<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Psicozoo - Orientarsi nella giungla della mente &#187; Notizie</title>
	<atom:link href="http://www.psicozoo.it/category/notizie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.psicozoo.it</link>
	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 07:00:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Apple e fanatismo religioso?</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/02/04/apple-e-fanatismo-religioso/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/02/04/apple-e-fanatismo-religioso/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Iesari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Riley]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[BBC]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[dove]]></category>
		<category><![CDATA[fanatismo]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[risonanza magnetica]]></category>
		<category><![CDATA[risposta]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[soddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8391</guid>
		<description><![CDATA[Lo scorso hanno la BBC ha mandato in onda un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Lo scorso hanno la BBC ha mandato in onda un documentario sui segreti dei grandi marchi commerciali come Google, Microsoft o Apple.</span></h2>
<h2> Quello che risultò da questa inchiesta fu che tali “segreti” sembrano coincidere con la soddisfazione di bisogni essenziali per l’uomo: la possibilità di mantenere relazioni anche a distanza, il sesso e la religione.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/02/apple-la-nostra-nuova-religione.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8394" title="apple-la-nostra-nuova-religione" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/02/apple-la-nostra-nuova-religione.jpeg" alt="" width="463" height="341" /></a></p>
<p>Prendendo in considerazione quest’ultimo aspetto in particolare trovo interessante riflettere sugli accadimenti riportati dal reporter, <strong>Alex Riley</strong>. Lo stesso si è recato per il suo servizio all’inaugurazione di un nuovo negozio Apple a Londra. Circa due ore prima dell’apertura al pubblico, il giornalista ha notato che i dipendenti del negozio si mostravano entusiasti e eccitati, non disdegnando di saltare ed esultare tra di loro, scatenando altrettanta frenesia nella calca che era fuori in attesa (alcuni fra i clienti in attesa avevano dormito fuori dal negozio in ripari di fortuna per non perdere il posto in fila). Ma una delle cose che ha maggiormente stupito il reporter è stata che una volta dato inizio all’inaugurazione, all’interno del negozio non c’era nessuna offerta speciale o sconto particolare offerto per l’occasione. I gadget in vendita erano esattamente gli stessi di qualsiasi altro negozio Apple aperto in quel momento, uno dei quali si trova a meno di un chilometro da quello in questione.</p>
<p>Tale comportamento è stato definito dal giornalista come vera e propria <strong>devozione</strong>. La cosa curiosa è che lo stesso Riley riporta i risultati di una ricerca effettuata in precedenza dove alcuni fan della Apple venivano sottoposti a risonanza magnetica mentre di mostravano loro dei gadget di questa azienda. Quello che è stato riscontrato in questa ricerca è che in questo modo si attivavano nei soggetti le stesse aree cerebrali che solitamente si attivano in soggetti religiosi quando viene loro mostrato un’icona del loro culto.</p>
<p>Allo stesso modo, è anche vero che il fanatismo attecchisce meglio dove c’è un nemico comune da abbattere, inducendo una maggiore fedeltà per combattere in un fronte unito, e non è un mistero che la Apple abbia fatto di questa tecnica pubblicitaria uno dei suoi punti di forza da sempre.</p>
<p>Non bisogna dimenticare però, che tra usare tecniche pubblicitarie e manipolare la mente umana fino a fare di un marchio commerciale una fede c’è una grande differenza. I risultati della ricerca di cui prima non affermano che la Apple (o qualsiasi altro grande marchio) è vicina ad ottenere il segreto per programmare nuove mappe neurali nel nostro cervello, ma sono bensì da considerare come un tassello in più nello studio della personalità umana.</p>
<h2>Una nuova risposta su quanto gli essere umani abbiano bisogno di affidarsi a qualcosa che va al di là del loro controllo e su <span style="color: #800080;">quali meccanismi fanno sì che un determinato fenomeno possa diventare successivamente un credo.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/02/03/le-dinamiche-di-gruppo-nella-pratica-religiosa/" title="Le dinamiche di gruppo nella pratica religiosa">Le dinamiche di gruppo nella pratica religiosa</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/12/superstizioni-e-profezie-il-fascino-dellincredibile/" title="Superstizioni e profezie: il fascino dell&#8217;incredibile">Superstizioni e profezie: il fascino dell&#8217;incredibile</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/07/09/leggere-i-pensieri-fantasia-o-scenario-possibile/" title="Leggere i pensieri: fantascienza o scenario possibile?">Leggere i pensieri: fantascienza o scenario possibile?</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/12/17/emozioni-e-salute-fisica-e-mentale/" title="Emozioni e salute fisica e mentale">Emozioni e salute fisica e mentale</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/08/29/droghe-cosa-dobbiamo-ricordare/" title="Droghe: cosa dobbiamo ricordare">Droghe: cosa dobbiamo ricordare</a> (2)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/02/aborto-del-primo-trimestre-evento-stressogeno/" title="Aborto del primo trimestre evento stressogeno">Aborto del primo trimestre evento stressogeno</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/01/conoscersi-alluniversita-come-trovare-nuovi-amici/" title="Conoscersi all&#8217;Universita&#8217;: come trovare nuovi amici">Conoscersi all&#8217;Universita&#8217;: come trovare nuovi amici</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/11/la-giusta-distanza/" title="La giusta distanza">La giusta distanza</a> (1)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/02/04/apple-e-fanatismo-religioso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ci incontriamo su facebook</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/02/03/ci-incontriamo-su-facebook/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/02/03/ci-incontriamo-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Ceccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[AMICI]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[spiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8383</guid>
		<description><![CDATA[“Ci incontriamo su facebook”, ormai è la frase che, più ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;"><strong><em>“Ci incontriamo su facebook”</em></strong></span>, ormai è la frase che, più di altre, da un po’ di anni a questa parte ha sostituito quella classica: <em>“Ci vediamo al bar per un caffè”</em>, ed il caffè è effettivamente l’unica cosa che facebook non può offrire, a parte il contatto fisico.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/02/facebook.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8388" title="facebook" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/02/facebook.jpg" alt="" width="460" height="287" /></a></p>
<p>Nell’estate del 2008 questo network è entrato a far parte del linguaggio italiano in maniera prepotente e dilagante, (solo nell’ agosto dello stesso anno si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite). Oggi il sito conta milioni di utenti in tutto il mondo, incoronandosi il social network più quotato ed <em>in</em> del momento. <strong>“<em>Ti ho taggato”</em>, <em>“mi hai letto in bacheca?”, oppure “ti ho aggiunto tra i miei amici”</em>,</strong> sono alcuni termini utilizzati dagli utenti di facebook per <strong>comunicare</strong>. Ormai questo modo di parlare e di fare “amicizia” è conosciuto anche dai non iscritti (pochi, a dire il vero), e anche dalla fascia d’età più adulta. Non avere un account su facebook è ormai considerato anomalo: giovani e meno giovani aggiungono foto, <strong>condividono stati d’animo</strong>, eventi della propria quotidianità, commenti sul proprio capo, ritrovano compagni delle elementari, stringono contatti con persone conosciute e non, pubblicizzano le proprie attività lavorative, etc… Si curiosa, così, tra foto, interazioni e profili altrui… I rischi delle potenzialità di questo social network sono enormi, si sente parlare spesso, ad esempio, di false identità e difendere la propria privacy è diventato molto difficile.<em>                                                                                                              </em></p>
<p>Ho letto che molti psicologi associano facebook alla dipendenza da internet (qualcuno l’ha definita “dipendenza da amici”), alla solitudine e alla chiusura in un mondo ideale ed ovattato, e forse se vogliamo generalizzare questo è ciò che effettivamente si valuta; ma visto da un’altra angolatura, questo strumento in alcuni casi può addirittura aiutare a vincere la solitudine e l’introversione, anche perché chi “frequenta” facebook è sicuramente più un <strong>estroverso</strong> che altro, la tendenza all’<strong>esibizionismo</strong>, infatti, è molto forte. Non voglio etichettare comportamenti né menzionare tratti di personalità, quindi, ma posso sollevare delle riflessioni da condividere.</p>
<p>Cosa c’è dietro questo <strong>bisogno di condivisione</strong>? Quello che mi colpisce è l’immediatezza e la velocità che si tende a cercare, come se dietro il voler far vedere subito delle foto o far leggere cosa si sta facendo in un determinato momento e farlo sapere a “tutti”, ci sia <strong>un’urgenza</strong> mai manifestata prima. Oppure, il non pensare minimente alla privacy violata (“il paradosso della privacy” come è stata definita da Stagliano) come se intervenisse una <strong>deresponsabilizzazione del gruppo</strong> <em>“lo fanno tutti e allora non ci sarà niente di male se lo faccio anch’io, cosa potrà mai avvenire di così grave?”</em>. La deresponsabilizzazione del gruppo è un fenomeno di solito associato al mondo adolescenziale ma in questo caso è interessante vedere come invece invade anche fasce d’età considerate adulte.</p>
<p>Un altro aspetto è quello di “accettare” in maniera compulsiva quanti più amici possibile, anche persone con le quali non ci si scambierà mai nessuna idea; quanto è importante, allora, l’<strong>apparenza</strong> e far vedere quanti amici si hanno? Diventa un modo per <strong>testare la propria popolarità</strong>? Un’altra tematica è legata al <strong>voyerismo</strong>: l’occhio del “grande fratello” aperto su milioni di finestre spalancate porta a stimolare la curiosità e la voglia di spiare, atteggiamento che si è sempre tenuto a bada, ma che con facebook si è legittimati a manifestare.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Queste sono alcune riflessioni fatte nel momento in cui mi sono addentrata in questo mondo, ma ci sono tante altre mille sfaccettature legate a questo fenomeno da valutare e discutere insieme.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/06/10/siti-pro-anoressia-dichiarano-guerra-al-cibo/" title="Siti pro-anoressia dichiarano guerra al cibo">Siti pro-anoressia dichiarano guerra al cibo</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/05/13/narrare-di-se-aiuta-a-vivere-meglio/" title="Narrare di se&#8217; aiuta a vivere meglio">Narrare di se&#8217; aiuta a vivere meglio</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/20/una-delle-difficolta-del-nostro-secolo/" title="Una delle difficolta&#8217; del nostro secolo">Una delle difficolta&#8217; del nostro secolo</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/03/30/coppia-come-comunicare-positivamente/" title="Coppia: Come Comunicare Positivamente">Coppia: Come Comunicare Positivamente</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/06/la-conversazione-famigliarita-e-intimita/" title="La conversazione: famigliarita&#8217; e intimita&#8217;">La conversazione: famigliarita&#8217; e intimita&#8217;</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/24/lobesita-infantile/" title="L&#8217;obesita&#8217; infantile">L&#8217;obesita&#8217; infantile</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/07/08/giocarsi-tutto-dipendenza-dal-gioco/" title="Giocarsi tutto: dipendenza dal gioco">Giocarsi tutto: dipendenza dal gioco</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/22/le-therapy/" title="L&#8217;e-therapy">L&#8217;e-therapy</a> (1)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/02/03/ci-incontriamo-su-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TV e paura: 4 meccanismi negativi da non far scattare</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/26/tv-e-paura-4-meccanismi-negativi-da-non-far-scattare/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/26/tv-e-paura-4-meccanismi-negativi-da-non-far-scattare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[DIFESA]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[LA]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[MECCANISMI]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[PREOCCUPAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[psiche]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8377</guid>
		<description><![CDATA[I media e la paura

Ogni giorno dai telegiornali e dai ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">I media e la paura</span></h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/tv-e-paura.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8378" title="tv e paura" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/tv-e-paura.jpg" alt="" width="377" height="233" /></a></p>
<p>Ogni giorno dai telegiornali e dai media in genere siamo costantemente bombardati da un numero eccessivo di notizie negative che creano insicurezza e lasciano la sensazione di essere circondati da pericoli di ogni genere: rapinatori, terroristi, immigrati che ci minacciano..<br />
Per alcune news(gli omicidi di Sara Scazzi, Chiara Poggi, l’altalena dello spread.. la copertura mediatica è stata ossessiva e martellante)<br />
Più le minacce sono ripetute dai media, maggiore è il livello di stress cui si è sottoposti. Aumenta la percezione d’insicurezza che spesso non corrisponde a pericoli reali precisi.</p>
<p>Il bisogno principale della società terrorizzata é la sicurezza.<br />
Questo bisogno di protezione, di certezze di essere al sicuro provoca un cambiamento dei comportamenti. Per fortuna la maggioranza delle persone riesce ad adattarsi ragionevolmente in fretta a queste nuove fonti di stress.<br />
La resilienza sembra essere l’elemento chiave per l’adattamento, anche se il clima che si respira lascia in sospeso molti per quanto riguarda il presente e ansiosi per ciò che avverrà in futuro.</p>
<p><strong>L’ANSIA</strong><br />
L’ansia è una componente normale del nostro vivere quotidiano.<br />
Quando però accadono eventi fuori dall’ordinario quest’ansia può portare molti (dipende da individuo a individuo) a uno squilibrio psicofisico.<br />
L’ansia si riferisce all’emozione della paura quando la causa è sconosciuta.<br />
Le persone durante questo periodo di attentati terroristici sanno esattamente di cosa hanno paura quindi non è un’ansia irrazionale. Il terrorismo è diverso dalla Guerra. La Guerra avviene fra nazioni e in qualche modo è prevista, decisa. Il terrorismo può colpire in qualsiasi momento e luogo.<br />
E’ imprevedibile e invisibile. Quindi le azioni militari e la presenza di pattuglie negli aeroporti e nelle altre zone sensibili aumentano il senso di sicurezza ma anche l’ansia e la paura. Alcuni adulti rivivono la loro infanzia quando nell’ultimo conflitto mondiale hanno passato momenti di paura e di panico.<br />
La paura ha lo scopo di metterci in guardia da quegli eventi che potrebbero danneggiarci e questa è una reazione equilibrata. In molti casi però vi sono reazioni e atteggiamenti non equilibrati.</p>
<p><strong>4 MECCANISMI DI DIFESA</strong><br />
Ecco i quattro meccanismi di difesa irrazionali che la nostra psiche utilizza per difendersi.</p>
<p><strong>1 la proiezione</strong><br />
Si generalizza e si proietta su alcuni gruppi di persone considerate diverse. Nella storia ci sono svariati esempi: gli ebrei, gli infedeli al tempo delle crociate, le streghe….</p>
<p><strong>2 la magia</strong><br />
Ci si rivolge ai maghi per sapere il futuro o a uomini forti, dittatori che promettono di risolvere magicamente il problema. Spesso nella Storia la paura, il terrore sono stati fomentati volutamente addebitando poi a qualche sovversivo o capro espiatorio omicidî, attentati e stragi per destabilizzare il Paese e farsi poi accettare come portatori di ordine e pace (nazismo, fascismo ecc.)</p>
<p><strong>3 l’atto rischioso</strong><br />
Molte persone scelgono volutamente professioni pericolose che altri non sceglierebbero perché rischiose e fonte di paura. Queste persone hanno anche loro paura del rischio ma vincono tale paura con atteggiamenti contro fobici. Si difendono dalla paura con comportamenti di sfida. I kamikaze potrebbero esserne l’esempio.  Anche la guerra contro un nemico visto come pericolosa per la collettività.</p>
<p><strong>4 la negazione</strong><br />
negazione della paura : non pensare più al problema.<br />
Quando la gente si sente impotente, si rinchiude nella vita privata come reazione. I mass-media spesso amplificano le risonanze sino a farle diventare isterismi di massa. La paura viene regolata dalle influenze esterne, dal modo con cui le persone vengono bombardate da immagini e notizie. Una delle reazioni alla paura è quella che avevamo da bambini: rifugiarsi fra le braccia della mamma (da adulti nella propria casa, nel privato).Tutte queste sono reazioni eccessive perché ci impediscono di riflettere e rimanere lucidi.</p>
<p><strong>PAURA E PREOCCUPAZIONE: la differenza</strong><br />
Molte persone sentono paura e sono preoccupate di fronte al clima di questo periodo. LA PAURA E LA PREOCCUPAZIONE ANCHE SE SEMBRANO AVERE DEI PUNTI IN COMUNE SONO IN EFFETTI DUE ESPERIENZE DIVERSE.<br />
CAPIRE LA DIFFERENZA PUO’AIUTARE A:<br />
1 prepararsi in maniera realistica senza ansia a eventuali future minacce.<br />
2 gestire con consapevolezza le emozioni associate allo stato di allerta.</p>
<p><strong>La preoccupazione</strong><br />
E’ quello stato di anticipazione per qualcosa che deve ancora accadere, lo immaginarsi uno scenario a tinte fosche invece di prendere in considerazione ciò che effettivamente accade intorno nel presente. Preoccuparsi è controproducente.<br />
Meglio essere informati e mantenere i contatti con gli altri invece di lasciare che la propria immaginazione sia fonte di ansia. Consumare troppa energia nel preoccuparsi anticipatamente può impedire di agire in caso di reale pericolo.<br />
La PREOCCUPAZIONE e i pensieri negativi possono far scattare l’ansia.<br />
Le persone che entrano in uno stato d’ansia spesso hanno pensieri che peggiorano il loro stato d’animo, sono bloccati in quei pensieri, interpretano in maniera negativa i comportamenti degli altri intorno.</p>
<h2>Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; <span style="color: #800080;">ma potete evitare che vi costruiscano un nido.</span><br />
<span style="color: #800080;">proverbio cinese</span></h2>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/29/halloween-il-lato-piacevole-della-paura/" title="Halloween: il lato piacevole della paura">Halloween: il lato piacevole della paura</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/24/nelle-relazioni-chiedete-e-vi-sara-dato/" title="Nelle relazioni &#8220;chiedete e vi sara&#8217; dato&#8221;">Nelle relazioni &#8220;chiedete e vi sara&#8217; dato&#8221;</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/10/abuso-sessuale-individuale-o-collettivo/" title="Abuso sessuale individuale o collettivo">Abuso sessuale individuale o collettivo</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/12/anno-nuovo-immagine-nuova-i-3-killer-da-neutralizzare/" title="Anno nuovo, immagine nuova: i 3 killer da neutralizzare">Anno nuovo, immagine nuova: i 3 killer da neutralizzare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/02/come-affrontare-le-fobie-dei-bambini/" title="Come affrontare le fobie dei bambini?">Come affrontare le fobie dei bambini?</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/24/psico-auguri-per-voi/" title="Psico-auguri per voi!">Psico-auguri per voi!</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/18/anno-nuovo-immagine-nuova-2-passi-per-cambiare/" title="Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare">Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/12/il-grande-dono-della-gratitudine/" title="Il grande dono della gratitudine">Il grande dono della gratitudine</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/26/tv-e-paura-4-meccanismi-negativi-da-non-far-scattare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La famiglia immigrata</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/25/la-famiglia-immigrata/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/25/la-famiglia-immigrata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[contesto]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[dove]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[ricordare]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8373</guid>
		<description><![CDATA[Quando parliamo di immigrati di solito tendiamo a generalizzare pensando ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Quando parliamo di immigrati di solito tendiamo a generalizzare pensando ad una specifica tipologia di immigrato,</span> ma è importante ricordare che gli immigrati, venendo da paesi diversi, hanno culture diverse, parlano lingue diverse, seguono religioni diverse e soprattutto hanno un vissuto diverso.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/immigrant-family.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8374" title="immigrant-family" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/immigrant-family.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>C’è chi , ad esempio, arriva da paesi dell’est e ha alle spalle un vissuto familiare particolare per cui ha deciso di lasciare il proprio paese, chi, invece, viene dall’Africa, dove ha dovuto affrontare viaggi pericolosi vivendo momenti di notevole sofferenza per sperare in una vita migliore.</p>
<p>Dunque ogni famiglia immigrata è una famiglia a sé, ha il suo vissuto personale e le sue motivazioni che hanno spinto all’immigrazione. Qualche volta partono prima uno dei due genitori, o entrambi e poi, dopo un po’ di tempo, vengono raggiunti dai figli. Questo vuol dire vivere mesi e a volte anche anni senza vedere i propri genitori.</p>
<p>Le famiglie si ricongiungono poi con il tempo, il ricongiungimento, seppure è un momento di felicità, provoca spesso un forte disagio.</p>
<p>Dopo anni di separazione, devono affrontare le difficoltà legate alla ripresa della vita di coppia e familiare e a quelle di inserimento sociale.</p>
<p>I servizi spesso progettano interventi rivolti a singoli piuttosto che ad aggregazioni familiari.</p>
<p>Il trauma dell’immigrazione produce lacerazione psicologica, emotiva e culturale, e direttamente o indirettamente riguarda tutti i componenti della famiglia, siano essi adulti, adolescenti o bambini.</p>
<p>L’immigrato, soprattutto inizialmente, si sente impotente, perché non conoscendo ancora il nuovo paese deve ripartire da zero. Se ad esempio ha una laurea, difficilmente si potrà inserire lavorativamente nel nuovo paese usando il suo titolo di studi. Imparerà che sarà più facile lavorare facendo altri tipi di lavoro, come ad esempio la badante.</p>
<p>È come se si azzerassero le competenze professionali pregresse.</p>
<p>Tutto questo rende sicuramente più difficile l’inserimento e la vita dell’immigrato, che spera di tornare nel proprio paese il più presto possibile.</p>
<p>Quando ad immigrare sono bambini piccoli, capita il più delle volte che crescendo in un altro paese si identifichino molto con il nuovo modo di essere, la nuova cultura di appartenenza, sia con l’abbigliamento, che con il mangiare o con la religione e lo stile di vita. Spesso è difficile per i genitori immigrati accettare questo cambiamento dei loro figli.</p>
<p>E’ importante che i genitori non considerino in toto i modelli culturali della nuova società negativamente o come incompatibili con i propri, ma si aprano a un confronto e a un dialogo autentici con i valori della società di immigrazione.</p>
<h2>Del resto è importante che chi accoglie gli immigrati nel proprio paese debba <span style="color: #800080;">considerare i vissuti individuali e familiari degli immigrati aiutandoli ad inserirsi nella nuova società, prestando attenzione sia agli individui che a tutto il contesto familiare.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/08/30/papa-separati/" title="Papa&#8217; separati">Papa&#8217; separati</a> (6)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/22/a-proposito-di-adozione/" title="A proposito di adozione">A proposito di adozione</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/10/ladolescenza/" title="L&#8217;adolescenza">L&#8217;adolescenza</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/28/adolescenti-e-genitori/" title="Adolescenti e genitori">Adolescenti e genitori</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/07/quando-un-genitore-si-ammala/" title="Quando un genitore si ammala">Quando un genitore si ammala</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/19/ho-paura-di-viziare-mio-figlio/" title="Ho paura di viziare mio figlio">Ho paura di viziare mio figlio</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/03/01/suoceri-sfasciafamiglie/" title="Suoceri sfasciafamiglie">Suoceri sfasciafamiglie</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/02/28/deficit-dell%e2%80%99attenzione-e-iperattivita/" title="Deficit dell’attenzione e iperattivita&#8217;">Deficit dell’attenzione e iperattivita&#8217;</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/25/la-famiglia-immigrata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il sottile confine tra Arte e Patologia</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/21/il-sottile-confine-tra-arte-e-patologia/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/21/il-sottile-confine-tra-arte-e-patologia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 21:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Ceccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ernest Jones]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[freud]]></category>
		<category><![CDATA[GIOCO]]></category>
		<category><![CDATA[inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Abraham]]></category>
		<category><![CDATA[opera d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Otto Rank]]></category>
		<category><![CDATA[PATOLOGIA]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[psicoanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[sintomo]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8367</guid>
		<description><![CDATA[ La psicoanalisi, si è sempre interrogata sulla produzione artistica, sull’artista ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;"><strong> </strong>La psicoanalisi, si è sempre interrogata sulla produzione artistica, sull’artista e sui processi attivi nell’esperienza estetica, ma soprattutto si è sempre interessata <strong>all’enigma della creatività che si radica nell’essere della persona</strong>.</span> Come origine dell’opera creativa, essa accetta la possibile combinazione che può esserci tra una predisposizione di personalità e una cultura e storia familiare particolare.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/psychosis.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8370" title="psychosis" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/psychosis.jpg" alt="" width="521" height="363" /></a></p>
<p>Freud apre la strada all’analisi psicoanalitica della creazione artistica. E la sua linea operativa sarà, poi seguita da numerosi analisti, tra i quali Karl Abraham, Ernest Jones, Otto Rank.</p>
<p>Inizialmente l’attenzione è rivolta allo studio dell’opera, all’analisi introspettiva dell’artista e della sua biografia che avviene però in una prospettiva psicopatologica.</p>
<p>Freud, infatti, concepisce lo stimolo a creare un’opera d’arte, soprattutto in termini di libido e impulsi e traccia una linea continua che,<strong> partendo dal gioco immaginativo del bambino, passa attraverso il sogno ad occhi aperti e la fantasia</strong>, per arrivare, infine al lavoro dell’artista.</p>
<p>Nel saggio “Il poeta e la fantasia” il padre della psicoanalisi affronta in modo diretto il mistero della creazione artistica: l’artista ha in comune con il sognatore ad occhi aperti che <strong>“egli crea un mondo  di fantasia in cui può appagare i suoi desideri inconsci”</strong>.</p>
<p>Mentre, però, il sognatore ad occhi aperti, evita il conflitto attraverso una fantasia di appagamento onnipotente di un desiderio, ed una negazione della realtà esterna e psichica, <strong>l’artista cerca di individuare il suo conflitto e risolverlo nella creazione.</strong></p>
<p>Egli, dunque, differisce dal sognatore in quanto trova nella sua opera artistica una via di ritorno alla realtà e sotto questo aspetto il suo lavoro è simile al gioco dei bambini. I bambini, infatti, usano e modellano il mondo esterno secondo i propri desideri.</p>
<p>L’arte, dunque, ha analogie con il gioco e con il sognatore a occhi aperti, ma non è nessuna di queste cose.</p>
<p>Ciò permette di pensare all’arte come lavoro, invece che come un sogno o un gioco e l’opera, adesso, viene vista come conciliatore degli scopi contraddittori dell’Es e del Super-Io.</p>
<p>L’opera d’arte diventa, allora, <strong>il sintomo emergente del conflitto psichico</strong>, il quale sconosciuto nei “normali” (in quanto essi lo sentono come generale e oggettivo, e deviano l’eccitamento sul sogno, nell’inconscio), è avvertito dagli artisti proiettato sull’Io, con violenza, in quanto troppo maturo per il sogno e non ancora patogeno: cercano di liberarsene con l’opera d’arte.</p>
<p>Ciò pone l’artista, dal punto di vista psicologico, oltre che in relazione con il sognatore, anche con il nevrotico. La diversità che l’uomo creativo porta con sé, è proprio questa capacità di <strong>“superare” i conflitti interiori riproducendoli</strong>, quasi a voler esorcizzarli in continuazione, attraverso creazioni: poesie, quadri, sculture o brani musicali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/21/creativita-e-psicoanalisi-larte-come-psicopatologia/" title="Creativita&#8217; e Psicoanalisi: l&#8217;arte come psicopatologia">Creativita&#8217; e Psicoanalisi: l&#8217;arte come psicopatologia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/05/28/i-sogni-tra-mito-e-realta-cosa-sono-e-a-cosa-servono-i%c2%b0-parte/" title="I sogni, tra mito e realta&#8217;: cosa sono e a cosa servono (I parte)">I sogni, tra mito e realta&#8217;: cosa sono e a cosa servono (I parte)</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/15/scommettiamo-che-divento-felice/" title="Scommettiamo che divento felice?">Scommettiamo che divento felice?</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/04/il-cinema-e-linconscio/" title="Il cinema e l&#8217;inconscio">Il cinema e l&#8217;inconscio</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/04/psicologia-del-quotidiano-istruzioni-per-l%e2%80%99uso/" title="Psicologia del quotidiano: istruzioni per l&#8217;uso">Psicologia del quotidiano: istruzioni per l&#8217;uso</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2009/02/06/la-palestina-e-il-suo-trauma-i-sogni-dei-bambini/" title="La Palestina e il suo trauma: i sogni dei bambini">La Palestina e il suo trauma: i sogni dei bambini</a> (2)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/26/tv-e-paura-4-meccanismi-negativi-da-non-far-scattare/" title="TV e paura: 4 meccanismi negativi da non far scattare">TV e paura: 4 meccanismi negativi da non far scattare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/06/lo-psicoanalista-un-guaritore-ferito/" title="Lo psicoanalista: un guaritore ferito?">Lo psicoanalista: un guaritore ferito?</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/21/il-sottile-confine-tra-arte-e-patologia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anno nuovo, immagine nuova: i 3 killer da neutralizzare</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/12/anno-nuovo-immagine-nuova-i-3-killer-da-neutralizzare/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/12/anno-nuovo-immagine-nuova-i-3-killer-da-neutralizzare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Nervi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[ADESSO]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[CHE]]></category>
		<category><![CDATA[CHIAVE]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[immagine]]></category>
		<category><![CDATA[KILLER]]></category>
		<category><![CDATA[LA]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[SABOTANO]]></category>
		<category><![CDATA[STOP]]></category>
		<category><![CDATA[TUA]]></category>
		<category><![CDATA[umore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8361</guid>
		<description><![CDATA[Dai una occhiata rapida allo specchio
 Stai presentando l’immagine di una ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Dai una occhiata rapida allo specchio</span></h2>
<h2> Stai presentando l’immagine di una donna sicura di sé, assertiva e soddisfatta di essere quella che è? La tua immagine ADESSO riflette la persona che sei?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine-specchio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8362" title="immagine specchio" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/immagine-specchio.jpg" alt="" width="484" height="363" /></a></p>
<p>L’immagine non è qualcosa di definito, di statico.</p>
<p>Ogni fase che attraversi la tua immagine cambia.</p>
<p>Quando gli atteggiamenti non sono in armonia e non riflettono la tua  ’visione’ della vita, ti senti a disagio con la tua immagine</p>
<p>La prima cosa da fare in questo caso è fare un check up per individuare i pensieri che ti remano contro e che ammaccano la tua immagine.</p>
<p><strong>I 3 KILLER-CHIAVE CHE SABOTANO LA TUA IMMAGINE</strong></p>
<h2>1 Le esagerazioni</h2>
<p>Ti è mai capitato di entrare nel circolo vizioso delle parole-virus sempre/mai?</p>
<p>sbaglio sempre</p>
<p>a me va sempre male</p>
<p>a me non capita mai che….</p>
<p>Non riesco mai a dire di no e tutti ne approfittano.</p>
<p>non avrò mai….</p>
<p>mi dicono sempre che…</p>
<p>Sempre e mai sono parole estreme. Perché?</p>
<p>1tendono a dare una visione chiaramente distorta e provocatoria</p>
<p>2 ti negano la possibilità di poter cambiare</p>
<p>3ingigantiscono il negativo e zavorrano la tua immagine mettendola in ombra</p>
<p>4 richiamano a catena altri mai e sempre</p>
<p>5 mettono in moto l’effetto-domino  ‘come volevasi dimostrare’ detto anche “profezia che si auto avvera”</p>
<p><strong>Come neutralizzare il killer Sempre/Mai</strong></p>
<p>I 2 estremi sempre/mai sono irrazionali,illogici,esagerati</p>
<p>Infatti è improbabile che certe cose o certi comportamenti,risultati si verifichino proprio sempre o mai.</p>
<p>Non c’è niente in mezzo?</p>
<p>primo passo</p>
<p>annota e verifica quando,in che situazioni,tutti i casi in cui dici usi queste parole</p>
<p>secondo passo</p>
<p>domande virusbuster  per «attaccare» i propri pensieri irrazionali e controproducenti sono:</p>
<p>♣ Cosa c’è di vero in quello che penso?</p>
<p>♣ Questo modo di pensare mi aiuta a stare meglio?</p>
<p>Rimuovi  questi assoluti</p>
<p>Prova a sostituire sempre/mai con spesso, qualche volta…… ma posso cambiare in meglio</p>
<p><strong>esempio</strong></p>
<p>sbaglio sempre = qualche volta sbaglio …..ma posso cambiare in meglio</p>
<h2>2 Le auto martellate</h2>
<p>le martellate partono con le parole-killer avrei dovuto/avrei potuto che innescano l’effetto domino dell’autocritica in nome dello standard ‘non devo mai sbagliare’.</p>
<p>E’ una pretesa irrealistica essere perfette</p>
<p><strong>Come neutralizzare il killer</strong></p>
<p>primo passo</p>
<p>alza il cartellino rosso ’stop!’ e dai un taglio alle recriminazioni,alla sequenza di insulti che</p>
<p>indirizzi a te stessa. Se vedessi qualcuno che insulta un’altra persona non gli diresti di smetterla?Allora perché accetti questo fuoco di fila verso te stessa?</p>
<p>secondo passo</p>
<p>♦sostituisci le critiche con una frase incoraggiante o perlomeno con una critica costruttiva</p>
<p>ora ho capito che….quindi la prossima volta farò meglio.</p>
<p>♦datti il permesso di sbagliare,accetta ogni errore come una opportunità per capire e migliorare senza darti addosso ad ogni passo.’sbagliando si impara’</p>
<p>♦ usa l’autoironia e perdona le tue imperfezioni</p>
<p>♦concentrati sul quello che sia fare bene non su ciò che non sai fare,sulle tue qualità e i tratti del tuo carattere che ti piacciono</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>3 le emozioni-trappola</h2>
<p>quante volte ti sei detta ‘Tizio, Caio o Sempronio mi tratta come…mi fa sentire una…. sono un tipo ansioso…quando mi guardo allo specchio mi deprimo…</p>
<p>Le emozioni e i pensieri sono strettamente legati.Chi,secondo te ha la palla in mano per scegliere cosa pensare e come sentirsi?</p>
<p>Tu, naturalmente!</p>
<p>Forse pensi che è naturale in certi momenti sentirsi giù o nutrirti di pensieri negativi quando sei pressata, stressata o ti capita qualcosa di imprevisto fra capo e collo.</p>
<p>La scelta è fra farsi controllare dall’umore negativo o gestire gli stati d’animo che cerano di sabotare il tuo benessere e l’immagine che hai di te.</p>
<p>Gli altri spesso ci mettono il loro carico da novanta con le critiche,i consigli non richiesti, le frasi poco simpatiche del tipo’ ma sei ingrassata? Ma stai bene?</p>
<p>Nessuno può farti cambiare umore o idea se tu non glielo permetti.</p>
<p>Ci sono situazioni o persone che forse possono influenzare i tuoi stati d’animo ma non possono prendere il comando dentro di te e dettare l’agenda</p>
<p><strong> Come neutralizzare il killer</strong></p>
<p>Le emozioni, i pensieri e l’atteggiamento che un evento suscita dipendono dalla tua interpretazione o dalle tue convinzioni.</p>
<p>C’è sempre una voce interna che determina il ‘colore’ da dare all’evento e come re-agire</p>
<p>questione di…feeling</p>
<p>Molte persone confondono spesso ciò che ’sentono’ a livello emotivo con ciò che pensano</p>
<p>Per esempio</p>
<p>Mi sento un fallita</p>
<p>Mi sento grassa</p>
<p>Non mi sento apprezzata</p>
<p>Questi sono pensieri non emozioni.</p>
<p>Le emozioni sono: tristezza rabbia paura</p>
<p>‘ Io non mi sento apprezzata’ significa a livello emotivo sono triste o sono arrabbiata</p>
<p>Le emozioni sono legate ai pensieri e questi interpretano la realtà.In questo caso dire ‘ Non sono apprezzata’ vuol dire interpretare i comportamenti di qualcuno e da questi concludere che quella persona non ti apprezza.</p>
<p>I pensieri sono più facili da cambiare delle emozioni infatti se cambi un pensiero negativo noterai che cambia anche il tuo stato d’animo.</p>
<p>I tuoi stati d’animo ti appartengono. Tu li crei e tu li possiedi.</p>
<p><strong> Disinnescare la calamita</strong></p>
<p>Spesso quando sei arrabbiata, triste, delusa  per una situazione o persona ecco che scatta  il cosiddetto’effetto calamita’ per fare l’en plein.</p>
<p>Si comincia a snocciolare ‘anche le altre volte’allungando la lista a dismisura e iniziando il rosario di lamentele per aumentare la massa critica di inquinamento mentale ed emotivo per sentirsi ancora peggio.</p>
<p>A questo punto non lasciarti trascinare dalla calamita.</p>
<h2> <span style="color: #800080;">Alza la paletta STOP!  E cambia punto di attenzione</span></h2>
<h2>fai altro(esci,fai qualche esercizio fisico,metti a posto qualcosa..)</h2>
<h2>pensa ad altro ( per esempio a un momento ok,a quello che hai fatto dei positivo,alle persone che ti apprezzano e ti stimano)</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/24/nelle-relazioni-chiedete-e-vi-sara-dato/" title="Nelle relazioni &#8220;chiedete e vi sara&#8217; dato&#8221;">Nelle relazioni &#8220;chiedete e vi sara&#8217; dato&#8221;</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/18/anno-nuovo-immagine-nuova-2-passi-per-cambiare/" title="Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare">Anno nuovo, immagine nuova: 2 passi per cambiare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/12/il-grande-dono-della-gratitudine/" title="Il grande dono della gratitudine">Il grande dono della gratitudine</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/17/autostima-e-immagine-come-ti-vedi-allo-specchio/" title="Autostima e immagine: come ti vedi allo specchio?">Autostima e immagine: come ti vedi allo specchio?</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/29/halloween-il-lato-piacevole-della-paura/" title="Halloween: il lato piacevole della paura">Halloween: il lato piacevole della paura</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/08/la-giornata-mondiale-della-salute-mentale-2011/" title="La Giornata Mondiale della Salute Mentale 2011">La Giornata Mondiale della Salute Mentale 2011</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/02/16/il-bisogno-profondo-delle-persone-esibizioniste/" title="Il bisogno profondo delle persone esibizioniste">Il bisogno profondo delle persone esibizioniste</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/12/22/emozioni-i-canali-di-espressione/" title="Emozioni: i canali di espressione">Emozioni: i canali di espressione</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/12/anno-nuovo-immagine-nuova-i-3-killer-da-neutralizzare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il periodo pre &#8211; scolare</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/11/il-periodo-pre-scolare/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/11/il-periodo-pre-scolare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Ciccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Genitori e Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[gesti]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[pannolino]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8357</guid>
		<description><![CDATA[Cosa si intende per periodo prescolare? Si intendono gli anni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Cosa si intende per periodo prescolare?</span> Si intendono gli anni che vanno dai 3 ai 5.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/bambini-3-anni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8358" title="Father and Son Playing with Toy Car" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/bambini-3-anni.jpg" alt="" width="453" height="302" /></a></p>
<p>In questo periodo i bambini hanno una serie di cambiamenti, primo tra tutti nel linguaggio, imparano a mostrare le proprie emozioni non più con i gesti, ma con le parole. Se prima, ad esempio, piangevano per un malessere, adesso iniziano ad esprimerlo a parole. Quindi cambia anche il modo di comunicare con i genitori. Se prima i genitori, per farsi capire, utilizzavano molto i gesti, adesso possono comunicare con il bambino parlando, la modalità di comunicazione è dunque cambiata per entrambi.</p>
<p><strong>Il bambino adesso ascolta, capisce e ragiona in modo diverso.</strong></p>
<p>Se glielo chiedete sa lavarsi il viso, non ha più bisogno del pannolino, sa bere, salire e scendere da una sedia, riesce a gestire il suo mondo e se stesso.</p>
<p>Ricorda quello che ha appreso il giorno prima, sa cosa vuol dire aspettare; il suo senso di individualità si sta rafforzando. Vede se stesso come individuo indipendente.</p>
<p>Questa è l’età dell’identificazione. Ad esempio, imiterà la mamma nelle attività domestiche, o il papà nelle attività di tipo fisico o meccanico. È un attento osservatore.</p>
<p>Ad esempio, se osservate vostra figlia che gioca con le bambole, la sentirete parlare con modi di dire e fare familiari.</p>
<p>È quindi attraverso il concetto di identificazione che il bambino in età prescolare comincerà a partecipare attivamente all’educazione.</p>
<h2>Il bambino in questa età vi chiede di dirgli ciò che ottiene o meno la vostra approvazione, <span style="color: #800080;">è pronto ad apprendere qualsiasi cosa voi gli insegnate.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/24/lobesita-infantile/" title="L&#8217;obesita&#8217; infantile">L&#8217;obesita&#8217; infantile</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/06/06/bambini-autistici/" title="Bambini autistici">Bambini autistici</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/05/16/gelosia-tra-fratelli-nascita-di-un-fratellino/" title="Gelosia tra fratelli, nascita di un fratellino">Gelosia tra fratelli, nascita di un fratellino</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/03/07/mutismo-selettivo/" title="Mutismo selettivo">Mutismo selettivo</a> (5)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/01/28/come-parlare-di-divorzio-ai-propri-figli/" title="Come parlare di divorzio ai propri figli">Come parlare di divorzio ai propri figli</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/26/siete-sensibili-potrebbe-essere-una-vera-fortuna/" title="Siete sensibili? Potrebbe essere una vera fortuna">Siete sensibili? Potrebbe essere una vera fortuna</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/16/la-psicoterapia-funziona-meglio-degli-psicofarmaci/" title="La psicoterapia funziona! Meglio degli psicofarmaci.">La psicoterapia funziona! Meglio degli psicofarmaci.</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/11/la-giusta-distanza/" title="La giusta distanza">La giusta distanza</a> (1)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/11/il-periodo-pre-scolare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo psicoanalista: un guaritore ferito?</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/06/lo-psicoanalista-un-guaritore-ferito/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/06/lo-psicoanalista-un-guaritore-ferito/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Ceccarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psiche]]></category>
		<category><![CDATA[aldo carotenuto]]></category>
		<category><![CDATA[analista]]></category>
		<category><![CDATA[bettelheim]]></category>
		<category><![CDATA[bion]]></category>
		<category><![CDATA[ferita]]></category>
		<category><![CDATA[follia]]></category>
		<category><![CDATA[frattura psichica]]></category>
		<category><![CDATA[inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[jung]]></category>
		<category><![CDATA[malattia mentale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[paziente]]></category>
		<category><![CDATA[professione psicoanalitica]]></category>
		<category><![CDATA[psiche]]></category>
		<category><![CDATA[psicoanalista]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ragione]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8332</guid>
		<description><![CDATA[Da cosa o da chi dipende la scelta di intraprendere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Da cosa o da chi dipende<strong> la scelta di intraprendere la professione psicoanalitica</strong>?</span> Secondo Aldo Carotenuto, chi si occupa di psicologia ha dei conti in sospeso con l’inconscio, delle ferite ancora sanguinanti e forse non rimarginabili, che possono essere anche molto drammatiche.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/malessere-620x250.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-8355" title="malessere-620x250" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/malessere-620x250.png" alt="" width="479" height="193" /></a></p>
<p>La scelta, dunque, potrebbe avvenire sulla base di un potente richiamo interiore che si è costretti a seguire senza potersi opporre. Jung, al riguardo scrive: <em>“Per poter cogliere le fantasie che mi sollecitavano dal sottosuolo dovevo, per così dire, sprofondarmi in esse: cosa che provocava in me non solo una violenta opposizione, ma una vera paura. Temevo di perdere il controllo di me stesso e di divenire preda dell’inconscio…Comunque, solo dopo lunghe esitazioni, mi resi conto che non c’era altro modo di venirne a capo. Dovevo accettare la sorte e dovevo impadronirmi di quelle immagini, poiché altrimenti correvo il rischio che fossero esse a impadronirsi di me…”.</em> Chi intraprende lo studio della psicologia e desidera intraprendere questa professione, sembra, dunque essere una persona che sente di avere<strong> una ferita aperta</strong> che deve in qualche modo rimarginare; si sente in costante ricerca di una risposta ai propri critici interrogativi.</p>
<p>Questa condizione, per Carotenuto, non è da ritenersi invalidante, anzi potrebbe essere<strong> il punto di partenza psichico ideale</strong>, in quanto, senza una contraddizione interiore e senza una latente sofferenza, nessuna comprensione profonda è possibile in un campo di studi, così privo di certezze esterne e obiettive. Allora chi soffre ha due strade davanti a sé: o fare il malato o l’analista? Esiste, naturalmente, uno specifico di questa professione che differenzia l’analista dal destino del malato di mente, ma<strong> l’origine da cui si biforca il ramo sembra essere identica</strong>. Questa frattura basilare, di cui si parla, è una carenza che non può colmarsi del solo nutrimento intellettuale, ma deve ricevere il nutrimento della relazione umana.<em> “Non è un’offesa o una violenza, ma qualcosa che è stato negato e che, agli albori della vita è la violenza più devastante; una lacuna, un vuoto, la mancanza di un elemento essenziale nella vita affettiva. Insomma un non-evento della storia personale, che però ha lasciato una traccia indelebile nella personalità allora ancora in formazione</em>”.</p>
<p>La ferita aperta o “feritoia”, è da considerarsi come un minuscolo varco che consente di tenere d’occhio il mondo interiore, di scrutare e indagare la parte più misteriosa e segreta di se stesso, cioè la parte “sommersa” dell’inconscio. Nel corso di tutta una vita di lavoro quindi, potremmo dire che l’analista, tesse la sua tela radunando gli elementi utili per la sua stessa guarigione. Questa cura, è però una cura che non porta mai a una definitiva guarigione per l’analista, ma ne viene continuamente ripetuta la ricerca ad ogni incontro con il paziente. Avere una personale problematica irrisolta, non significa però proiettare sul paziente il proprio fantasma, in un caso del genere, potrebbe succedere di incoraggiare il paziente su una strada che non è la sua e se ciò avviene, sarebbe un grosso incidente di percorso. Lo psicoanalista lo si potrebbe definire, allora, come un guaritore ferito, portatore della stessa malattia che tenta di curare nei suoi pazienti.</p>
<p>Questo, che potrebbe essere definito come il tallone di Achille dell’analista, è anche, però, il centro catalizzatore di quelle energie psichiche che si riversano nell’arte terapeutica, che la mantengono viva e che permettono al guaritore di entrare in risonanza con il paziente ferito e di comprendere, quindi, la sua angoscia e la sua domanda d’amore.<em> “Colui il quale ritenesse di aver pagato il suo debito nei confronti dell’inconscio, di essere finalmente guarito, probabilmente dovrebbe cambiare mestiere”.</em> Anche Bion, con penetrante lucidità, sottolinea la natura paradossale di un “mestiere impossibile”. Egli annota, non senza amarezza: <em>“Uno scienziato che indaghi sulla natura della vita si viene a trovare in una situazione analoga a quella dei pazienti di cui sto parlando</em>” (i pazienti ai quali si riferisce sono gli psicotici). La metafora del “guaritore-ferito” acquista adesso una certa importanza. Sebbene alcuni individui possano aver intrapreso questa professione in assenza di evidenti disturbi psicopatologici, sembrerebbe alquanto insensato affermare che spesso non accada altrimenti. In effetti, come si è visto, il desiderio di alleviare le proprie sofferenze di natura emotiva può agire, anche come stimolo nei confronti della scelta professionale, e ciò non significa che sia un fatto negativo. Bettelheim dichiara con apparente sicurezza: <em>“ La differenza fra il paziente e il terapista consiste nel fatto che il terapista può percorrere il ponte a suo piacimento in entrambi i sensi. Egli sa in qualsiasi momento fino a che punto può spingersi con sicurezza nel mondo caotico che si estende al di là del fiume che separa la ragione dalla follia, così come sa quand’è il momento di affrettarsi a</em> <em>ritornare da quel territorio estraneo nel mondo della ragione”.</em></p>
<h2><span style="color: #800080;">Il ponte è quello tra la ragione e la follia, lo psicoanalista va avanti e indietro, controlla chi sta di qua e di là sulle due sponde, controlla se stesso mentre sta controllando l’altro.</span></h2>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/04/psicologia-del-quotidiano-istruzioni-per-l%e2%80%99uso/" title="Psicologia del quotidiano: istruzioni per l&#8217;uso">Psicologia del quotidiano: istruzioni per l&#8217;uso</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/07/21/il-tutto-e-piu-della-somma-delle-parti/" title="Il tutto e&#8217; piu&#8217; della somma delle parti">Il tutto e&#8217; piu&#8217; della somma delle parti</a> (2)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/05/28/i-sogni-tra-mito-e-realta-cosa-sono-e-a-cosa-servono-i%c2%b0-parte/" title="I sogni, tra mito e realta&#8217;: cosa sono e a cosa servono (I parte)">I sogni, tra mito e realta&#8217;: cosa sono e a cosa servono (I parte)</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/05/26/i-disturbi-della-percezione-del-se/" title="I disturbi della percezione del se&#8217;">I disturbi della percezione del se&#8217;</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/11/17/staminali-contro-lictus/" title="Staminali contro l&#8217;ictus">Staminali contro l&#8217;ictus</a> (1)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/26/tv-e-paura-4-meccanismi-negativi-da-non-far-scattare/" title="TV e paura: 4 meccanismi negativi da non far scattare">TV e paura: 4 meccanismi negativi da non far scattare</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/25/la-famiglia-immigrata/" title="La famiglia immigrata">La famiglia immigrata</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2012/01/21/il-sottile-confine-tra-arte-e-patologia/" title="Il sottile confine tra Arte e Patologia">Il sottile confine tra Arte e Patologia</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/06/lo-psicoanalista-un-guaritore-ferito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando il genitore ha bisogno di cure</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/05/quando-il-genitore-ha-bisogno-di-cure/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/05/quando-il-genitore-ha-bisogno-di-cure/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Iesari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[affrontare]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[decisione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[indifferenza]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[situazione]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia familiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8350</guid>
		<description><![CDATA[Molti disturbi psicologici si manifestano in maniere lievi, che permettono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Molti disturbi psicologici si manifestano in maniere lievi</span>, che permettono al soggetto che ne soffre di continuare a vivere la propria quotidianità in maniera abbastanza soddisfacente ma che minano invariabilmente la propria capacità di entrare in relazione con le altre persone.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/depressed-mother.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8351" title="depressed mother" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/depressed-mother.jpg" alt="" width="490" height="357" /></a></p>
<p>Alcuni disturbi come la depressione o la vasta categoria dei disturbi di ansia sono spesso considerati come sintomi di mancanza di volontà, e i sintomi che ne derivano sono facilmente descritti dai conoscenti e familiari di chi ne è affetto come “paranoie” o “fissazioni”. Non è infrequente che questi reagiscano con insofferenza o aggressività, a volte con indifferenza, aumentando la confusione nella persona sofferente e spingendola chiudersi ancor più in sé stessa.</p>
<p>In altri casi, è proprio chi ne soffre a non riconoscere o ammettere di avere un problema, tendendo a trovare giustificazioni in cause esterne per i propri problemi.</p>
<p>Durante l’adolescenza ogni persona compie un percorso di distacco dai propri genitori, considerati durante l’infanzia come onnipotenti e onniscienti, e riesce quindi a guardarli come maggiore obiettività. In questa fase, può succedere di riscontrare che alcuni comportamenti del proprio genitore sono sintomo di un disagio profondo che il genitore stesso non riesce o non vuole individuare. In questi casi, tutta la famiglia vive una situazione di malessere che viene affrontata più o meno direttamente.</p>
<p><strong>Se non si riesce a convincere il proprio genitore a farsi aiutare</strong> e se anche l’altro genitore, per varie ragioni, non può o non vuole prendere parte attivamente in questa situazione, può essere comunque utile affrontare un personale percorso di aiuto con un psicologo o uno psicoterapeuta.</p>
<p>Anche se in questi casi la scelta di <strong>una terapia familiare potrebbe essere la soluzione migliore</strong>, questa deve essere il frutto di una decisione di cambiamento gruppale. Iniziando una terapia individuale, il cambiamento del singolo individuo all’interno della famiglia potrebbe essere un segnale positivo e incentivante per l’inizio di un nuovo percorso insieme.</p>
<p>In ogni caso, una terapia individuale aiuterà innanzitutto a gestire il proprio malessere, a riconosce ed accettare le problematiche del proprio genitore, e a limitare l’influenza di queste nella propria quotidianità e nel proprio percorso di crescita .</p>
<h2>In un secondo tempo, <span style="color: #800080;">si potranno costruire strategie di interazione che permettano una convivenza più serena con i propri genitori e valutare ulteriormente una possibilità di coinvolgimento degli stessi in un nuovo percorso di cambiamento.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/28/adolescenti-e-genitori/" title="Adolescenti e genitori">Adolescenti e genitori</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/10/ladolescenza/" title="L&#8217;adolescenza">L&#8217;adolescenza</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/12/24/psico-auguri-per-voi/" title="Psico-auguri per voi!">Psico-auguri per voi!</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/11/22/a-proposito-di-adozione/" title="A proposito di adozione">A proposito di adozione</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/20/amore-e-senso-della-vita-i-genitori/" title="Amore e senso della vita: i genitori">Amore e senso della vita: i genitori</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/19/esiste-la-coppia-ideale/" title="Esiste la coppia ideale?">Esiste la coppia ideale?</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/07/28/non-va-nel-verso-giusto-cosa-fare/" title="Non va nel verso giusto. Cosa fare?">Non va nel verso giusto. Cosa fare?</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/11/lanziano-oggi/" title="L&#8217;anziano oggi">L&#8217;anziano oggi</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/05/quando-il-genitore-ha-bisogno-di-cure/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I disturbi alimentari e il loro trattamento</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2012/01/04/i-disturbi-alimentari-e-il-loro-trattamento/</link>
		<comments>http://www.psicozoo.it/2012/01/04/i-disturbi-alimentari-e-il-loro-trattamento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Psicopatologie]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[American Psychiatryc Association]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere Vs Malessere]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi mentali]]></category>
		<category><![CDATA[DSM]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[perdita]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
		<category><![CDATA[problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[vomito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.psicozoo.it/?p=8345</guid>
		<description><![CDATA[Quello dei disturbi alimentari è un tema sempre più frequente, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Quello dei disturbi alimentari è un tema sempre più frequente, che ha un esordio sempre più precoce.</span> I principali disturbi alimentari, secondo la classificazione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, giunto alla sua quarta edizione (DSM-IV-r) sono due: <strong>l’anoressia</strong> e la <strong>bulimia</strong> nervosa.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/disturbi-alimentari-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8346" title="sb10069429a-002.jpg Food Salad" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2012/01/disturbi-alimentari-2.jpg" alt="" width="467" height="292" /></a></p>
<p><strong>I criteri diagnosti per poter fare diagnosi di Anoressia Nervosa sono i seguenti:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="31"><strong>A.</strong></td>
<td>Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e la statura (per es. perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto).</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="31"><strong>B.</strong></td>
<td valign="top">Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="31"><strong>C.</strong></td>
<td valign="top">Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="31"><strong>D.</strong></td>
<td valign="top">Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Caratteristico dell<strong>’</strong>anoressia nervosa è il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale. La bulimia nervosa<strong> </strong>è, invece, caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti dall’utilizzo di mezzi inappropriati per controllare il peso, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o diuretici, il digiuno o l’attività fisica praticata in maniera eccessiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I criteri per poter diagnosticare la Bulimia Nervosa, sempre il riferimento al DSM-IV-r sono:</strong></p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="40"><strong>A.</strong></td>
<td>Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti:</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="20">1)</td>
<td valign="top">mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="20">2)</td>
<td valign="top">sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="40"><strong>B.</strong></td>
<td>Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>C.</strong></td>
<td valign="top">Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>D.</strong></td>
<td valign="top">I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per i disturbi del comportamento alimentare, è utile distinguere tra: fattori predisponenti, fattori precipitanti, fattori che tendono a perpetuare la sindrome e fattori iatrogeni.</p>
<p><strong>Tra i fattori predisponenti rientrano:</strong></p>
<p>-         Il genere femminile, l’età (adolescenza), una storia di sovrappeso e di diete in età infantile, tratti ossessivi di personalità, aspettative esasperate, perfezionismo patologico, scarso controllo degli impulsi (per bulimia), sessualità disordinata;</p>
<p>-         Altri casi in famiglia (sorelle e/o madri);</p>
<p>-         Competitività esasperata di certi ambienti, mito della magrezza e della bellezza.</p>
<p><strong>Trai fattori precipitanti troviamo:</strong></p>
<p>-         Separazioni e perdite;</p>
<p>-         Esperienze sessuali;</p>
<p>-         Alterazioni dell’omeostasi familiare;</p>
<p>-         Cambiamenti della pubertà.</p>
<p><strong>I principali fattori di perpetuazione sono:</strong></p>
<p>-         Guadagni secondari legati alla malattia</p>
<p>-         Gli effetti del digiuno e della perdita di peso che tendono a perpetuare i sintomi per via di un feedback negativo.</p>
<p><strong>Tra i fattori iatrogeni troviamo:</strong></p>
<p>-         La prescrizione di diete in età adolescenziale;</p>
<p>-         La prescrizione di preparati ormonali che artificialmente la comparsa delle mestruazioni</p>
<p>Anoressia e bulimia prevedono <strong>interventi coordinati di specialisti diversi</strong>, in successione o contemporaneamente: psichiatri, psicoterapeuti, internisti, endocrinologi, ginecologi, dietisti, ecc…</p>
<p>Spesso è necessario il ricovero, anche a causa delle molteplici complicanze somatiche (alterazione della funzionalità renale, disturbi cardiocircolatori, gastrointestinali, neurologici, alterazioni dermatologiche ed ematologiche, danni al sistema immunitario, ecc…).</p>
<p>Una prima fase dell’intervento deve avere come obiettivo quello di interrompere il digiuno e ripristinare discrete condizioni fisiche, al fine di ottenere un peso accettabile, concordato con il paziente.</p>
<p>In riferimento ad un <strong>intervento cognitivo-comportamentale </strong>è necessario incrementare le abilità di coping e problem solving, con lo scopo di imparare a gestire i sintomi. È necessario inoltre ristrutturare gli schemi cognitivi disfunzionali, modificare progressivamente l’attitudine negativa verso il proprio corpo, migliorare le capacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, migliorare i pattern relazionali in famiglia, migliorare le competenze sociali e relazionali, tramite <em>social skill training</em>.</p>
<p>È possibile anche affiancare un intervento in <strong>gruppi di auto-aiuto.</strong></p>
<p align="center"> <strong><em>Bibliografia</em></strong></p>
<p>-        American Psychiatryc Association (2002) <em>Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali</em>. (DSM-IV-r) Trad. it. Masson, Milano.</p>
<p>-        Cuzzolaro, M (2002) <em>Disordini alimentari in adolescenza. </em>A cura di Ammaniti, M., <em>Manuale di psicopatologia dell’adolescenza. </em>Raffaello Cortina Editore, Milano.</p>
<p>-        De Pasquale, C., Petralia, A., Rapisarda V. (2002) <em>Lezioni integrative di Clinica psichiatrica Vol. I &#8211; Neuropsichiatria dell’ età evolutiva.</em> Quaderno n. 22 di Formazione Psichiatrica, Catania.</p>
<p>-        Lombardo B. A. (2008) <em>Una breve analisi dei disturbi dell’alimentazione, anoressia e bulimia, secondo una prospettiva filogenetica: differenze fra Paesi del “Benessere Vs Malessere”. </em>Formazione psichiatrica, N. 3, pp. 127 &#8211; 133.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style='clear:both'></div><h3  class="related_post_title">Forse ti interessa anche:</h3><ul class="related_post"><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/06/15/la-dispercezione-corporea-nellanoressia/" title="La dispercezione corporea nell&#8217;anoressia">La dispercezione corporea nell&#8217;anoressia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/10/22/i-disturbi-dellalimentazione-nellinfanzia/" title="I disturbi dell&#8217; alimentazione nell&#8217; infanzia">I disturbi dell&#8217; alimentazione nell&#8217; infanzia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/04/08/mangiatori-notturnila-night-eating-syndrome/" title="Mangiatori notturni:la Night Eating Syndrome">Mangiatori notturni:la Night Eating Syndrome</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/07/la-disabilita-motoria-unesperienza-diretta/" title="La disabilità motoria: un&#8217;esperienza diretta">La disabilità motoria: un&#8217;esperienza diretta</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/08/24/la-depressione-post-partum/" title="La depressione post-partum">La depressione post-partum</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2010/10/05/cancro-e-implicazioni-psicologiche/" title="Cancro e implicazioni psicologiche ">Cancro e implicazioni psicologiche </a> (2)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/2011/09/26/quando-il-cibo-diventa-un-nemico-la-bulimia/" title="Quando il cibo diventa un nemico: la Bulimia">Quando il cibo diventa un nemico: la Bulimia</a> (0)</li><li><a href="http://www.psicozoo.it/questions/risvegli-precoci/" title="Risvegli precoci">Risvegli precoci</a> (0)</li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.psicozoo.it/2012/01/04/i-disturbi-alimentari-e-il-loro-trattamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

