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Se non dormiamo non c’è memoria

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Molti sono gli studi che finora si sono occupati di analizzare la relazione fra sonno e memoria con lo scopo di verificare se esista un vero nesso fra il riposo e la capacità di ricordare. Molti neurologi sono convinti che nel sonno si nasconda il segreto per organizzare la memoria, anche se finora nessuno è stato in grado di scoprire cosa avviene durante il sonno per consolidare i ricordi.

Un recente studio dell’università di Montreal ha però fatto un passo in avanti sull’argomento, dimostrando che i ricordi nella fase REM sono legati ad un gruppo neuroni presenti nel cervello. La memoria ha la sua sede all’ippocampo e, durante il sonno REM, i muscoli si rilassano e hanno origine i sogni. Proprio in questa fase i ricercatori hanno disattivato i neuroni su alcuni topi di laboratorio e hanno dimostrato di avere cancellato la memoria relativa alla giornata precedente.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science e, per attuare lo spegnimento, i ricercatori hanno impiegato l’innovativa tecnica della optogenetica, che muta i neuroni fino a indurli a spegnersi per verificare quali sono le conseguenze sul cervello. Impiegando questo metodo sono state inibite le oscillazioni teta che si attivano dall’ippocampo durante il sonno REM e i ricercatori hanno quindi potuto studiare i topi senza interferire nel loro sonno. Ciò che è stato provato è che dormire è strettamente legato al ricordo, quindi la mancanza di sonno è a tutti gli effetti una causa che può minare la stabilità e anche la forza della memoria umana.

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