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Scoperte tracce di pensiero nel coma

Ci sono notizie che mettono profondamente in crisi le nostre convinzioni, i criteri quotidiani con cui valutiamo la vita e arrivano perfino a sconvolgere i canoni della scienza. E’ questo il caso di una nuova ricerca che ha rilevato la presenza di attività cerebrale assimilabile ad una forma di pensiero, in persone entrate in coma, anche da molti anni dopo un trauma.

Dopo un terribile incidente d’auto, un ragazzo belga di 29 anni, era rimasto privo di coscienza in un letto di ospedale a Liegi, con una diagnosi di stato vegetativo permanente. Nuovi test, dopo 5 anni di coma, hanno rilevato tracce di attività cerebrale che comparivano in risposta a domande poste dai medici. E non è l’unico. Su 54 pazienti oggetto di studio, 5 hano dimostrato delle capacità residue di modulare l’attività cerebrale, dopo che per anni erano stati affetti da uno stato caratterizzato “dalla ripresa della veglia , senza contenuto di coscienza e consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante”. Questa definizione di stato vegetativo è quella finora accettata, in cui si trovava anche Eluana Englaro.

Lo studio, condotto da un gruppo misto di esperti inglesi di Cambridge e belgi di Liegi, hanno utilizzato un sistema messo a punto da Adrian M. Owen, neuroscienziato al Medical Reserach Council di Cambridge, che si avvale della risonanza magnetica per visualizzare l’attività del cervello. Ponendo domande semplici come “Hai un fratello?”, “Sei mai stato a New York?”, hanno rilevato le risposte emesse attraverso l’attività cerebrale.

Sorprendente è stata la risposta del ragazzo belga alla semplice richiesta da parte dei ricercatori, di pensare di giocare a tennis o di stare in casa. A queste domande nel cervello del paziente si attivavano rispettivamente, la corteccia motoria (che controlla i movimenti) e quella spaziale (che colloca una persona nello spazio). Il paziente sembrava scegliere di volta in volta l’area più appropriata alla risposta, come se avesse un pensiero cosciente.

Attenzione agli allarmismi però: questi segnali di coscienza sono stati rilevati solo in pazienti giovani che avevano subito un trauma cerebrale (ad esempio un colpo alla testa in seguito ad un incidente) e non nei casi, come quello di Terry Schiavo, in cui il coma era sopraggiunto in seguito ad un arresto cardiaco che aveva ridotto il flusso di ossigeno al cervello.

Resta comunque grande lo stupore e si moltiplicano nella nostra testa le domande sul confine tra la vita e i suoi stati intermedi.

[Tracce di pensiero nello stato vegetativo - Editoriali & altro]

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