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Bulimia: la fame e la punizione

Psicozoo ha già parlato dei disturbi alimentari con gli articoli sull’anoressia, la sindrome più tristemente nota tra i disagi che coinvolgono la sfera alimentare, soprattutto perchè chi ne soffre è terribilmente visibile e perchè può condurre alla morte. Eppure, aldilà del suo tragico epilogo, ci sono altri disturbi alimentari altrettanto dolorosi per chi li vive e altrettanto subdoli perchè meno evidenti nel fisico e nella condotta dei pazienti. Tra questi ricordiamo tra i più frequenti la bulimia.

Che cos’è?

La bulimia è un disturbo della condotta alimentare che decorre con episodi di assunzione di grandi quantità di cibo, accompagnate da sensazioni di mancanza di controllo. Dal punto di vista epidemiologico è più frequente dell’anoressia, con un 1-3% di prevalenza relativa nel sesso femminile in età giovanile. Insorge soprattutto nelle donne tra i 12 e i 25 anni, con un picco tra i 17-18 anni, gli uomini ne sono colpiti più raramente (il 90% dei soggetti bulimici sono donne). Il decorso può essere cronico od intermittente con fasi di remissione alternate a fasi di ricomparsa delle abbuffate.

Solitamente i soggetti bulimici hanno un peso normale o leggermente sovrappeso o sottopeso. Tuttavia spesso essi manifestano una storia di lieve sovrappeso prima dell’insorgenza del disturbo. Negli intervalli tra un’abbuffata e l’altra, i bulimici tendono a mangiare cibi dietetici per evitare di mettere altro peso, tant’è che anoressia e bulimia possono essere concomitanti nello stesso soggetto.

Quali sono i sintomi?

Ce lo spiega sinteticamente il DSM IV.

1. Ricorrenti abbuffate.

- mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili.

- sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

2. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
3. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.
4. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.

Sottotipi:

  • Con Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale di Bulimia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
  • Senza Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Che cos’è un’abbuffata?

L’abbuffata è una crisi bulimica che si consuma in un tempo determinato. Durante la crisi il soggetto tende ad ingerire enormi quantità di cibo, eccessive rispetto alla situazione in cui la persona si trova (ad esempio un matrimonio o il cenone di Natale non contano). Non si tratta di “piluccare” diverse volte al giorno piccole quantità, ma di mangiare voracemente e rapidamente moltissimi alimenti di solito eccessivamente calorici e che si consumano con facilità. Non importa quali: il soggetto passa dal dolce al salato repentinamente, arrivando in casi estremi ad ingerire prodotti ancora surgelati.

Durante l’abbuffata compare spesso un senso di estraneamento specialmente nelle fasi precoci del disturbo: alcuni riferiscono l’abbuffata come una sorta di esperienza di derealizzazione (sensazione di uscire fuori dalla realtà). Nelle fasi più tardive della Bulimia Nervosa, può venire meno la sensazione soggettiva di acuta perdita del controllo durante la crisi, che si manifesta invece come incapacità di resistere all’impulso della crisi o di interromperla una volta iniziata. La perdita di controllo associata alle abbuffate nella Bulimia Nervosa non è assoluta: il soggetto può continuare l’abbuffata a dispetto del telefono che squilla, ma interromperla bruscamente se il coniuge o un genitore entra inaspettatamente nella stanza. Durante un’abbuffata le persone sono molto agitate, spesso camminano nervose per la casa e qualcuno prima dell’abbuffata sente di essere vicino alla disperazione, senza riuscire a controllare il proprio comportamento; qualche volta si può arrivare a sottrarre il cibo di nascosto. Solitamente chi soffre di questo disturbo si rende conto di avere un problema e se ne vergogna tentando di nascondere il sintomo: le abbuffate avvengono in solitudine.

La crisi normalmente si verifica in momenti in cui il soggetto si sente particolarmente giù, in situazioni di stress, in seguito a fame intensa causata da una dieta drastica, in periodi di insoddisfazione legati al peso e al corpo. Molte pazienti bulimiche riferiscono di provare una sensazione di personalità diversa nei momenti che precedono un’abbuffata, qualche volta non ricordano neppure l’episodio. Alcuni ascoltano musica ad alto volume, guardano la TV o si distraggono con altre attività mentre mangiano, non pensare a quello che stanno facendo.

L’abbuffata spesso continua finché l’individuo non si sente “così pieno da star male”, con lancinanti dolori addominali e sensi di colpa che mettono fine all’ingerimento dei cibi.

Girl (10-12) holding head over toilet, side viewDurante l’abbuffata il soggetto si sente meglio, ma immediatamente dopo ritorna l’umore depresso accompagnato da sensi di colpa e di vergogna. A partire da questi sentimenti di solito, la persona mette in atto le condotte compensatorie. Il vomito ad esempio è presente nell’80 – 90% dei bulimici, perchè riduce la sensazione di malessere e la paura di ingrassare. Talvolta il vomito diventa il vero scopo dell’abbuffata, compensando il desiderio di punirsi o di liberarsi. Esso viene indotto inizialmente con l’uso delle dita o di altri strumenti che stimolano il riflesso della faringe, finchè, nelle fasi avanzate i soggetti non riescono a vomitare a comando. In altri casi, il paziente assume lassativi o diuretici o pratica clisteri dopo le abbuffate, digiuna, svolge eccessivo esercizio fisico per compensare l’eccesso di calorie introdotte.

Tali condotte compensatorie sono causate da forti sentimenti di colpa, vergogna, depressione per aver ceduto all’impulso di mangiare (cosa che per pochi momenti ha attenuato lo stato d’animo negativo che è la molla che fa scattare la crisi bulimica) e preoccupazione per un possibile aumento di peso.

Manifestazioni e disturbi associati

La bulimia si presenta spesso in concomitanza con altre problemtaiche psicologiche come ad esempio la depressione o i disturbi d’ansia. Molto frequente in questi pazienti è la dipendenza da alcol o da altre sostanze che spesso inizia nel tentativo di controllare la fame. Molto spesso la bulimia è associata a disturbi di personalità, tra cui in primis, al disturbo borderline.

L’induzione dell vomito e l’uso di lassativi non fa affatto bene non solo allo spirito ma anche al corpo: danneggia lo smalto dentale, favorisce la carie, provoca l’ingrossamento delle ghiandole salivari, induce problematiche cardiache, amenorrea (interruzione del ciclo mestruale per almeno 3 mesi), fino ai casi estremi, potenzialmente fatali, in cui si verificano lacerazioni esofagee, rottura gastrica, aritmie caridiache.

Come avrete intuito la bulimia non è un disturbo da poco. Cosa si può fare se ne siete affetti? Lo vedremo insieme nel prossimo articolo su questo doloroso problema.

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    6 Commenti

    • 15 maggio 2009 | Permalink |

      Ciao,
      mi chiamo Noemi, ho 32 anni e sono malata, da 14 anni, di BULIMIA NERVOSA CON DISTURBO COMPENSATORIO.

      Non capisco nulla di internet e computer ma ho avuto voglia di scrivere una lettera destinata ai tanti programmi TV dove si parla troppo spesso in maniera superficiale dei distrurbi del comportamento alimentare e dove non si parla mai di bulimia nervosa.

      Probabilmente non riceverò mai una risposta, ed è proprio per questo che mio marito mi ha suggerito di pubblicare questa lettera anche “online”, per non farla cadere totalmente nel vuoto e nella speranza che possa portare qualcuno, fosse anche una sola persona, a riflettere attentamente su certi problemi.

      La trovate qui:
      http://famelica.wordpress.com/2009/05/15/le-paladine-della-follia-e-le-anime-del-niente/

    • 15 maggio 2009 | Permalink |

      Cara Noemi, ti ringrazio per esserti messa così in gioco scrivendo questa lettera che fa accapponare la pelle per quanto è vera e per quanto coglie in maniera chiara ed esplicita tutto il dolore di chi soffre di bulimia. Credo che leggendola tantissime persone si sentiranno meno sole e capite e tutti noi saremo costretti a riflettere, a meno che non siamo proprio ottusi. Psicozoo purtroppo non ha l’audience di una tv nazionale, ma è letto comunque da moltissime persone: per questa ragione, se mi dai il permesso, sarei felicissima di pubblicare la tua lettera nella home page, affinchè sia più leggibile e raggiunga un pubblico più vasto. In bocca al lupo, aspetto tue notizie.

    • 15 maggio 2009 | Permalink |

      Ciao Lucia, mi scuso per l’avatar ma stò usando l’indirizzo email di mio marito (e le sue competenze informatiche).

      Ormai mi sono messa in gioco e voglio rimanerci, sei liberissima quindi di pubblicare la mia lettera, spero possa essere utile per altre persone…

    • 16 maggio 2009 | Permalink |

      Non ti preoccupare, l’avevo immaginato. Grazie per il permesso, credo che la tua lettera sarà veramente utile a molti. Un abbraccio

    • 7 novembre 2009 | Permalink |

      Ciao…ho trovato per caso questo sito…tutti i tuoi articoli sono mooooolto interessanti…complimenti…
      io cercavo l’articolo successivo a questo…quello in cui dovrebbe esserci scritto cosa fare se se n’è affetti…
      grazie milla

    • 8 novembre 2009 | Permalink |

      Ciao Milla,
      ti ringrazio per il tuo interesse verso il sito, a nome di tutto lo staff di Psicozoo.
      Effettivamente il seguito non c’è ancora, lo troverai nelle prossime settimane sul sito.
      Un abbraccio

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