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Ecco come lo smog ci entra nel cervello

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Lo smog della città fa male non solo ai polmoni, non solo al sangue. Ma arriva con facilità anche nel nostro cervello. La scoperta è dei ricercatori dell’università di Lancaster che, sulla rivista scientifica Pnas, hanno dimostrato che lo smog arriva anche al cervello. Stiamo parlando di particolato ultrafine di magnetite (un ossido di ferro), prodotto dal traffico e dagli impianti di generazione di energia.

Lo studio ha preso in esame il tessuto cerebrale di 37 persone. Fra questi 29 vivevano a Città del Messico, uno dei centri urbani più inquinati al mondo. Tutti contenevano grandi quantità di nano-particelle di ossidi di ferro.

L’autrice della ricerca, Barbara Maher, aveva identificato particelle inquinanti sui capelli di persone che si trovavano in strade molto trafficate di Lancaster. “E’ estremamente preoccupante – afferma la Maher -. Quando si studia il tessuto si vedono le particelle distribuite fra le cellule, e quando si fa un’estrazione magnetica si trovano milioni di particelle in un singolo grammo di tessuto. Sono un milione di opportunità di creare danno. Queste sostanze sono un pericolo per la salute e potrebbero favorire l’insorgenza di patologie come l’Alzheimer“.

Queste particelle portano a disturbi del neurosviluppo, a patologie di tipo immunologico e, secondo alcuni studi, anche a tumori.

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