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Perché la tecnologia sceglie di essere “carina”?

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Teste grandi e occhi tondi, tratti che ispirano fiducia, sono le caratteristiche di tutta la tecnologia moderna. Le neuroscienze studiano sempre di più questi tratti, e perché ci colpiscono così tanto. Prendete la Google Car, il robot da compagnia Jibo, Pikachu: tutti e tre ci inteneriscono con la loro immagine facendo leva sull’istinto protettivo tipico dei mammiferi.

È il potere del “carino“: grazie a dei semplici “segnali infantili“, come la testa tonda e grande, la fronte ampia, il naso piccolo, gli occhioni tondi, ci sentiamo irresistibilmente attratti da robot freddi e inerti. “Dagli studi con risonanza magnetica del 2009 sappiamo che i segnali infantili aumentano in chi li guarda l’attività nel nucleus accumbens, che premia con un senso di gratificazione i comportamenti vantaggiosi per la sopravvivenza della specie, come la cura parentale”, afferma Ad Vingerhoets, docente di psicologia.

Secondo un altro studio del 2014, sarebbe il sistema nervoso autonomo a innescare in noi queste reazioni, indipendenti dalla volontà e dalla cultura. Si tratta di reazioni dunque universali, che non dipendono da altri fattori se non dal fatto di essere umani e mammiferi.

La scienza dunque risponde a questi studi, realizzando robot con fattezze infantili e non realistiche degli adulti, perché quest’ultimo scatenerebbe in noi reazioni negative.

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