Nell’augurarvi buon anno nuovo, Psicozoo saluta il 2009 ricordandone le gloriose memorie. Ecco a voi le 9 scoperte scientifiche per cui non ci dimenticheremo dell’anno che è passato….1. Nuove Linee guida per la mammografia. Ogni anno a Novembre si verifica la revisione delle linee guida per la prevenzione del cancro al seno da parte del gruppo governativo americano composto da consiglieri medici. Quest’anno l’incontro ha creato un vero trambusto. Basandosi su nuovi calcoli che stimavano il rapporto costi/benefici delle tecniche di screening, il Gruppo di Lavoro USA sui servizi di prevenzione ha stilato le nuove raccomandazioni: iniziare la mammografia di routine a 50 anni invece che a 40, passare dallo screening annuale ad uno biennale e lasciar perdere l’autopalpazione. Gli ambienti medici e le associazioni 2. Vaccino per l’AIDS. Quest’anno ci sono state buone nuove sul tema, in un campo che vede più fallimenti che successi. A Settembre un esperimento da 105 milioni di dollari, attraverso la combinazione di due vecchi vaccini, ha mostrato la prima vera forma di protezione contro l’HIV. Il vaccino è risultato efficace nel 31% dei casi nel prevenire l’infezione. Si tratta di risultati modesti, visto che i metodi basati sulla prevenzione, come il preservativo, possono essere altrettanto se non maggiormente efficaci. Ma visto che nessun altro vaccino ha mostrato risultati simili, forse è il caso di festeggiare, anche se moderatamente. 3. Liberati i fondi per la ricerca sulle staminali negli USA. Dopo 8 anni, il 9 Marzo di quest’anno, il Presidente Obama ha annullato il Decreto del suo predecessore che impediva di usare il denaro pubblico per finanziare la ricerca sulle cellule staminali. Una legge ancora impedisce agli scienziati di creare nuove linee di cellule embrionali staminali, che possono essere poi trasformate in qualunque tessuto organico del corpo, ma almeno ora gli scienziati possono usare i fondi per studiare le centinaia di linee cellulari staminali già esistenti. Questo negli USA, in Italia campa cavallo che l’erba cresce.
5. Topolino creato con cellule staminali. In Cina per la prima volta a Luglio è stato creato un topo da cellule staminali non embrionali. Si tratta di cellule adulte, di solito del tessuto epidermico, che gli scienziati hanno riprogrammato riportandole al loro stato embrionale, attraverso l’introduzione di 4 geni. Le cellule staminali così riprogrammate hanno dato vita ad un topolino in grado a sua volta di riprodursi (il topolino in questione ne ha già dato alla luce altri). Un grande risultato per la cura futura di molte malattie. 6. Nuove ricerche sull’autismo. Alcuni pensano che per questa patologia pervasiva possa essere utile un vaccino, altri che ne sia responsabile il mercurio. La verità è che le cause precise dell’autismo non sono state ancora scoperte. I nuovi dati diffusi dal governo americano a ottobre, sostengono che un bambino su 100 è affetto da un disturbo dello spettro autistico (le precedenti stime indicavano 1 su 150). Le ragioni dell’incremento non sono ancora chiare, ma i ricercatori ipotizzano l’insorgenza di una mutazione genica: la variazione di una regione del cromosoma 5, che sembra giocare un ruolo chiave nel 15% dei casi. I ricercatori stanno conducendo uno studio genetico di dimensioni epocali, sul DNA di 2000 famiglie con persone autistiche e forse presto ci comunicheranno qualche novità.
8. Nuovi studi genetici sull’Alzheimer. A settembre, dopo 15 anni dall’ultima scoperta di questo tipo, gli studiosi hanno identificato un nuovo set di geni che potrebbero contribuire al deterioramento della memoria. Due gruppi di ricercatori, lavorando separatamente, hanno puntato su 3 geni legati alla forma della malattia che affligge le persone oltre i 60 anni e corrisponde al 90% dei sofferenti di Alzheimer. Due dei geni in questione interagiscono con le placche di amiloide che si diffondono nel cervello dei pazienti, causando la degenerazione cellulare e i problemi cognitivi. Il terzo gene affligge le connessioni tra le cellule nervose che hanno il compito di portare il segnale da un neurone all’altro. Non è chiaro come la presenza di questi geni aumenti il rischio di Alzheimer, ma i ricercatori sperano che studi più mirati aiuteranno a trovare forme di trattamento più specifiche. 9. I grassi “bruni” negli adulti. I ricercatori sanno da molto che i grassi bruni, così chiamati per via della presenza di mitocondri dal colore scuro, trasformano attivamente lo zucchero in calore e consumano molta più energia dei grassi detti “bianchi”. In parole povere, i grassi bruni bruciano energia anzichè conservarla. Tuttavia con l’età i grassi bruni lasciano il posto ai bianchi, con l’inevitabile accumulo di peso man mano che si invecchia. Eppure recenti studi svizzeri pubblicati in Aprile, sembrano evidenziare che gli adulti conservano delle notevoli quantità di grassi bruni in depositi situati nel collo. Altri due studi hanno rilevato che le persone magre hanno un maggior numero di questi depositi e cellule brune più attive, rispetto agli obesi. Potrebbe essere la risorsa per una nuova forma di trattamento dell’obesità? L’anno che è passato ci ha regalato insomma spunti interessanti per la ricerca sulla nostra salute. Auguriamoci che queste scoperte si trasformino in nuove forme di trattamento per le patologie che affliggono il genere umano.Buon 2010!
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