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Il robot per spingere i giapponesi ad avere figli

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La bassa natalità in Giappone è un grande problema. Sono stati ideati perciò dei baby automi che dovrebbero risvegliare l’istinto materno e paterno, anche se qualcuno teme che possano avere l’effetto opposto.

Si tratta di un robot che sembra un neonato, e che dovrebbe risolvere i problemi di maternità del Giappone. Sono tanti gli androidi, dal Kirobo Mini di Toyota, al Babyloid, ma tutti hanno lo stesso scopo. Il Kirobo Mini ha le movenze goffe e incerte di un bimbo, occhi grandi e una vocetta acuta per intenerire.

I robot affettivi vanno forte in Giappone ormai da diversi anni. Il neonato Babyloid, per esempio, è studiato per aiutare gli anziani e i lungodegenti a combattere la depressione. Spiega Adeline Chanseau, ricercatrice in interazione uomo-robot: “Gli studi e gli esperimenti fatti finora su questi baby-robot mostrano che il loro effetto è soprattutto quello di far sentire i loro proprietari utili a qualcuno, e di ridurne così lo stress. Non è detto invece affatto che siano efficaci nel convincere chi li possiede a diventare veri genitori”.

C’è infatti il rischio che i giapponesi, alla fine, preferiscano il virtuale al reale, e un bambino robot a uno vero, perché non sporca, non si ammala e si può spegnere quando si vuole.

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