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Il caso di Susy: dov’e’ la malattia?

Susy Bass insegna matematica in una scuola privata, è single e ha da poco cambiato città per cui non conosce molta gente. Un giorno annuncia a tutti che ha un cancro al seno. La solidarietà delle persone è grande, ma c’è qualcosa che non va…

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Susy è completamente sola, così quando apprendono la notizia Julieanne Pope, 43 anni, e Terri Ward, 51, diventano le sue assistenti personali. “Lasciavo il cellulare acceso ogni notte nel caso avesse bisogno di qualcosa” afferma la Ward, preside della scuole dove lavorava Susy. Quando la Bass era troppo malata per lavorare, coprivano i suoi turni. E c’era sempre un viavai di casseruole  e stufati nel suo condominio, diretti alla sua abitazione. “Quando le facevamo visita tremava ed era sempre pallida e malaticcia” – ha affermato la Pope. Veniva a scuola con la testa calva per la chemioterapia, coperta da un cappello e zoppicava per le conseguenze del tumore.

A leggerla potrebbe sembrare una triste storia di malattia e di solidarietà sociale, anche un pò melensa se vogliamo. Se non fosse per il fatto che Susy non aveva nessun tumore.

E’ sorprendente pensare per quanto tempo e con quale capacità di persuasione la Bass possa aver finto i sintomi di un tumore per anni. Aveva imparato a disegnarsi sul collo con un pennarello permanente macchioline molto realistiche, che simulavano gli effetti delle radiazioni e vi strofinava sopra un asciugamano affichè apparissero come bruciature. Si rasava la testa e si provocava il vomito nei bagni della scuola per simulare una nausea da chemio. Lo ha fatto per anni, in diverse scuole, con tutti, perfino con i propri genitori.

Nell’autunno del 1995, la scuola l’aveva perfino nominata per il prestigioso premio della Disney per l’insegnante dell’anno.

La storia

Non era la prima volta che Susy simulava una malattia. Nel 1995, aveva affermato di avere una forma di leucemia nota come sindrome di Hodgkin. Quando si scoprì che era perfettamente sana, fu ricoverata per qualche settimana in un ospedale psichiatrico. Uscita da lì decise di cambiare città, per costruirsi nuove relazioni e forse una nuova identità. Trovò così lavoro a Dallas, dove cominciò a fingere di avere un tumore al seno, ma scoperta ancora una volta, si rifugiò presso i genitori, convinti ancora che la figlia avesse il cancro. Successivamente ottenne un lavoro a Knoxville, come insegnante di matematica, dove ricominciò di nuovo la commedia del cancro al seno. Stavolta fu  smascherata definitivamente, anche dai suoi genitori. E’ finita in una clinica psichiatrica in Alabama, dove ha detto di non voler più vivere. “Quello che ho fatto è sbagliato, ma non volevo fare del male a nessuno, non sono quel tipo di persona.”- si è scusata la Bass che è consapevole di aver mentito, ma non della gravità delle sue bugie.

E’ inevitabile chiedersi, perchè?

Certo non per i soldi, visto che non ha mai chiesto la pensione d’invalidità. Nonostante tutti gli sforzi e il tempo impiegato dalla Bass per apparire malata, lei afferma che ogni volta che fingeva di avere un cancro, si convinceva di essere davvero malata. “Nella mia testa non stavo mentendo a nessuno.”

Le ipotesi degli esperti

fingereIl team che sta cercando di farsi un’idea del problema che ha indotto la Bass a mentire in questo modo, sostiene che si tratti di disturbo bipolare e la sta curando per questa diagnosi. “E’ possibile, con questa diagnosi, convincersi di avere davvero una malattia.” - afferma Marvin Kalachman, presso cui la donna è in cura. Il Dr. McInnis, professore di psichiatria presso l’Università del  Michigan ed uno dei maggiori esperti del disturbo bipolare, però dissente: “E’ possibile per un bipolare sperimentare deliri che possono durare anche giorni o settimane, ma nel caso della Bass si tratta di anni.” C’è dunque un delirio, ma non sembra richiamarsi al disturbo bipolare.

Un’altra ipotesi viene dal dottor Marc Feldman, psichiatra di fama mondiale che ha curato più di 100 donne che avevano finto una malattia grave. Il professore sostiene che la Bass sia affetta dalla loro stessa diagnosi: la sindrome di Munchausen, un disturbo psichiatrico in cui qualcuno finge o si autoinduce una malattia per ricevere attenzioni e compassione. Queste pazienti sanno di mentire, ma non sono consapevoli del perchè lo facciano.

Sembrerebbe un’ipotesi calzante, eppure anche qui mi sembra che si stia andando nella direzione sbagliata. Susy non ha mentito solo sulla malattia, ma su una molteplicità di aspetti della sua vita: ha inventato che aveva lavorato per la NASA, che aveva giocato a basket nella nazionale della Florida, che era scampata ad un tornado, che il suo fidanzato era morto l’11 settembre nell’attentato alle torri gemelle, che era amica di un’infinità di attori e star americane, che aveva scritto 3 libri, che aveva recitato nel tour Usa del musical “Mamma Mia!”.

Dunque, quello su cui bisogna focalizzarsi, non è il contenuto della bugia, ma la sua forma. Non è importante che la Bass abbia finto un cancro al seno, ma che lo abbia fatto per ottenere compassione. Che abbia mentito sul cancro è puramente casuale nella sua narrativa di vita, lo ha scelto perchè funzionava. Qualunque cosa che le procurasse stima, comprensione e che le desse un’identità sarebbe stato ugualmente adatto allo scopo.

Ho parlato di identità perchè a mio avviso il problema potrebbe essere proprio lì. La Bass cercava a tutti i costi di costruirsi un’identità che non aveva e che le permettesse di essere voluta bene e riconosciuta come persona dagli altri. Senza la malattia, lei non era nessuno.

Susy Bass è un fantasma alla ricerca di un’identità. Ci sono molti altri come lei in giro, anche se non inventano bugie così grosse.

[She Said She Had Breast Cancer-- But She Lied - The last Psychiatrist.com]

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