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Cosa sono gli antidepressivi multimodali?

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In questi giorni si fa un gran parlare degli antidepressivi multimodali, ma di cosa si tratta in realtà? Stando a quanto stabilito nel Forum Mondiale della Sanità che si è tenuto a Roma il 3 dicembre, il 2016 sarà un anno importante per la cura della depressione e dei disturbi di natura psicologica. In particolare, il nuovo anno segnerà l’avvento dei farmaci multimodali, considerati i capostipiti di una nuova leva di farmaci ad ampio raggio, più efficaci, completi e veloci ad agire rispetto ai normali serotoninergici che vengono prescritti in caso di depressione.

E’ un dato di fatto che i farmaci impiegati nella cura della depressione si basano sulla ricaptazione della serotonina. Il capostipite di essi fu il Prozac, introdotto nel nostro paese 25 anni or sono. Dopo così tanti anni di ricerca e di esami sul campo, la comunità medico-scientifica si è dichiarata pronta ad immettere nel mercato una nuova tipologia di farmaci, che vedono alla loro base la vortioxetina, una molecola che non agisce solamente nel controllo della serotonina, ma anche su altri neurotrasmettitori quali la dopamina, la noradrenalina, l’istamina e l’acetilcolina.

Gli studiosi si sono visti concordi sul fatto che l’equilibrio neurorecettoriale è un sistema infinitamente complesso e che un solo farmaco si rivela insufficiente e spesso dannoso, per curare al meglio i fenomeni depressivi. La nuova molecola si impegna quindi a lavorare su più fronti e ad agire molto più velocemente sui disturbi cognitivi che accompagnano la patologia depressiva.

Le persone depresse sono portate a soffrire di alterazioni della percezione e della memoria, fattori che impediscono loro di avere una vita normale e di portare avanti una professione. Grazie a questa tipologia di farmaci, anche le persone che sono colpite dalla depressione potranno contare su un miglioramento che interessa queste sfere e contare sulla scomparsa degli effetti collaterali tipici dei farmaci serotoninergici come la stipsi, la diminuzione della libido e l’aumento del peso.

Effetti collaterali sono stati riscontrati, ma secondo gli studi effettuati si tratta di nausee che tendono a scomparire nel breve periodo. I farmaci dovranno essere assunti per lunghi periodi di tempo, pari ad un anno se la depressione è in corso, e per due anni in caso di nuova crisi depressiva, ma la fiducia sull’avvento di questi farmaci è alta e mette d’accordo la comunità scientifica sul loro valore terapeutico.

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