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Quanto è utile il ‘pianoB’?

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Dalla ricerca del lavoro della propria vita fino alla scelta di spendere una serata in un posto piuttosto che in un altro, il piano B è una costante con la quale tutti noi ci confrontiamo ogni giorno. Si tratta della cosiddetta ‘alternativa‘, che non è la scelta principale, ma che molte volte rappresenta il male minore quando si tratta di prendere delle decisioni.

Gli studiosi dell’università di Zurigo si sono impegnati a valutare l’importanza e anche l’incidenza del piano B sulle scelte di ogni giorno e a misurare il suo rapporto con le aspettative personali delle persone. Ne è emerso uno studio interessante, che rivela un modello teorico pubblicato sull’autorevole rivista ‘Perspectives on Psychological Science’.

Secondo i ricercatori svizzeri, il piano B può diventare un vero e proprio boomerang, ovvero una sorta di profezia che può avverarsi perché non sono state spese le energie necessarie per far sì che il piano principale potesse avere luogo. In altri termini, il piano B può sia distrarre sia limitare le persone dal piano A e quindi renderlo meno perseguibile, sulla carta così come nella realtà.

L’attenzione chiede quindi di concentrarsi sul piano A, ovvero su quello principale, se si desidera che esso si avveri e di destinare alla confezione del piano B il giusto tempo e il giusto dispendio di energie. In questo modo tutte le risorse andranno a concentrarsi su quello che realmente si desidera e si può ‘cascare in pedi’ senza rubare attenzione al vero scopo, che si tratti di un biglietto del cinema così come del lavoro della propria vita.

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