L’epilessia è un disturbo che causa notevole disagio in chi ne soffre, poichè le crisi possono sopraggiungere improvvisamente, generando preoccupazione nel paziente e nei suoi familiari rispetto a qualsiasi attività della vita quotidiana. Oggi una nuova speranza di cura.Che cos’è l’epilessiaIl termine ‘crisi epilettica’ descrive una varietà di sintomi neurologici dovuti a una scarica elettrica anomala, sincronizzata e prolungata di cellule nervose della corteccia o del tronco cerebrale. Il 5% di tutte le persone ha almeno una crisi epilettica durante la sua vita, ma non è considerato affetto da epilessia. La diagnosi di epilessia implica una tendenza a crisi epilettiche ripetute che si trova nello 0.5% della popolazione. L’80% delle epilessie insorgono prima dei 20 anni, mentre solo il 20% persiste anche in età adulta.
TerapiaLa farmacoterapia dell’epilessia impiega farmaci antiepilettici, che con diversi meccanismi stabilizzano le proprietà elettriche della membrana delle cellule nervose, impedendo così le scariche elettriche spontanee. Si tratta perciò di una terapia sintomatica che non elimina la causa dell’epilessia. Tuttavia garantisce una vita normale a molti pazienti che altrimenti sarebbero gravemente limitati o minacciati da frequenti crisi epilettiche. Circa il 20% delle epilessie non è sufficientemente controllato nonostante l’impiego di farmaci multipli a dosaggi sufficienti. In casi estremi e sempre meno frequentemente, si propone la terapia chirurgica che asporta la regione cerebrale (nella maggior parte dei casi il lobo temporale medio) in cui originano le crisi epilettiche. La terapia chirurgica è di successo nel 70-90% dei casi operati e spesso porta a una guarigione completa. Richiede comunque particolare esperienza sia nella fase diagnostica sia in quella chirurgica ed è riservata a centri specializzati.
Nuove sperimentazioni sull’elettrostimolazione
Per i pazienti che non rispondono ai farmaci la nuova metodologia potrebbe rappresentare una speranza. “Bisogna però fare attenzione” - ha spiegato Robert Fisher, autore principale dello studio – “questa terapia e’ invasiva, e puo’ avere effetti collaterali. C’e’ bisogno di ulteriori studi per capire quali sono i migliori candidati”. [EPILESSIA: 'PACEMAKER' CEREBRALE DIMINUISCE CRISI - AGI.it] |




































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