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Psicologia: come sopravvivere alla negatività degli altri

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Molte persone sviluppano un senso di negatività forte, in quanto sono entrate a fare parte di un vortice che le porta a sentirsi sempre trascurate oppure vittime di chissà quali tremende manipolazioni del destino. Alcuni le chiamano personalità tossiche, altri, semplicemente, vittime, in quanto la loro tossicità può portare le persone che le ascoltano ad essere altamente contagiate e quindi a bruciare utili neuroni coll’intento di capire le loro disgrazie e di immedesimarsi nelle loro vicende. Tutto sbagliato, in quanto se si tratta di una persona che si comporta patologicamente in questo modo è importante difendersi, perché sta facendo del male a sé stessa e anche a noi. In che modo è quindi possibile reagire alla negatività delle altre persone?

Ve ne sono molteplici, alcuni intelligenti come il sarcasmo o l’ironia, altri diretti come la fuga a gambe levate. All’amica che ci racconta quanto bucato deve fare ogni giorno in modo insistente possiamo rispondere che molte donne nel mondo l’acqua per fare il bucato neanche ce l’hanno, quindi potrebbe iniziare a non lavare più i capi in segno di solidarietà. Se si tratta di una persona intelligente potrà capire e quindi limitare i danni. Anche l’affrontare a viso aperto questi comportamenti può essere utile, però rischioso, in quanto chi si comporta in questo modo spesso lo fa perché è entrato nel guscio dell’auto-commiserazione, un luogo difficile da riconoscere e anche da combattere, quindi un dialogo aperto può rivelarsi, nei casi più gravi, utile per aprire una strada più importante che richiede di coinvolgere degli specialisti.

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