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Buone notizie per la paralisi cerebrale infantile

Novità per le paralisi cerebrali infantili, che vengono come al solito dalle cellule staminali. La sperimentazione è stata avviata negli Stati Uniti, con una partecipazione anche dell’Italia. Che ci sia finalmente una strada per questa patologia finora ritenuta incurabile?


La paralisi cerebrale infantile è una patologia che deriva da una lesione precoce del sistema nervoso centrale, verificatasi in epoca prenatale, perinatale o postnatale e comunque entro i 3 anni di vita del bambino (periodo in cui si completa buona parte dello sviluppo cognitivo di un individuo). A causa della lesione, alcune funzioni non si sviluppano o si sviluppano parzialmente, causando invalidità permanente nelle aree sensoriali, cognitive e soprattutto del movimento. Sebbene grazie alla riabilitazione e alla chirurgia possano verificarsi dei migliramenti, finora per questa problematica non esiste una vera e propria cura.

Fino ad oggi almeno. Una recente sperimentazione sugli animali ha dato effetti significativi, ragion per cui la Food and Drug Administration ha avviato una sperimentazione per valutare gli effetti delle staminali sui bambini colpiti da paralisi cerebrale infantile. La ricerca si tiene presso l’università della Georgia, anche grazie ai finanziamenti dell’Associazione Figli Inabili della Banca d’Italia.

La ricerca

Lo studio vedrà coinvolti 40 bambini fra i 2 e i 12 anni, affetti da paralisi cerebrale infantile, che non siano in grado di camminare o di sedere in maniera indipendente, ma che non soffrano di crisi epilettiche. I bambini verranno sottoposti ad esame neurologico, dopo il quale, 20 riceveranno un placebo, mentre altri 20 saranno sottoposti al trattamento. Nel loro liquido cerebrale saranno inettate cellule staminali estratte dal loro cordone ombelicale, conservato dai genitori alla nascita presso la Banca del Cordone Ombelicale di Tucson, in Arizona. Il fatto di somministrare cellule staminali autologhe (cioè del bimbo stesso, raccolte in precedenza conservando il cordone ombelicale alla nascita), rende la sperimentazione molto più sicura perchè elimina il rischio di rigetto. Dopo 3 mesi ci sarà un nuovo esame neurologico effettuato da medici che non saranno a conoscenza del tipo di trattamento ricevuto e potranno verificare l’eventuale presenza di miglioramenti.

Si tratta del primo studio rigoroso sui bambini con le cellule staminali. Negli animali, le staminali si sono finora dimostrate in grado di riparare le cellule cerebrali danneggiate e sostituire quelle morte, ma per ovvie ragioni di carattere etico, le stesse metodologie sono state sperimentate sull’uomo solo in casi isolati. “Finora sono state raccolte solo evidenze aneddotiche” – ha affermato James Carroll, neurologo e pediatra presso l’università della Georgia che coordina la ricerca –“In alcuni casi i bimbi trattati con l’infusione sono migliorati vistosamente, ma nessuno ha mai iniziato un trial clinico vero e proprio”.

Ovviamente uno studio di tale portata sta creando enormi aspettative nelle famiglie e negli operatori del settore, anche se Carroll precisa : “Non pensiamo che le staminali possano curare in maniera definitiva la paralisi cerebrale, speriamo però che possano modificarne il corso per far sì che la vita dei bambini che ne soffrono sia meno dura”.

Ci auguriamo che la ricerca sulle staminali vada avanti e porti dei buoni risultati, affinchè nessuna malattia possa essere più definita incurabile.

[Cellule staminali contro la paralisi cerebrale infantile - Corriere.it]

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