Se nel secolo appena trascorso il profilo medio di un alcolista sarebbe corrisposto a un maschio sopra la quarantina, appartenente al ceto medio-basso, solitamente operaio o manovale, oggi le cose sono molto cambiate. Si abbassa l’età media e aumenta la frequenza delle bevute di troppo.Nella Relazione “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati” al Parlamento trasmessa il 14 gennaio ai Presidenti di Camera e Senato dal Ministero della salute, emergono dati sconcertanti: i bevitori a rischio alcolismo superano i nove milioni. Un italiano su tre almeno una volta a settimana beve grandi quantità di alcolici (binge drinking) fuori pasto. L’età media si abbassa notevolmente: il 7% degli undicenni beve almeno una volta a settimana e mezzo milione di minorenni consumano alcol abitualmente. L’età media di “incontro” con l’alcol si aggira intorno ai 12,2 anni in Italia, contro i 14,6 della media europea.
In Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto ALMENO una volta alcolici o superalcolici. Il 60% dei giovani consumatori beve prevalentemente birra e il 40 % vino. Gli aperitivi e i digestivi sono assunti dal 34% e i superalcolici (per lo più sotto forma di cocktail) dal 21% dei ragazzi in età tra i 15 e i 24 anni. In sostanza, sono a rischio mezzo milione di minorenni, un ragazzo su cinque e una ragazza su sette. Diminuisce l’età delle cirrosi epatiche e i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano ormai il 10% degli utenti in trattamento nei servizi alcologici territoriali del Servizio Sanitario Nazionale. Nell’articolo di domani proveremo ad ipotizzare le possibili cause di un tale incremento del consumo di alcol tra i giovani, con un occhio alla personalità del bevitore.[ALCOL: 9 MLN ITALIANI A RISCHIO, MEZZO MLN MINORENNI - AGI news] |

































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