta di un disturbo cronico, mentre 8 milioni ne soffrono in modo occasionale ma ricorrente. <span style="color: #800080;">Quando chiedere aiuto?</span> Se si hanno più di 3 attacchi un mese, se il dolore parte improvvisamente o se dopo 4- 5 giorni di farmaci non passa.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea-copertina.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3701" title="cefalea copertina" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea-copertina.jpg" alt="" width="470" height="332" /></a></p>
<p><strong>I numeri? </strong>Degli 8 milioni di italiani che periodicamente ne soffrono, in 6 milioni il mal di testa assume la forma di emicranie intense e pulsanti, spesso associate a nausea, vomito o ipersensibilità a luci e suoni. Ben il 4% delle persone nel mondo soffre di cefalea ogni giorno, in modo particolare le donne con un rapporto di 4 a 1 rispetto agli uomini. Il dolore può essere così forte da compromettere le normali attività lavorative e sociali, causando forte disagio in chi ne soffre.</p>
<p>La cefalea può essere innescata da un&#8217;ampia varietà di fattori che vanno dal colpo di freddo, allo stress, ad un momento di tensione, all&#8217;attività sessuale, al colpo di tosse o ad una postura scorretta. Ne esistono circa 200 varietà diverse, fino a quelle più urenti come la cefalea a grappolo, che per l&#8217;intensità del dolore sono paragonibili ad una colica renale, se non addirittura al parto.</p>
<h2>Le forme</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea-malditesta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3702" title="cefalea malditesta" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea-malditesta.jpg" alt="" width="187" height="235" /></a>Possiamo suddividere le cefalee in forme <strong>primarie</strong>, in cui non si può identificare una precisa causa e forme <strong>secondarie</strong>, che dipendono da altri fattori quali traumi, infezioni o abuso di sostanze. Tra le forme primarie, la più diffusa è l&#8217;<strong>emicrania</strong> che colpisce il 18% delle persone, in particolare le donne. <em>&#8220;L’emicrania è accompagnata da un  dolore piuttosto acuto, pulsante e  ricorrente che può durare da un  minino di qualche ora fino a un massimo  di tre giorni. Inizia da un lato  della testa fino a coinvolgere fronte  e tempie&#8221;</em>- spiega il dottor <strong>Piero Barbanti</strong>, direttore dell&#8217;Unità cefalee all&#8217; Istituto San  Raffaele Pisana di Roma. Molto diffusa è anche la cefalea tensiva, in cui si contraggono i muscoli di spalle e collo creando un cerchio che avvolge la testa. <em>&#8220;Infine&#8221; </em>–  aggiunge Barbanti – <em>&#8220;c’è la cefalea a grappolo, abbastanza  rara e molto  dolorosa. Il male è intenso, monolaterale e si concentra  intorno  all’occhio e lo zigomo, le crisi si susseguono a intervalli  brevi e  durano un’ora o due. Ma ci sono casi che arrivano anche fino a  tre  giorni&#8221;</em>.</p>
<h2>Cosa fare</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3700" title="cefalea2" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea2.jpg" alt="" width="262" height="319" /></a>Poichè il mal di testa è un sintomo diffuso tra le persone, molto spesso si tralascia evitando di curarlo appropriatamente. <strong>Del tutto sbagliato.</strong> Se il mal di testa persiste bisogna rivolgersi al medico di famiglia, che ci consiglierà la strada più adatta per risolvere il problema. <em>&#8220;Il dolore del mal di testa non è una vera e propria malattia&#8221; </em>– continua il dottor Barbanti –<em> &#8220;Chi ne soffre deve capire che il problema  va curato e serve una  diagnosi precisa. Il paziente può aiutare il medico in questo compito  registrando su un diario le caratteristiche salienti del proprio mal di  testa. Descrivere la frequenza degli attacchi, sede, durata e intensità  del dolore e i fenomeni di accompagnamento sono il punto di partenza per  combattere il problema&#8221;</em>. <em>Bisogna fare attenzione se il mal di testa che si ha è diverso da  quelli avuti in passato</em> &#8211; aggiunge Barbanti &#8211; <em>o se si comincia ad avere  frequenti mal di testa che prima non si avevano, o ancora se ci si  accorge di &#8217;sopravvivere&#8217; andando avanti ad analgesici&#8221;.</em></p>
<p><strong>Quando arriva un normale mal di testa</strong> è importante riposare in un ambiente buio e silenzioso, provare a modificare alcune abitudini, ad esempio evitare l&#8217;alcol, mangiare adeguatamente e non digiunare. Si può inoltre ricorrere ai classici farmaci di automedicazione (aspirina o nimesulide). Tuttavia, se la cefalea è frequente bisogna evitare di assumere autonomamente farmaci consigliati da amici e parenti, che possono dare un sollievo immediato, ma non risolvono il problema alla fonte. Se il mal di testa diventa un problema ricorrente, è opportuno rivolgersi al medico.</p>
<h2>Quando il mal di testa è psicologico</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea-migraine.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3703" title="cefalea migraine" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cefalea-migraine-230x300.jpg" alt="" width="133" height="174" /></a>In alcuni casi, il mal di testa può essere una modalità di difesa per sopportare forti tensioni emotive. Quando subiamo un intenso stress, quando siamo molto arrabbiati o tristi, il mal di testa crea una sorta di nebbia mentale che ci auta a non pensare. Alcune persone, anche se inconsapevolmente, preferiscono un dolore fisico alla sofferenza morale. Ovviamente, ricorrere prima al medico è necessario, per escludere una causa organica.</p>
<p>[<a href="http://canali.kataweb.it/salute/2010/03/03/mal-di-testa-per-8-milioni-di-italiani-medicinali-si-ma-con-cautela/" target="_blank">Sesso, lavoro e alimentazione: i 200 volti della cefalea</a> - Repubblica.it]<br />
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		<title>Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Novità per le paralisi cerebrali infantili, che vengono come al ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Novità per le paralisi cerebrali infantili, che vengono come al solito dalle cellule staminali. La sperimentazione è stata avviata negli Stati Uniti, con una partecipazione anche dell&#8217;Italia. <span style="color: #000000;">Che ci sia finalmente una strada per questa patologia finora ritenuta incurabile?</span></span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/paralisi-cellule-staminali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3686" title="paralisi cellule staminali" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/paralisi-cellule-staminali.jpg" alt="" width="500" height="284" /></a><br />
</span></span></p>
<p>La <strong>paralisi cerebrale infantile</strong> è una patologia che deriva da una lesione precoce del sistema nervoso centrale, verificatasi in epoca prenatale, perinatale o postnatale e comunque entro i 3 anni di vita del bambino (periodo in cui si completa buona parte dello sviluppo cognitivo di un individuo). A causa della lesione, alcune funzioni non si sviluppano o si sviluppano parzialmente, causando invalidità permanente nelle aree sensoriali, cognitive e soprattutto del movimento. Sebbene grazie alla riabilitazione e alla chirurgia possano verificarsi dei migliramenti, finora per questa problematica non esiste una vera e propria cura.</p>
<p><strong>Fino ad oggi almeno. </strong>Una recente sperimentazione sugli animali ha dato effetti significativi, ragion per cui la Food and Drug Administration ha avviato una sperimentazione per valutare gli effetti delle staminali sui bambini colpiti da paralisi cerebrale infantile. La ricerca si tiene presso l’università della Georgia, anche grazie ai finanziamenti dell&#8217;Associazione Figli Inabili della Banca d&#8217;Italia.</p>
<h2>La ricerca</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/paralisi-staminali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3688" title="paralisi staminali" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/paralisi-staminali.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Lo studio vedrà coinvolti 40 bambini fra i 2 e i 12 anni, affetti da paralisi cerebrale infantile, che non siano in grado di camminare o di sedere in maniera indipendente, ma che non soffrano di crisi epilettiche. I bambini verranno sottoposti ad esame neurologico, dopo il quale, 20 riceveranno un placebo, mentre altri 20 saranno sottoposti al trattamento. Nel loro liquido cerebrale saranno inettate cellule staminali estratte dal loro cordone ombelicale, conservato dai genitori alla nascita presso la Banca del Cordone Ombelicale di Tucson, in Arizona. Il fatto di somministrare  <strong>cellule staminali autologhe</strong> (cioè del bimbo stesso, raccolte in precedenza conservando il cordone  ombelicale alla nascita), rende la sperimentazione molto più sicura perchè elimina il rischio di rigetto. Dopo 3 mesi ci sarà un nuovo esame neurologico effettuato da medici che non saranno a conoscenza del tipo di trattamento ricevuto e potranno verificare l&#8217;eventuale presenza di miglioramenti.</p>
<p><strong>Si tratta del primo studio rigoroso sui bambini con le cellule staminali.</strong> Negli animali, le staminali si sono finora dimostrate in grado di riparare le cellule cerebrali danneggiate e sostituire quelle morte, ma per ovvie ragioni di carattere etico, le stesse metodologie sono state sperimentate sull&#8217;uomo solo in casi isolati. <em>&#8220;Finora sono state raccolte solo evidenze aneddotiche&#8221; </em>– ha affermato <strong>James  Carroll</strong>, neurologo e pediatra presso l&#8217;università della Georgia che  coordina la ricerca –<em>&#8220;In alcuni casi i  bimbi trattati con l&#8217;infusione sono migliorati vistosamente, ma nessuno  ha mai iniziato un trial clinico vero e proprio&#8221;</em>.</p>
<p>Ovviamente uno studio di tale portata sta creando enormi aspettative nelle famiglie e negli operatori del settore, anche se Carroll precisa : <em>&#8220;Non pensiamo che le staminali possano curare in maniera definitiva la paralisi cerebrale, speriamo però che possano modificarne il corso per far sì che la vita dei bambini che ne soffrono sia meno dura&#8221;.</em></p>
<h2><span style="color: #800080;">Ci auguriamo che la ricerca sulle staminali vada avanti e porti dei buoni risultati, affinchè nessuna malattia possa essere più definita incurabile.</span></h2>
<p>[<a href="http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_marzo_03/staminali-paralisi-cerebrale-infantili_00661a7a-2699-11df-b168-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Cellule staminali contro la paralisi cerebrale infantile </a>- Corriere.it]<br />
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		<title>Il sesso spiegato dai reality</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 07:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlare di sessualità con i giovani non è facile per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Parlare di sessualità con i giovani non è facile per gli adulti, che spesso non ne compredono e non ne condividono linguaggi, fantasie e desideri. </span>Come si può destare l&#8217;attenzione dei ragazzi per educarli a comportamenti responsabili? Forse proprio attraverso la cattiva maestra tv.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/adolescenti_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3677" title="adolescenti_1" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/adolescenti_1.jpg" alt="" width="477" height="153" /></a></p>
<p>La proposta di un decalogo da seguire quando in tv si parla di sesso, viene dalla <strong>Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO)</strong>. I giovani tengono in grande conto e si identificano con i protagonisti dei reality, di alcuni telefilm o dei talent show. Chi meglio di loro può quindi dare il buon esempio con un modello responsabile di comportamento? Se un personaggio del “Grande fratello” parlasse di come proteggersi dai rischi o usasse un preservativo durante i suoi approcci nella casa più spiata d&#8217;Italia, probabilmente un adolescente ci rifletterebbe e il sesso sicuro sarebbe vissuto come qualcosa che è normale per un ragazzo di successo.</p>
<p>Per queste ragioni, la SIGO ha elaborato un progetto educativo dal nome significativo: <strong>“Scegli Tu”.</strong> E incontrando a Roma autori e conduttori televisivi ha proposto il suo decalogo per utilizzare il piccolo schermo come veicolo di informazioni corrette. Se la proposta sarà accettata, l&#8217;Italia deterrà il primato di unico paese con un codice che regolamenta l&#8217;utilizzo della sessualità in tv.</p>
<p><em><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/adolescenti-sessualità.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3675" title="adolescenti sessualità" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/adolescenti-sessualità-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>“Il meccanismo dell’immedesimazione vale purtroppo anche all’inverso&#8221;</em> – ha spiegato <strong>Giorgio Vittori</strong>, presidente SIGO - <em>&#8220;Se la sessualità viene affrontata in maniera superficiale o impropria si rischia di contribuire alla disinformazione dei nostri giovani. E oggi ce n’è tanta: il 37% delle adolescenti la “prima volta” non utilizza nessuna protezione (17%) o solo il coito interrotto (20%) e solo una su 5 si confronta con il medico in merito all&#8217;informazione sulla salute riproduttiva e la pianificazione familiare. Qualche tentativo di inserire messaggi educazionali in programmi “cult” si è già visto anche nella nostra TV, ma non sui temi della salute sessuale&#8221;.</em></p>
<p><strong>I punti del decalogo?</strong> Nei programmi, vuoi registrati che dal vivo, devono essere presenti messaggi chiari su alcuni aspetti significativi per una sessualità responsabile: ciascun partner deve contribuire alla sicurezza di un rapporto e ci sono rischi nel sesso non protetto che riguardano sia le gravidanze indesiderate che le malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre la tv dovrà contribuire a sfatare luoghi comuni e convinzioni errate, come quella sull’efficacia del coito interrotto.</p>
<p><em>“Nella comunicazione è necessario insistere sempre sul messaggio della doppia barriera, pillola per lei e profilattico per lui&#8221;</em> – commenta <strong>Valeria Dubini</strong>, vicepresidente dell’Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) – <em>&#8220;e va sottolineato come questo sia il modo migliore pure per proteggere la fertilità futura. Ma va anche promossa una valorizzazione del femminile a 360° perché solo così si potrà davvero creare una nuova cultura di rispetto per la donna”</em>.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/adolescenti-uomini_e_donne_12pj3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3676" title="adolescenti uomini_e_donne_12pj3" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/adolescenti-uomini_e_donne_12pj3-300x202.jpg" alt="" width="314" height="213" /></a>Un esempio simile risale agli anni ’70, in Messico, con la soap-opera &#8220;Acompañame&#8221;, che parlando di sesso in modo corretto e piacendo ai giovani, fece registrare  un incremento del 33% dell&#8217;affluenza ai consultori e le vendite di preservativi aumentarono del 23%. Questo non significa delegare alla tv un compito che appartiene ai medici e agli psicologi, che rimangono sempre il punto di riferimento a cui gli autori televisivi possono e devono rivolgersi per reperire fonti e informazioni corrette, ma solo avvicinarsi a loro con umiltà.</p>
<p><em>&#8220;Oggi i messaggi devono essere più sofisticati&#8221; </em>– commenta la dr.ssa <strong>Raffaella Michieli</strong>, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) – <em>&#8220;ma non c’è dubbio che si tratti di una formula vincente. Noi siamo convinti che i giovani vadano concepiti come risorsa e si debba disegnare il nostro modo di educare ed informare secondo i loro bisogni e i loro strumenti. Crediamo in un’integrazione fra scuola, famiglia, operatori sanitari, internet e tv: ognuno, secondo le proprie specificità può contribuire a migliorare la cultura contraccettiva e riproduttiva dei nostri adolescenti&#8221;.</em></p>
<p>Per maggiori informazioni sul progetto “Scegli Tu”, potete consultarne il <a href="www.sceglitu.it" target="_blank">sito internet </a>o telefonare al numero verde della contraccezione: 800.555.323.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Considerando che solo nel 2006 in Italia vi sono stati 9.525 gravidanze e 4.150 aborti nelle under 19, si comprende l&#8217;importanza di&#8217;informazione corretta, che non sia miope e distante dai linguaggi e dai bisogni degli adolescenti, visto che è in gioco la loro vita.</span></h2>
<p>[<a href="http://news.paginemediche.it/it/232/comunicati-stampa/altro/detail_127581_sesso-troppa-ignoranza-famiglia-e-scuola-non-bastano.aspx?c1=98" target="_blank">Sesso: troppa ignoranza, famiglia e scuola non bastano</a> - paginemediche.it]<br />
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		<title>Alcolismo oggi 2: le cause</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 07:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
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		<description><![CDATA[Come abbiamo visto nell&#8217;articolo precedente e nei recenti fatti di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Come abbiamo visto nell&#8217;articolo precedente e nei recenti fatti di cronaca, il consumo di alcol tra i giovanissimi sta crescendo in maniera esponenziale. </span>In quale scenario si situa questo fenomeno e da dove nasce?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcool2_e_giovani_un_binomio_in_crescita_pic_large.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3670" title="alcool2_e_giovani_un_binomio_in_crescita_pic_large" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcool2_e_giovani_un_binomio_in_crescita_pic_large.jpg" alt="" width="446" height="289" /></a></p>
<p>Il primo incontro con l&#8217;alcol nella nostra cultura avviene in famiglia, dove il consumo alimentare di vino è tollerato, se contenuto, al momento dei pasti e sotto il controllo genitoriale. Ben presto però, quest&#8217;abitudine condivisa, negli adolescenti, si svincola dalla tavola per diventare una componente importante del rapporto con i pari. Con i coetanei, nella ricerca di una loro identità all&#8217;interno di un gruppo in cui si desidera riconoscersi ed essere riconosciuti, si comincia a sperimentare la trasgressione: il vino si &#8220;trasforma&#8221; in birra e superalcolici e le quantità cominciano a superare il livello consentito.</p>
<p>Non si tratta di un consumo legato al gusto della bevanda, ma <strong>è centrale l&#8217;effetto dell&#8217;alcol</strong>, il senso di euforia e di disinibizione che i ragazzi cercano nel loro difficile rapporto con gli altri. Quello che si beve, dunque, non deve esere buono, ma molto e forte, per creare l&#8217;effetto di alienazione desiderato. Per queste ragioni l&#8217;alcol è in qualche misura più insidioso delle droghe: crea una profonda alterazione psicofisica, pur essendo una sostanza facilmente acquistabile, legale e socialmente accettata.</p>
<p><strong>Possiamo individuare fondamentalmente due modelli del bere. </strong>Uno più tradizionale, legato al piacere di godere del gusto di una bevanda in compagnia e un altro che vede l&#8217;alcol come strumento per superare le difficoltà di socializzazione. Il primo modello, legato ai pranzi in famiglia e alle osterie, appa<a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcol-ragazze-alcol-sballo.jpg"><img class="alignleft size-full  wp-image-3668" title="alcol ragazze-alcol-sballo" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcol-ragazze-alcol-sballo.jpg" alt="" width="322" height="212" /></a>rtiene al mondo degli adulti ed è decisamente superato; il secondo, legato ai pub, ai lounge bar o alle discoteche, riflette la ricerca da parte degli adolescenti di una loro identità, che non potendosi più rispecchiare in sistemi di valori condivisi, cerca strade alternative spesso patologiche.</p>
<p>Questa strada ovviamente porta spesso verso l&#8217;abuso e la dipendenza, nonostante oggi ci sia molta più informazione sui rischi dell&#8217;alcol rispetto a quanta ce ne fosse in passato.</p>
<h2>Fondamentalmente, la ricerca distingue tre forme di alcolismo giovanile:</h2>
<p><strong>1) Alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti.</strong> In questa forma che prelude ad un’alcoldipenenza, l’influenza delle famiglie e del gruppo di pari è fondamentale. Le feste familiari, il luogo di lavoro, il servizio militare, svolgono un ruolo induttore.</p>
<p><strong>2)      Alcolismo come auto-medicazione.</strong> Messo di fronte alla crisi adoloscenziale (noia, solitudine, sentimento di inferiorità, ecc.) o ad uno stato più patologico (depressione, alto livello di ansia, ecc) il giovane  ricerca nell’alcol un effetto farmacologico.  Per lo più solitario questo alcolismo comporta una degradazione rapida e a volte assume il valore di  un equivalente suicidario.</p>
<p><strong>3)       Alcolismo tossicomaniacale.</strong> Sebbene per molto tempo non considerato tale, l’alcol acquisisce ai nostri giorni il valore di una droga. Il tossicomane può alternare l’alcol ad altre sostanze o può sostituire questi con l’alcol in un periodo di carenza.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/Alcol2Milano.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3666" title="Alcol2Milano" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/Alcol2Milano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Le caratteristiche principali dei giovani a rischio rispetto all’utilizzo di alcolici sono l’iperattivismo, la paura della quotidianità e della noia il che orienta la loro vita verso l’avventura, l’imprevisto, l’iperstimolazione  e le condotte trasgressive a tutti i costi.</p>
<p><strong>Alcune abitudini preoccupanti:</strong> non si beve solo in compagnia, ma molto anche da soli, spesso quando ci si trova in altre città per studio o per lavoro, aumenta l&#8217;alcolismo nell donne e si tende a mischiare l&#8217;alcol con gli psicofarmaci. Molto preoccupante è il fenomeno del <strong>binge drinking</strong> in cui ci si stordisce con un mix di alcolici e stupefacenti quali cocaina, cannabis,  o benzodiazepine: si tratta di modalità molto vicine alla bulimia. Ovviamente il trattamento di questa vera e propria patologia viene calibrato in base al  grado di compromissione con  le sostanze e al valore che viene dato all&#8217;alcol nel quotidiano e   nel contesto sociale di riferimento.</p>
<h2>Aldilà delle forme patologiche, bere per un adolescente è una forma di iniziazione, un segno di emancipazione e paradossalmente di maturità. <span style="color: #800080;">L&#8217;alcol, consumato in discoteca, in feste o nei bar è un modo per sentirsi meglio, per spegnere il rumore interiore dell&#8217;adolescenza, per anestetizzare il cervello che vuole pensare.</span></h2>
<p>[<a href="http://www.amarcord.info/a_giovani.htm" target="_blank">Alcol e giovani</a> - Amarcord]<br />
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		<title>Alcolismo oggi: un po&#8217; di numeri</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se nel secolo appena trascorso il profilo medio di un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Se nel secolo appena trascorso il profilo medio di un alcolista sarebbe corrisposto a un maschio sopra la quarantina, appartenente al ceto medio-basso, solitamente operaio o manovale, oggi le cose sono molto cambiate. </span>Si abbassa l&#8217;età media e aumenta la frequenza delle bevute di troppo.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcool.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3658" title="alcool" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcool.jpg" alt="" width="426" height="284" /></a></p>
<p>Nella Relazione<strong> &#8220;Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati&#8221;</strong> al Parlamento trasmessa il 14 gennaio ai Presidenti di Camera e Senato dal Ministero della salute, emergono dati sconcertanti: i bevitori a rischio alcolismo superano i nove milioni. Un italiano su tre almeno una volta a settimana beve grandi quantità di alcolici (binge drinking) fuori pasto. <strong>L&#8217;età media si abbassa notevolmente:</strong> il 7% degli undicenni beve almeno una volta a settimana e mezzo milione di minorenni consumano alcol abitualmente. L&#8217;età media di &#8220;incontro&#8221; con l&#8217;alcol si aggira intorno ai 12,2 anni in Italia, contro i 14,6 della media europea.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcol_normal.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3657" title="alcol_normal" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcol_normal-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Gli italiani tradizionalmente hanno sempre gradito un bicchiere a tavola, ma ora la situazione è nettamente diversa:  fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente, il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana e il 34% pratica il binge drinking almeno  una volta a settimana. Più di 9 milioni di persone (circa il 16% della popolazione) consumano alcol quotidianamente in quantità elevate soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44  (16,9% ).</p>
<p>In Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto ALMENO una volta alcolici o superalcolici. Il 60% dei giovani consumatori beve prevalentemente birra e il 40 % vino. Gli aperitivi e i digestivi sono assunti dal 34% e i superalcolici (per lo più sotto forma di cocktail) dal 21% dei ragazzi in età tra i 15 e i 24 anni.</p>
<p>In sostanza, sono a rischio mezzo milione di minorenni, un ragazzo su cinque e una ragazza su sette. Diminuisce l&#8217;età delle cirrosi epatiche e i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano ormai il 10% degli utenti in trattamento nei servizi alcologici territoriali del Servizio Sanitario Nazionale.<strong></strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcol-incidenti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3660" title="alcol incidenti" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/alcol-incidenti-300x279.jpg" alt="" width="276" height="257" /></a>Ovviamente questo si ripercuote sugli incidenti stradali: </strong>tra i giovani conducenti si riscontra il più alto numero di feriti e morti sulla strada (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l&#8217;ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le cause di incidente stradale rilevate. In Europa, un decesso su quattro tra i ragazzi tra i 15 e i 29 anni è dovuto all&#8217;alcol.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Nell&#8217;articolo di domani proveremo ad ipotizzare le possibili cause di un tale incremento del consumo di alcol tra i giovani, con un occhio alla personalità del bevitore.</span></h2>
<p>[<a href="http://www.agi.it/cronaca/notizie/201003021827-cro-rt10320-alcol_9_mln_italiani_a_rischio_mezzo_mln_minorenni" target="_blank">ALCOL: 9 MLN ITALIANI A RISCHIO, MEZZO MLN MINORENNI</a> - AGI news]<br />
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		<title>Cogito: riabilitazione con un click</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi soffre di una patologia neurologica o ha subito un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Chi soffre di una patologia neurologica o ha subito un danno cerebrale, avrebbe bisogno di una riabilitazione costante, sia per riacquistare le abilità perse che per preservarsi dal rischio di degenerazione delle stesse. </span>Non sempre questo è possibile, se non con cicli temporanei di terapia. Con <strong><span style="color: #800080;">COG.I.T.O.</span> la riabilitazione è a portata di click.</strong></h2>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cogito-computer_cervello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3642" title="cogito computer_cervello" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cogito-computer_cervello.jpg" alt="" width="440" height="247" /></a></strong></p>
<p>Il progetto <a href="http://cogito.integrazioni.it/" target="_blank">COG.I.T.O.</a> (<strong>COG</strong>nitive  Rehab<strong>I</strong>li<strong>T</strong>ati<strong>O</strong>n) è un software completamente gratuito e disponibile su internet, distribuito con licenza open-source e copyleft, dedicato alla riabilitazione di pazienti adulti con patologie  neurologiche e/o cerebrovascolari,  per la rieducazione  di disturbi di attenzione e memoria  visuo-spaziale e di disturbi  del linguaggio in comprensione ed  espressione. In poche parole, chiunque abbia subito un danno cerebrale, che sia di tipo vascolare (ictus, aneurisma, arterosclerosi), un tumore cerebrale, un trauma o una patologia neurodegenerativa, può fare esercizi personalizzati in casa a costo zero, utilizzando  il browser Mozilla  Firefox.</p>
<h2>Destinatari</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cogito-logo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3643" title="cogito logo" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cogito-logo.jpg" alt="" width="270" height="123" /></a>Cogito è destinato alla riabilitazione di persone  colpite da lesioni  cerebrali acquisite di varia natura: vascolare,  neoplastica,  degenerativa, traumatica, e viene usato in particolare per:</p>
<ul>
<li>Trattamento specifico dei disturbi di comprensione ed  espressione  verbale</li>
<li>Disturbi delle capacità logico-categoriali</li>
<li>Disturbi  mnesici verbali e visuospaziali</li>
<li>Disturbi dell&#8217;attenzione  sostenuta e selettiva</li>
<li>Disturbi dell&#8217;attenzione visuospaziale  (compresa Negligenza  Spaziale Unilaterale)</li>
</ul>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cogito-oraleOggetti_piccolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3644" title="cogito oraleOggetti_piccolo" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/03/cogito-oraleOggetti_piccolo.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>Il software comprende diversi esercizi neuropsicologici (ricerca e selezione di stimoli, e da esercizi di  riposizionamento,   riconoscimento e rievocazione di oggetti di uso  quotidiano) e logopedici  (comprensione, espressione orale e scritta, articolazione e fluenza verbale),  con compiti  di carattere   visuo-spaziale (esplorazione dello spazio, attenzione  selettiva,   memoria visiva) e compiti di carattere linguistico  (espressione e   comprensione). Gli esercizi sono personalizzabili e sempre diversi, grazie alla sequenza casuale. E&#8217; possibile registrare i punteggi per valutare i propri miglioramenti e confrontarli con quelli di altre persone.</p>
<p>Il progetto COG.I.T.O.è stato realizato dalla Fondazione  ASPHI Onlus con la  partnership scientifica del Presidio  Sanitario San  Camillo di Torino e finanziato dalla Fondazione CRT con la  realizzazione tecnica a cura della Cooperativa   Anastasis. Potete provarlo nella versione <a href="http://serena.anastasis.it/cof/Index" target="_blank">demo</a>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #800080;">Ancora una volta internet dimostra il suo potere di mettere la  tecnologia al servizio dell&#8217;uomo.</span></h2>
<p>[<a href="http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_marzo_01/software-online-riabilitazione-cerebrale_dfa1829a-22ae-11df-8195-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Un software per la riabilitazione cerebrale</a> - Corriere.it]<br />
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		<title>L&#8217;amore di mamma vince lo stress prenatale</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 07:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuropsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nel nostro immaginario collettivo l&#8217;idea che l&#8217;amore di un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">E&#8217; nel nostro immaginario collettivo l&#8217;idea che l&#8217;amore di un genitore possa vincere ogni difficoltà e guarire il proprio bambino da qualsiasi malattia.</span> Se nella realtà non è sempre vero, oggi la scienza ci dà una piccola evidenza di questo sentire comune. Sembra che un buon accudimento possa annullare gli effetti dello stress prenatale, solitamente causa di uno scarso sviluppo cognitivo.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/stress-maternage-jpg.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3633" title="stress maternage-jpg" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/stress-maternage-jpg.jpg" alt="" width="459" height="305" /></a></p>
<p>E&#8217; questa la sintesi di un articolo pubblicato il 25 Febbraio sulla rivista <em>Biological Psychiatry</em>. La ricerca evidenzia che feti esposti ad alti livelli di cortisolo (l&#8217;ormone dello stress), spesso precursore di deficit dell&#8217;attenzione e del problem solving, possono sfuggire a questo destino se le madri forniscono loro cure adeguate e attente durante il periodo neonatale e nell&#8217;infanzia.</p>
<p><em>&#8220;I nostri risultati gettano un ponte tra esposizione fetale al cortisolo, in parte determinata dal livello di stress della madre e cure genitoriali precoci, che si combinando nell&#8217;influenzare o sviluppo neurologico di un bambino&#8221;</em> &#8211; spiega l&#8217;autore dello studio <strong>Thomas O&#8217;Connor</strong>, Professore di psichiatria presso il Medical Center dell&#8217;Università di Rochester- <em>&#8220;Se studi futuri confermeranno questi risultati, sarà necessario non solo predisporre modalità per ridurre lo stress in gravidanza, ma anche per promuovere la capacità di prendersi cura dei bambini in modo adeguato nelle mamme e nei papà.&#8221;</em></p>
<h2>La ricerca</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/stress-feto_national_geog_2col.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3632" title="stress feto_national_geog_2col" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/stress-feto_national_geog_2col.gif" alt="" width="285" height="205" /></a>Per effettuare lo studio, i ricercatori hanno reclutatato 125 donne presso una clinica per le amniocentesi, prendendo un campione del liquido amniotico per misurare i livelli di cortisolo. Le madri erano in mdia alla diciassettesima settimana di gestazione; solo le madri con gravidanze normali e sane venivano incluse nello studio.</p>
<p>Quando i loro bambini raggiungevano i 17 mesi, i ricercatori somministravano loro il <em>Bayley infant developmental scale test</em>, che consiste nel completamento di puzzles, giochi di finzione e di memoria per verificare il livello di sviluppo cognitivo. Gli studiosi hanno anche osservato i bambini e le loro madri usando la <em>&#8220;Strange Situation&#8221;</em> della Ainsworth, una pratica molto validata scientificamente che misura la qualità dell&#8217;accudimento, classificando le coppie mamma/bambino in base alla modalità di attaccamento sicuro o insicuro.</p>
<p><strong>Con i livelli di cortisolo, i risultati della qualità della relazione e i punteggi delle capacità cognitive, i ricercatori hanno analizzato come le prime due misure potessero influenza la terza.</strong> Per i bambini che mostravano un attaccamento insicuro alle loro madri, alti livelli prenatali di cortisolo erano legati a bassi livelli di attenzione, scarsa capacità di linguaggio e di problem solving. Ma quello che ha sorpreso i ricercatori è stato notare come nei bambini che godevano di una relazione sicura con le loro madri, ogni correlazione tra alti livelli di cortisolo e sviluppo cognitivo era completamente annullata.</p>
<p><em>&#8220;Questa è un&#8217;ottima notizia per le mamme&#8221;</em> &#8211; ha affermato O&#8217;Connor &#8211; <em>&#8220;La gravidanza è un&#8217;esperienza fortemente carica di emozioni per molte donne e c&#8217;è già molto di cui preoccuparsi e a cui prestare attenzione. E&#8217; un sollievo sapere che, tramite un accudimento &#8220;sufficientemente buono&#8221; </em>-per dirlo alla Winnicot -<em>, i genitori possono proteggere i loro bambini da potenziali pericoli.&#8221;</em></p>
<h2>Le domande da porsi</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/stresspregnant.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-3634" title="stresspregnant" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/stresspregnant.jpeg" alt="" width="320" height="205" /></a>O&#8217;Connor sostiene l&#8217;importanza di considerare alcuni aspetti dello studio su cui interrogarsi. Innanzitutto, và sottolineato che il cortisolo amniotico può risultare da due diverse fonti ed è difficile definire con precisione quale sia responsabile dello stress fetale. Ad esempio, esso può essere trasmesso attraverso la placenta da una madre ansiosa al feto o può essere prodotto direttamente dal feto stressato. &#8211; <em>&#8220;Sono necessari molti altri studi per chiarire l&#8217;esatto meccanismo attraverso il quale una madre trasferisce il suo stress al feto&#8221;.</em></p>
<p>Questo studio si situa nella teoria più ampia della <strong>&#8220;programmazione fetale&#8221;</strong>, che sostiene che gli eventi che occorrono nell&#8217;utero, influenzano lo sviluppo e la salute del bambino a lungo termine. Studi passati, ad esempio, hanno rilevato che la dieta della madre può determinare il rischio di problemi cardiaci, diabete e obesità nel bambino una volta diventato adulto. Attualmente anche lo stress e in generale le variabili psicologiche, stanno emergendo come possibili fattori di rischio sulla salute fisica e mentale a lungo termine.</p>
<p><em>&#8220;I nostri risultati supportano questa teoria&#8221;</em> &#8211; ha affermato <strong>Vivette Glover</strong>, co-autrice dello studio. &#8211; <em>&#8220;In neurologia, sta emergendo l&#8217;idea che il feto percepisca i livelli dell&#8217;ormone dello stress nella madre, programmando così il suo sistema nervoso per una maggiore apprensione. Stiamo cercando di determinare se questa maggiore sensibilità si traduca in ansia nel bambino e se è così, cosa possiamo fare.&#8221;</em></p>
<h2>Nel prossimo step, gli autori dello studio reincontreranno questi bambini quando compiranno i 6 anni. <span style="color: #800080;">In questa fase i ricercatori misureranno il loro livello di ansia e verificheranno se l&#8217;eccesso di cortisolo avrà determinato cambiamenti neuroanatomici.<span style="color: #000000;">Bella sfida!</span><br />
</span></h2>
<p>[University of Rochester Medical Center (2010, February 26). <a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2010/02/100225140906.htm" target="_blank">Good parenting triumphs over prenatal stress.</a> ScienceDaily]<br />
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		<title>Suicidio assistito: crimine o carita&#8217;?</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 10:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[camera dei lords]]></category>
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		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
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		<category><![CDATA[Terry Pratchett]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha fatto scalpore nel Regno Unito la pubblicazione delle linee ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Ha fatto scalpore nel Regno Unito la pubblicazione delle linee guida per aiutare un caro gravemente ammalato a mettere fine alla propria vita. </span>In Inghilterra, come in Italia, il suicidio assistito non è legale, ma il Pubblico Ministero <span style="color: #800080;">Keir Starmer</span>, ha approntato un vademecum per ridurre al minimo i rischi legali. Ed è polemica.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio.euthanasia.101306.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3620" title="suicidio.euthanasia.101306" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio.euthanasia.101306.gif" alt="" width="455" height="303" /></a></p>
<p>I consigli di Starmer si fondano sul semplice principio che i magistrati valutano ogni caso in modo individuale, seguendo soprattutto un principio di fondo: <strong>se il sospetto assistente al suicidio agisce completamente in buona fede per compassione, o se ha altre motivazioni oscure che lo spingono a cmpiere l&#8217;atto.</strong> <em>&#8220;La polizia è molto più focalizzata sulla motivazione del sospetto che sulle caratteristiche della vittima.&#8221;</em>-  afferma-<em> &#8220;Questo non significa aprire le porte all&#8217;eutanasia. Nei casi in cui c&#8217;è sufficiente evidenza per giustificare un procedimento legale, siamo chiamati a decidere se perseguire il reato è nel pubblico interesse.&#8221;</em></p>
<div id="attachment_3617" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio-Debbie+Purdy.jpg"><img class="size-full wp-image-3617" title="suicidio Debbie+Purdy" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio-Debbie+Purdy.jpg" alt="" width="206" height="367" /></a><p class="wp-caption-text">Debby Purdy e suo marito</p></div>
<p>La Camera dei Lords ha chiesto a Starmer di chiarire le sue linee guida sul suicidio assistito, approntate nella sua azione a favore di <strong>Debbie Purdy</strong>, malata di sclerosi multipla, che vorrebbe che suo marito sia in grado di aiutarla a mettere fine alla sua vita quando lei lo deciderà, senza trovarsi in guai legali. La Purdy ha affermato che le nuove linee guida potranno aiutarla quando sarà il momento e ha caldeggiato l&#8217;emissione di una nuova legge che consenta e regolamenti il suicidio assistito, sostituendo la legge attuale che è stata scritta più di 50 anni fa.</p>
<p><em>&#8220;E&#8217; importante differenziare chiaramente gli intenti malevoli dal supporto compassionevole&#8221;</em> &#8211; ha detto la donna al Pubblico Ministero -<em> &#8220;Ma credo che abbiamo bisogno di una nuova legge perchè l&#8217;interpretazione e la modifica del &#8220;suicide act&#8221; del 1961 non è sufficiente.&#8221; </em>I tribunali, secondo la donna, dovrebbero studiare i singoli casi prima che una persona metta fine alla propria vita, affinchè i familiari o gli amici possano avere la certezza di essere nella legalità prima di compiere qualsiasi azione per accompagnare il suicidio.</p>
<p>La posizione di Starmer e della Purdy è sostenuta da <strong>Terry Pratchett</strong>, una nota scrittrice inglese di 61 anni che si trova in una fase precoce del morbo di Alzheimer.<em> &#8220;Mi piacerebbe che la morte sia considerata una procedura medica, ovviamente in casi accuratamente scelti e vagliati.&#8221; </em>- ha spiegato la Pratchett, che spera di poter interrompere legalmente la propria vita prima che il disturbo le porti via la capacità di scegliere.</p>
<p>Starmer ha sottolineato che la sua intenzione non è quella di decriminalizzare il suicidio asistito o di modificare la legge sull&#8217;omicidio compassionevole, che ha destato grande interesse nei media, soprattutto dopo che un noto personaggio televisivo alla BBC ha confessato di aver ucciso il partner, gravmente malato di AIDS. Ha solo sottolineato che <strong>va fatta una differenza rispetto ad un omicidio compiuto senza compassione.</strong></p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio-eutanasia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3618" title="suicidio eutanasia" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio-eutanasia.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Altri criteri per decidere di non avviare un procediamento penale, secondo lui, dovrebbero riguardare anche l&#8217;aspetto della <strong>volontà</strong>: se la vittima ha preso una decisione volontaria e cosciente di mettere fine alla propria vita, se il sospetto ha denunciato il suicidio alla polizia e ha ammesso il suo ruolo e se il sospetto ha tentato in ogni modo di convincere la vittima a non togliersi la vita. Altre attenuanti dovrebbero essere ammesse anche nel caso in cui il sospetto ha contribuito solo in minima parte al suicidio e se era riluttante, ma lo ha fatto dopo molta insistenza da parte della vittima.</p>
<p>Starmer ha anche elencato 16 fattori che potrebbero <strong>far propendere più per un&#8217;azione criminale che per un gesto di pietà</strong>: ad esempio se la vittima aveva meno di 18 anni, se non aveva la capacità di prendere una decisione consapevole,  se gli è stata fatta pressione sulla possibilità di togliersi la vita, se il sospetto ha fatto violenza alla vittima o se quest&#8217;ultima non aveva richiesto il suo aiuto nel suicidio.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio-assistito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3616" title="suicidio assistito" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/suicidio-assistito.jpg" alt="" width="148" height="227" /></a>Richard Hawkes</strong>, presidente di Scope, un&#8217;associazione benefica che lavora con i disabili, ha affermato che le nuove linee guida minacciano i membri più vulnerabili della società. <em>&#8220;Non possiamo accettare nessun indebolimento della legge sul suicidio assistito&#8221;</em> &#8211; ha affermato Hawkes -<em> &#8220;Molte persone con disabilità sono spaventate dalle conseguenze che queste nuove linee guida potrebbero avere e a giusta ragione. C&#8217;è il reale pericolo che questi cambiamenti porteranno come esito una pressione verso i disabili a togliersi la vita&#8221;.</em></p>
<h2><span style="color: #800080;">Anche in questo caso, il confine tra giusto e sbagliato è una linea sottile, che spacca in due le nostre coscienze.</span></h2>
<p>[<a href="http://news.yahoo.com/s/ap/20100225/ap_on_he_me/eu_britain_assisted_suicide" target="_blank">UK publishes new rules for assisted suicide</a> - Yahoo.com]<br />
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		<title>DSM V: come cambiera&#8217; la psichiatria infantile</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 15:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
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		<description><![CDATA[Come già annunciatovi da Psicozoo, nel 2012 (2013 al massimo) ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Come già annunciatovi da Psicozoo, nel 2012 (2013 al massimo) uscirà la <a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/05/31/le-nuove-malattie-mentali-il-dsm-v/" target="_blank">quinta edizione del Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Psichiatrici</a> (DSM V) che gli addetti ai lavori conoscono come linguaggio comune per parlare delle patologie psichiatriche, nonostante i limiti del suo approccio piuttosto &#8220;schematico&#8221;. </span> Oltre alle novità di cui vi abbiamo già parlato, alcune modifiche possono interessare le famiglie e gli operatori che lavorano con le patologie infantili.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/dsm-v-child-psychiatry.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3602" title="dsm v child psychiatry" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/dsm-v-child-psychiatry.jpg" alt="" width="463" height="347" /></a></p>
<h2>Vediamone alcune tra le più interessanti:</h2>
<p><strong>1. La sindrome di Asperger non sarà più una categoria a sè, ma rientrerà nell&#8217;<a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/02/07/autismo-una-prospettiva-nuova-e-pratica/" target="_blank">autismo</a>. </strong>La diagnosi differenziale tra autismo e sindrome di Asperger (una forma di autismo ad alto funzionamento) è stata sempre complessa e i dati statistici hanno evidenziato che Asperger e autismo sono due dimensioni della stessa malattia. Questa fusione ha i suoi pro e i suoi contro: da un lato una persona con sindrome di Asperger, che in molti casi riesce ad avere una vita più vicina alla normalità rispetto ad un autistico, può sentirsi maggiormente stigmatizzata e sottovalutata con una diagnosi di autismo;  dall&#8217;altro lato, una diagnosi di autismo può dare accesso, specialmente nell&#8217;infanzia, ad un range molto più ampio di servizi e di trattamenti.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/DSM-V-bambini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3601" title="DSM V bambini" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/DSM-V-bambini-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>2. Ai bambini non sarà più diagnosticato il disturbo bipolare</strong>, ma sarà loro attribuita la nuova diagnosi di disregolazione dell&#8217;umore con disforia, per attenuare l&#8217;uso dell&#8217;etichetta di bipolare. Diagnosticare un disturbo bipolare in età pediatrica è una scelta molto complessa e nel precedente DSM non ne esisteva una versione infantile. Negli anni &#8216;90, alcuni psichiatri cominciarono ad utilizzare questa diagnosi in maniera non ufficiale, per indicare gravi scoppi d&#8217;ira e problemi dell&#8217;umore che si verificano nei bambini. Studi successivi hanno evidenziato che sebbene ci siano gruppi di bambini con un&#8217;umore marcatamente altalenante e con comportamenti problematici, essi non s&#8217;inseriscono appieno nella diagnosi tradizionale di disturbo bipolare. Spesso infatti, questi bambini con la crescita manifestano disturbi quali depressione, abuso di sostanze e problemi comportamentali, ma non disturbo bipolare. La nuova diagnosi, quindi, comprenderà sia gli scoppi di rabbia che l&#8217;umore altalenante.</p>
<p><strong>3. Il <a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/03/08/perche-mia-figlia-si-taglia/" target="_blank">tagliarsi</a> sarà classificato come un disturbo mentale a sè stante</strong> e non più come un sintomo del disturbo <a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/06/16/borderline-il-disturbo-del-millennio/" target="_blank">borderline</a> di personalità. Le persone si tagliano per molti motivi diversi, ma secondo gli studiosi, molti di loro non sono borderline. Per molti adolescenti, tagliarsi è diventato un modo culturalmente accettabile per affrontare lo stress e le difficoltà della vita. Questa nuova classificazione ha lo scopo di spingere clinici e famiglie a determinare se si tratta del sintomo di un grave disturbo o solo di una fase di sfida (anche se a mio parere un pò eccessiva).</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/dsm-v-babies.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3600" title="dsm v babies" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/02/dsm-v-babies-280x300.jpg" alt="" width="280" height="300" /></a>4. Il <a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/10/20/la-sindrome-da-alimentazione-incontrollata-o-binge-eating/" target="_blank">Binge eating </a>(l&#8217;alimentazione incontrollata) sarà aggiunto ai disturbi alimentari. </strong>Mentre per alcuni la sovralimentazione non dovrebbe essere etichettata come un disturbo, ci sono alcuni che mangiano tanto da creare una vera e propria disfuzione nella loro vita. Nel nuovo DSM sarà separato dalla <a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/04/24/bulimia-la-fame-e-la-punizione/" target="_blank">bulimia nervosa</a>, così da realizzare trattamenti più mirati.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Cambiano i tempi, cambia la psichiatria. Ma forse sarebbe necessario ancora un passo in più: non solo sintomi e sindromi che li raccolgono, ma una psicopatologia che tenga conto della persona più che del disagio che porta.</span></h2>
<p>[<a href="http://zikkir.com/health/69919" target="_blank">What parents need to know about proposed DSM changes</a> - zikkir.com]<br />
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