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Gli antidepressivi non servono per i ragazzi

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Gli antidepressivi sono inutili o dannosi per i ragazzi e gli adolescenti. A dirlo è una ricerca condotta all’Università di Oxford dallo psichiatra Andrea Cipriani, che ha esaminato 34 studi sull’efficacia dei 14 più comuni antidepressivi. In totale ha studiato i casi di oltre 5mila pazienti fra i 9 e i 18 anni.

In Italia l’uso di antidepressivi sui più giovani è ancora raro, ma negli USA riguarda l’1,6% degli adolescenti e nel Regno Unito l’1%. Solo la fluoxetina, tra tutti i farmaci esaminati, ha mostrato di essere più efficace del placebo. Tutti gli altri casi o non funzionavano o avevano troppi effetti collaterali.

Bambini e ragazzi possono esprimere il loro desiderio di morire o di voler fuggire ma, afferma Caffo, fondatore di Telefono Azzurro, “la cosa importante è prenderli subito in carico, perché la depressione, se non trattata, può diventare cronica. Il farmaco non è però la soluzione, vi si può ricorrere solo se il supporto offerto dalla famiglia, a sua volta aiutata, e dalla psicoterapia si rivela inefficace, e comunque per un periodo di tempo limitato”.

Intanto Carmine Pariante e Annamaria Cattaneo, altri due ricercatori italiani, del King’s College di Londra, hanno trovato un modo per capire se un paziente adulto risponderà o meno all’antidepressivo somministrato. Si tratta di misurare due molecole presenti nel sangue, per capire subito se è utile dare un farmaco oppure no.

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