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	<title>Psicozoo - Notizie e Risposte dagli psicologi &#187; Lucia Imperatore</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Uomini e donne &#8211; IV parte: Il cervello e gli ormoni</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cervello, durante la pubertà, che è stato “preprogrammato” dagli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Il cervello, durante la pubertà, che è stato “preprogrammato” dagli ormoni in fase fetale, risponde all’effusione di ormoni con enormi cambiamenti psicologici e fisici.</span></h2>
<h2><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/adolescenti-pubert%C3%A0.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7953" title="adolescenti-pubertà" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/adolescenti-pubert%C3%A0.jpg" alt="" width="477" height="376" /></a></h2>
<p>I maschi adolescenti hanno un livello di testosterone 20 volte superiore a quello delle femmine; essendo uno steroide anabolico, il testosterone fa aumentare la massa corporea e fa sì che i ragazzi pensino continuamente al sesso. Mentre il sistema ormonale maschile mantiene un equilibrio stabile funzionando come un termostato, nelle donne il sistema produce un&#8217;alternanza di alti e bassi in concomitanza con il ciclo mestruale. Nel periodo premestruale il flusso di progesterone, che contribuisce a creare una sensazione di benessere, si interrompe: gli effetti possono essere simili all&#8217;astinenza da una droga.</p>
<p>Diversi studi hanno dimostrato come il numero di reati femminili subisca un&#8217;impennata durante la fase premestruale, tant&#8217;è che nel codice penale francese la tensione premestruale e stata inserita nella categoria dei &#8220;disturbi mentali transitori&#8221; e anche in altri paesi ci sono &#8216;sentenze&#8221; documentate in cui questa sindrome è stato usata con successo dalla difesa. In generale gli ormoni maschili aumentano l&#8217;aggressività, il desiderio di competere e di farsi valere, la sicurezza in se stessi e l&#8217;autonomia; questi tratti sono meno marcati in presenza di ormoni femminili.</p>
<h2>Tuttavia con l&#8217;avanzare dell&#8217;età il livello di testosterone cala e il maschio tende essere più rilassato; <span style="color: #800080;">al contrario, i cambiamenti nella chimica ormonale delle donne fanno sì che esse diventino più assertive.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Consulenze psicologiche gratuite in tutta Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 08:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tanti ci scrivono chiedendoci a chi possono rivolgersi per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">In tanti ci scrivono chiedendoci a chi possono rivolgersi per le difficoltà proprie o di un familiare, per essere aiutati in una scelta complicata, o per sapere qual è lo specialista più adatto al proprio problema.</span></h2>
<h2><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/felicit%C3%A0-interiore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7882" title="felicità-interiore" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/felicit%C3%A0-interiore.jpg" alt="" width="461" height="326" /></a><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/meseben.jpg"><br />
</a></h2>
<h2>Tanti sono i dubbi che si accompagnano alla richiesta di aiuto. Come chiarirli?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/LOCANDINAECOPERTINA1.jpg"><img class="alignright" title="LOCANDINAECOPERTINA" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/LOCANDINAECOPERTINA1.jpg" alt="" width="228" height="323" /></a> Se desiderate un aiuto psicologico, ma non sapete a chi chiedere, in cosa consista, o quanto costi, partecipate al Mese del Benessere organizzato dalla Sipap (Società Italiana Psicologi Area Professionale): decine di psicologi durante tutto il mese di Ottobre mettono a disposizione consulenze e seminari gratuiti in tutta Italia.</p>
<p>Telefonando all&#8217;apposito numero verde  <strong>800 59 26 25</strong>   da rete fissa, o al  <strong>3334027140</strong> da telefono mobile e indicando la vostra città e il problema per cui chiamate, gli addetti potranno indicarvi i recapiti degli specialisti più vicini a casa vostra e più adatti ad affrontare la vostra difficoltà.</p>
<p>Oltre ai colloqui gratuiti, potrete scegliere un ampio ventaglio di workshop, convegni, seminari e laboratori che vi aiuteranno ad approfondire e comprendere temi che vi stanno a cuore. Per conoscere i seminari nella vostra Regione andate a visitare il sito <a title="mese benessere psicologico" href="http://www.mesebenesserepsicologico.it/" target="_blank">mesebenesserepsicolgoico.it</a></p>
<p><strong><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/retro-metis.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-7877" title="retro metis" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/10/retro-metis-721x1024.jpg" alt="" width="283" height="399" /></a>Anche Psicozoo partecipa al Mese del benessere psicologico</strong>, in collaborazione con il <a title="Centro Metis" href="http://www.centrometis.it/" target="_blank">Centro Metis di Pozzuoli </a>(Na) che oltre alle consulenze gratuite offerte da me (Dott.ssa Lucia Imperatore) e dalla Dott.ssa Daniela Ciccarelli, organizzerà diversi seminari in zona Flegrea (Pozzuoli e Monte di Procida). Anche la Dott.ssa Graziella Ceccarelli aderirà con consulenze gratuite a Montesarchio (Bn) e seminari nell&#8217;avellinese.</p>
<p>Clickate sul <a href="http://www.psicozoo.it/mese-del-benessere-psicologico-ottobre-2011/" target="_blank">banner nella home </a>per conoscere in modo più dettagliato i seminari sponsorizzati da Psicozoo e in tutta la Regione Campania.</p>
<h2>E ricordate che stare bene psicologicamente non è un lusso, ma una necessità non solo per noi stessi, ma per l&#8217;equilibrio di tutta la nostra famiglia e di chi ci sta intorno. <span style="color: #800080;">Non abbiate paura di farvi aiutare, per il Mese </span><span style="color: #800080;">di Ottobre è gratis!</span></h2>
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		<title>Insegnare ai figli la gestione dei soldi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempi di crisi economica come questi, le famiglie sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">In tempi di crisi economica come questi, le famiglie sono costrette a notevoli salti mortali per arrivare a fine mese. </span>In un&#8217;epoca in cui per i giovani il consumo smodato diventa status symbol e fonte di accettazione sociale, come far comprendere ai propri figli adolescenti la necessità di risparmiare?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/Teen-and-Money.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6912" title="Teen and Money" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/Teen-and-Money.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Per i ragazzi avere un cellulare costoso, vestiti di marca e gadgets all&#8217;ultimo grido è un modo per sentirsi parte di un gruppo. Eppure, per quanto i genitori vogliano accontentare i figli, non possono certo avallare questo valore negativo, anche perchè la disastrosa situazione economica dei nostri tempi spesso non lo permette. Per questo i genitori devono essere un esempio per i figli e coinvolgerli nell&#8217;importanza di evitare gli sprechi attraverso una comunicazione onesta e aperta, regole e limiti che rendano gli adolescenti <strong>&#8220;economicamente responsabili&#8221;</strong>.</p>
<p>Secondo una statistica, nel 2006 gli adolescenti hanno speso 187 miliardi di dollari e si prevede che quest&#8217;anno ne spenderanno fino a 208 (Marketingvox, 2007). Il 67% dei teenagers contrae debiti e da adulto sarà più propenso a ritardare i pagamenti, chiedere finanziamenti a cui non può assolvere, o andare in bancarotta. Queste statistiche allarmanti ci mostrano che se i genitori non si danno da fare, i loro figli non saranno in grado di essere responsabili rispetto alle finanze.</p>
<p>Le abitudini economiche si consolidano già a partire dall&#8217;infanzia, per definirsi nell&#8217;adolescenza e stabilizzarsi poi nella prima giovinezza e nell&#8217;età adulta. Bisogna dunque agire precocemente per insegnare ai nostri figli l&#8217;importanza di gestire responsabilmente il denaro. L&#8217;adolescenza è una fase di profonda ristrutturazione in cui spesso prevale l&#8217;istinto di ingaggiare comportamenti pericolosi e in cui il rapporto con il gruppo dei pari assume importanza rispetto a quello con i familiari. L&#8217;adolescente è dunque meno capace di un adulto di controllare gli impulsi, specialmente nelle situazioni emotivamente forti o stressanti e tende per definizione a rifiutare le imposizioni dei genitori, specialmente in risposta alla pressione del proprio gruppo di riferimento. Per questo, molti adolescenti si mettono nei guai e per i genitori è più difficile comunicare e farsi rispettare. L&#8217;adolescente vuole fare da solo, sperimentarsi e provare nuove sensazioni, modellando il proprio comportamento più su quello dei coetanei che dei genitori, per affermare la propria indipendenza dai valori e dagli schemi familiari.<br />
<ins><ins id="aswift_1_anchor"></ins></ins></p>
<p>Già dalla nascita i nostri figli raccolgono l&#8217;eredità delle abitudini di consumo della nostra epoca e sono i primi avidi consumatori di ogni nuovo prodotto e tecnologia. Gli esperti di pubblicità giocano molto sulla predisposizione adolescenziale al consumo e alla novità. Il messaggio che i media trasmettono ai nostri ragazzi è che per essere parte della comunità devi &#8220;possedere&#8221;. L&#8217;influenza è amplificata dal fatto che i ragazzi trascorrono molto tempo davanti alla tv e al computer, tant&#8217;è che oggi le aziende non possono fare a meno di avere un account su Facebook.</p>
<p>Se vogliono avere un&#8217;influenza sognificativa su questi meccanismi, le famiglie non possono bypassare questa influenza solo attraverso la proibizione o la limitazione dell&#8217;uso del computer, ma devono essere disposti a contrastarla <strong>proponendo ai propri figli valori alternativi</strong>. Parlare apertamente con i propri figli della gestione delle finanze familiari, può aiutarli a comprendere meglio come si amministrano i propri soldi e prepararli al futuro. Coinvolgere gli adolescenti e farli partecipi delle spese e dei costi delle necessità familiari è molto importante. Per questo i ragazzi devono avere una loro paghetta fissa ed essere aiutati ad imparare ad amministrarla, risparmiando e conservando per il futuro. La negoziazione delle richieste, all&#8217;interno di limiti chiari e prestabiliti dai genitori, piuttosto che il rifiuto netto e immotivato, può aiutarli a rendersi autonomi anche dal punto di vista finanziario.</p>
<p>Se siamo preda del conflitto tra l&#8217;idea che i nostri figli<em> &#8220;non devono subire le privazioni che noi abbiamo sofferto durante l&#8217;infanzia&#8221;</em> e la necessità di risparmiare, attiveremo pericolosi circoli di rifiuto e compensazione, cercando di convincerli della necessità di essere parchi portando loro obsoleti e inefficaci esempi a base di &#8220;<em>ai miei tempi mangiavamo le bucce di patata e con la stessa camicia si vestivano a turno tutti i figli e i cugini&#8221;</em>. Se si hanno chiari i valori che si vogliono trasmettere ai figli e si crede nella loro importanza, sarà più facile comunicare efficacemente con loro. Non va dimenticato inoltre che gli adolescenti, per quanto vogliano sembrare grandi, sono ancora bambini e sono preoccupati del futuro.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Non bisogna dunque terrorizzare i ragazzi sulla penuria e l&#8217;incertezza, ma piantare i semi della responsabilità fiscale, accogliendo le loro istanze, spiegando le necessità e mantenendosi fermi sui propri valori.</span></h2>
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		<title>Come addormentarsi con facilita&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 07:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando dormiamo poco e male, tutta la nostra vita ne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Quando dormiamo poco e male, tutta la nostra vita ne viene condizionata. </span>Siamo meno attivi cognitivamente, peggiorano la nostra memoria, l&#8217;attenzione, la vigilanza, per non parlare dell&#8217;umore.</h2>
<div><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/insonnia-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6875" title="insonnia-" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/insonnia-.jpg" alt="" width="424" height="282" /></a></div>
<div>Man mano che si va avanti, la nostra società diventa sempre più cronicamente deprivata di sonno. I metodi per combattere l&#8217;insonnia sono tanti, ma spesso danno risultati insoddisfacenti, come i farmaci con tutti gli effetti collaterali che comportano.</div>
<div></div>
<div>Tra i metodi psicologici sintomatici (che si occupano cioè solo del sonno e dei fattori ad esso correlati e non vanno nel profondo per comprendere da dove derivi l&#8217;insonnia), uno di quelli che sembra avere maggiore efficacia è la <em>&#8220;Terapia di controllo degli stimoli&#8221;</em>. <strong>Questo trattamento propone 6 semplici step che chiunque può applicare per addormentarsi più facilmente:</strong></div>
<div></div>
<div>
<ol>
<li>Coricati solo quando hai molta sonnolenza.</li>
<li>Non usare il letto per fare qualsiasi altra cosa che non sia dormire: non leggere, non guardare la tv, non mangiare e non metterti a pensare mentre sei a letto. Solo l&#8217;attività sessuale fa eccezione a questa regola. In questo caso, le istruzioni devono essere seguite successivamente, quando decidi di andare a dormire.</li>
<li>Se non riesci ad addormentarti, alzati e vai in un&#8217;altra stanza, stando sveglio finchè non ti viene sonno, per poi tornare nel tuo letto a dormire. Se sei a letto per più di 10 minuti senza prendere sonno, non stai seguendo le istruzioni, perciò alzati: l&#8217;obiettivo è quello di associare il letto con un&#8217;addormentamento rapido.</li>
<li>Se ancora non riesci a dormire, ripeti il terzo step finchè non ti sarai addormentato, questo anche se ti svegli durante la notte.</li>
<li>Metti la sveglia e alzati sempre allo stesso orario, indipendentemente da quanto hai dormito. Questo aiuterà l&#8217;organismo ad acquisire un ritmo costante.</li>
<li>Non fare sonnellini durante il giorno.</li>
</ol>
</div>
<ol></ol>
<p>Questo metodo si basa sulle teorie comportamentali dell&#8217;associazione stimolo/risposta. Se impariamo ad usare il letto per fare cose non legate al sonno, associarlo poi automaticamente al dormire diventa più difficile per il nostro cervello. Anche il rimanere nel letto preoccupati perchè non si riesce a dormire, comporta l&#8217;associazione tra il letto e la preoccupazione.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Il funzionamento di questa terapia si fonda quindi essenzialmente sul rafforzare l&#8217;associazione tra il letto e il sonno, eliminando tutte le altre possibili associazioni.</span></h2>
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		<title>Struttura psichiatrica virtuosa rischia chiusura</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vita non è certo facile per chi soffre di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">La vita non è certo facile per chi soffre di un disturbo mentale, vivendo ogni giorno oceani di angoscia che non riusciamo nemmeno ad immaginare. </span>Altrettanto difficile è per i suoi familiari, che oltre al dolore per il problema del proprio caro, spesso non sanno come agire e a chi rivolgersi. E come se non bastasse se trovano un posto dove si sentono accolti e fanno passi avanti, non è detto che la libertà di scelta della cura non sia loro sottratta.</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/salute-men.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6836" title="salute-men" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/salute-men.jpg" alt="" width="464" height="309" /></a></p>
<p>La <strong>Cooperativa Integrazioni di Casoria</strong> (Napoli) da più di 20 anni si occupa di pazienti &#8220;difficili&#8221;, persone psicotiche gravi, che spesso altre strutture non si sono sentite di prendere in carico. Lo fa in modo del tutto innovativo, partendo dal presupposto che i pazienti psichiatrici non sono &#8220;animali selvatici da tenere a bada&#8221;, ma persone che hanno diritto alla speranza di una vita psichica, sociale e familiare sana vissuta nel mondo reale. Questi risultati vengono perseguiti attraverso il lavoro paziente e appassionato di decine di operatori, psicoterapeuti e medici che ogni giorno affrontano la sfida del lavoro con la malattia mentale. In più, oltre agli strumenti classici della riabilitazione e della farmacoterapia, i pazienti seguono percorsi di psicoterapia individuale, di gruppo e familiare con il modello strutturale integrato, elaborato dal professor Giovanni Ariano, direttore della struttura e fondatore della SIPI (Società Italiana di Psicoterapia Integrata). A queste importanti terapie si aggiungono infine i percorsi d&#8217;inserimento lavorativo all&#8217;interno e all&#8217;esterno della struttura.</p>
<p>Tutto questo lavoro è stato improvvisamente messo a rischio e quasi troncato di netto, senza se e senza ma, da un comunicato inaspettato giunto lo scorso 29 Aprile dall&#8217;ASL Na2, che informava che <strong>di lì a pochi giorni il centro sarebbe stato chiuso e i pazienti trasferiti in massa in una struttura puteolana.</strong> I pazienti erano terrorizzati all&#8217;idea che da un giorno all&#8217;altro qualcuno sarebbe venuto a prelevarli per portarli in una struttura lontana e sconosciuta, così come i familiari che vedevano svanire le speranze per il percorso intrapreso dai loro cari. <strong>Una pura assurdità, motivata da un cavillo: </strong>la possibilità di contatto tra gli ospiti della residenza e quelli della comunità alloggio, solo perchè inquilini dello stesso pianerottolo.</p>
<p>Questa terribile notizia è arrivata senza preavviso per 48 pazienti, 20 della residenza psichiatrica, 8 della comunità alloggio e 20 del centro diurno. Anche il personale è stato colpito, considerando quante persone potevano da un giorno all&#8217;altro perdere il lavoro. La protesta si è subito attivata, capeggiata da decine di familiari dei pazienti che hanno intrapreso percorsi legali e rimostranze di vario genere. <em>&#8220;Non permetterò a nessuno di portare via mio fratello da questo posto&#8221;</em> &#8211; afferma la sorella di un paziente, testimoniando insieme ad altri familiari che pur avendo girato tante strutture psichiatriche, nessuna raggiunge i livelli della cooperativa Integrazioni.</p>
<p><strong>In seguito alle proteste, la decisione dell&#8217;ASL è stata momentaneamente sospesa</strong>, ma questa spada di Damocle sulla testa rende la vita e la serenità dei pazienti ancora più difficile. <em>&#8221; Non si vuole credere&#8221;</em> &#8211; sottolinea il Professor Ariano &#8211; <em>&#8220;che queste sono persone con cose da dire e non sono rassegnate al loro destino. Le istituzioni dovrebbero tenere in considerazione questo, perchè il loro recupero e reinserimento nella vita sociale vuol dire non essere più a carico dello Stato&#8221;.</em></p>
<h2>La legge sancisce la scelta e la libertà della cura. <span style="color: #800080;">Distruggere realtà e percorsi che funzionano, in nome di chissà quali interessi, non fa che uccidere la speranza.</span></h2>
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		<title>Donna donna contro i disturbi alimentari</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I disturbi alimentari sono una fonte di grande sofferenza e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">I disturbi alimentari sono una fonte di grande sofferenza e oggi purtroppo non riguardano più un&#8217;esigua minoranza, ma sono estremamente diffusi e sempre più precocemente.</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/donna-donna.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6802" title="donna donna" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/05/donna-donna.jpeg" alt="" width="400" height="300" /></a><br />
</span></p>
<p><strong>Nadia Accetti</strong> è una donna che ha vissuto, combattuto e vinto contro i disturbi alimentari e conosce l&#8217;enorme dolore che si nasconde dietro alla lotta contro il cibo e contro il proprio corpo. Per questo ha fondato Donna donna onlus, per parlare di una donna doppiamente tale perchè vera.</p>
<p><strong>Donna Donna Onlus </strong>è un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di Disordini Alimentari (Anoressia, Bulimia e BED) e promuove  iniziative d’informazione e sensibilizzazione sul tema, nonchè attività di accoglienza, consulenza, auto-aiuto, terapia e riabilitazione secondo un approccio psiconutrizionale di tipo multidisciplinare integrato. Donna Donna Onlus  vuole valorizzare un modello di donna in armonia con la propria natura, basato sull’equilibrata accettazione di sè e della propria fisicità, qualunque essa sia.</p>
<p>Tra le varie inziative l&#8217;associazione ha realizzato uno splendido calendario con oltre 100 donne di tutte le età, forme e professioni (tra loro anche alcune parlamentari). Ve ne parla la stessa presidente in questo <a href="http://video.it.msn.com/watch/video/intervista-a-nadia-accetti/1t5usnutk?cpkey=a9991e71-32cf-84eb-deb4-c0bdbee11236%7C%7C%7C" target="_blank">video</a> pubblicato da msn.it.</p>
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		<title>L&#8217;obesita&#8217; e&#8217; una dipendenza?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio come le persone tossicodipendenti o alcoliste, gli obesi sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Proprio come le persone tossicodipendenti o alcoliste, gli obesi sono spesso giudicati negativamente come individui incapaci di controllare i propri impulsi. </span>Si può considerare l&#8217;obesità come una forma di dipendenza?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/04/Binge-eating1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6692" title="Binge-eating1" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/04/Binge-eating1.jpg" alt="" width="476" height="330" /></a></p>
<p>Mentre le persone tossicodipendenti sono talvolta giustificate dalla gente per l&#8217;ineluttabilità del loro legame alla sostanza d&#8217;abuso, lo stesso non avviene per le persone obese. Le persone grasse ricevono disapprovazione perchè non sanno negarsi il piacere del cibo. Molti dicono di non fidarsi dei grassi, perchè &#8220;non sanno controllarsi&#8221;. <strong>Traduzione? E&#8217; colpa loro.</strong></p>
<p>Nonostante ciò, molte evidenze scientifiche suggeriscono che l&#8217;obesità possa essere accomunata ad altre forme di dipendenza, molto più che l&#8217;alcol e la droga, dunque in quanto tale, spesso difficile da controllare. Studi del cervello condotti con la risonanza magnetica, hanno aiutato i ricercatori a comprendere i meccanismi cerebrali della dipendenza.</p>
<p>In particolare, presso la <strong>Yale University</strong> è stato condotto un esperimento a cui hanno partecipato soggetti selezionati come affetti da iperalimentazione. La risonanza magnetica è stata usata per osservare le risposte cerebrali a immagini che raffiguravano il cibo che ciascun soggetto amava, come pizza, gelato, ecc. Era previsto anche un gruppo di controllo, in cui a soggetti non obesi venivano mostrate immagini dei cibi preferiti. La risonanza mostrava che le persone obese avevano una risposta neurologica molto più forte di fronte alle immagini rispetto agli altri soggetti.</p>
<div>
<h2><noscript><a href="https://a1.interclick.com/getInPageTarget.aspx?a=51&#038;b=51279&#038;cid=634164523919990254"> <img src="https://a1.interclick.com/getInPageImage.aspx?a=51&#038;b=51279&#038;cid=634164523919990254" border='0'></a></noscript><img src="http://delivery6.digitalhealthcare.com/RealMedia/ads/adstream_lx.ads/www.mentalhelp.net/eating-disorders/713579486/Middle/ehs/F-InterCLK-RON-0111-300x250/InterCLK-RON-0810-300x250.html/35643239303733613464383863626230?_RM_EMPTY_" alt="" width="0" height="0" /></h2>
</div>
<h2><span style="color: #800080;">Lo studio è ancora preliminare e sicuramente non risolve il problema, ma lancia un amo: è sufficiente la dieta e la chirurgia per combattere l&#8217;obesità?</span></h2>
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		<title>Per una dieta che parta dalla testa</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Il cibo, il corpo e la mente sono strettamente correlati. Il sovrappeso, per non parlare dell&#8217;obesità, possono essere infatti legati a forme compulsive di alimentazione che non sono altro che il sintomo di un malessere più profondo.</span> Come perdere peso, tenendo un&#8217;occhio al disagio interiore?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/04/dieta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6644" title="dieta" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/04/dieta.jpg" alt="" width="479" height="324" /></a></p>
<p>Mangiare molto può essere un modo per scaricare la tensione, per sopportare l&#8217;angoscia, per tenere a bada la tristezza e la rabbia. Se la sovralimentazione non è un sintomo profondo, cioè intimamente legato alla struttura di personalità e alla storia di chi ne soffre, qualche piccolo accorgimento potrà rendere la dieta più semplice.</p>
<h2>Cosa serve per fare una dieta emotivamente più semplice?</h2>
<p><strong>- Innanzitutto una persona motivata.</strong> La motivazione è la forza che ci consente di cambiare per raggiungere degli obiettivi. Anche per fare una dieta è necessario essere disposti a mettersi in gioco.</p>
<p><strong>- Obiettivi raggiungibili.</strong> Non basta dirsi di voler dimagrire, bisogna fissare obiettivi realistici e raggiungibili, a breve e a lungo termine, senza voler strafare. Basta ricordare che quanto più lentamente si perde peso, tanto più lentamente si rimetteranno chili al termine della dieta.</p>
<p><strong>- Sostegno affettivo.</strong> Per fare la dieta è necessario che i nostri familiari, amici e colleghi ci supportino e ci sostengano, senza sminuire i nostri sforzi, nè tentarci minimizzando l&#8217;importanza del nostro impegno.</p>
<p><strong>- Supporto specialistico.</strong> E&#8217; importantissimo l&#8217;aiuto di professionisti, come il nutrizionista, che saprà indicarci le abitudini alimentari più adatte al nostro stile di vita. Uno psicologo che ci motivi e che ci aiuti a capire cosa ci lega tanto al cibo, può essere da supporto al nutrizionista, specialmente quando abbiamo fatto tante diete e non riusciamo a perdere peso in maniera stabile e significativa.</p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong>- Tenere un diario alimentare. </strong>Questa è un&#8217;ottima strategia di autoregolazione. Appuntarsi quello che abbiamo mangiato, ma anche i propri sentimenti rispetto al cibo, i risultati, le difficoltà incontrate e gli obiettivi, ci aiuterà a strutturare meglio la nostra dieta.</p>
<p><strong>- Un piano alimentare. </strong>Il digiuno non serve, anzi minaccia i nostri progressi sconvolgendo il metabolismo del nostro corpo e mettendolo in uno stato di allarme. Sarà il nustrizionista a dirci cosa fa bene al nostro organismo e cosa ci aiuterà a stare meglio con il minimo sforzo possibile.</p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>- Attività fisica.</strong> Anche se con i ritmi della nostra epoca è difficile trovare un pò di tempo per noi, l&#8217;esercizio fisico è il modo più salutare per perdere peso e stare meglio in salute. Tra l&#8217;altro l&#8217;esercizio migliora il nostro umore, facilitandoci nello scaricare stress e tensione che di solito affoghiamo nel cibo.</p>
<p><strong> </strong><strong>- Pesarsi regolarmente.</strong> La bilancia, ma anche la misurazione delle varie circonferenze e dell&#8217;indice di massa corporea, ci aiutano moltissimo nel regolarci, perchè ci mostrano in modo palese gli obiettivi raggiunti, gratificandoci e dandoci la spinta per andare avanti.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Il controllo dell&#8217;alimentazione, infine, non deve essere un momento, ma uno stile di vita a lungo termine, che non sia perseguito solo per finalità, ma anche e soprattutto per stare meglio in salute.</span></h2>
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		<title>Ho scoperto che mio marito e&#8217; gay</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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Mi è capitato d&#8217;imbattermi in donne traumatizzate dalla notizia che ...]]></description>
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<h2><span style="color: #800080;">Mi è capitato d&#8217;imbattermi in donne traumatizzate dalla notizia che il loro marito è omosessuale.</span> La scoperta, che avviene spesso anche dopo diversi anni di matrimonio è molto dolorosa, soprattutto se ci sono anche i figli a farne le spese. Come può accadere?</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/03/tradimento-gay.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6583" title="tradimento-gay" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/03/tradimento-gay.jpg" alt="" width="409" height="291" /></a></p>
<p>La scoperta dell&#8217;omosessualità del proprio compagno, che sia accidentale o meno, spesso provoca shock, sgomento e la sensazione di un terribile tradimento. Molti aspetti sono in gioco quando il partner fa &#8220;coming out&#8221;. In primo luogo, aldilà dell&#8217;omosessualità c&#8217;è il tradimento in sè, che crea disagio fisico (per la possibilità di malattie a trasmissione sessuale) e psicologico, fino a scelte come il divorzio.</p>
<p>Se è già complicato accettare che il proprio partner si innamori o provi attrazione per un&#8217;altra donna, è forse ancora più difficile sostenere l&#8217;idea che il terzo sia una persona dello stesso sesso. La sensazione che da più dolore è l&#8217;idea di non conoscere affatto la persona che si ha accanto e di aver creduto per anni ad una realtà completamente diversa da quella che in effetti è. Ci si chiede: mi ha mai amato? Sapeva già e ha finto per tutti questi anni? Come ho potuto essere così cieco da non accorgermi di nulla?</p>
<p><strong>Uno degli aspetti più complicati e drammatici riguarda poi i figli.</strong> Come per ogni conflitto tra i genitori, i bambini lo percepiscono e ne soffrono. Può essere però ancora più complicato capire come e perchè il proprio genitore ami qualcuno del suo stesso sesso. Per questo l&#8217;impatto sui bambini in queste situazioni richiede una particolare cura e attenzione, rispetto a qualunque altra separazione.</p>
<p><strong>Ma perchè un omosessuale arriva a sposare un eterosessuale?</strong> In alcuni casi è possibile che l&#8217;omosessualità non sia chiara alla persona, o emerga in un secondo momento,  quando, con la maturazione, si giunge ad una maggiore consapevolezza di sè. Alcuni invece, rifiutando l&#8217;idea di poter accettare o far accettare la propria omosessualità agli altri, decidono di reprimerla per condurre una vita apparentemente &#8220;normale&#8221;. Altri ancora si sposano per poter avere dei figli e una famiglia anche se non con il partner che desidererebbero.</p>
<p>Tranne in rarissimi casi, ovviamente, il partner eterosessuale non è al corrente di questi dilemmi che si consumano nell&#8217;animo dello sposo. E i segreti su aspetti così importanti, si sa, sono sempre dannosi per le relazioni: un segreto di tale portata può dare davvero un malessere fortissimo ad una coppia.</p>
<h2><span style="color: #800080;">Del resto, quanto a lungo si può tenere un segreto del genere?</span></h2>
</div>
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		<title>Giappone: psicologia dei sopravvissuti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Imperatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Columbia University]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno, da quando la terribile disgrazia in Giappone è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800080;">Ogni giorno, da quando la terribile disgrazia in Giappone è accaduta, la tv ci invia le immagini delle devastanti conseguenze del terremoto e dello tsunami. </span>E&#8217; sempre forte e doloroso guardare queste immagini, figuriamoci per chi vive in prima persona queste tragedie. Quali le conseguenze psicologiche?</h2>
<p><a href="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/03/terremoto-giappone-toyota.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6561" title="terremoto-giappone-toyota" src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2011/03/terremoto-giappone-toyota.jpg" alt="" width="450" height="260" /></a></p>
<p>Intere famiglie in Giappone sono state spazzate via dalla furia della natura. Il numero dei dispersi si trasforma velocemente nel bollettino dei morti, che cresce a dismisura. Chi sopravvive spesso ha perso tanti cari, o nella migliore delle ipotesi non ha più niente, dalla casa, al posto di lavoro, ai propri beni personali. Gli impianti nucleari disperdono radiazioni, continuando a danneggiare la salute e la vita di chi è scampato alla catastrofe. Lo shock e la pena dei sopravvissuti è inimmaginabile. <strong>Come può un essere umano reagire e sopportare tanto dolore e caos?</strong></p>
<p>Nel 2010 l&#8217;<strong>Association of Psychological Science </strong>ha pubblicato un report dal titolo <em>&#8220;Valutare i costi di un disastro: conseguenze, rischi e resilienza negli individui, nelle famiglie e nelle comunità.&#8221;</em> Il <strong>Dr. George Bonanno</strong>, professore della Columbia University, psicologo clinico e esperto dei traumi e del loro impatto, è l&#8217;autore principale dello studio.</p>
<p>Il Dr. Bonanno ha affermato che molti di noi sottostimano la resilienza che i sopravvisuti sono capaci di mettere in atto quando si verifica un evento simile a quello giapponese. C&#8217;è da considerare poi che non tutti reagiscono allo stesso modo. Per alcuni, l&#8217;esperienza del trauma si trasforma in Disturbo Post-Traumatico da Stress, per altri no, ma molto dipende dalle capacità e dal vissuto dei singoli individui. La trasformazione dell&#8217;evento in patologia è legata, infatti, all&#8217;accumulazione di precedenti esperienze, dal supporto della famiglia e della comunità e dalla forza e resilienza individuale.</p>
<div><noscript><a href="https://a1.interclick.com/getInPageTarget.aspx?a=51&#038;b=51279&#038;cid=634164523919990254"> <img src="https://a1.interclick.com/getInPageImage.aspx?a=51&#038;b=51279&#038;cid=634164523919990254" border='0'></a></noscript><img src="http://delivery6.digitalhealthcare.com/RealMedia/ads/adstream_lx.ads/www.mentalhelp.net/disasters/1773041792/Middle/ehs/F-InterCLK-RON-0111-300x250/InterCLK-RON-0810-300x250.html/35373062353837323463383030393930?_RM_EMPTY_" alt="" width="0" height="0" />In Giappone, in particolare, dopo lo shock iniziale, le persone si stanno stringendo insieme nello sforzo di salvare gli altri, di procurare cibo e riparo, di trovare e seppellire i morti e di fornire quanto più supporto possibile a chi gli sta intorno. Come ha affermato <strong>Kazumi Saeki</strong>, corrispondente giapponese per il New York  Times, non c&#8217;è tempo per il dolore. C&#8217;è troppo da fare per piangere. Non abbiamo intenzione di dipingere una catastrofe con il romanticismo e il buonismo. Non c&#8217;è niente da essere romantici in quello che è accaduto. Semplicemente vogliamo sottolineare che gli esseri umani hanno la capacità di adattarsi alle situazioni più terribili.</div>
<h2>Il problema è che, come ogni tragedia, quando finisce l&#8217;emergenza e la luce dei media si spegne, lasciando soli i sopravvissuti, le persone che si sono date da fare con forza fino a quel momento dovranno fare i conti con tutto il dolore che hanno dovuto mettere da parte per aiutare. <span style="color: #800080;">E quella sofferenza sarà terribile.</span></h2>
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