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	<title>Psicozoo - Orientarsi nella giungla della mente &#187; libri</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Addio a Salinger, che capi&#8217; il cuore dei giovani</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Psicozoo saluta Salinger, spentosi nella sua casa di Cornish, nel ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Psicozoo saluta Salinger, spentosi nella sua casa di Cornish, nel New Hampshire, all&#8217;età di 91 anni. Tutti lo ricordiamo come papà del notissimo romanzo di formazione <em>&#8220;Il giovane Holden&#8221;</em>, l&#8217;adolescente ribelle che cambiò il corso della letteratura e forse anche della pedagogia. </span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/01/salinger-Catcher_in_the_Rye.jpg_thumb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3423" title="salinger Catcher_in_the_Rye.jpg_thumb" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/01/salinger-Catcher_in_the_Rye.jpg_thumb.jpg" alt="" width="427" height="320" /></a><br />
</span></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3426" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/01/salinger_pic.jpg"><img class="size-full wp-image-3426" title="salinger_pic" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/01/salinger_pic.jpg" alt="" width="252" height="231" /></a></strong><p class="wp-caption-text">J. Salinger</p></div>
<p>Jerome David Salinger</strong> nacque il 1 gennaio del 1919 a Manhattan dove crebbe e scrisse le sue opere. Nel 1951 pubblicò il suo fortunato e geniale romanzo <em>&#8220;Il giovane Holden&#8221; (&#8220;The catcher in the rye&#8221;)</em>, seguito da altri meno famosi come Nove Storie, Alzate l’Architrave Carpentieri, Franny e Zooey. Fu nel 1965 che apparve il suo ultimo racconto sul &#8220;New Yorker&#8221;. Da allora, silenzio. Non pubblicò più nulla, cominciò a smettere di apparire in pubblico e perfino di rilasciare interviste, finchè trasferitosi a Cornish, ridusse tutti i contatti umani fino al completo isolamento. Che fosse ancora intrappolato in quel giovane ribelle che rifiutava di crescere e di piegarsi alle leggi del mondo?</p>
<h2>Il giovane Holden</h2>
<p>Perchè fu tanto importante questo romanzo? Oggi tutti siamo abituati a riconoscere nel prototipo dell&#8217;adolescente, un individuo confuso, che rifiuta le regole e cerca la verità e l’innocenza al di fuori dell’artificiale mondo degli adulti, per differenziarsi dai grandi in cui non si rivede. All&#8217;epoca di Salinger non era ancora così: l&#8217;adolescente era un giovane uomo, il cui percorso era tracciato dall&#8217;educazione ricevuta.</p>
<p>Il protagonista del romanzo, <strong>Holden Caulfield</strong>, è un diciassettenne figlio di una famiglia benestante di New York: padre, madre e due figli, Holden e la sorellina Phoebe. Allie, il suo fratello più piccolo, è morto tre anni prima di leucemia. La storia si svolge nelle settimane che precedono il Natale del 1949, quando il protagonista  decide di abbandonare l&#8217;istituto dove studia.</p>
<h2>Holden e l&#8217;adolescenza</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/01/salinger-holden-caulfield.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-3425" title="salinger holden-caulfield" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/01/salinger-holden-caulfield-300x300.gif" alt="" width="300" height="300" /></a>Holden rappresenta tutti gli adolescenti, con le loro complesse dinamiche che continuano a sfidare le categorie del mondo adulto e le capacità di comprensione dei grandi. E&#8217; il classico ragazzo difficile: è svogliato nello studio e detesta i professori, con i compagni non và d&#8217;accordo e non regge le comitive e i gruppetti del suo colleggio, fuma, beve e racconta un sacco di bugie. In realtà tutti questi atteggiamenti, che ritroviamo in tanti ragazzi della nostra epoca, non sono altro che espressione di un profondo disagio tipicamente adolescenziale: la ricerca del senso, il disprezzo per se stessi, il rapporto con gli altri tanto desiderato quanto conflittuale.</p>
<p><strong>50 anni non sembrano passati</strong> in quest&#8217;epopea del mondo adolescente che chiede una guida agli adulti e che contemporaneamente la rifiuta, costringendoci continuamente a rivedere i nostri metodi educativi. In realtà Holden, nella sua fuga dalla scuola non chiede che di essere ascoltato e di potersi affidare, senza però riuscirci: gli adulti, per quanto apparentemente saggi, non saranno in grado di assolvere a questo compito. Sarà la piccola Phoebe, con il suo animo di bambina a consolarlo e ad accoglierlo.</p>
<h2><span style="color: #800080;">E noi adulti di oggi, genitori, educatori, insegnanti, psicologi, saremo pronti ad accogliere il giovane Holden? Sapremo leggere dietro il disagio e la ribellione la sua richiesta di aiuto?</span></h2>
<p>[<a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/morto_lautore_de_il_giovane_holden__salinger_1980_viveva_recluso/giovane_holden-salinger/28-01-2010/articolo-id=417430-page=0-comments=1">Morto l'autore de Il giovane Holden Salinger dal 1980 viveva da recluso</a> - Il giornale.it]</p>
<p>[<a href="http://www.opsonline.it/psicologia-14829-problematiche-emotive-relazionali.html" target="_blank">Ascoltiamo il giovane Holden</a> - opsonline]<br />
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		<title>Intervista a Cinzia Lacalamita: la storia di Daniele</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono storie che non possono non colpirci, anche se ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2>Ci sono storie che non possono non colpirci, anche se sono lontane anni luce dalla nostra casa, dalla nostra vita, dalle nostre giornate. <span style="color: #800080;">Ecco perchè oggi Psicozoo ha intervistato per voi Cinzia Lacalamita, che nel suo libro <em>&#8220;Daniele, storia di un bambino che spera&#8221; </em>ha dato voce alla vita di un bambino con una malattia rara.</span> Potrebbe <strong>essere figlio nostro.<br />
</strong></h2>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-daniele.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2791" title="cinzia daniele" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-daniele-300x223.jpg" alt="cinzia daniele" width="300" height="223" /></a>Daniele Amanti </strong>compirà 3 anni a Gennaio. E&#8217; un bimbo bellissimo, con due occhi enormi, pieni della gioia dei bambini. A soli 6 mesi valori alti di CPK nel sangue fanno sospettare una grave miopatia, sospetti che trovano conferma al compimento del suo primo anni. <strong>La diagnosi: distrofia muscolare di Duchenne. </strong></p>
<p>Per ora non mostra nessun segno, gioca e corre come i suoi coetanei, ma il verdetto è nell&#8217;aria e ogni giorno i suoi genitori si svegliano temendo di cogliere l&#8217;inizio della tragedia. E non potranno farci niente:<strong> </strong>i medici dicono che entro i 4 anni comincerà a sentirsi sempre più stanco, finchè non finirà sulla sedia a rotelle, con un&#8217;aspettativa di vita che non supererà i 15/30 anni. <strong> </strong></p>
<p><strong>Dobbiamo davvero gettare la spugna? Cinzia dice di no, e noi con lei.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-lacalamita.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2793" title="cinzia lacalamita" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-lacalamita.jpg" alt="cinzia lacalamita" width="151" height="238" /></a>Cinzia Lacalamita</strong> è una scrittrice e addetto stampa del gruppo di ricerca Body-Image. Fa parte della redazione di GrilloNews, report mensile di informazione degli amici di Beppe Grillo. Collabora con radiogoccioline.com ed è Portavoce Ufficiale del Comitato di Supporto Oncologico senza scopo di lucro &#8220;Magna Grecia Cancer Fund Mission&#8221;. E&#8217; Top Ambassador di You Telethon, comunità virtuale di Telethon. Dal 5 Novembre è in tutte le edicole il suo libro &#8220;Daniele, storia di un bambino che spera&#8221;, edito da Aliberti. Potete acquistarlo anche a <a href="http://www.ibs.it/code/9788874245550/lacalamita-cinzia/daniele-storia-di-un.html" target="_blank">questo link</a>. I proventi del libro andranno interamente al <strong>Fondo Daniele Amanti <strong>istituito presso l&#8217;associazione Parent Project Onlus.</strong></strong></p>
<h2>Intervista a Cinzia Lacalamita</h2>
<p><strong>1)	Come hai conosciuto Daniele e cosa ti ha spinto a dedicare il tuo impegno alla sua causa?</strong></p>
<p>Ho conosciuto Daniele attraverso le parole del padre, su Internet. Ho deciso di occuparmi di lui a 360° perché la sua storia mi è stata raccontata con estrema dignità, con forza e amore. Se aggiungiamo il fatto che alle spalle ho una dolorosa esperienza personale che riguarda le malattie rare… impossibile dire di no a Daniele. Ho sperato sin da subito di poter contribuire a regalare a questo bambino un opportunità in più. Il mio desiderio è che, dopo Daniele, si aprano delle porte anche per altri bambini malati.</p>
<p><strong>2)	Che cos’è la distrofia muscolare di Duchenne e cosa fa di Daniele un caso così speciale nell’ambito di questa patologia? </strong></p>
<p>Mi sono occupata spesso di truffe in rete. Ho accusato alcune persone di parlare di malattie e possibili terapie senza avere le competenze per farlo. Io sono una scribacchina e come tale racconto storie cercando di renderle “vive”, nella speranza di regalare emozioni. Non sono un medico. Posso dirti che la DMD è una malattia rara che obbligherà Daniele sulla sedia rotelle e che non gli consentirà una vita lunga. Posso dirti che Daniele ha una particolare mutazione che rende il suo caso unico e che, all’interno della DMD, di queste mutazioni ce ne sono altre e quindi, come Daniele, altri bambini a loro volta sono unici. Ma per il resto, per i dettagli, no… bisogna parlare con chi si occupa di Distrofia Muscolare.</p>
<p><strong>3)	Quali sono, secondo la tua esperienza, i vissuti di una famiglia che convive con questo tipo di problema?</strong></p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-daniele-cavalcult.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2792" title="cinzia daniele cavalcult" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-daniele-cavalcult-225x300.jpg" alt="cinzia daniele cavalcult" width="245" height="327" /></a>Credo che ogni famiglia viva il dramma della malattia a suo modo. Mi scrivono tante persone: alcune sono affrante, altre battagliere e pronte a non arrendersi. Ciò che ho riscontrato maggiormente è quanto è stato affermato dallo psicologo Emanuel Mian nel libro stesso: dove c’è un bambino malato esiste il forte rischio che, senza le dovute attenzioni, l’intera famiglia diventi malata.  Caspita se Mian ha ragione: molti genitori non riescono a superare il trauma dell’aver messo al mondo un figlio geneticamente non sano. Si sentono in colpa per questo e, per “rimediare”, si trasformano in genitori, a loro avviso, “perfetti. In realtà più che perfetti diventano soffocanti, opprimenti. Una cosa accomuna le famiglie di bambini malati: i genitori credono che solo chi ha un figlio malato può capire, aiutare… per l’amor del Cielo, nulla di più lontano dalla realtà. Per capire la sofferenza di un altro non sta scritto da nessuna parte che bisogna averla provata su se stessi: esistono tante persone buone, pronte ad agire.</p>
<p><strong>4)	Nella battaglia che stai intraprendendo per sostenere questa famiglia e tutte quelle che convivono con la disabilità, chi ti ha affiancato e con quali emozioni le persone hanno raccolto la storia che hai raccontato?</strong></p>
<p>I nomi sono tanti. Io sono innamorata dei ragazzi di radio goccioline.com, Antonella Maule e Sandy Dian: una coppia unica, che ha dato voce alla storia di Daniele quando ancora non si erano affiancati i nomi “famosi”, quando di Daniele nessuno voleva parlare. Nutro una forte gratitudine verso queste due persone. E sono innamorata anche di Luca Ward, di Gian Marco Tognazzi e di Silvia Tortora che sono le persone che hanno permesso che il libro fosse un insieme di emozioni. E poi c’è Fabio Salvatore, il mio direttore di collana: ma quella è una storia a parte, fatta di amicizia, di unione, di voglia di rendere il mondo più umano. Comunque, se proprio interessa sapere chi mi ha affiancato di più, non ci sono dubbi: i miei figli. Loro hanno sopportato i miei silenzi, i miei “non ho tempo”  per oltre un anno. Lo hanno fatto con il sorriso: credo meritino un grazie. Tutti ringraziano me… andrebbero ringraziati loro… che, per amore verso il prossimo, mi hanno capita.</p>
<p><strong>5)	I diritti d&#8217;autore del tuo libro saranno devoluti interamente al Fondo Daniele Amanti istituito presso l&#8217;associazione Parent Project Onlus: Di cosa si occupa questa associazione?</strong></p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-lacalamita-copertina.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2794" title="cinzia lacalamita copertina" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/11/cinzia-lacalamita-copertina-190x300.jpg" alt="cinzia lacalamita copertina" width="190" height="300" /></a>È un’associazione di genitori, per genitori: promuove la ricerca, indirizza le famiglie dagli specialisti, aiuta nell’iter burocratico.</p>
<p><strong>6)	Quale futuro immagini per il piccolo Daniele e per chi come lui soffre di questa patologia?</strong></p>
<p>Domanda difficile. Se i media saranno in grado di non trasformare Daniele nel classico “caso umano”, se, per una volta, invece di proporre le solite cose che fanno audience, punteranno i riflettori su questo libro che rappresenta un mezzo per dare forza economica alla ricerca, allora immagino che le coscienze potranno smuoversi e che, forse, Daniele e i bimbi malati potranno vivere più a lungo grazie alla volontà di chi non accetta più una società corrotta dal business.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Se la ricerca andrà avanti, forse anche Daniele potrà vivere la sua vita, come tutti auguriamo a noi stessi.</span></h2>
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		<title>Hippocrates editore:il marketing per chi cura</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 22:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Credete davvero che marketing e medicina siano incompatibili tra di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><div id="content_about">
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #800080;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/09/medico.jpg"><img class="attachment wp-att-2183 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/09/medico.thumbnail.jpg" alt="" width="314" height="258" /></a>Credete davvero che marketing e medicina siano incompatibili tra di loro?Vi sbagliate di grosso. Se siete professionisti della salute,per quanto siate bravi e competenti,  se non vi promuovete, nessuno lo saprà.</span> La promozione comincia dall&#8217;allestimento del vostro ambiente di lavoro, passando per i vostri biglietti da visita e volantini e finendo con l&#8217;accoglienza del paziente. Il tutto senza dimenticare i propri valori e la deontologia professionale.</h2>
<h2 style="text-align: left;">Sì, ma come si fa?</h2>
<h2 style="text-align: left;">Dal 2004 <span style="color: #800080;">Hippocrates Publishing</span> si occupa proprio di questo.</h2>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/09/medico-ippo.jpeg"><img class="attachment wp-att-2185 alignright" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/09/medico-ippo.jpeg" alt="" width="147" height="147" /></a>Si tratta di una casa editrice che pubblica testi volti ad  indirizzare i medici verso un&#8217;efficace pubblicizzazione della loro professione: lo chiamano <a href="http://www.hippocratespublishing.com/"><span style="text-decoration: underline;">Medical Practice Marketing</span></a>. In un mondo che avanza velocemente, anche la medicina sta diventando un business competitivo e spesso i medici si trovano a fronteggiare sfide che vanno aldilà delle loro conoscenze scientifiche. Ovviamente non tutti gli specialisti della salute hanno delle competenze in marketing delle professioni sanitarie, ambito delicato perchè richiede serietà, professionalità e rispetto del paziente. Come dire.. &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href=" http://www.hippocratespublishing.com/articles.php"><span style="text-decoration: underline;">Starting a medical practice resource</span></a>&#8220;.<br />
</span></p>
<p>Per queste ragioni, <strong>Hippocrates Publishing fornisce ai medici le informazioni necessarie per rendere il loro lavoro un&#8217;occasione di successo</strong>, attraverso libri, manuali e altro materiale aggiornato alle più recenti acquisizioni del marketing della professione medica. Il tutto scritto brevemente, in modo semplice e scorrevole. Le pubblicazioni non sono dedicate solo ai medici, ma a tutto i professionisti del settore sanitario, come infermieri, informatori scientifici e studenti.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/09/medico-medicina-gestionale-pazienti.jpg"><img class="attachment wp-att-2187 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/09/medico-medicina-gestionale-pazienti.thumbnail.jpg" alt="" width="156" height="250" /></a>Le loro pubblicazioni più famose? </strong>Il libretto di 72 pagine “<a href="http://www.hippocratespublishing.com/Successfully_Market_Your_Medical_Practice.htm">Successfully Market Your Medical Practice”</a> e il manuale più esteso <a href="http://www.hippocratespublishing.com/A_Physician%27s_Complete_Guide_to_a_Successful_Medical_House_Call_Practice.htm">“A Physician’s Complete Guide to a Successful Medical House Call Practice.”</a></p>
<h2>Se desiderate  maggiori informazioni andate sul <a href="http://www.hippocratespublishing.com/index.php" target="_blank">sito di Hippocrates</a> e ricordate che, anche se siete dei medici capaci e di successo, <span style="color: #800080;">non bisogna mai &#8220;calarsi le braghe&#8221; e continuare sempre a farsi conoscere.</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><strong>Per gli articoli:</strong> </span><a href=" http://www.hippocratespublishing.com/articles.php"><span style="text-decoration: underline;">Starting a medical practice resource </span></a></p>
<p><strong>Le pubblicazioni:</strong> <a href="http://www.hippocratespublishing.com/about.php"><span style="text-decoration: underline;">About Hippocrates Publishing</span></a></p>
<p><a href="http://www.hippocratespublishing.com/articles.php">Starting a medical practice resource</a></div>
<hr />
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		<title>La solitudine dei numeri primi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 18:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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La solitudine dei numeri primi 
Autore: Paolo Giordano
Prezzo: € ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--> <!--[if gte mso 10]><br />
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<p><!--[endif]--></p>
<h2 class="MsoNormal"><span style="color: #800080;"><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/07/solitudinedeinumeriprimi.jpg"><img class="attachment wp-att-1685 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/07/solitudinedeinumeriprimi.thumbnail.jpg" alt="" width="169" height="250" /></a>La solitudine dei numeri primi </strong></span></h2>
<h2 class="MsoNormal"><strong><span style="color: #800080;">Autore: </span>Paolo Giordano</strong></h2>
<h2 class="MsoNormal"><span style="color: #800080;"><strong>Prezzo: </strong></span>€ 18,00</h2>
<h2 class="MsoNormal"><strong><span style="color: #800080;">Editore:</span> </strong>Mondadori</h2>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">I numeri primi, affascinante mistero della matematica, sono quelle cifri divisibili solo per se stesse e per uno. Tra questi, alcuni sono ancora più speciali, perché sono separati da un solo numero così da essere vicini senza potersi però mai toccare: <strong>sono i numeri primi gemelli</strong>. Allo stesso modo, Alice e Mattia, come due primi gemelli vivono parallelamente le loro vite, estremamente vicini, ma senza mai sentirsi veramente uniti. Al margine della società, incapaci di aprirsi al mondo esterno, si percepiranno sempre ed irrimediabilmente diversi dagli altri.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/07/solitudine.jpg"><img class="attachment wp-att-1683 alignright" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/07/solitudine.thumbnail.jpg" alt="" width="187" height="250" /></a>Tutto comincia con <strong>due episodi irreversibili </strong>che segneranno la vita dei due ragazzi: Alice, obbligata dal padre a frequentare una scuola di sci che odia, si spezza una gamba rimanendo permanentemente disabile; Mattia abbandona la sua gemella ritardata nel parco, per non sentirsene più responsabile. Segnati da questi episodi, i due bambini diventeranno adolescenti e poi adulti, sempre legati, ma irrimediabilmente lontani.</p>
<p class="MsoNormal">
<h2 class="MsoNormal">Sullo sfondo si alternano storie di patologie psichiatriche dei giovani del nostro tempo: l&#8217;anoressia e l&#8217;autolesionismo, entrambi uniti da un&#8217;indescrivibile solitudine e dall&#8217;incapacità di gestire la relazioni. <span style="color: #800080;">Un romanzo che alterna momenti di cruda spietatezza a pennellate di tenera speranza.</span></h2>
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</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
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		<title>Le nuove malattie mentali: il DSM V</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 09:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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Dovrebbe uscire nel 2012 la quinta edizione della Bibbia di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><div class="gridCol eight left">
<h2><span style="color: #800080;">Dovrebbe uscire nel 2012 la quinta edizione della Bibbia di tutti gli psicologi e psichiatri: il manuale diagnostico e statistico dei distrurbi mentali, meglio noto come DSM</span><sup>1</sup> . Il DSM è un pò l&#8217;inglese commerciale della malattia mentale, una lingua comune per tutti gli operatori della salute mentale.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-i.jpg"><img class="attachment wp-att-1250 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-i.thumbnail.jpg" alt="" width="123" height="162" /></a>Usato in tutto il mondo e disponibile in 13 lingue, il manuale si è evoluto a partire dalla sua prima edizione nel 1952, in un&#8217;arida raccolta di classificazioni psichiatriche e statistiche. Tuttavia esso è importante perchè ad esempio per un bambino autistico, avere una diagnosi fatta con il DSM significa ricevere servizi dal sistema dell&#8217;istruzione pubblica e per un adulto di usufruire delle leggi antidiscriminazione in campo lavorativo.</p>
<h2>Le nuove malattie mentali</h2>
</div>
<div class="gridCol eight left"><em><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-grows.gif"><img class="attachment wp-att-1254 alignright" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-grows.thumbnail.gif" alt="" width="250" height="184" /></a>La dipendenza da internet può essere definita una malattia mentale? E che ne pensate dell&#8217;abitudine di alzarsi la notte per abbuffarsi? </em>Si stanno ponendo centinaia di domande come queste,  gli psichiatri che dovranno redarre il quinto DSM. <strong>La risposta a queste domande sarà determinante rispetto alla diagnosi e al trattamento dei disturbi psichiatrici.</strong></div>
<div class="gridCol eight left">La preoccupazione più ricorrente tra gli specialisti è quella di incorrere nel rischio di medicalizzare l&#8217;enorme spettro dei comportamenti umani, altri sostengono che questa operazione è necessaria per indirizzare il trattamento di chi ne ha bisogno.</div>
<p>In ogni caso, tutti concordano che questa nuova edizione dovrà essere più scientifica dell&#8217;ultima, anche grazie alle nuove tecnologie, come ad esempio il neuroimaging e le scoperte genetiche.</p>
<h2>Le novità</h2>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-under-construction-2.jpg"><img class="attachment wp-att-1253 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-under-construction-2.thumbnail.jpg" alt="" width="250" height="192" /></a>Spesso il DSM attuale non descrive quello che realmente gli psichiatri vedono: </strong>persone con più di un disturbo, una versione meno grave di una patologia, o ancora un problema chiaramente diagnosticabile, ma intriso di altre patologie. Spesso una persona con 4 dei nove sintomi inclusi nella lista, è più problematica e compromessa di una che ne presenta sei. <strong>Il numero di sintomi probabilmente non è così importante come ci voleva far credere il DSM IV.</strong></p>
<p>Il dottor <strong>David J. Kupfer</strong>, leader della task-force psichiatrica sul DSM e Psichiatra presso l&#8217;Università del Pittsburgh&#8217;s Western Psychiatric Institute and Clinic sottolinea come il manuale del futuro descriverà i disturbi in maniera più dettagliata, evidenziando le possibili varianti delle malattie &#8220;classiche&#8221; in base all&#8217;età, il genere, la razza, la cultura e la salute fisica (era ora!).</p>
<p>L&#8217;obiettivo della nuova edizione sarà quello di <strong>riflettere maggiormente la vita e la complessità delle persone reali</strong>, non semplicemente di evidenziare i casi più gravi, o le diagnosi più chiare e definite.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-maze_thumb.jpg"><img class="attachment wp-att-1252 alignright" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-maze_thumb.jpg" alt="" width="150" height="149" /></a>In realtà ci sono molte sfumature, per cui la nuova versione dovrà aiutare gli specialisti a fare diagnosi più complesse. <em>&#8221; Noi non vorremmo prendere chiunque sia demoralizzato dalla vita e chiamarlo depresso&#8221; </em>afferma il <strong>Dottor William E. Narrow</strong>, direttore di ricerca della task force del DSM V.<em>&#8220;Ma non vogliamo nemmeno tralasciare aspetti rilevanti.&#8221;</em> L&#8217;attenzione alle sfumature aiuterà anche gli specialisti a riconoscere i disturbi nelle fasi precoci, quando sono più lievi e più facili da trattare.</p>
<p>Altri cambiamenti riflettono semplicemente i <strong>tempi moderni</strong>, come ad esempio l&#8217;obesità, che probabilmente sarà catalogata come sintomo o fattore di rischio per alcuni disturbi mentali. Ancora, il gioco d&#8217;azzardo, la dipendenza sessuale e quella da internet &#8211; solitamente liquidate come pericolose abitudini che possono essere evitate con la forza di volontà &#8211; potrebbero essere incluse tra le malattie. <em>&#8221; La questione non è se esse siano realmente malattie&#8221;</em> &#8211; sostiene Kupfer &#8211; <em>&#8220;Esse esistono. Il problema è se c&#8217;è sufficiente evidenza empirica per varcare la soglia&#8221;.</em></p>
<h2>I rischi</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-corruzione_psichiatria.jpg"><img class="attachment wp-att-1248 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-corruzione_psichiatria.thumbnail.jpg" alt="" width="250" height="204" /></a>Molti si chiedono se gli autori del manuale siano <strong>influenzati dalle case farmaceutiche</strong>. Nelle ultime due decadi, infatti, molti nuovi farmaci sono stati introdotti per il trattamento delle malattie mentali; per questa ragione, molti si preoccupano che il testo possa essere scritto in virtù di questo trend al fine di espandere il mercato delle terapie farmacologiche. In uno studio pubblicato nella rivista <em>&#8220;Psychotherapy and Psychosomatics&#8221;</em> è stato messo in luce che 20 dei membri dell&#8217;equipe di lavoro sul DSM, hanno scritto saggi sulle linee guida per il trattamento del disturbo bipolare, della schizofrenia e della depressione maggiore: ben 18 tra loro hanno un qualche legame finanziario con le industrie farmaceutiche.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-bruno-bozzetto2.jpg"><img class="attachment wp-att-1247 alignright" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/dsm-bruno-bozzetto2.thumbnail.jpg" alt="" width="250" height="201" /></a>Per evitare questo conflitto di interessi</strong>, ai membri della commissione è stato chiesto di rispettare alcune regole, tra cui quella di non ricevere più di 10.000 dollari annui dalle case farmaceutiche, durante il periodo in cui prestano la loro opera presso la commissione. <strong>Lisa Cosgrove</strong>, autrice dello studio presentato su <em>Psychotherapy and Psychosomatics</em>, nonchè Professore associato e Psicologo clinico presso l&#8217;Università del Massachusetts, sostiene che questo non sia sufficiente. &#8220;Ci sono attualmente gruppi di lavoro in cui ogni singolo membro ha dubbi legami con le case farmaceutiche. Non mi sembra che siano stati fatti progressi significativi in questo senso.&#8221;</p>
<h2>C&#8217;è ancora molto da discutere insomma per dare alla luce questo parto. Se volete saperne di più, potete trovare i report dell&#8217;APA sui dibattiti legati al DSM V sul <a href="http://www.dsm5.org" target="_blank">sito </a>dell&#8217;Associazione. <span style="color: #800080;">E che le case farmaceutiche ce la mandino buona.</span></h2>
<p><strong>Fonte:</strong></p>
<p>- <a href="http://bulletin.aarp.org/yourhealth/policy/articles/psychiatrists_rewriting_the_mental_health_bible.html" target="_blank">AARP Bulletin today</a><br />
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</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1225" class="footnote">Il DSM consiste essenzialmente in una classificazione &#8220;nosografica ateorica assiale&#8221; dei disturbi mentali. I disturbi mentali vengono definiti in base a quadri sintomatologici, e quest&#8217;ultimi sono raggruppati su basi statistiche</li></ol></td></tr></table>]]></content:encoded>
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		<title>Centro d&#8217;igiene mentale &#8211; Simone Cristicchi</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 22:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vita dei pazienti psichiatrici è così intrisa di dolore ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">La vita dei pazienti psichiatrici è così intrisa di dolore da toccare le nostre corde più profonde, quelle parti di noi dove si nasconde la sofferenza più brutale, la disperazione più cruda, la perdita, il lutto, l&#8217;abbandono.</span></h2>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/cristicchi-uff-thumb.jpg"><img class="attachment wp-att-1195 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/05/cristicchi-uff-thumb.thumbnail.jpg" alt="" width="166" height="250" /></a>Ricordate i vecchi manicomi?</strong> Erano luoghi che amplificavano all&#8217;ennesima potenza questo dolore, senza via d&#8217;uscita. Ce li ha raccontati <strong>Simone Cristicchi </strong>nel suo libro  &#8220;<em>Centro d&#8217;Igiene Mentale &#8211; un cantastorie fra i matti</em>&#8221; , che raccoglie alcune  lettere, ritrovate nelle cartelle cliniche dell&#8217;ex manicomio di Volterra. Le lettere erano indirizzate a qualcuno, reale o immaginario, che per i pazienti rappresentava qualcosa di importante, un contatto con la vita e con il mondo esterno. Queste lettere però non venivano mai recapitate e finivano nelle cartelle cliniche, facendo sentire i pazienti ancora più abbandonati e rinnegati dalla famiglia.</p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="100%" bgcolor="#ffffff">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="15" width="100" align="center" valign="top"><a href="javascript:Jackopen('http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788804564225')"><img src="http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788804564225" border="0" alt="Centro d'igiene mentale. Un cantastorie tra i matti" width="80" /></a><br />
<a href="javascript:Jackopen('http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788804564225')"><br />
</a></td>
<td class="tej" align="left" valign="top">Titolo</td>
<td class="lbarrasup" valign="top">Centro d&#8217;igiene mentale. Un cantastorie tra i matti</td>
</tr>
<tr>
<td class="tej" align="left" valign="top">Autore</td>
<td class="lbarrasup" valign="top"><a href="http://www.ibs.it/libri/Cristicchi+Simone/libri.html"><strong>Cristicchi Simone</strong></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tej" width="15%" align="left" valign="top">Prezzo</td>
<td valign="top">€         15,00<a class="te2" href="javascript:Prezziopen('/hlp/hlpeur.asp?e=1500')"><br />
</a></td>
</tr>
<tr height="5">
<td colspan="2"><img src="http://www.ibs.it/images/t.gif" alt="" height="5" /></td>
</tr>
<tr>
<td align="left" valign="top"><strong>Dati</strong></td>
<td valign="top">2007, 245 p., ill., brossura</td>
</tr>
<tr>
<td class="ten" align="left" valign="top"><strong>Editore</strong></td>
<td><a href="http://www.ibs.it/ser/serpge.asp?Type=ExactPublisher&amp;Search=Mondadori"><strong>Mondadori</strong></a> (collana <a href="http://www.ibs.it/ser/serpge.asp?Type=EXACTSERIES&amp;Search=Arcobaleno&amp;publisher=Mondadori"><strong>Arcobaleno</strong></a>)</td>
</tr>
<tr>
<td class="ten" colspan="2" align="left" valign="top"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Da cinque di esse, nascono le &#8220;Lettere dal manicomio&#8221;, interpretate da Gigi Proietti, Claudia Pandolfi, Luca Lionello e dallo stesso Cristicchi, per la regia di Alberto Puliafito.</p>
<p><strong>Ve ne lascio un estratto, ascoltatelo col desiderio di capire.</strong></p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/ubVD0pTqcjE&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ubVD0pTqcjE&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
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<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lo scafandro e la Farfalla</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2009/01/21/lo-scafandro-e-la-farfalla/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 01:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Extra]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scafandro e la farfalla
Bauby Jean-Dominique
€ 7,50, 126 p., 1999
TEA ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><p><img class="attachment wp-att-34 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/01/scafigrande.jpg" alt="" width="200" height="312" />Lo scafandro e la farfalla<br />
Bauby Jean-Dominique<br />
€ 7,50, 126 p., 1999<br />
TEA (collana Esperienze)</p>
<blockquote><p>&#8220;C&#8217;è nello spazio una chiave per aprire il mio scafandro?<br />
Una metropolitana senza capolinea?<br />
Una moneta abbastanza forte per riscattare la mia libertà?&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>Jean-Dominique Bauby</strong>, giornalista parigino e redattore capo della rivista ELLE, in seguito ad un ictus l&#8217;8 dicembre 1995, si fece 20 giorni di coma.</p>
<p>Dopo l’iniziale confusione si rese conto delle terribile diagnosi: “locked-in syndrome”, la malattia dell’imprigionato. Questa grave patologia, nella maggior parte dei casi è dovuta ad un’ischemia dell’arteria basilare (come fu per Bauby) con un conseguente infarto nel tronco dell’encefalo, a livello del ponte e solo raramente a trauma cranico. E’ una condizione terribile, nella quale il paziente é cosciente e sveglio, pienamente consapevole di tutto quello che gli succede, in grado di vedere e di sentire, ma totalmente incapace di muoversi e di comunicare a causa della completa paralisi di tutti i muscoli volontari del corpo.</p>
<p><strong><span style="color: #993366;">Non riesco nemmeno ad immaginare cosa possa significare rimanere totalmente coscienti e perfettamente in possesso di tutte le proprie facoltà intellettive, imprigionati dentro un sarcofago immobile, il proprio corpo. </span></strong>La mente invece, come una farfalla, continua a librarsi nei labirinti del pensiero, senza potersi in nessun modo liberare dello scafandro che la rinchiude. L’unico movimento possibile per Bauby era quello della palpebra sinistra. Fu così che il giornalista riuscì a dettare, in interminabili settimane  un intero libro (Lo scafandro e la farfalla) a una redattrice del suo editore, Claude Mendibil, una parola per volta.</p>
<p>La collaboratrice pronunciava le lettere dell’alfabeto francese in ordine di frequenza e lui, col battito del ciglio, la fermava sulla quella prescelta. E così raccontò di come l’identità coincidesse con la possibilità di pensare, di come la nostra personalità rimane intatta anche se intrappolata in un corpo immobile, di come sia stato terribile vedere i familiari piangere un morto che è ancora vivo, sente e ama come prima, anche se non può gridarlo.<strong> Bauby morì nel 1997, all’età di 43 anni, dieci giorni dopo la pubblicazione del libro. </strong></p>
<p>Nell’enorme dramma che lo colpì, fu una fortuna che qualcuno abbia colto  l’associazione tra il battito del ciglio e le lettere dell’alfabeto: quel movimento non era uno scampolo di lucidità nella nebbia, bensì un canale di comunicazione, un alfabeto, una lingua intera, l’unica possibile per chi è in quelle condizioni.</p>
<p><strong><span style="color: #993366;">L’attenzione alle capacità residue in patologie così drammatiche, è una risorsa incredibile per garantire una possibilità di esistenza a pazienti così gravi.</span></strong><br />
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