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Tutti gli effetti negativi del mondo digitale

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Manfred Spitzer, 56 anni, è docente di psichiatria all’Università di Ulm, già autore nel 2012 di Demenza digitale; oggi si occupa ancora di web e dipendenza, con il suo nuovo libro Solitudine digitale. Il suo scopo è lanciare un allarme su come l’uso intensivo dei nuovi media alteri le nostre facoltà intellettive e sociali.

Il testo spazia dai problemi della privacy a quelli della dipendenza, dal cybercrime al cyberbullismo, fino ad arrivare a insonnia, ipocondria, obesità e così via. Queste conseguenze negative, purtroppo, si notano soprattutto in bambini e adolescenti. “Questi dispositivi hanno un impatto molto potente su cervelli in formazione e su menti inesperte”, afferma Spitzer.

La mediazione digitale, secondo il docente, è dannosa per i rapporti con gli altri, perché tramite uno schermo non si possono apprendere i dettagli non verbali della comunicazione, e inoltre questi dispositivi allontanano da attività sociali come lo sport, facendo crescere il rischio di isolamento tra i più piccoli.

Uno dei pericoli evidenziati da Spitzer è di utilizzare troppo i media digitali come panacea per l’apprendimento. Certo, usare internet e gli altri media è importante, ma questo provoca anche l’abbandono della scrittura a mano e la perdita di molte capacità cognitive. Eppure, lo stesso Steve Jobs vietò ai suoi figli i dispositivi elettronici.

I bambini dovrebbero interagire con la realtà con tutti i sensi, e non solo tramite uno schermo. Tra l’altro, l’utilizzo di media digitali a scuola non ha portato a miglioramenti nell’apprendimento, ma casomai a maggiori distrazioni.

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