E’ ora di vacanze: spiagge assolate, città d’arte, posti nuovi da conoscere, divertimento, relax. Cosa può rovinare una simile attesa di piacere? Un problema molto diffuso, che limita e rende le tanto agognate ferie una fonte di angoscia: è la paura di volare.Di che si tratta?
La paura si manifesta con tutti i suoi tipici correlati fisiologici e aumenta quando si verificano fattori contingenti, quali ritardi del volo, maltempo o presenza di perturbazioni. Può comparire prima di prendere un aereo (dal momento in cui si sa di doverlo prendere, che può succedere parecchi giorni o anche mesi prima), e in alcune situazioni, quando si organizza il viaggio (andare all’agenzia di viaggi per prendere informazioni sugli orari, acquistare i biglietti, fare i bagagli, andare all’aereoporto, fare il check-in, aspettare per imbarcarsi ecc.). Non conta se si viaggia per piacere o per lavoro, se il volo sia breve o lungo, programmato o improvvisato, tranquillo o turbolento: il terrore del volo non guarda in faccia a nessuno. La paura può manifestarsi in qualunque momento del volo, anche se alcune fasi come la partenza e l’atterraggio, o i momenti di perturbazione atmosferica, sono i più temuti. In ogni caso questa paura può manifestarsi anche solo nel programmare di prendere un aereo, impedendo alla persona di poter anche solo pensare di salire su un velivolo. Epidemiologia e frequenza
La paura di volare caratterizza più le donne che gli uomini (c’è da considerare anche che le donne sono più propense ad ammettere la loro paura) con un picco tra i 40 e i 47 anni. In generale, non si può stabilire un’età precisa di esordio della fobia del volo in quanto essa varia da persona a persona. Alcune ricordano di avere avuto paura sempre, altre dopo un primo periodo di voli senza problemi ricordano di aver cominciato gradualmente” ad avere sempre più paura, altre ancora riferiscono esordi “improvvisi”, talvolta in seguito a traumi di volo, altre volte senza causa specifica apparente, altri infine attribuiscono la genesi del fenomeno proprio all’avanzare dell’età, all’aumento di consapevolezza che questa porta con sé, all’aumento dei pensieri legati alla morte. Le cause
La paura di volare insorge per motivi diversi secondo le persone: - In alcuni casi dipende da precedenti esperienze di volo poco piacevoli; - Altre persone soffrono per l’altezza e il senso di vertigine; - Qualcuno è a disagio in aereo perchè si sente prigioniero in un luogo chiuso; - Molte persone hanno difficoltà in tutte le situazioni in cui devono affidarsi a qualcun’altro, in questo caso il pilota (la cosiddetta sindrome del passeggero). Mettere la propria vita interamente nelle mani di un mezzo meccanico e di un altro essere umano soggetto ad errore, richiede una capacità di fidarsi degli altri che molte persone non hanno. - Un timore molto diffuso è quello di fare “la fine del topo”, cioè la paura di essere alla mercè di qualcosa su cui non si ha alcun controllo. In aereo si è completamente impotenti in caso di avaria. - Un altro fattore determinante è l’idea di staccarsi da terra, inteso metaforicamente come perdita di stabilità e di certezze. Perdere la presa con il terreno richiama in molte persone eventi dolorosi della propria vita, che riguardano soprattutto l’abbandono e il distacco di persone significative. - Condizionante è anche l’idea dell’ineluttabilità, cioè l’inevitabilità della morte in caso di incidente: “gli incidenti aerei sono meno frequenti di quelli automobilistici o ferroviari, ma quando avvengono non si salva nessuno”. Questo è il pensiero più ricorrente. - Infine il malessere fisico legato alla velocità, all’altitudine, alle variazioni di pressurizzazione tipiche del volo, può essere interpretato dal soggetto come segnale di pericolo o addirittura di morte imminente. I sintomi
Tra i sintomi fisici annoveriamo tachicardia e/o vasocostrizione periferica che provocano una sensazione di freddo alle estremità e i brividi, tachipnea che comporta un respiro corto, superficiale e frequente, la sensazione di mancanza d’aria, un senso di oppressione toracica; aumento della sudorazione, nausea, vomito, senso di gonfiore e pesantezza addominale, eruttazione, crampi addominali, sensazione di “farfalle nello stomaco”, diarrea, aumento dello stimolo all’urinazione e della diuresi, senso di tensione e dolore muscolare, cefalea “a casco”, rigidità e dolori alla regione cervicale. Nei casi più intensi si manifesta un vero e proprio attacco di panico che può verificarsi sia quando si è sull’aereo, sia solo nel pensare o sentire parlare di aerei. Talvolta la crisi insorge al momento del check- in o nelle prime fasi di decollo: in tal caso il soggetto spesso decide di tornare indietro. Quando ciò è impossibile poichè l’aereo è già decollato, la crisi di panico è consumata in volo, rendendo l’esperienza davvero molto penosa. I sintomi psichici includono una sensazione generale di attesa penosa, la paura di impazzire o di morire, la paura di perdere il controllo.
Domani continueremo a parlare della paura di volare, focalizzandoci sulle tecniche per affrontarla, sia attraverso piccoli suggerimenti pragmatici, sia attraverso la proposta di soluzioni durature e radicali.Fonti: - VINCERE LA PAURA DI VOLARE – di Claudia Borroni. Space tv - La paura di volare - da Il piacere di volare - Come vincere la paura di volare -Stefano Pallanti - Paura di volare – A cura de Il Pensiero Scientifico Editore |





























