Noemi, una lettrice di Psicozoo che da molti anni soffre di bulimia nervosa, mi ha dato il permesso di pubblicare una lettera aperta da lei scritta, molto forte ed intensa. La sua speranza è che i media (soprattutto la televisione), seguiti da tanta gente curiosa e n on esperta, imparino a parlare di bulimia e non vendano al meccanismo dell’audience anche il dolore delle persone. Lei ha molto da insegnarci, perchè sa che cosa significa infilarsi due dita in gola ogni sacrosanto giorno.
Se non avete tempo e voglia di conoscere a fondo l’universo drammatico di un’altra persona che si spoglia di ogni preoccupazione di addolcire la pillola, passate avanti. Se invece volete capire davvero cos’è la bulimia, Noemi può aiutarvi.
Le “Paladine della follia” e le “Anime del niente”
15 Maggio 2009
(lettera aperta rivolta alle televisioni nazionali)
Cos’è che esattamente sembra strano di questo titolo? La parola paladina? Follia? Anime? O niente?
Si perchè se avessimo iniziato il tutto con il grande e strausato parolone ANORESSIA, quella che fa tanto audience in tv, che fa dire “mio Dio se accadesse a mia figlia…” e che forse tutti, anche quello più imbecille, hanno sentito nominare… beh con quella stai comunque sicuro che buchi lo schermo.
Una ragazza divorata fisicamente dal male, volto spiritato, collo smagrito e quelle mani adunche poggiate l’una sopra l’altra come una vecchia di un piccolo paese vestita di nero, seduta all’aperto su una sedia ad aspettare il nulla.
E allora l’audience sale, la gente è morbosa, non sa, non capisce, ma è talmente orribile quello che sta vedendo che sta lì e guarda. Ma quel che è peggio è che è in grado di vedere solo ciò che resta di quella persona i cui pantaloni sono ormai troppo larghi. Lei è lì che prova a spiegare con quello sguardo perso nel vuoto e col dolore nel petto perché sa che nessuno di quegli sguardi che la stanno compatendo in realtà la capirà, perché le persone “normali” non possono capire quei meccanismi che per noi sono sempre gli stessi.
Beh ora voglio bucare io, ma le vostre anime, con questa lettera che non ha un volto ma che proverà a dar vita a tutto quello che voi in TV fate finta di capire e sensibilizzare, di comprendere… l’atrocità di cui voi conduttori e opinionisti non ne sapete un cazzo, ma la rabbia peggiore è rivolta verso coloro che dovrebbero avere la conoscenza per spiegare ogni volto della “bestia nera”, quello più oscuro e purtroppo, al tempo stesso, anche più semplice che esiste.
Già perché io le ho sempre “odiate” le anoressiche, loro che vogliono sparire ma che sgretolandosi in quel modo lanciano una richiesta d’aiuto molto più facile da capire, o almeno da vedere.
Sicuramente nel 90% dei casi nessuno capisce il perché di quella che definiscono un ossessione… ma si è “viste”.
Chi sono io per dire questo?
E’ proprio per questo che scrivo, perché io sono un’invisibile nel tunnel del male.
Ho 32 anni e sono malata, da 14 anni, di BULIMIA NERVOSA CON DISTURBO COMPENSATORIO.
E cos’è questa nuova parolona? Ci interessa o no?
Forse, se la si spiegasse per quello che è o se, semplicemente, se ne parlasse… ecco forse qualche morboso non cambierebbe canale.
Per non parlare poi di quella buffonata dove hanno sfilato bellissime ragazze della “Ciao magra” rappresentate però da Ilary Blasi che ha avuto pure il coraggio di definirsi “morbida”… ma se è diventata secca che para una scopa vestita !!
Ma quanto cazzo ci volete prendere in giro ancora? Ma siamo tutte imbecilli?
Dove sono le donne vere?
Avevo 18 anni la prima volta che ho mangiato e che poi ho vomitato e ricordo vivamente come ieri la leggerezza, l’eccitazione, lo sfogo, la rabbia, il bisogno di controllo.
Il controllo… l’unica cosa che con la bulimia non hai, sia che vomiti o che non vomiti.
La bulimia è una dipendenza come la droga o l’alcol, solo che loro sono pericolosi per la società, noi solo per noi stesse.
Fin qui tutto normale, una lettera di prassi, di sfogo, ma quali prassi e sfogo, io sono incazzata con tutta questa ipocrisia nel voler “sensibilizzare”. Ma cosa? Se neanche la nominate la bulimia con il vomito, così ci capiamo bene.
Le persone pensano che la bulimia sia mangiare come un bue fino a scoppiare e chiudersi dentro casa fino a raggiungere 200 kg di vergogna e dolore.
Vero, verissimo, ma non c’è solo quello. Io sono stata su un’altalenanza di peso tra i 20 kg in più ed i 20 kg in meno, e nessuno si è mai accorto di nulla.
Non solo, pure la beffa di sentirsi raccontare storie di povere ragazze malate d’anoressia o di quel poco che si conosce della bulimia e annuire cambiando discorso, con la morte nel cuore e l’umiliazione di sentirsi sempre troppo grossa.
Avevo 18 anni e giuro sulla vita di mia figlia che non c’è stato un solo giorno dove io non abbia vomitato, uno solo!
Pesarsi 30-40 volte al giorno, correre in bagno appena tolta la forchetta dalla bocca, raccontando sempre mille scuse per chi mi domandava “ma dove vai ogni volta?”.
Denti cariati, gengive sanguinanti, sangue dallo stomaco, rigurciti di acidi notturni, strette al petto e quello stesso identico grido di dolore lanciato a chi non lo voleva vedere.
E tutto andava “bene” fino a che riuscivo a vomitare, ma quando non riuscivo… schiaffi sul viso, tagli sui polsi… tanti, per tanta la rabbia che avevo con me stessa, sputare nello specchio, urlare, gridare, sfasciare piatti, bere alcol o sapone e tanto altro.
Ero diventata così magra da raggiungere quel famoso “controllo”, quell’onnipotenza divina dove senti che non ti serve neanche l’aria che respiri. Ma per una bulimica questo “benessere” dura poco, si ricomincia con la lotta contro l’assorbimento del cibo e contro il peso, che di botto risale come un ago impazzito, contro la quantità di cibo vomitato, fondamentale per stabilizzare quel peso che ti fa vomitare 15 volte al giorno ma che ti evita i tagli sul corpo… qualche volta.
Quello che io voglio dire è che io sono sempre stata malata, sia con 20 kg in più o in meno, solo che la gente che incontravo mi diceva “ma come ti sei ingrassata!”.
E il mio male era esattamente lo stesso di un’anoressica e di una grande mangiatrice “d’amore”. Ed io piangevo lacrime invisibili e ho persino tentato il suicidio, pensavo che solo in quel modo potevo mettere a tacere quella vergogna e sparire davvero.
La bulimia in normo peso o pochi kg in più o in meno è nascosta dentro tante ragazze con cui parlate.
E’ QUESTO QUELLO CHE DOVETE DIRE, è questo il grande male che esiste, ragazze, donne apparentemente normali che nascondono una doppia vita, quella perfetta dove tacchi, capelli e trucco nascondono polsi fasciati sotto il maglione all’ultima moda, dove la morte ti è entrata dentro ormai da troppo tempo.
Per questa malattia le anoressiche sono le “paladine della follia”, mentre noi, ombre che vagano tra le persone, siamo “anime del niente”.
Date un volto anche a noi, parlate in modo più dettagliato dei disturbi del comportamento alimentare, non umiliateci più di quanto questa malattia fa ogni giorno.
Noemi
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18 Commenti
Quaaaaaaaaaaanto siamo ciechi!
Un abbraccione
Ciechi, sordi e muti a volte. Perciò è bene parlarne.
Caro Max, mi fa davvero piacere averti tra i miei lettori, ti ricordo da LdO! Un abbraccio.
sono una ragazza di 13 anni…passavo da quì per una ricerca scolastica.Eppure i prof ne palano così tranquillamente,poi ,leggo questa pagina e tremo,improvisamente tremo… e incapibile come queste profonde parole riescano a conficcarsi nella mente in un modo così insolito.Voi lì,ha gettare via la rabbia,il dolore..l’anima…e io quì a piangere di quella pancetta che non vuole andar via…e l’uNIca cosa che sento dentro…e la rabbia di essere uno schifo.Uno schifo a pensare di queste sciocchezze quando in questo mondo molte donne si riducono a ritrovarsi senza un volto,senza un anima…. nessuno puo prendere in giro una ragazza bulimica…non sono diverse da noi… è a pensare che sembrava una realtà così tanto lontana. non la neppure conosco cara lucia…ma posso già capire che lei è speciale..speciale per come ne è riuscita a parlare a tutti noi…. un grosso in bocca a lupo per la vita…siamo tutti intorno a leii
un grosso bacio..Teresuccia.
ha ragione noemi….la capisco perfettamente….io ho soli 14 anni e da uin pò mi sn ammalata di bulimia…anke se ora ne sn uscita….e dv dire ke è l’sperienza + brutta di tt la mia vita….ogni vlt ke nn riuscivo a vomitare mi guardvo allo spekkio disgustata….poi venivano i continui pugni nello stomako…e alla fine qlks riuscivo a vomitare…a dir il vero nex riusciva a capire il mio stato d’animo nemmeno mia mamma cn la quale sn riuscita a parlarne…lei pensva ke fosse una “fissa” x dimagrire…ma nn è cosii….c’erano altri probl di mezzo….ke mi facevano stare cosi male d rovinarmi la vita….bè adexo nn voglio stare qui a scocciarvi cn la mia vita…ma voglio dire una cosa: la bulimia è la peggiore malattia di qst mondo…ti distrugge anima e corpo peggio dell’anoressia ed è x qst ke se ne dovrebbe parlare di +….
Ciao ragazze, grazie per i vostri commenti che danno sempre più voce al dolore sottile dei ragazzi della nostra epoca. Parliamone sempre di più, non ci stancheremo mai di combattere il silenzio.
Purtroppo non tutti vedono il problema nello stesso modo, c’è un signore che su un posto dedicato all’anoressia ha scritto questa frase:
“Ho visitato paesi dove si muore di fame per mancanza di risorse e queste che possono vivere serenamente con tutto a portata di mano si fanno fuori da sole. E’ proprio vero che chi ha il pane non ha denti e viceversa. Ma perchè preoccuparsi tanto di morti per egocentrismo?
Che si ammazzino tutti anzi che la accellerino la loro morte se la loro vita è per loro stessi insignificante”
E poi, dopo aver letto le giuste repliche di chi questo problema lo vive in prima persona, è andata ad aggiungere questo commento nel blog di Noemi:
http://famelica.wordpress.com/about/#comment-58
Sembra anche una persona colta e intelligente… perchè non vuole capire?
Come si fà ad essere cosi crudeli?
Caro Gianluca,
purtroppo e per fortuna il senso dell’esistenza, ammesso che ce ne sia uno, non è noto a nessuno. Se abbiamo l’umiltà di comprendere questa semplice verità, forse saremo più rispettosi dei mille sensi che ogni essere umano da alla propria vita. Se invece crediamo di conoscere la verità, quelle degli altri ci sembreranno insulse e vane, e ci sentiremo in diritto di insegnare ai nostri simili ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma in fondo, il mondo è bello perchè è vario.
Un saluto
ho bisogno di parlare con te”anima gemella” se ti basta sapere :piancavallo,ville turro 3 volte e sto ankora punto e a capoclo.802009@libero.it
Ciao Noemi,
Sn uno d quei cieki k oggi kiede AIUTO.Mia figlia mi ha dtt di essere malata d bulimia da due mesi.qnd è sotto stress mangia x poi vomitare.qst cosa mi ha reso insicuro ed ha messo in discussione tt il mio “operato” di genitore ed educatore,mi ha sbalzato in un altro mondo.Cerco d informarmi sulla cosa e mi sn imbattuto nella tua lettera ed ho pianto(nn pensavo di esserne ankora capace a 43 anni)Ho pensato alla mia figlia k nn vuole essere kiamata principessa,ne bimba e k in pratica nn vuole il mio amore ne qll della mamma,ma allora ke mancanza di affetto è?Lo psicologo dice k ne uscirà bn,ma io (ripeto) nn ho + certezze, nn so cosa è bn cosa è male,cosa devo dire e cosa no.Vorrei morire,ma tirare fuori mia figlia da qst tunnel.Esite un comportamento per fare qst?Se si, cm posso esserle utile?Anke rinnegando tt ciò in cui credo,cm faccio a tirarla fuori?Ti PREGO QUALUNQUE INFORMAZIONE è UTILE —–SN DISPERATO–A TE LASCIO UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO—CIAO!!!!!!!!!!!!
Caro Giorgio,
capisco il senso di fallimento e d’impotenza che ti ha colpito quando tua figlia di ha parlato del suo problema, ma credo che se tu fossi stato un pessimo genitore, lei non ti avrebbe mai raccontato quello che le stava succedendo.
Quando i figli superano il giro di boa dell’adolescenza, il tipo di amore di cui hanno bisogno è diverso da quello di un bambino. Ad un certo punto sentono l’esigenza di staccarsi dai genitori per diventare grandi e se si sentono chiamati con nomignoli hanno l’impressione di essere trattati da bambini e non presi in considerazione nella loro crescita.
Detto questo, è un’ottima cosa che tua figlia stia andando dallo psicologo, ma se tu vuoi aiutarla devi lasciar perdere la disperazione e i sensi di colpa e darti da fare sostenendola con la tua presenza.
Per ulteriori informazioni, ti rimando all’articolo del dottor Mian “Lottare con il cibo e con il corpo: cosa fare.”
http://www.psicozoo.it/index.php/2009/11/04/lottare-con-il-cibo-e-con-il-corpo-cosa-fare/
Un abbraccio e in bocca al lupo!
Ho 34 anni, di cui 20 vissuti fianco a fianco con la “bestia nera”. Esattamente come Noemi, vado su e giù di dieci, quindici chili. Esattamente come Noemi, mi sento un’anima del niente. Niente è cambiato. E niente camberà. Ho seguito il mio bel pecorso di psicoterapia, ho sviscerato, elaborato, dipanato la matassa… mia madre che (oggi da lontano) mi soffoca d’amore, una sorella perfetta, un padre distratto, le mie storie sbagliate, questo senso di sconfitta e onnipotenza… tutto secondo copione… ho parlato, parlato, parlato…. giorni, mesi, anni… e cosa è cambiato? Sono stata meglio, a volte mi sento finanche una donna normale, mi guardo allo specchio e quasi quasi mi piaccio. Ma l’illusione dura poco. La bestia è lì che sonnecchia, pronta a balzarmi addosso quando meno me lo aspetto. E non perchè avviene qualcosa…. lei è la mia ombra, e ormai sono rassegnata a conviverci per sempre. Non la vedo la via d’uscita. Mi prendo in giro dicendomi “è un vizietto, come le sigarette, prima o poi smetterai” e mi assolvo, per poi massacrarmi di nuovo e con più rabbia di prima. Una rabbia che cresce quando vedo in tv lacrmevoli interviste alle “solite” anoressiche. Mai nessuno, mai, che parli apertamente di bulimia, quella vera, non l’abbuffata di una sera, quella che ti fa ficcare due dita in gola e bere acqua e sale se non riesci a vomitare, quella che ti fa uscire in pigiama alla disperata ricerca di una tavola calda aperta, dove comprare questo mondo e quell’altro fingendo di avere a casa ospiti inattesi. Quella che ti fa sputare pure l’anima e che ti dilania le viscere, quando abbracciata al cesso con l’acqua aperta per coprire i rumori, ti ritrovi sporca di vomito e con le orbite di fuori. Quella che ti fa digiunare per giorni, tanto lo sai che l’orgia è vicina. Quella che ti fa agire lucidamente, perchè non sempre ti assale alle spalle. No. Ci sono giorni in cui lo programmi, non fai che pensare a lui, il cibo, che ti coccola e ti fa sentire al sicuro, e aspetti quell’appuntamento come si aspetta un amante appassionato. Tu sei lì, a scuola, a lavoro, a spasso col cane e quel tarlo si insinua nella tua mente fino a scavarci un solco che diventerà la tua tomba. Magari non muori subito. Perchè si fa tanto un gran parlare, di anoressia si muore, è vero. Ma anche di bulimia. E la morte è più lenta e soprattutto invisibile. Paradossalmente le più invisibili siamo noi, non le anoressiche che smettono di mangiare per scomparire. Nessuno ci darà mai voce,perchè è sconveniente, perchè fuori sei una ragazza normale di 60 70 kg, mica c’hai il viso scavato e le costole di fuori… a chi interessa una ragazza normale che vomita dieci volte al giorno? A nessuno. Sei tu che vuoi stare male, è questa la frase che sento più spesso, insieme alle solite stronzate sulla forza di volontà e quant’altro. Sono stanca…. sono davvero stanca, d tutto. Ritorno nell’ombra. Scusate il disturbo.
B.
Cara Barby, ti ringrazio per la testimonianza amara che ci hai dato. Tu come Noemi, date voce ad un problema serio troppo spesso trascurato perchè in fondo fa danno solo a chi ne soffre.
Un abbraccio
Cara Noemi,sono una ragazza di quasi 16 anni e ho soffertodi Binge eating e bulimia mentale,invece di vomitare passo settimane a digiuno completo per poi abboffarmi. Improvvisamente mi sono catapultata in una dimensione assurda,ho tentato il suicidio,sono stata ricoverata in ospedale,e mentre stavo per ottene ció che pensavo fosse quello che volevo,ho capito che avevo sbagliato tutto.Sono sempre stata sovrappeso,quindi quando sono dimagrita di 10 kg la gente pensava che finamente mi ero messa a dieta. Ora ho una vita normale,un fidanzato che mi ama (xké il punto é proprio quello,una richiesta continua di AMORE) e sono FELICE.Non scorderó mai il mio ex ragazzo,bulimico e anoressico,che mi ha aiutato a fare una corsa verso la morte di cui io,14enne innamorata,pensavo fosse una cosa normale,una sorta di rito di accettazione per entrare nel suo gruppo,dove in effetti venni accettata.Ero bella,bellissima.Ma ora lo sono di piú,nonostante i miei 3 kg in piú su cui sto,molto cautamente,lavorando.Posso dare un consiglio,o meglio,riciclare una frase di un mio amico che mi ha salvato la vita: ” NON DEVI VOLER MORIRE,CI SONO DEI MOMENTI E DELLE PERSONE PER CUI VALE LA PENA VIVERE”
Ho sofferto di Binge eating dall’età di 14 anni, adesso ne ho 32. Ho chiesto aiuto come si dovrebbe fare quando si sta male, sono passata attraverso molto di tutto quello che non volevo passare e che non volevo accettare; sono caduta, fatta male, mi sono, moooolto lentamente rialzata, finalmente ammaccata ma fortificata, finalmente viva. Il cammino è ancora lungo ed ho ancora delle resistenze, ma a conti fatti rifarei tutto il percorso che mi ha portato dove sono ora, a guardare avanti. Tutto il dolore, tutti gli sforzi, tutto, rifarei tutto quello che ora mi porta ad amarmi.
Mi rivedo un po’ in quello che le altre donne hanno espresso nei loro messaggi, e mi sento di certo non supportata dai mezzi di comunicazione, dove solo quello che turba dura più di una modaiola manciata di secondi. Non credo che appellarsi alla televisione o alla stampa generalista ci porterà da nessuna parte, è una battaglia persa in partenza. Iniziamo invece a lavorare su di noi, in piccoli gruppi, rivolgiamoci ai nostri pari ed alle forme associative che partono dal basso. Lavoriamo sui nostri pari, instancabilmente, il che vuole dire lavorare su di noi. Lavoriamo sulle nostre famiglie, sugli amici, facciamoci vedere per quello che siamo, con i nostri alti e bassi, espelliamo la nostra perplessità, la nostra soddisfazione e le nostre gioie. Facciamo dei piccoli gesti siceri che ci rappresentino agli altri, che ci svelino: vale più di mille parole e mille programmi TV. Sono convinta che noi abbiamo il potere di innescare il cambiamento. Noi, noi, non la televisione, non accettiamo il ricatto del O con me o nulla. Io nel mio piccolo mi prendo questa responsabilità.
Sono d’accordo con quella ragazza che ha scritto che poi è tutta una questione d’amore. Io ho sciolto il mio nodo, sapete quando? Quella sera che ho realizzato che ero innamorata, che non c’era nulla di male nell’amare. E’ successo 4 anni fa. Come una bambina che vede il mare d’estate per la prima volta, così grande e blu, mi si è venuto tanto caldo nello stomaco e una vocina da dentro mi ha fatto dire Hey! Sono innamorata. Sono innamorata. E poi sempre più felice me lo ripetevo e più lo ripetevo e più non poteva che essere così, ed ogni parte di me si nutrivaa e ballava al ritmo di quel nuovo sentimento che si sbatacchiava dentro di me e non faceva male. Non me lo dimenticherò mai!
Da tutta questa storia voglio credere che ci sto uscendo e che non ci ricasco più. Adesso voglio passare ad altro, è finalmente arrivato il mio momento di brillare.
Se ho ancora paura? Sì. Se mi sento sola? A volte. Se ho qualcosa da insegnare? No. Ognuno ha le proprie dinamiche e si da le proprie risposte. E quindi? E quindi coraggio, un bel respiro e via, un bel tuffo nel mare blu!
Cara Marzia,
il tuo commento è davvero incoraggiante e appassionato. E pratico soprattutto.
Grazie di cuore.
@ Maxtraetto – Il mondo è tutto quello che non vediamo, mio caro Max
Che dolore ricordare…Ho parlato di questi mali dal 2000, quando di questa malattia non si sapeva nulla. Ne ho parlato indirettamente e direttamente in poesie, lettere, post. Mi ricordo solo di gente che cercava di capire quanto peso avesse per la pubblica curiosità la mia anima straziata. Ricordo e ringrazio quella gente di avermi lasciata SOLA. Mi sono morte le parole in gola e si sono ghiacciate lì, e Dio sa se troveranno la strada di uscire un giorno.
Quanta fatica e quanta sofferenza rimettersi in piedi e ritornare ad amarsi, col mondo che non capiva e che ha continuato a non capire. E quella rabbia te la porti sempre un po’ dentro…e te la porti sempre un po’ negli occhi, perchè chi non ha vissuto non può capire e non fatica a trovare scuse.
Una carezza a Noemi, a tutte queste anime che si dibattono nel proprio corpo in una maniera o nell’altra: SOLO VOI POTETE AMARE VOI STESSE.
PERCHE’ NESSUNO VI AMERA’ MAI PIU’ DI QUANTO SIETE IN GRADO DI FARE VOI! ABBIAMO UNA SOLA VITA, UNA. ED ESISTE SEMPRE UNA RAGIONE PER NON BUTTARLA VIA. E poi…Non vi meravigliate che la materia non capisca i messaggi dell’anima. L’anima ha altri linguaggi e, forse, altri luoghi per esistere.
Un abbraccio
Non un mondo solo ma tanti quanti gli esseri che lo vivono, moltiplicato per gli istanti di ciascuno.
Poi ci sono istanti che durano anni ma anche in questo caso non si riescono a vedere, troppo scomodi.
Un abbraccio
Grazie Max!
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