<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Psicozoo - Orientarsi nella giungla della mente &#187; Psicopatologie</title>
	<atom:link href="http://www.psicozoo.it/index.php/category/psicopatologie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.psicozoo.it</link>
	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 07:07:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/29/come-vincere-l%e2%80%99ansia-col-training-autogeno/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/29/come-vincere-l%e2%80%99ansia-col-training-autogeno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rolando Tavolieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[BENEFICI]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Heinrich Walln]]></category>
		<category><![CDATA[ICSAT]]></category>
		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[neuroni]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Tomografia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<category><![CDATA[TA]]></category>
		<category><![CDATA[training autogeno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=5042</guid>
		<description><![CDATA[Rilassarsi nell&#8217;epoca moderna è un&#8217;impresa difficile, anche nel periodo estivo. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Rilassarsi nell&#8217;epoca moderna è un&#8217;impresa difficile, anche nel periodo estivo.</span> Oggi Psicozoo vi parla di una tecnica che può aiutare a sconfiggere lo stress e dei principi di base a cui s&#8217;ispira: il Training Autogeno (TA).</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/training-autogeno2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5046" title="training-autogeno(2)" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/training-autogeno2.jpg" alt="" width="400" height="265" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Il </span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>training autogeno</strong></span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> è una tecnica di rilassamento usata in ambito clinico nel controllo dello stress, nella gestione delle emozioni e nelle patologie con base psicosomatica. Viene utilizzata anche in altri ambiti quali lo sport e in tutte quelle situazioni che richiedano il raggiungimento di un alto livello di concentrazione. Il TA venne sviluppato negli </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1930"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">anni trenta</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> da </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Johannes_Heinrich_Schultz&amp;action=edit&amp;redlink=1"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">Johannes Heinrich Schultz</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psichiatria"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">psichiatra</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> tedesco</span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Training_autogeno"><span style="color: #0000ff;"><sup><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">[1]</span></span></span></sup></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">. I suoi studi avevano come precedenti quelli sull&#8217;</span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipnosi"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">ipnosi</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, in particolare di O. Vogt, del quale Schultz fu allievo. Di primaria importanza, in questa tecnica, è rendere i propri pazienti indipendenti dal terapeuta per sviluppare il proprio </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benessere"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">benessere</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">. Mentre infatti nell&#8217;ipnosi è sempre necessaria la presenza dello psicoterapeuta, salvo particolari casi piuttosto rari di auto-ipnosi, nel TA il soggetto diviene del tutto autonomo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Cenni sui principi d&#8217;azione </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Il </span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>training autogeno</strong></span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> è una tecnica di rilassamento basata sulla correlazione tra stati psichici (in particolare le emozioni) e aspetti somatici dell&#8217;individuo. Ogni esperienza viene mediata, infatti, dal soma: attraverso questo si può accedere, usando una sorta di &#8220;corsia preferenziale&#8221;, all&#8217;origine dell&#8217;esperienza stessa. Le emozioni sono il risultato di un complesso insieme di modifiche che coinvolgono sistema nervoso periferico, sistema nervoso centrale, ormonale e più in generale, neuroendocrino. L&#8217;attribuzione cognitiva (ad esempio un&#8217;emozione vissuta come piacevole o spiacevole), riguardante la neocorteccia, risulta verificarsi secondariamente. Oltre ad una predisposizione genetica, l&#8217;assetto, ovvero l&#8217;equilibrio, tra aspetti prevalentemente somatici ed aspetti di natura principalmente cognitiva (risultanti dall&#8217;interazione con l&#8217;ambiente fisico e sociale) determina il tipo di risposta che ognuno avrà rispetto all&#8217;ambiente stesso durante lo sviluppo. Indurre volontariamente, a livello corporeo, delle risposte tipiche degli stati di quiete di un soggetto ha, da una parte, riflessi sull&#8217;autopercezione, a livello cognitivo, della propria condizione emozionale e dall&#8217;altra produce una risposta somatica coerente con l&#8217;induzione stessa. In pratica la modifica dell&#8217;assetto psicofisiologico del soggetto si inserisce in un processo che si auto determina (autogeno, appunto) partendo dal soma per arrivare alla psiche per tornare al soma e così via. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Il Training Autogeno, come dimostra la letteratura scientifica, non è una tecnica basata sulla suggestione.</strong> Le modifiche che si producono con un adeguato allenamento hanno carattere di stabilità e costanza nel tempo, fattori questi assenti sia nella suggestione in senso generale che nella suggestione ipnotica che proprio per questo incontra talvolta notevoli limitazioni nella sua applicazione. Inoltre le onde cerebrali misurate tramite esame EEG nei soggetti durante lo svolgimento del TA differiscono in modo significativo sia da quelle prodotte durante il sonno che da quelle emergenti sotto ipnosi. La differenza, pertanto, tra questa tecnica e le altre tecniche di rilassamento o meditazione risiede proprio nei correlati fisiologici, rilevabili con mezzi obiettivi, legati ad una effettiva e stabile modifica a livello neurofisiologico che produce a sua volta una modifica nella risposta emozionale che un soggetto ha rispetto ad un evento di natura stressante. Il TA viene praticato, frequentemente, con intenti psicoterapeutici in tutti quei casi dove l&#8217;aspetto emozionale sia centrale. Questa tecnica possiede, infatti, una intrinseca capacità di favorire &#8220;associazioni&#8221; significative, rispetto ad eventi traumatici considerati minori, dimenticati o, frequentemente, &#8220;rimossi&#8221;. Il termine </span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>training</em></span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> significa allenamento; infatti è solo allenandosi che si riesce ad ottenere una modifica reale e non immaginaria nel complesso assetto alla base della risposta emozionale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">La pratica del training autogeno ha tra le sue<strong> finalità</strong> un maggior controllo dello stress, dell&#8217;ansia, una riduzione generale della tensione emotiva e il recupero delle energie, anche grazie a un ridimensionamento spontaneo delle emozioni negative &#8220;allegate&#8221; a determinati vissuti. Questa tecnica, tuttavia, non è indicata per chiunque: non è adatta in coloro che dovessero trovarsi in una condizione depressiva importante (non riuscirebbero a raggiungere il livello minimo di concentrazione necessaria) ed è fortemente controindicata in caso di psicosi. Nel disturbo bipolare dell&#8217;umore può provocare una condizione di disagio in alcuni casi grave, nei casi di dissocizione può essere del tutto inutile o dannosa, dove vi siano segni di scissione della personalità può accentuarne i sintomi. Il Training autogeno è utile inoltre nella cura di </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ansia"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">ansia</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insonnia"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">insonnia</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emicrania"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">emicrania</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asma"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">asma</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertensione"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">ipertensione</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, attacchi di panico e in tutte quelle patologie dove l&#8217;aspetto psicosomatico sia rilevante. Ma anche in molti altri contesti il TA ha un ruolo positivo: in particolare per atleti e sportivi in genere in quanto favorisce il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e contribuisce al conseguimento di alte prestazioni. È importante sapere che nel training autogeno il rilassamento non è la cosa principale, ma è un &#8220;effetto collaterale&#8221; del mutato equilibrio psicofisico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Esercizi </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Gli esercizi si attuano in tre posizioni: posizione sdraiata, in poltrona e del cocchiere a cassetta. Molto importante risulta anche la </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Respirazione"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;">respirazione</span></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">, la quale deve funzionare in maniera progressivamente più automatica e quindi meno controllata. importante è nel t.a. il processo secondo il quale ogni fenomeno corporeo non viene forzato, ma avviene spontaneamente da sè.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">Gli esercizi si dividono in &#8220;basilari&#8221;:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">esercizio della </span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>pesantezza</em></span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">: 	produce uno stato di rilassamento muscolare, ovvero di rilassamento 	dei muscoli striati e lisci; </span></span></li>
<li><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">esercizio del </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calore"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="text-decoration: underline;">calore</span></em></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">: 	produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del 	flusso sanguigno. </span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">&#8220;complementari&#8221;:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">esercizio del </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Respirazione"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="text-decoration: underline;">respiro</span></em></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></li>
<li><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">esercizio del </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Plesso_nervoso"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="text-decoration: underline;">plesso</span></em></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em> solare</em></span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></li>
<li><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">esercizio del </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="text-decoration: underline;">cuore</span></em></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></li>
<li><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">esercizio della </span></span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_%28anatomia%29"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em><span style="text-decoration: underline;">fronte</span></em></span></span></span></a><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"><em> fresca</em></span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;">La sequenza sopra esposta è quella indicata da Schultz, con l&#8217;eccezione dell&#8217;inversione degli esercizi del cuore e del plesso solare. In molti casi però viene proposta una diversa sequenza. Questi esercizi vanno eseguiti nell&#8217;ordine elencato, sotto la guida di psicologi o medici specificamente formati. Per imparare al completo la sequenza degli esercizi son necessari in media circa 6 mesi con un costante esercizio giornaliero.</span></span><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: x-small;"> E&#8217; importante avere una guida esperta nell&#8217;apprendere il t.a., è sconsigliato approcciarsi al t.a da autodidatti</span></span><br />
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/30/i-danni-della-solitudine/" title="I danni della solitudine">I danni della solitudine (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/01/perche-sogniamo-lultima-ipotesi/" title="Perche&#8217; sogniamo? L&#8217;ultima ipotesi">Perche&#8217; sogniamo? L&#8217;ultima ipotesi (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/29/rigenerare-i-neuroni-la-scienza-va-avanti/" title="Rigenerare i neuroni: la scienza va avanti">Rigenerare i neuroni: la scienza va avanti (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/11/lasciarsi-cambia-lidea-di-se-stessi/" title="Lasciarsi cambia l&#8217;idea di se stessi?">Lasciarsi cambia l&#8217;idea di se stessi? (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/27/bambini-criminali-e-da-grandi/" title="Bambini criminali. E da grandi?">Bambini criminali. E da grandi? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/25/mamme-over-per-selezione-naturale/" title="Mamme over per selezione naturale">Mamme over per selezione naturale (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/22/autismo-diagnosi-precoce-con-la-voce/" title="Autismo: diagnosi precoce con la voce">Autismo: diagnosi precoce con la voce (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/08/fiducia-e-persuasione-il-tocco-femminile/" title="Fiducia e persuasione: il tocco femminile!">Fiducia e persuasione: il tocco femminile! (0)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/29/come-vincere-l%e2%80%99ansia-col-training-autogeno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bambini criminali. E da grandi?</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/27/bambini-criminali-e-da-grandi/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/27/bambini-criminali-e-da-grandi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità infantile]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[Deutsches Aerzteblatt International]]></category>
		<category><![CDATA[Helmut Remschmidt]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Marburg Child Delinquency Study]]></category>
		<category><![CDATA[Philipps University]]></category>
		<category><![CDATA[Reinhard Walter]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=5024</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; un&#8217;idea comune che chi in giovane età ha problemi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">E&#8217; un&#8217;idea comune che chi in giovane età ha problemi con la legge, non possa che diventare da adulto un criminale.</span> Ma è sempre così? La scienza dice che nulla è necessariamente scritto, neanche la dedizione all&#8217;illecito.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/criminal-defense-juvenile-crimes.jpg"><img class="size-full wp-image-5029 aligncenter" title="criminal-defense-juvenile-crimes" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/criminal-defense-juvenile-crimes.jpg" alt="" width="432" height="288" /></a>Il fatto che bambini delinquentelli non debbano diventare necessariamente criminali, è uno dei risultati del <strong>Marburg Child Delinquency Study</strong>, descritto nel numero corrente della rivista <em>Deutsches Ärzteblatt International</em> e condotto da Helmut Remschmidt e Reinhard Walter, del Dipartimento di Psichiatria infantile e adolescenziale della  Philipps University di  Marburg, in Germania.</p>
<p>In questa ricerca longitudinale, gli autori hanno studiato quanto spesso i bambini finiti in questura per aver commesso un reato prima dei 14 anni (l&#8217;età della responsabilità penale in Germania), abbiamo proseguito la carriera criminale da adulti. I ricercatori hanno anche studiato la presenza di potenziali precursori del comportamento criminale. Il gruppo sperimentale è stato confrontato con un gruppo di controllo composto da persone che non avevano mai avuto a che fare con la legge. Remschmidt e Walter hanno raccolto anche dati sulla storia di vita, l&#8217;ambiente familiare, lo stato di salute, la scolarizzazione e la struttura di personalità di 263 soggetti.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/criminal-teen.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5028" title="teen crime - kid in handcuffs" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/criminal-teen.jpg" alt="" width="189" height="276" /></a>La valutazione dei dati raccolti ha mostrato che la delinquenza giovanile cade essenzialmente in <strong>due categorie</strong>: quelli che diventano criminali cronici una volta adulti (i perseveranti) e quelli che hanno commesso reati solo nell&#8217;infanzia o in adolescenza, ma non in età adultà (i desistenti). I fattori di rischio di natura sociale o familiare si sono rivelati i migliori predittori del comportamento criminale da adulti, seguiti da alcuni tratti di personalità, quali la labilità emotiva e l&#8217;irritabilità.</p>
<p>In generale, i fattori di rischio per la criminalità si sono dimostrati gli stessi tipici della malattia mentale, anche se tre elementi sembrano essere più specifici del comportamento criminale: il sesso maschile, la comparsa precoce di aggressività e l&#8217;influenza negativa di cattive compagnie.</p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>1. Remschmidt, H; Walter, R. What Becomes of Delinquent Children? Results of the Marburg Child Delinquency Study. Dtsch Arztebl Int, 2010; 107 (27): 477-83 DOI: 10.3238/arztebl.2010.0477</p>
<p>2. Deutsches Aerzteblatt International (2010, July 22). Once a delinquent, always a delinquent? Not necessarily. ScienceDaily<br />
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/22/autismo-diagnosi-precoce-con-la-voce/" title="Autismo: diagnosi precoce con la voce">Autismo: diagnosi precoce con la voce (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/30/i-danni-della-solitudine/" title="I danni della solitudine">I danni della solitudine (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/08/fiducia-e-persuasione-il-tocco-femminile/" title="Fiducia e persuasione: il tocco femminile!">Fiducia e persuasione: il tocco femminile! (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/06/buone-notizie-per-la-paralisi-cerebrale-infantile/" title="Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile">Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/29/come-vincere-l%e2%80%99ansia-col-training-autogeno/" title="Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno">Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/24/droghe-travestite-da-prodotto-naturale/" title="Le chiamano &#8220;droghe intelligenti&#8221;">Le chiamano &#8220;droghe intelligenti&#8221; (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/23/onora-il-padre-e-la-madre-e-i-figli/" title="Onora il padre e la madre..e i figli?">Onora il padre e la madre..e i figli? (3)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/21/cattive-abitudini-e-tentazioni/" title="Cattive abitudini e tentazioni">Cattive abitudini e tentazioni (0)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/27/bambini-criminali-e-da-grandi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Autismo: diagnosi precoce con la voce</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/22/autismo-diagnosi-precoce-con-la-voce/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/22/autismo-diagnosi-precoce-con-la-voce/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuropsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[DSA]]></category>
		<category><![CDATA[esame]]></category>
		<category><![CDATA[Lena Language Environment Analysis]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[PNAS]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[segni]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Warren]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Warren Questa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4988</guid>
		<description><![CDATA[Sebbene la motivazione sia ancora oscura, si è registrato un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Sebbene la motivazione sia ancora oscura, si è registrato un aumento dei casi di autismo negli ultimi anni, che spinge la ricerca a aforzarsi di migliorare le tecniche riabilitative e diagnostiche. </span>Una diagnosi precoce sembra ora possibile attraverso la voce perfino nei neonati.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/autism-child.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4991" title="nbTrans3.jpg" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/autism-child.jpeg" alt="" width="420" height="285" /></a></p>
<p>Un nuovo studio, condotto dal professor<strong> Stephen Warren</strong> dell&#8217;Università del Kansas e pubblicato sulla rivista &#8220;Pnas&#8221;, sembra affermare che segni di autismo sono rintracciabili già nei primi versi prodotti dai neonati.</p>
<h2>La ricerca</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/autism_newborn3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4992" title="autism_newborn3" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/autism_newborn3.jpg" alt="" width="282" height="421" /></a>Gli studiosi hanno registrato le espressioni vocali emesse da 232 bambini tra i 10 mesi e i 4 anni per ben 1500 giorni. I suoni registrati sono stati analizzati con il sistema informatico <strong>Lena</strong> (Language Environment Analysis), prendendo in esame 12 principali parametri del linguaggio, tra cui la capacità di emettere sillabe con movimenti  rapidi  della mascella e  della lingua, che negli autistici sembra essere compromessa o comunque diversa dalla media. I bambini i cui parametri vocali non corrispondevano alla norma, furono ipotizzati soggetti autistici, previsione che si è verificata nell&#8217;86% dei casi.</p>
<p>&#8220;<em>Questa tecnologia </em>- ha affermato Warren  &#8211; <em>potrebbe essere d&#8217;aiuto  per i pediatri nel diagnosticare la malattia il prima possibile, e  iniziare subito i trattamenti&#8221;.</em></p>
<h2>Una diagnosi effettuata addirittura nei primi mesi di vita può dare una direzione completamente diversa alla vita di un bambino  autistico:<span style="color: #800080;"> trattato precocemente potrebbe sviluppare una vasta gamma di abilità che più tardi non avrà la possibilità di acquisire.</span></h2>
<p><strong>Fonte:</strong> &#8220;Pnas&#8221; D. K. Oller, P. Niyogi, S. Gray, J. A.  Richards, J. Gilkerson, D. Xu, U. Yapanel, and S. F. Warren, &#8220;Automated  vocal analysis of naturalistic recordings from children with       autism, language delay and typical development&#8221;, PNAS published  ahead of print July 19, 2010, doi:10.1073/pnas.1003882107<br />
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/27/bambini-criminali-e-da-grandi/" title="Bambini criminali. E da grandi?">Bambini criminali. E da grandi? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/30/i-danni-della-solitudine/" title="I danni della solitudine">I danni della solitudine (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/24/droghe-travestite-da-prodotto-naturale/" title="Le chiamano &#8220;droghe intelligenti&#8221;">Le chiamano &#8220;droghe intelligenti&#8221; (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/06/buone-notizie-per-la-paralisi-cerebrale-infantile/" title="Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile">Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/01/14/come-accorgermi-che-mio-figlio-e-autistico/" title="Come accorgermi che mio figlio e&#8217; autistico">Come accorgermi che mio figlio e&#8217; autistico (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/29/come-vincere-l%e2%80%99ansia-col-training-autogeno/" title="Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno">Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/25/mamme-over-per-selezione-naturale/" title="Mamme over per selezione naturale">Mamme over per selezione naturale (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/23/onora-il-padre-e-la-madre-e-i-figli/" title="Onora il padre e la madre..e i figli?">Onora il padre e la madre..e i figli? (3)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/22/autismo-diagnosi-precoce-con-la-voce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Frigidita&#8217;: la disfunzione sessuale generale</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/12/frigidita-la-disfunzione-sessuale-generale/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/12/frigidita-la-disfunzione-sessuale-generale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 07:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[assenza di piacere]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi della sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[frigidità]]></category>
		<category><![CDATA[problemi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[speciale sesso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4850</guid>
		<description><![CDATA[Una donna con disfunsione sessuale generale è una donna che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Una donna con disfunsione sessuale generale è una donna che prova un piacere sessale limitato o assente. </span>E&#8217; una donna priva di sensazioni sessuali.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/frigida.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4853" title="frigida" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/frigida.jpg" alt="" width="400" height="281" /></a></p>
<p>Molte di queste donne considerano l&#8217;atto sessuale come un duro compito, alcune  cedono ad un contatto sessuale solo per non rovinare un rapporto di coppia, altre, invece, trovano il contatto sessuale particolarmente spaventoso, per cui fanno di tutto per evitarlo; altre donne, invece, non hanno piacere con un rapporto sessuale, ma possono provare piacere con stimolazioni come il toccarsi o lo stare vicini al proprio partner.</p>
<h2>Come reagiscono psicologicamente queste donne?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/frigidità-anorgasmia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4852" title="frigidità anorgasmia" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/frigidità-anorgasmia.jpg" alt="" width="207" height="207" /></a>Alcune cedono al rapporto sessuale, seppur non eccitate e tendono a distrarsi fantasticando altre situazioni, sperando che il partner raggiunga l&#8217;orgasmo il più velocemente possibile. Questa situazione, con il tempo, essendo molto frustrante, tende a stancare le donne, che finiscono per provare astio verso il rapporto sessuale. Molte donne, invece, non riescono proprio ad accettare questa situazione e finiscono col provare astio verso il partner.</p>
<p>Questo disagio suscita una non accettazione di se stessi, per cui la donna tende a nutrire sentimenti di depressione e odio verso se stessa.<br />
Molti uomini considerano il disagio della moglie come un qualcosa di personale, sentono di non essere più attraenti e temono che sia colpa loro se la donna rifiuta il sesso. Molti uomini fanno pressione sulla moglie, ma questo comportamento inibisce ulteriormente la donna.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Questo tipo di disfunzione sessuale nella donna, può avere effetti negativi, sia sulla propria famiglia, che sul rapporto con il partner, e, in casi estremi, sulla sua salute mentale.</span></h2>
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/26/pornografia-per-lui-e-per-lei/" title="Pornografia per lui e per lei">Pornografia per lui e per lei (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/20/quando-lamore-diventa-unossessione/" title="Quando l&#8217;amore diventa un&#8217;ossessione">Quando l&#8217;amore diventa un&#8217;ossessione (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/20/perche-le-donne-simulano-lorgasmo/" title="Perche&#8217; le donne simulano l&#8217;orgasmo?">Perche&#8217; le donne simulano l&#8217;orgasmo? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/04/24/le-droghe-influenzano-il-comportamento-sessuale/" title="Le droghe influenzano il comportamento sessuale?">Le droghe influenzano il comportamento sessuale? (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/07/01/orgasmo-femminilele-risposte-della-scienza/" title="Orgasmo femminile:le risposte della scienza">Orgasmo femminile:le risposte della scienza (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/06/18/omosessualitauna-prerogativa-umana/" title="Omosessualita&#8217;:una prerogativa umana?">Omosessualita&#8217;:una prerogativa umana? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/05/effetti-delleta-sulla-sessualita/" title="EFFETTI DELL&#8217;ETA&#8217; SULLA SESSUALITA&#8217;">EFFETTI DELL&#8217;ETA&#8217; SULLA SESSUALITA&#8217; (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/29/vita-di-coppia-stressa-meno-il-lavoro/" title="Vita di coppia? Stressa meno il lavoro">Vita di coppia? Stressa meno il lavoro (0)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/12/frigidita-la-disfunzione-sessuale-generale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fobie: per ogni sintomo una malattia?</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/07/fobie-per-ogni-sintomo-una-malattia/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/07/fobie-per-ogni-sintomo-una-malattia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 07:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[agorafobia]]></category>
		<category><![CDATA[aracnofobia]]></category>
		<category><![CDATA[claustrofobia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[fobie]]></category>
		<category><![CDATA[fobie specifiche]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4737</guid>
		<description><![CDATA[Rimango veramente colpita ogni volta che leggo i nomi e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Rimango veramente colpita ogni volta che leggo i nomi e gli oggetti strani, classificati dalla psichiatria come fobie.</span> Paura delle ginocchia, degli specchi, delle belle donne. Davvero siamo convinti che ognuna di queste fobie abbia bisogno di un nome specifico e di una cura mirata?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/fobia_g.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4780" title="fobia_g" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/fobia_g.jpg" alt="" width="440" height="360" /></a></p>
<p>Tra le fobie specifiche, ce ne sono alcune molto note e diffuse come la claustrofobia (paura degli spazi ristretti), l&#8217;agorafobia (paura degli spazi aperti e affollati), o l&#8217;aracnofobia (paura dei ragni o degli insetti in generale). Altre sono veramente improponibili.</p>
<h2>Qualche esempio?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/fobie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4781" title="fobie" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/fobie.jpg" alt="" width="421" height="141" /></a></p>
<p>- Acatartofobia: paura dello sporco e per la polvere</p>
<p>- Amaxofobia: paura di guidare</p>
<p>- Catisofobia: paura di sedersi</p>
<p>- Cimofobia: paura delle onde del mare</p>
<p>- Caligynefobia: paura delle belle donne</p>
<p>- Courlofobia: paura dei clown</p>
<p>- Cromatofobia o cromofobia: paura dei colori</p>
<p>- Cyberfobia: paura del pc</p>
<p>- Dendrofobia: paura degli alberi</p>
<p>- Eufobia: paura di sentire buone notizie</p>
<p>- Fagofobia: paura di mangiare</p>
<p>- Gimnofobia: la paura di essere nudi o del nudo altrui</p>
<p>- Genufobia: paura delle ginocchia (anche dlle proprie)</p>
<p>- Globofobia: paura dei palloncini</p>
<p>- Gonofobia:  paura degli angoli</p>
<p>- Ithyphallofobia: paura del pene eretto</p>
<p>- Lachanofobia: paura del minestrone</p>
<p>- Nefofobia: paura delle nuvole</p>
<p>- Philematofobia: paura dei baci</p>
<p>- Pteronofobia: paura delle piume</p>
<p>- Quionofobia: paura della neve</p>
<p>- Tafofobia: paura di venire sepolti vivi</p>
<p>Se è vero che queste improbabili fobie possano aver afflitto nella storia uno o più individui, <strong>mi rifiuto di pensare che la comunità scientifica possa accogliere l&#8217;idea che ognuna di esse sia una patologia</strong> a sè e che pertanto richieda un nome, una classificazione nosografica, una cura specifica. La paura di essere nudi o di vedere il pene eretto, và curata in quanto tale o rispetto al significato che essa può avere nella storia, nella vita relazionale e sessuale e nella struttura di personalità di chi ne soffre?</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/fobie4.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4778" title="fobie4" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/fobie4.jpg" alt="" width="258" height="197" /></a>Con questo post mi rivolgo sia a chi soffre di una fobia specifica e finisce per evitare tutti i luoghi che possono anche solo lontanamente evocare l&#8217;oggetto della paura, sia a chi le cura e a chi fa divulgazione scientifica. Le fobie non sono che sintomi di un disagio più grande a cui l&#8217;oggetto della paura si richiama in modo metaforico, fantastico, emotivo e comunque in ogni caso <strong>soggettivo</strong>. I sintomi non vanno curati in quanto tali (altrimenti basterebbero i farmaci, perchè investire nelle psicoterapie?), ma come punta dell&#8217;iceberg di qualcosa che sta dietro e và portato alla luce.</p>
<h2>Parlare del disagio psicologico come di una serie di fenomeni da baraccone, da osservare con la bocca aperta è pericoloso, perchè contribuisce alla stigmatizzazione tanto quanto il silenzio. <span style="color: #800080;">Soffermarsi sul singolo sintomo senza guardare aldilà del proprio naso lo è altrettanto.</span></h2>
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/06/psichiatra-e-il-terzo-medico-piu-consultato/" title="Psichiatra: il terzo medico piu&#8217; consultato">Psichiatra: il terzo medico piu&#8217; consultato (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/16/il-farmaco-anti-paura/" title="Il farmaco anti-paura">Il farmaco anti-paura (3)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/05/addio-prof-cazzullo-padre-della-psichiatria-italiana/" title="Addio Prof. Cazzullo, padre della psichiatria italiana">Addio Prof. Cazzullo, padre della psichiatria italiana (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/10/la-storia-psichiatrica-di-hitler/" title="La storia psichiatrica di Hitler">La storia psichiatrica di Hitler (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/11/17/timidezza-non-e-una-malattia/" title="Timidezza: non e&#8217; una malattia">Timidezza: non e&#8217; una malattia (3)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/09/14/emetofobia-ovvero-la-paura-del-vomito/" title="Emetofobia, ovvero la paura del vomito">Emetofobia, ovvero la paura del vomito (7)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/06/03/ansia-di-padre-in-figlio/" title="Ansia: di padre in figlio?">Ansia: di padre in figlio? (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/05/31/le-nuove-malattie-mentali-il-dsm-v/" title="Le nuove malattie mentali: il DSM V">Le nuove malattie mentali: il DSM V (2)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/07/fobie-per-ogni-sintomo-una-malattia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Psichiatra: il terzo medico piu&#8217; consultato</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/06/psichiatra-e-il-terzo-medico-piu-consultato/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/06/psichiatra-e-il-terzo-medico-piu-consultato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 07:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[malattie psichiatriche]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[Merritt Hawkins]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4755</guid>
		<description><![CDATA[I dati di un&#8217;analisi americana sostengono che gli psichiatri sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">I dati di un&#8217;analisi americana sostengono che gli psichiatri sono tra i medici maggiormente interpellati, con un aumento esponenziale delle richieste. </span>Certo, da un lato è un dato estremamente negativo, ma dall&#8217;altro sta alla base di una presa di coscienza delle persone sulla necessità di chiedere aiuto per quei problemi che finora andavano strenuamente nascosti.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/psychiatrist-3.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4761" title="psychiatrist 3" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/psychiatrist-3.jpeg" alt="" width="434" height="325" /></a></p>
<p>La compagnia <strong>Merritt Hawkins</strong>, che si occupa di ricerca e consulenza medica ha rilevato dei dati impressionanti: dall&#8217;aprile del 2009 al marzo 2010, la compagnia ha ricevuto un numero di richieste per psichiatri pari a 179, cioè il 47% in più rispetto all&#8217;anno precente e il 121% in più rispetto al biennio 2006-2007. Il sondaggio, che ha riguardato più di 2800 richieste mediche, ha rilevato che lo psichiatra è al terzo posto tra gli altri medici per numero di richieste. Ovviamente al primo posto figurano i medici di famiglia, seguiti dagli internisti, anche se il numero delle richieste per queste categorie sta progressivamente scendendo.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/psychiatrist2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4763" title="psychiatrist2" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/psychiatrist2.jpg" alt="" width="260" height="260" /></a>Sebbene la domanda stia crescendo,<strong> sempre meno studenti di medicina scelgono la carriera di psichiatra</strong>, probabilmente perchè guadagnano meno deli altri specialisti pur studiando per lo stesso numero di anni. Shankar Yalamanchili, psichiatra proveniente dall&#8217;Alaska, sostiene che i dottori che si attengono meramente alle procedure guadagnano di più rispetto agli psichiatri che conversano con i pazienti. <em>&#8220;Vengo pagato di più per curare un foruncolo che per stare mezz&#8217;ora a parlare con un paziente.&#8221;</em>- ha constatato amareggiato. Questo perchè in mezz&#8217;ora si possono curare molti più foruncoli che disagi psichici. Inoltre, si tratta di un lavoro complesso e faticoso, soprattutto mentalmente, ecco perchè si assiste a questa &#8220;crisi delle vocazioni&#8221;. <strong> </strong></p>
<p><strong>Intanto la domanda continua a salire: </strong>ci si aspetta che entro il 2020 salirà ancora del 19% per gli adulti e del 100% per i bambini. Secondo il National Institute of Mental Health circa il 26% degli Americani dai 18 anni in su ( ben 1 su 4) soffre di un disturbo psichiatrico diagnosticabile. Le malattie mentali sono la prima causa di disabilità negli Stati Uniti e in Canada. Molte di queste persone sono vittime emotive delle guerre in Iraq e in Afghanistan, o della crisi economica. In particolare, i disoccupati sono tra i più stressati, depressi ed ansiosi e richiedono spesso un aiuto specialistico.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Questi dati sono frutto della minore stigmtizzazione dei problemi mentali, che spinge individui e famiglie ad affrontare la cura piuttosto che nascondere i problemi. I governi si devono interrogare seriamente sui problemi della salute mentale, un grido d&#8217;aiuto che richiede soluzioni efficaci e rapide. </span></h2>
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/07/fobie-per-ogni-sintomo-una-malattia/" title="Fobie: per ogni sintomo una malattia?">Fobie: per ogni sintomo una malattia? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/15/sospendere-gli-antidepressivi-mai-da-soli/" title="Sospendere gli antidepressivi? Mai da soli">Sospendere gli antidepressivi? Mai da soli (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/26/psicologi-da-cabaret/" title="Psicologi da cabaret">Psicologi da cabaret (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/06/i-primi-segni-di-psicosi-a-12-anni/" title="I primi segni di psicosi a 12 anni">I primi segni di psicosi a 12 anni (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/05/addio-prof-cazzullo-padre-della-psichiatria-italiana/" title="Addio Prof. Cazzullo, padre della psichiatria italiana">Addio Prof. Cazzullo, padre della psichiatria italiana (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/10/la-storia-psichiatrica-di-hitler/" title="La storia psichiatrica di Hitler">La storia psichiatrica di Hitler (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/05/31/le-nuove-malattie-mentali-il-dsm-v/" title="Le nuove malattie mentali: il DSM V">Le nuove malattie mentali: il DSM V (2)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/06/psichiatra-e-il-terzo-medico-piu-consultato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Educare i bambini &#8220;speciali&#8221;</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/02/educare-i-bambini-speciali/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/02/educare-i-bambini-speciali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuropsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni speciali]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[educatore]]></category>
		<category><![CDATA[insegnante di sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[metodo portage]]></category>
		<category><![CDATA[metodo teacch]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4719</guid>
		<description><![CDATA[Lavorare nelle scuole con i bambini con bisogni speciali può ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Lavorare nelle scuole con i bambini con bisogni speciali può essere una sfida appassionante ma complessa. </span>Non solo per le difficoltà che si possono trovare nel lavorare con il bambino stesso, ma anche per la gestione del rapporto con i genitori, con le insegnanti, con il gruppo classe, con le leggi e le istituzioni. <span style="color: #800080;">Eppure l&#8217;integrazione è una necessità di vita per i nostri bambini speciali.</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/educazione-lavagna2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4730" title="educazione lavagna2" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/educazione-lavagna2.jpg" alt="" width="466" height="338" /></a><br />
</span></p>
<p>Molti sono gli ambiti in cui un insegnante di sostegno o un educatore scolastico possono trovarsi a lavorare: dalle difficoltà di apprendimento, ai deficit dell&#8217;attenzione, all&#8217;iperattività, ai problemi comportamentali, alle disabilità sensoriali, al ritardo mentale. Tutte queste difficoltà, molto diverse tra loro, presentano bisogni educativi completamente differenti, che richiedono un <strong>lavoro individualizzato.</strong></p>
<p>Per saper rispondere a questi bisogni sono necessari,  un buon intuito, una certa capacità di osservazione (il cosiddetto occhio clinico) e tanta formazione, per conoscere la letteratura e le tecniche sempre più numerose e avanzate che la scienza mette a disposizione. Non è sufficiente l&#8217;amore per questo lavoro, dunque, ma è indispensabile la preparazione e possibilmente il supporto di un&#8217;equipe di lavoro che sia in grado di vedere il problema da diverse angolazioni.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/education_6.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4731" title="education_6" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/education_6.jpg" alt="" width="279" height="395" /></a>Il primo passo è sicuramente l&#8217;<strong>osservazione</strong> delle capacità del bambino che deve essere svolta secondo alcuni parametri, magari utilizzando dei metodi standardizzati. Il vostro compito non è fare la diagnosi, che vi può essere fornita dalla scuola. Conoscere il disturbo del quale il bambino soffre e studiarne i sintomi, le caratteristiche, le problematiche che comporta, vi può fornire un&#8217;idea realistica delle capacità del bambino. In questo può esservi molto utile leggere tutti i documenti del ragazzo e confrontarvi con le altre figure professionali che si occupano di lui, come fisioterapisti, logopedisti, operatori domiciliari, psicologi, assistenti sociali, medici di famiglia, pediatri. In questo modo capirete cosa il bambino può o non può imparare, per rendere il lavoro meno frustrante.</p>
<p>Con questa consapevolezza potrete osservare le abilità del ragazzo e stimolare quelle deficitarie (laddove questo porti a dei risultati concreti ovviamente) o incentivare le risorse che il bambino possiede ma che non sono sviluppate. La classica <strong>&#8220;zona di sviluppo prossimale&#8221;</strong> di Vygotskij. Nell&#8217;osservazione potete aiutarvi con alcuni strumenti utilissimi e facili da applicare, come il <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/1949831.html?from=kelkoo" target="_blank">metodo Portage</a> o il Potocollo TEACCH. Questi metodi sono molto semplici da usare anche per i genitori.</p>
<p>Una volta terminato il periodo di osservazione e fatta una valutazione delle aree su cui lavorare, è fondamentale creare un <strong>piano educativo individualizzato</strong>, specifico per quel bambino, con obiettivi chiari e verificabili e la descrizione delle precise modalità di lavoro. Non è sufficiente indicare:<em> &#8220;Imparare a scrivere i numeri.&#8221;</em> Bisogna precisare quali numeri, in quanto tempo, in che modo gli verrà insegnato. In questo vi può aiutare molto la <strong>task-analysis</strong>, cioè l<strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/educazione-autismo.jpg"><img class="alignleft size-full  wp-image-4732" title="educazione autismo" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/educazione-autismo.jpg" alt="" width="231" height="347" /></a></strong>a suddivisione di ogni obiettivo in sotto-obiettivi che descrivono singole azioni semplici. E&#8217; necessario che il progetto educativo sia messo per iscritto in modo chiaro, affinchè le altre insegnanti o i genitori stessi possano consultarlo per riproporre le vostre stesse modalità educative, in modo da dare continuità e coerenza all&#8217;intervento.</p>
<p><strong>L&#8217;improvvisazione è assolutamente vietata.</strong> Se non programmate gli interventi, risparmierete tempo all&#8217;inizio, ma alla lunga vi renderete conto di aver sprecato il vostro lavoro. Ovviamente questo non significa non poter essere creativi, ma la vostra inventiva va canalizzata in interventi sistematici e coerenti. Durante il lavoro, si possono ovviamente rimodulare obiettivi e metodologie per renderli più efficaci e adatti al bambino.</p>
<h2>Troppo difficile? Un pò, ma non impossibile se costruite una rete con i genitori, gli insegnanti, il preside. <span style="color: #800080;">E soprattutto non dimenticate il lato psicologico. Ricordate di avere di fronte una persona e non una macchina da aggiustare, con la sua personalità, i suoi vissuti, la sua educazione, la sua storia di vita, le sue attitudini e i suoi desideri. </span></h2>
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/23/onora-il-padre-e-la-madre-e-i-figli/" title="Onora il padre e la madre..e i figli?">Onora il padre e la madre..e i figli? (3)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/02/negati-trapianti-a-disabili/" title="Negati trapianti a disabili">Negati trapianti a disabili (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/19/bullismo-omofobico/" title="BULLISMO OMOFOBICO">BULLISMO OMOFOBICO (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/04/05/bambini-autistici-al-cinema-ora-si-puo/" title="Bambini autistici al cinema: ora si puo&#8217;">Bambini autistici al cinema: ora si puo&#8217; (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/27/ragazzi-irrequieti/" title="Ragazzi irrequieti">Ragazzi irrequieti (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/23/mio-figlio-non-studia-1-come-mai/" title="Mio figlio non studia 1: come mai?">Mio figlio non studia 1: come mai? (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/03/06/buone-notizie-per-la-paralisi-cerebrale-infantile/" title="Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile">Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/02/07/progetto-sorriso-vacanze-senza-barriere/" title="Progetto sorriso: vacanze senza barriere">Progetto sorriso: vacanze senza barriere (2)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/02/educare-i-bambini-speciali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sospendere gli antidepressivi? Mai da soli</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/15/sospendere-gli-antidepressivi-mai-da-soli/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/15/sospendere-gli-antidepressivi-mai-da-soli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 07:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[ads]]></category>
		<category><![CDATA[antidepressant discontinuation syndrome]]></category>
		<category><![CDATA[antidepressivi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[farmacoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4554</guid>
		<description><![CDATA[Prendere i farmaci per molte persone significa anche e soprattutto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Prendere i farmaci per molte persone significa anche e soprattutto ammettere a se stessi di avere un problema e della necessità della cura. </span>Se questo passaggio può sembrare scontato, non lo è affatto: è da qui che inizia il vero processo di guarigione.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/farmaci-antidepressivi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4559" title="farmaci antidepressivi" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/farmaci-antidepressivi.jpg" alt="" width="404" height="292" /></a></p>
<p>Si chiama <em><strong>compliance</strong></em> la disponibilità di una persona con disagio psichico ad assumere i farmaci necessari per alleviare i sintomi e poter così intraprendere il percorso di miglioramento. Sebbene sia una psicologa e non una psichiatra, in molti casi ritengo importante che il paziente con una forte sintomatologia, almeno nelle prime fasi della terapia, si faccia prescrivere dei farmaci per affrontare con maggiore serenità il trattamento pscioterapico o di sostegno.</p>
<p>Per molte persone però accettare di prendere i farmaci è difficile perchè significa dirsi di essere malati e di aver bisogno di un aiuto esterno. La farmacoterapia è invece importante, oltre che nelle psicosi dove si rivela spesso indispensabile, anche nelle forme depressive, specialmente se ci sono idee suicidarie o umore fortemente calante.</p>
<p>Spesso accade che anche se la persona depressa accetta di prendere i farmaci, appena si sente un pò meglio li smette, ritenendo di potercela fare da sola e quasi sempre senza chiedere consiglio al medico. Questo blocco improvviso dell&#8217;assunzione, però, può portare  a sintomi simili all&#8217;astinenza, in una condizione definita come  <strong>antidepressant discontinuation syndrome </strong>(ADS), ovvero sindrome da discontinuità degli antidepressivi.</p>
<h2>Secondo la American Academy of Family Physicians, i sintomi principali di questa condizione sono:</h2>
<ul>
<li> <a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/farmaco.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4558" title="farmaco" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/farmaco-300x300.jpg" alt="" width="261" height="261" /></a>ansia</li>
<li>tristezza</li>
<li>irritabilità</li>
<li>stanchezza</li>
<li>emicrania</li>
<li>nausea e vomito</li>
<li>vertigini</li>
</ul>
<p>A questi iniziali fastidi, si aggiungono la paura di ricadere in depressione e la sfiducia verso la possibilità di stare meglio, che possono riportare la persona nel baratro dell&#8217;angoscia.</p>
<h2>Ricordate che se siete in cura con antidepressivi, anche se vi sentite meglio, chiedete sempre consiglio al medico prima di smetterli o anche solo di diminuirne le dosi. <span style="color: #800080;">Ogni ricaduta può essere fonte di estremo sconforto e riportare il vostro umore sotto i piedi.</span></h2>
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/02/10/depressione-fa-piu-paura-del-cancro/" title="Depressione: fa piu&#8217; paura del cancro">Depressione: fa piu&#8217; paura del cancro (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/01/05/gli-antidepressivi-modificano-la-personalita/" title="Gli antidepressivi modificano la personalita&#8217;?">Gli antidepressivi modificano la personalita&#8217;? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/02/26/depressione-il-mostro-dai-mille-volti/" title="Depressione: il mostro dai mille volti">Depressione: il mostro dai mille volti (5)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/30/i-danni-della-solitudine/" title="I danni della solitudine">I danni della solitudine (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/19/mamme-assassine-per-amore/" title="Mamme assassine&#8230;per amore?">Mamme assassine&#8230;per amore? (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/16/delitti-passionali-una-tragica-epidemia/" title="Delitti passionali: una tragica epidemia">Delitti passionali: una tragica epidemia (3)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/06/psichiatra-e-il-terzo-medico-piu-consultato/" title="Psichiatra: il terzo medico piu&#8217; consultato">Psichiatra: il terzo medico piu&#8217; consultato (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/28/biglietti-daddio/" title="Biglietti d&#8217;addio">Biglietti d&#8217;addio (0)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/15/sospendere-gli-antidepressivi-mai-da-soli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza dei ricordi</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/14/limportanza-dei-ricordi/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/14/limportanza-dei-ricordi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 07:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuropsicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[amnesia]]></category>
		<category><![CDATA[amnesia anterograda]]></category>
		<category><![CDATA[ippocampo]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[se mi lasci ti cancello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4519</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è chi è convinto che distraendosi dai brutti pensieri, si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">C&#8217;è chi è convinto che distraendosi dai brutti pensieri, si possa andare avanti ed essere più felici. </span>Eppure i ricordi negativi vanno pensati e rielaborati, altrimenti sarà difficile liberarsi del loro impatto emotivo nella nostra vita.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/amnesia-Candele_accese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4545" title="amnesia-Candele_accese" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/amnesia-Candele_accese.jpg" alt="" width="424" height="320" /></a></p>
<p>Ricordare i dolori, richiamarli alla mente, senza rimurginarci sopra, ma rielaborandoli e traendone insegnamento, è il modo più sano per stare bene con se stessi. Se pensate che chi ha perso la memoria per certi versi sia fortunato, <strong>vi sbagliate di grosso: </strong>uno studio americano ha dimostrato addirittura che chi soffre di amnesie rimane più a lungo turbato dai ricordi negativi, pur non riuscendo a ricordare gli eventi che li hanno causati.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/amnesia-Se-mi-lasci-ti-cancello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4548" title="amnesia Se mi lasci ti cancello" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/amnesia-Se-mi-lasci-ti-cancello-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Ricordate il bellissimo film <em>&#8220;Se mi lasci ti cancello&#8221;</em> (titolo malamente tradotto in italiano dall&#8217;inglese<em> Eternal Sunshine of the Spotless Mind),</em> in cui i protagonisti per non soffrire per la fine della loro relazione, si facevano cancellare i ricordi da un laboratorio specializzato? Sebbene questa prospettiva possa sembrarci allettante, in realtà non farebbe che preservare più a lungo i sentimenti negativi associati agli eventi della nostra vita.</p>
<p>Ad affermarlo è uno <strong>studio condotto dai neuroscienziati dell&#8217;Università dello Iowa</strong> (USA) e diretto da <strong>Justin  Feinstein</strong>. La ricerca ha coinvolto 10 persone, di cui 5 sane e 5 affette da amnesia anterograda (l&#8217;incapacità di immagazzinare nuove informazioni), a causa di una lesione dell&#8217;ippocampo, nucleo fondamentale per la memoria a breve termine.</p>
<p>Ai partecipanti venivano mostrati alcuni spezzoni di film commoventi e tristi, quindi venivano valutate e registrate le loro emozioni. I risultati hanno rivelato che gli amnesici rimanevano tristi più a lungo, anche se non ricordavano il motivo della loro tristezza.  I soggetti sani sembravano invece elaborare più velocemente le emozioni spiacevoli. La stessa prassi è stata eseguita con film allegri e comici, dando gli stessi risultati, anche se le emozioni spiacevoli permanevano negli amnesici, molto più a lungo di quelle positive.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/amnesia-remember.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4546" title="amnesia remember" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/amnesia-remember-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Questo studio ha diverse implicazioni. </strong>In prima battuta, dà delle indicazioni per i familiari e gli operatori che lavorano con i soggetti amnesici, come ad esempio gli Alzheimeriani. Come afferma Feinstein<em> &#8220;Questi risultati sottolineano l&#8217;importanza di mantenere un  atteggiamento rispettoso nei confronti delle persone con problemi di  memoria, perché anche se non ricordano il motivo di  uno sgarbo, in loro la tristezza dura più a lungo&#8221;.</em></p>
<p>Ancora più importante è l&#8217;insegnamento che questo studio può dare a noi <strong>nella vita quotidiana. </strong>Secondo i ricercatori, infatti, i soggetti sani superavano più facilmente la tristezza perchè riuscivano a ricordare e a farsi un&#8217;idea del motivo della loro tristezza. Allo stesso modo, nella vita, quando riusciamo a dare un nome a quello che sentiamo e ad indentificarne i motivi, possiamo soffrire un pò di più, ma poi riusciamo più facilmente a rielaborarlo e ad utilizzarlo per andare avanti. <strong>E&#8217; un pò il lavoro sulla consapevolezza che si fa in psicoterapia.</strong><br />
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/29/come-vincere-l%e2%80%99ansia-col-training-autogeno/" title="Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno">Come vincere l&#8217;ansia col Training Autogeno (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/29/rigenerare-i-neuroni-la-scienza-va-avanti/" title="Rigenerare i neuroni: la scienza va avanti">Rigenerare i neuroni: la scienza va avanti (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/20/quattro-giorni-per-una-mente-migliore/" title="Quattro giorni per una mente migliore!">Quattro giorni per una mente migliore! (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/03/come-salvare-la-memoria/" title="Come salvare la memoria">Come salvare la memoria (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/01/02/le-9-scoperte-mediche-del-2009/" title="Le 9 scoperte mediche del 2009">Le 9 scoperte mediche del 2009 (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/09/20/210909xvi-giornata-mondiale-alzheimer/" title="21/09/09:XVI Giornata Mondiale Alzheimer">21/09/09:XVI Giornata Mondiale Alzheimer (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/08/29/alzheimer-e-diagnosi-precoce-riconosci-britney-spears/" title="Alzheimer e diagnosi precoce: riconosci Britney Spears?">Alzheimer e diagnosi precoce: riconosci Britney Spears? (1)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/06/01/alzheimer-una-speranza-ce/" title="Alzheimer: una speranza c&#8217;e&#8217;">Alzheimer: una speranza c&#8217;e&#8217; (0)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/14/limportanza-dei-ricordi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La psicosi spiegata da un fumetto</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/07/schizofrenia-e-fumetto/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/07/schizofrenia-e-fumetto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 07:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[asylum squad]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[malattia mentale]]></category>
		<category><![CDATA[psicosi]]></category>
		<category><![CDATA[residenza psichiatrica]]></category>
		<category><![CDATA[sarafin]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=4469</guid>
		<description><![CDATA[Si può sorridere di un problema serio come la schizofrenia? ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><h2><span style="color: #800080;">Si può sorridere di un problema serio come la schizofrenia? Forse ha il diritto di farlo solo chi l&#8217;ha vissuto e sa di cosa si tratta.</span> E&#8217; questo il caso di Sarafin, nome d&#8217;arte di una fumettista che dal 2009 pubblica su internet una striscia chiamata Asylum Squad (Squadra da manicomio).</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/fumetto-asylum_squad_1_510.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4471" title="fumetto asylum_squad_1_510" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/fumetto-asylum_squad_1_510.jpg" alt="" width="437" height="326" /></a></p>
<p>Asylum Squad è la storia di quattro personaggi che potrebbero essere diagnosticati da uno psichiatra come schizofrenici:</p>
<p>-<strong> Liz Madder</strong>, dipendente dai tranquillanti, è perseguitata dalla testa di un demoniaco cavallo bianco, che appare quando cerca di alzare la testa dal cuscino;</p>
<p>- <strong>Henry Chan</strong>, si definisce il Messia ebreo e quando fuma marijuana è convinto di intrattenersi telepaticamente con un gruppo di celebrità.</p>
<p>- <strong>Cath Schneider</strong>, investigatrice paranoica, è un&#8217;artista d&#8217;avanguardia e autoproclamata astronoma. E&#8217; convinta di essere in contatto con due specie aliene e che un&#8217;entità proveniente da Urano controlli la sua anima. Il suo scopo ultimo? Scoprire i segreti dell&#8217;universo.</p>
<p>- <strong>Sarah Loveheart</strong>, la botanica dendrofilica, è ossessionata da un uomo che non vuole saperne niente di lei. Sarah è convinta di essere in grado di creare una versione miniaturizzata di lui in un cactus velenoso.</p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/schizofrenia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4479" title="schizofrenia" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/schizofrenia-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Come per i suoi personaggi, la storia di Sarafin inizia con una diagnosi di schizofrenia</strong>, successivamente riformulata in &#8220;disturbo schizoaffettivo&#8221;. Dal 2006, anno dello scoppio psicotico, Sarafin racconta di aver sperimentato una miriade di stati cognitivi, emotivi e psichici, dopo lunghi anni di depressione e autolesionismo. Per fare i conti con la sua condizione e riguadagnarsi la sua vita, ha utilizzato il fumetto in maniera quasi catartica, diventando così una persona più forte e più sana. <em>&#8220;La malattia mentale rimane ancora oggi un mistero per molti aspetti&#8221; &#8211; </em>ci ricorda Sarafin<em> </em>- <em>&#8220;così ho deciso di lasciare al lettore l&#8217;interpretazione dei vissuti e dei problemi dei personaggi.&#8221;</em></p>
<p>Le prime 44 strisce furono realizzate quando Sarafin era ricoverara in una <strong>residenza psichiatrica</strong> dopo la sua seconda crisi psicotica. La struttura era carente di adeguate attività ricreative e gruppi terapeutici per i pazienti, così per evitare di vegetare o forse per dimostrare al personale di sforzarsi di migliorare, cominciò a buttare giù queste storie. Non era la prima volta che la fumettista si dedicava ai racconti, già da ragazza aveva cominciato a disegnare per cercare di far fronte ad una serie di problemi psicologici.</p>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/schizo-Pablo_Picasso_-_Portrait_of_a_Sitting_Woman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4480" title="schizo Pablo_Picasso_-_Portrait_of_a_Sitting_Woman" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/06/schizo-Pablo_Picasso_-_Portrait_of_a_Sitting_Woman-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>Questi fumetti sono dunque la testimonianza di una lotta e di una vittoria sulla follia. Si può notare dalle strisce, come le prime fossero prolisse, sia per una scelta artistica, sia per la necessità di dire molte cose in poco spazio. Oggi, con il miglioramento della sua salute mentale, Sarafin è riuscita a ridurre la quantità di testo, anche per rispettare la linea editoriale di un fumetto. <em>&#8220;Questo fumetto non è per tutti&#8221;</em> &#8211; spiega l&#8217;autrice &#8211; <em>&#8220;perchè può risultare abbastanza oscuro, pesante, confusionale e perfino volgare. Questo è quello che accade spesso nell&#8217;esperienza psicotica. Volevo che il lettore sentisse realmente l&#8217;intensità di questo stato mentale, senza però commiserarmi.&#8221;</em></p>
<h2><span style="color: #800080;">Anche se in inglese, vale forse la pena di dare un&#8217;occhiata ai <a href="http://www.asylumsquad.com/index.php" target="_blank">lavori di Sarafin</a>, per comprendere cosa significa il vissuto di una mente psicotica.</span></h2>
<h3>Forse ti interessa anche:</h3>
<ul class="related_post">
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/01/26/datemi-un-martello/" title="Datemi un martello">Datemi un martello (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/05/06/i-primi-segni-di-psicosi-a-12-anni/" title="I primi segni di psicosi a 12 anni">I primi segni di psicosi a 12 anni (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/06/14/psicosi-a-chi-rivolgersi/" title="Psicosi: a chi rivolgersi">Psicosi: a chi rivolgersi (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/07/24/droghe-travestite-da-prodotto-naturale/" title="Le chiamano &#8220;droghe intelligenti&#8221;">Le chiamano &#8220;droghe intelligenti&#8221; (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2010/02/18/legge-basaglia-un-percorso-ancora-in-divenire%e2%80%a6/" title="Legge Basaglia: un percorso ancora in divenire…">Legge Basaglia: un percorso ancora in divenire… (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/12/28/natale-sereno-anche-con-un-disturbo-mentale/" title="Natale sereno anche con un disturbo mentale">Natale sereno anche con un disturbo mentale (0)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/12/16/tartaglia-profilo-di-un-aggressore/" title="Tartaglia: profilo di un aggressore">Tartaglia: profilo di un aggressore (2)</a></li>
<li><a href="http://www.psicozoo.it/index.php/2009/12/14/gelosia-quando-diventa-patologia/" title="Gelosia: quando diventa patologia?">Gelosia: quando diventa patologia? (4)</a></li>
</ul>
<a href="http://ibad.bebasbelanja.com/wordpress-tabs-slides.html" style="display: none;">Powered By Wordpress Tabs Slides</a></td></tr></table>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/index.php/2010/06/07/schizofrenia-e-fumetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
