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Alcolismo oggi 2: le cause

Come abbiamo visto nell’articolo precedente e nei recenti fatti di cronaca, il consumo di alcol tra i giovanissimi sta crescendo in maniera esponenziale. In quale scenario si situa questo fenomeno e da dove nasce?

Il primo incontro con l’alcol nella nostra cultura avviene in famiglia, dove il consumo alimentare di vino è tollerato, se contenuto, al momento dei pasti e sotto il controllo genitoriale. Ben presto però, quest’abitudine condivisa, negli adolescenti, si svincola dalla tavola per diventare una componente importante del rapporto con i pari. Con i coetanei, nella ricerca di una loro identità all’interno di un gruppo in cui si desidera riconoscersi ed essere riconosciuti, si comincia a sperimentare la trasgressione: il vino si “trasforma” in birra e superalcolici e le quantità cominciano a superare il livello consentito.

Non si tratta di un consumo legato al gusto della bevanda, ma è centrale l’effetto dell’alcol, il senso di euforia e di disinibizione che i ragazzi cercano nel loro difficile rapporto con gli altri. Quello che si beve, dunque, non deve esere buono, ma molto e forte, per creare l’effetto di alienazione desiderato. Per queste ragioni l’alcol è in qualche misura più insidioso delle droghe: crea una profonda alterazione psicofisica, pur essendo una sostanza facilmente acquistabile, legale e socialmente accettata.

Possiamo individuare fondamentalmente due modelli del bere. Uno più tradizionale, legato al piacere di godere del gusto di una bevanda in compagnia e un altro che vede l’alcol come strumento per superare le difficoltà di socializzazione. Il primo modello, legato ai pranzi in famiglia e alle osterie, appartiene al mondo degli adulti ed è decisamente superato; il secondo, legato ai pub, ai lounge bar o alle discoteche, riflette la ricerca da parte degli adolescenti di una loro identità, che non potendosi più rispecchiare in sistemi di valori condivisi, cerca strade alternative spesso patologiche.

Questa strada ovviamente porta spesso verso l’abuso e la dipendenza, nonostante oggi ci sia molta più informazione sui rischi dell’alcol rispetto a quanta ce ne fosse in passato.

Fondamentalmente, la ricerca distingue tre forme di alcolismo giovanile:

1) Alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti. In questa forma che prelude ad un’alcoldipenenza, l’influenza delle famiglie e del gruppo di pari è fondamentale. Le feste familiari, il luogo di lavoro, il servizio militare, svolgono un ruolo induttore.

2) Alcolismo come auto-medicazione. Messo di fronte alla crisi adoloscenziale (noia, solitudine, sentimento di inferiorità, ecc.) o ad uno stato più patologico (depressione, alto livello di ansia, ecc) il giovane ricerca nell’alcol un effetto farmacologico. Per lo più solitario questo alcolismo comporta una degradazione rapida e a volte assume il valore di un equivalente suicidario.

3) Alcolismo tossicomaniacale. Sebbene per molto tempo non considerato tale, l’alcol acquisisce ai nostri giorni il valore di una droga. Il tossicomane può alternare l’alcol ad altre sostanze o può sostituire questi con l’alcol in un periodo di carenza.

Le caratteristiche principali dei giovani a rischio rispetto all’utilizzo di alcolici sono l’iperattivismo, la paura della quotidianità e della noia il che orienta la loro vita verso l’avventura, l’imprevisto, l’iperstimolazione e le condotte trasgressive a tutti i costi.

Alcune abitudini preoccupanti: non si beve solo in compagnia, ma molto anche da soli, spesso quando ci si trova in altre città per studio o per lavoro, aumenta l’alcolismo nell donne e si tende a mischiare l’alcol con gli psicofarmaci. Molto preoccupante è il fenomeno del binge drinking in cui ci si stordisce con un mix di alcolici e stupefacenti quali cocaina, cannabis, o benzodiazepine: si tratta di modalità molto vicine alla bulimia. Ovviamente il trattamento di questa vera e propria patologia viene calibrato in base al grado di compromissione con le sostanze e al valore che viene dato all’alcol nel quotidiano e nel contesto sociale di riferimento.

Aldilà delle forme patologiche, bere per un adolescente è una forma di iniziazione, un segno di emancipazione e paradossalmente di maturità. L’alcol, consumato in discoteca, in feste o nei bar è un modo per sentirsi meglio, per spegnere il rumore interiore dell’adolescenza, per anestetizzare il cervello che vuole pensare.

[Alcol e giovani - Amarcord]

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