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Tiger Woods e la dipendenza sessuale

La locuzione “dipendenza sessuale” è diventata di moda, soprattutto negli ambinti vip, come se fosse una patologia a sè e non un problema nelle relazioni o il sintomo di qualche altro malessere. Ne sa qualcosa Tiger Wodds, asso del golf, spedito dalla moglie in una clinica specializzata per questa forma di dipendenza.


La storia

Lo scorso novembre, la moglie del “Tigre”, la modella svedese Eli Nordegren, scoprì il primo di una lunga serie di tradimenti che vennero alla luce uno dopo l’altro e gliele suonò di santa ragione. E da lì scoppiò lo scandalo:  donne di tutti i generi cominciarono a snocciolare presunte relazioni col golfista, secondo cui Woods avrebbe fatto sesso extraconiugale perfino il giorno della morte del padre (e qui ci potremmo già interrogare sulla funzione che il sesso ha per quest’uomo), nonchè con una pornostar che avrebbe pubblicato il video dei loro incontri su un sito porno.

La moglie, scoperte le numerose scappatelle, ha minacciato la separazione (ben remunerata, s’intende) e di privare l’uomo dei suoi figli, Sam, di 2 anni e Charlie, di soli 6 mesi.

La cura

Per evitare di distruggere il suo matrimonio (sperando che non sia già troppo tardi), Woods si è dichiarato “dipendente sessuale” e ha deciso di ricoverarsi nel centro di riabilitazione “Pine Grove Behavioral Health and Addiction Services” di Hattiesburg, nel Mississipi. Il golfista è entrato nella struttura lo scorso Capodanno e vi resterà per 6 settimane come previsto dal suo programma di riabilitazione.

Il centro, che cura diverse forme di dipendenza, prevede per ognuna di esse, una targhettina di diverso colore da indossare secondo l’oggetto della dipendenza (la lettera scarlatta). In particolare, i sesso-dipendenti indossano una targhetta blu o rossa e non possono relazioarsi con i pazienti dell’altro sesso. “La clinica si propone di lavorare con il paziente per sostenere una certa sobrietà sessuale facilitando la risoluzione al cuore della questione”, questa la mission del centro.

La terapia a cui Woods dovrà sottoporsi, è stata elaborata dal Dott. Patrick Carnot, considerato uno dei massimi esperti sui problemi riguardanti la dipendenza sessuale. Essa comprende attività fisica di disciplina quasi militare, consigli dagli esperti, e la proibizione assoluta del sesso per 18 settimane. Come una droga da cui disintossicarsi. Woods dovrà inoltre praticare yoga e rivelare tutto ciò che riguarda la sua infedeltà. Il programma, tra l’altro, prevede un confronto diretto e prolungato (una settimana) con il proprio partner, e sembra che la moglie abbia accettato di partecipare alla terapia messa a punto per il marito.

La dipendenza sessuale

La dipendenza sessuale è definita come una preoccupazione eccessiva verso il sesso, che spinge chi ne soffre a intraprendere attività sessuali, reali o immaginate, ripetitive e compulsive, anche contro la sua stessa volontà. Di fronte alla tentazione, il dipendente, non solo è poco in grado di fermarsi, ma avverte un senso di impotenza verso il comportamento compulsivo. La clinica individua molte forme di dipendenza sessuale, tra cui anche l’anoressia sessuale, cioè l’evitare rapporti intimi con il partner e cercarli all’esterno della coppia o su internet.  Sembra che negli Stati Uniti, il 5% delle persone soffra di questo problema, di cui il 90% sono uomini. “Nella testa del dipendente sessuale non c’è posto per il mondo dell’altro”, afferma il sessuologo Willy Pasini, psichiatra e docente alla facoltà di medicina dell’Università Statale di Milano. “Il fuoco che divampa nel profondo di chi è preda della dipendenza sessuale brucia qualsiasi interazione col compagno. La corte? Macché: roba del tutto inutile. I bisogni dell’altro o dell’altra? Secondari. Quello che davvero conta è appagare la propria voglia di sesso” .

Cosa fare

La dipendenza sessuale, in fondo, non è che il sintomo di un disagio che può venire dalla coppia o dal singolo. Pensare continuamente al sesso, spesso è solo un modo per coprire un malessere più profondo che va preso seriamente in considerazione. Se voi il vostro partner manifestate questo problema, più che ad una clinica specifica (il sintomo non è il problema reale), io consiglierei una terapia personale o di coppia, che vi aiuti a leggere dietro al sintomo e ad a creare relazioni più sane.

[If You Must Know What Happens in Sex Rehab? - Time.com]

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