La locuzione “dipendenza sessuale” è diventata di moda, soprattutto negli ambinti vip, come se fosse una patologia a sè e non un problema nelle relazioni o il sintomo di qualche altro malessere. Ne sa qualcosa Tiger Wodds, asso del golf, spedito dalla moglie in una clinica specializzata per questa forma di dipendenza.La storiaLo scorso novembre, la moglie del “Tigre”, la modella svedese Eli Nordegren, scoprì il primo di una lunga serie di tradimenti che vennero alla luce uno dopo l’altro e gliele suonò di santa ragione. E da lì scoppiò lo scandalo: donne di tutti i generi cominciarono a snocciolare presunte relazioni col golfista, secondo cui Woods avrebbe fatto sesso extraconiugale perfino il giorno della morte del padre (e qui ci potremmo già interrogare sulla funzione che il sesso ha per quest’uomo), nonchè con una pornostar che avrebbe pubblicato il video dei loro incontri su un sito porno. La moglie, scoperte le numerose scappatelle, ha minacciato la separazione (ben remunerata, s’intende) e di privare l’uomo dei suoi figli, Sam, di 2 anni e Charlie, di soli 6 mesi. La cura
Il centro, che cura diverse forme di dipendenza, prevede per ognuna di esse, una targhettina di diverso colore da indossare secondo l’oggetto della dipendenza (la lettera scarlatta). In particolare, i sesso-dipendenti indossano una targhetta blu o rossa e non possono relazioarsi con i pazienti dell’altro sesso. “La clinica si propone di lavorare con il paziente per sostenere una certa sobrietà sessuale facilitando la risoluzione al cuore della questione”, questa la mission del centro. La terapia a cui Woods dovrà sottoporsi, è stata elaborata dal Dott. Patrick Carnot, considerato uno dei massimi esperti sui problemi riguardanti la dipendenza sessuale. Essa comprende attività fisica di disciplina quasi militare, consigli dagli esperti, e la proibizione assoluta del sesso per 18 settimane. Come una droga da cui disintossicarsi. Woods dovrà inoltre praticare yoga e rivelare tutto ciò che riguarda la sua infedeltà. Il programma, tra l’altro, prevede un confronto diretto e prolungato (una settimana) con il proprio partner, e sembra che la moglie abbia accettato di partecipare alla terapia messa a punto per il marito. La dipendenza sessuale
Cosa fareLa dipendenza sessuale, in fondo, non è che il sintomo di un disagio che può venire dalla coppia o dal singolo. Pensare continuamente al sesso, spesso è solo un modo per coprire un malessere più profondo che va preso seriamente in considerazione. Se voi il vostro partner manifestate questo problema, più che ad una clinica specifica (il sintomo non è il problema reale), io consiglierei una terapia personale o di coppia, che vi aiuti a leggere dietro al sintomo e ad a creare relazioni più sane. [If You Must Know What Happens in Sex Rehab? - Time.com] |

































