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	<title>Psicozoo - Notizie e Risposte dagli psicologi &#187; cinema</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Il cinema e l&#8217;inconscio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Ceccarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande stanza buia dove poter estraniarsi e sospendere l’attenzione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Una grande stanza buia dove poter estraniarsi e sospendere l’attenzione per circa due ore entrando in un’altra realtà. Una realtà completamente diversa da quella che si vive tutti i giorni.</span> “Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo” afferma Umberto Eco.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/Cinema_by_Paleuf.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8102" title="Cinema_by_Paleuf" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/11/Cinema_by_Paleuf.jpg" alt="" width="464" height="347" /></a></p>
<p>Questo è il cinema, solo apparentemente, però, uno strumento d’evasione. Se invece scendiamo più a fondo e proviamo ad analizzare questa “grande fabbrica dei sogni” ci accorgeremo che il cinema è qualcosa di più, uno strumento capace di parlare direttamente all’inconscio dello spettatore.</p>
<p><strong>Musatti</strong> nel 1971 ha evidenziato come l’inconscio risuona emotivamente di fronte alle immagini filmiche. La cinematografia rivela quindi contenuti psichici resistenti ad essere riconosciuti e identificati. Le immagini in movimento presentate allo spettatore sono reali e capaci di far prendere corpo ai desideri più “irreali” quelli che ogni individuo nasconde dentro di sé.</p>
<p>Chi guarda un film mette in atto due meccanismi importanti: l’identificazione e la proiezione. Attraverso l’identificazione vengono assimilati tratti di personalità dei protagonisti che una volta modellati possono entrare a far parte della vita dello spettatore. Le situazioni inscenate dai film e le emozioni con le quali lo spettatore si identifica possono quindi essere trasferite sul “palcoscenico” della vita. Con la proiezione, invece, avviene che lo spettatore sposta i propri sentimenti o parti di sé sui personaggi del film. Il cinema, infatti dà la possibilità di vivere tantissime vite e di guardare il mondo da punti di vista sempre differenti.</p>
<p><strong>Il cinema presenta delle affinità e delle differenze con il sogno:</strong></p>
<p>Sia il sogno che il cinema trasportano il soggetto in una situazione diversa da quella della vita reale; i film come i sogni consentono di soddisfare i desideri più nascosti e sia per sognare che per guardare un film è necessaria la sospensione dell’attività vigile; i film come i sogni, inoltre, si dimenticano per poi lasciare tracce nella memoria. Tra le differenze invece riscontriamo che: lo spettatore di un film è in una posizione di passività mentre il sognatore “costruisce” da sé i propri sogni; il sogno è individuale, la cinematografia è rivolta ad un pubblico; chi sogna non è consapevole, lo spettatore invece sa di trovarsi al cinema; inoltre l’immagine che viene riprodotta al cinema è un’immagine reale e non mentale come quella del sogno e il film non è allucinatorio come il sogno, ma può essere definito immaginario. L’area “fantasmatica”, che viene fuori attraverso le immagini che ognuno di noi è in grado di costruire nella propria testa, è di fondamentale importanza per entrare in contatto con noi stessi e con ciò che sentiamo emotivamente, dobbiamo solo farci un po’ più di attenzione e non lasciare che queste immagini scorrano inosservate!</p>
<h2><strong>Per concludere vorrei riproporre una frase di Federico Fellini, sul cinema, che dice:</strong></h2>
<h2><span style="color: #800080;">“Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio”</span></h2>
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		<title>Un film per riflettere</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 07:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mirabella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Quando sei nato non puoi più nasconderti&#8220; del 2005 di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">&#8220;<em>Quando sei nato non puoi più nasconderti</em>&#8220;</span> del 2005 di Marco Tullio Giordana.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/quandoseinatononpuoipiu_01cor.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7683" title="quandoseinatononpuoipiu_01cor" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/09/quandoseinatononpuoipiu_01cor-1024x698.jpg" alt="" width="480" height="327" /></a></p>
<p><strong> Marco Tullio Giordana</strong> è un artista: ce lo ha dimostrato con <em>Pasolini un delitto italiano</em> del 1995, con <em>I cento passi</em> del 2000, Con <em>La meglio gioventù</em> del 2003 e ce lo dimostra ancora, con il film che andremo a vedere.</p>
<p>Dicevo che è un artista non per dire qualcosa di scontato ma perché ritengo che oggi il termine artista sia fin troppo abusato. Io penso che l’artista è colui che è capace, nel momento in cui crea qualcosa, di generare negli altri emozioni. E nella visione di questo film le emozioni ci sono tutte: c’è la rabbia, l’indignazione, la pena, la vergogna, ma troviamo anche il piacere. Il piacere di provare momenti di genuina commozione e altresì il piacere di godere di meravigliose immagini. Il piacere di accrescere la nostra conoscenza riguardo a determinate tematiche e quindi ottenere una più profonda comprensione della realtà. Il piacere di vedere disconfermare, confermare, e ancora disconfermare (così da mettere alla prova), la nostra concezione del mondo e del Sé, relative alla dimensione etica e sociale</p>
<p><em>Quando sei nato non puoi più nasconderti</em> ci mostra che si può rinascere a 12 anni e rendersi conto che la vita non è facile e che si può affondare e non necessariamente in mare. E allora per dirla con Ivano Fossati, <em>“ci vuole pane e coraggio”</em>. Il coraggio di un bambino che guarda alla vita con occhi innocenti, ed attraverso i suoi occhi noi vediamo che il diverso è in ognuno di noi, nessuno è migliore dell’altro, perché è più comodo essere peggiori, ingrati o fintamente buoni. Basta far finta di non vedere, girarsi dall’altra parte e al limite, quando non se ne può fare a meno, è sufficiente pagare, tanto dalla nostra c’è il dio danaro, che può comperare tutto e mondare la coscienza.</p>
<p>Ma la disperazione non bada al colore della pelle. La disperazione è un sentimento che appartiene ad ognuno di noi e non è con l’indifferenza o l’oblio che potremo sconfiggerla. Qualcuno ha detto che per conoscere il paradiso bisogna prima passare dall’inferno, ed io penso che sia proprio questo il proposito del regista; farci accompagnare da un bambino di 12 anni in un viaggio dove si passa per l’inferno, con la speranza che alla fine saremo diventati tutti un po’ migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rassegna cinematografica &#8220;I corti sul lettino&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cinema ha spesso rincorso la psiche umana per cercare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Il cinema ha spesso rincorso la psiche umana per cercare di cogliere quelle sfumature che avvertiamo, ma che non sappiamo esprimere in parole e che talvolta solo l&#8217;arte è riuscita a rendere. </span>E&#8217; da qui che nasce la rassegna cinematografica &#8220;I corti sul lettino &#8211; Cinema e Psicoanalisi&#8221;.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/corti-cinemaw.allen_ilmessaggero.it_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5037" title="corti cinemaw.allen_ilmessaggero.it" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/corti-cinemaw.allen_ilmessaggero.it_.jpg" alt="" width="390" height="292" /></a></p>
<p>Sarà diretta da <strong>Ignazio Senatore</strong>, psichiatra e critico cinematografico, la seconda edizione del Festival di Cortometraggio in cui si sfideranno opere a <a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/CORTI-sul-lettino-II-edizione-1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5036" title="CORTI-sul-lettino-II-edizione-1" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/07/CORTI-sul-lettino-II-edizione-1.jpg" alt="" width="236" height="425" /></a>tema psicologico italiane e straniere. I corti saranno proiettati il 6 e il 7 settembre nell&#8217;ambito della rassegna cinematografica &#8220;Accordi @ Disaccordi&#8221;, a Viale del Poggio di Capodimonte, Napoli. La valutazione  delle opere sarà affidata ad una giuria composta da registi, attori, registi, critici cinematografici, giornalisti ed operatori del settore.</p>
<h2>Le categorie in gara?</h2>
<ul>
<li> Migliore Cortometraggio</li>
<li>Migliore Regista</li>
<li>Miglior sceneggiatore</li>
<li>Migliore Attore Protagonista</li>
<li>Migliore Attrice protagonista</li>
<li>Miglior Documentario</li>
<li>Migliore Colonna Sonora</li>
</ul>
<p>Per partecipare al concorso gratuito, con un cortometraggio della durata massima di 60 minuti, potete scaricare il Bando dal sito www.cinemaepsicoanalisi.com.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Chi saprà cogliere meglio le inflessioni dell&#8217;animo umano? Staremo a vedere.<br />
</span></h2>
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		<title>Bambini autistici al cinema: ora si puo&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 07:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è un&#8217;impresa facile per un autistico andare al cinema. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Non è un&#8217;impresa facile per un autistico andare al cinema. </span>La tendenza a emettere suoni e la difficoltà a stare seduto e fermo per due ore, le luci spente, l&#8217;ipersensibilità ai rumori, sono tutti elementi di gran disagio per chi soffre di questa patologia. <span style="color: #800080;">Gli autistici devono quindi rinunciarvi?</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/cinema-bambini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3908" title="cinema bambini" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/cinema-bambini.jpg" alt="" width="500" height="338" /></a><br />
</span></p>
<p>Se vengono create le giuste condizioni non è detto che il cinema debba essere  per loro un&#8217;utopia e l&#8217;ennesima negazione di un diritto. Ci hanno pensato negli USA, dove è possibile per le persone con autismo, godere di un bel film. In 93 sale <strong>&#8220;sensory friendly&#8221;</strong>, dislocate in 47 città attraverso 30 stati americani, dal 10 aprile sarà  possibile per loro assistere alla proiezione <a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/cinema-How-To-Train-Your-Dragon-Main-Poster_mid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3909" title="cinema How-To-Train-Your-Dragon-Main-Poster_mid" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/cinema-How-To-Train-Your-Dragon-Main-Poster_mid.jpg" alt="" width="236" height="352" /></a>di <em>&#8220;How to Train Your Dragon&#8221;</em>, un film di animazione computerizzata della Dreamworks. Le luci saranno abbassate, ma rimarrano accese e il volume sarà smorzato. Le proiezioni avverranno alle 10 del mattino senza anteprime nè pubblicità, le famiglie con speciali bisogni nutrizionali saranno autorizzate a portare il cibo da casa e se i bambini urleranno o si metteranno a passeggiare nel cinema, nessuno protesterà.</p>
<p>Questa iniziativa, condotta in collaborazione tra la <strong>AMC Entertainment</strong> e la <strong>Autism Society</strong> nell&#8217;ambito del mese della conoscenza dell&#8217;autismo, segna l&#8217;anniversario  del Sensory Friendly Film program, con il progetto di estenderla ad altre città (speriamo si affacci anche in Italia).</p>
<h2>L&#8217;esperienza delle mamme</h2>
<p>Marianna ci ha provato ad andare alle normali proiezioni cinematografiche con il suo piccolo Xander, 6 anni. <em>&#8220;Abbiamo tentato qualche volta di andare al cinema&#8221; </em>- spiega &#8211; <em>&#8220;Siamo sempre dovuti andar via nei primi 15 minuti, perchè Xander diventa così euforico che comincia ad eccitarsi e a fare rumore. E&#8217; stato molto stressante.&#8221;</em></p>
<p>Il comportamento di Xander è tipico di molte persone con autismo (1 ogni 110 bambini secondo il Centers for Disease Control). <em>&#8220;Una delle sfide per le persone con un disturbo dello spettro autistico è far fronte alle forti stimolazioni sensoriali&#8221;</em> &#8211; afferma la psicologa <strong>Sandra Harris</strong>, che lavora presso il   Douglass Developmental Disabilities Center presso la Rutgers University a New  Brunswick, nel New Jersey. <em>&#8220;Possono essere sopraffatti da suoni forti, luci abbaglianti, folle di persone. Una persona autistica di qualsiasi età può battere le mani, torcersi le dita, lanciare delle urla o dondolarsi quando è eccitata da un evento come la visione di un film.&#8221;</em></p>
<p>Anche Silvia ha provato a portare suo figlio Bailey a vedere un film, una volta. <em>&#8220;E&#8217; stato orribile.&#8221;</em> &#8211; afferma -<em>&#8220;Era terrorizzato quando le luci si sono spente. E quando  la musica ha iniziato ad alzarsi, si è coperto le orecchie e ha iniziato a gridare dal forte dolore&#8221;</em>. Ora Bailey adora i sensory-friendly films.</p>
<p>L&#8217;idea dei film &#8220;amici dei sensi&#8221;  iniziò a farsi strada nel 2007, quando Marianne Ross protò sua figlia autistica Meaghan, di 7 anni, a vedere Hairspray. Marianne scelse un orario al mattino, dove ci sarebbero state poche persone. <em>&#8220;Meaghan adora Zac Efron, così, quando è apparso sullo schermo, ha cominciato a ballare, contorcersi, battere le mani e saltare su e giù.&#8221; </em>Molti spettatori cominciarono a lamentarsi e il direttore del cinema chiese alla famigliola di lasciare la sala. <em>&#8220;Mi sono sentita così frustrata, arrabbiata e sfiduciata&#8221; &#8211; </em>ricorda la Ross<em> &#8211; &#8220;perchè Meaghan era così contenta di vedere quel film. Ho pensato che ci fossero molti bambini nella stessa situazione&#8221;</em>. Il giorno dopo, la Ross chiamò il teatro locale della AMC movie e parlò con il manager <strong>Dan Harris</strong>, chiedendo se ci fosse la possibilità di mettere su una proiezione speciale. Harris, che fino ad allora non aveva mai conosciuto nessuno con l&#8217;autismo, incontrò la si<a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/cinema-autismo.jpg"><img class="alignright size-medium  wp-image-3907" title="cinema autismo" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/04/cinema-autismo-284x300.jpg" alt="" width="259" height="319" /></a>gnora Ross, ascoltò i suoi suggerimenti e si mise a lavorare per creare delle proiezioni adattate alle persone con questo disturbo, che fossero più amiche dei sensi. La Ross parlò degli adattamenti anche con la Autism Society. <em>&#8220;Temevamo di avere un auditorium vuoto&#8221;</em> &#8211; ha ricordato Harris.<em>&#8220;Avevamo 300 posti e abbiamo dovuto mandare via le persone. </em>&#8221; In tutti i luoghi dove questa iniziativa è stata diffusa, ha ottenuto un grande successo.</p>
<p><em>&#8220;Assistere ad un film in una sala dove sai che tutti gli altri sono nella tua stessa situazione, o almeno dove le persone sono informate che lì non vige la regola del silenzio, dà un grande senso di relax&#8221;</em> &#8211; afferma Angela, che porta regolarmente il piccolo Ray, di 5 anni, alle proiezioni. Quando Marianne Ross va con Meaghan alle proeizioni, porta con sè anche Gavin, altro suo figlio di 8 anni, non autistico. Il bambino ha creato un network di fratelli di persone con autismo e ha fatto conoscere le proiezioni anche a loro.</p>
<p>Molte altre famiglie, non solo con bambini autistici, ma anche con altre disabilità e bisogni speciali, <strong>hanno cominciato a frequentare le sale con un forte senso di accettazione.</strong> <em>&#8220;I nostri bambini sono sempre sotto esame&#8221;</em> &#8211; afferma Marianna, la mamma di Xander. <em>&#8220;Gli autistici sembrano normali, così le persone pensano che siano solo maleducati. Diventa estenuante cercare di difendere il loro diritto ad essere se stessi. Ad una proiezione sensory-friendly, la nostra famiglia può finalmente andare a vedere un film e rilassarsi. Ragazzi, non è fantastico?&#8221;</em></p>
<h2><span style="color: #800080;">Un plauso a queste iniziative che dimostrano ancora una volta come l&#8217;handicap sia un problema della società e non di chi ne soffre.</span></h2>
<p>[<a href="http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1977230,00.html?xid=rss-health&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+time%2Fscienceandhealth+%28TIME%3A+Top+Science+and+Health+Stories%29&amp;utm_content=Netvibes" target="_blank">Kids With Autism at the Movies: Where Shhhh Isn't Allowed</a> - Time.com]</p>
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		<title>Eyes wide shut</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 23:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esce nel 1999 &#8220;Eyes wide shut&#8221;, l&#8217;ultimo splendido film di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/01/maschera.jpg"><img class="attachment wp-att-195 alignleft" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/01/maschera.jpg" alt="" width="162" height="121" /></a>Esce nel 1999 <span style="color: #800080;">&#8220;Eyes wide shut&#8221;</span>, l&#8217;ultimo splendido film di <strong><span style="color: #800080;">Stanley Kubrik</span></strong>, poco dopo la morte di uno dei registi contemporanei più controversi.Il film è tratto da &#8220;Doppio sogno&#8221;, celebre romanzo di Arthur Schnitzler, anche se traslato dalla Vienna degli anni &#8217;20 alla New York degli anni &#8217;90.</p>
<p><strong><span style="color: #800080;">La trama. </span></strong>Famiglia apparentemente perfetta, lui, Bill (Tom Cruise) medico affermato, vive nella sua bella casa con la moglie Alice (Nicole Kidman) e la loro bambina di 7 anni. Fatta eccezione per qualche fuga in una dissociazione cannabinoide, i due sono proprio una coppia tranquilla, belli come il sole, pieni di soldi e riconosciuti nel loro contesto sociale. <strong><span style="color: #800080;">Ma ecco che l&#8217;ombra del dubbio s&#8217;insinua nella loro serenità. </span></strong>Invitati ad una festa in casa di un ricco amico, entrambi scoprono il piacere di essere lusingati da avances  e tentativi di seduzione che li aprono al mondo della tentazione. Così, tornati a casa lei, in preda ai fumi della marijuana, racconta al marito di una fantasia mai attuata, avuta tempo prima per un giovane ufficiale.<strong><span style="color: #800080;"> &#8220;E che sarà mai?&#8221;</span></strong> vi starete chiedendo. Eppure la confessione spinge il marito incredulo ed incapace di accettare la possibilità che la moglie abbia desiderato qualcosa di diverso da lui, in un pellegrinaggio nella vita notturna di new York. Qui scoprirà un mondo sordido, fatto di prostituzione casalinga, padri papponi e sontuose orge massoniche in cui rischierà di perdersi. Ma tornerà a casa e la moglie saprà ogni cosa, per poi decidere insieme di svegliarsi dal terrificante sogno ad occhi aperti, con un piacevole e necessario ritorno alle gioie coniugali.</p>
<p>Il film è decisamente sensuale e sopra le righe, <strong><span style="color: #800080;">ma il suo messaggio a mio parere non è direttamente il sesso</span></strong>. All&#8217;interno di una coppia ben consolidata spesso si finisce per dare per scontata la conoscenza dei bisogni  e dei desideri dell&#8217;altro. Questo ci fa vivere sereni accanto al nostro partner, dimenticando così di avere vicino una persona, che ha dentro un intero mondo al quale noi non abbiamo il completo accesso. <strong><span style="color: #800080;">Così, quando riscopriamo che l&#8217;altro ha dei pensieri che non siamo in grado di controllare, lo sconcerto ci colpisce come un pugno in pieno viso. </span></strong> Non è necessario che l&#8217;altro agisca questi pensieri, è sufficiente che essi si discostino dall&#8217;idea che avevamo di lui. Cade l&#8217;idealizzazione dell&#8217;altro come &#8220;una cosa nostra&#8221;, perfettamente prevedibile ed emerge un&#8217;immagine per noi nuova, come se avessimo accanto un estraneo. La terra sotto i nostri piedi si frantuma, siamo disorientati e abbiamo la sensazione di perdere l&#8217;identità e la linearità della nostra vita. Come Bill, ci mettiamo a vagare tra le incognite,  con la sensazione di aver smarrito perfino noi stessi, per cercarci e ritrovarci.</p>
<p>L&#8217;esito di questo drammatico percorso in alcuni casi può essere la rabbia, la svalutazione, il desiderio di distruggere la persona che ci ha dato tanto dolore. Possiamo dirci fortunati, invece, se siamo capaci, non senza una buona dose di sofferenza, di utilizzare i nuovi elementi per avere un immagine più vera e completa dell&#8217;altro. <strong><span style="color: #800080;">Così la coppia si apre a nuove consapevolezze e noi saliamo un gradino in più nella scala della nostra crescita.</span></strong></p>
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