La sofferenza psicologica in un aborto spontaneo

donna depressa

Quando da un test di gravidanza leggiamo  la risposta positiva tanto desiderata si iniziano ad attivare varie fantasie e aspettative di questa nuova vita a tre, con il passare dei giorni iniziano le analisi del sangue  e la prima ecografia, in cui si vede un piccolo fagiolino ma agli occhi dei genitori è già un bambino a tutti gli effetti.

Anche se si sa da poche settimane di aspettare un bambino, la coppia sente forte il senso di responsabilità sia fisico che psicologico e inizierà a pensare come la vita possa cambiare con questo nuovo arrivo.

I sintomi sono poco evidenti ma già ci si sente mamma e papà, le donne fantasticano sul cambiamento del proprio corpo, iniziano le prime nausee, e poi, all’improvviso, niente più, le nausee non si sentono e sale il sospetto, si vedono piccole perdite di sangue e iniziano le paure più grandi. E poi l’indesiderata notizia, il bimbo non c’è più.

La coppia si sente spaesata e incredula da questa notizia, vivendola come un vero e proprio lutto. Si vedono svanire tutti i sogni e tutti i progetti fatti fino a quel momento.

Le emozioni ad un aborto spontaneo sono tristezza, rabbia, lieve depressione, senso di colpa. Ci si chiede come mai sia accaduto, o cosa si è fatto per farlo accadere, se la colpa è nostra, uno sforzo o cos’altro, pensieri che tormentano la donna. E poi il vuoto assoluto.

Non sempre è possibile dare spiegazione ad un aborto spontaneo, nei primi tre mesi di gestazione accade nel 10-30% delle gravidanze e nella maggior parte dei casi le cause non sono controllabili, sono indipendenti dalle azioni della donna.

Questo evento viene vissuto come “contro natura”, anche se la percentuale che accada non è bassa e spesso avviene nella prima gravidanza, subentra un vuoto, uno sconcerto. L’inaspettato è sempre difficile da accettare.

In alcuni casi le donne hanno la necessità di tenersi impegnate tutta la giornata per evitare di pensare a cosa è successo, si buttano nel lavoro o in altri impegni, rischiando di diventare iperattive.

Si avverte un forte senso di solitudine, le donne pensano di non essere capite dagli altri, immaginando di dover affrontare tutto da sole.

Successivamente all’accaduto subentrano emozioni come angoscia, tristezza, e durante la giornata si alternano momenti di apatia con momenti di forte dolore e disperazione.

Spesso è difficile per le donne interagire con altre donne in gravidanza, vedere un pancione crescere può portare sofferenza.

Queste manifestazioni ovviamente cambiano da persona a persona, ma in linea generale un aborto spontaneo lo si vive come un lutto e in quanto tale deve essere elaborato.

Parlare con il partner del proprio dolore è il primo passo, la condivisione delle emozioni è necessaria, anche parlarne con amici e parenti è importante, perché potrebbero aiutarci a condividere la sofferenza, anche a livello materiale, come avere un aiuto in casa finchè non si ha la forza o la voglia di cucinare o fare altro.

In generale il lutto viene superato nei primi 6 mesi, periodo in cui si potrebbero avere alterazione del sonno, dell’umore e mancanza di appetito, se queste emozioni persistono oltre questo periodo sarebbe opportuno rivolgersi ad uno psicologo.

È consigliabile pensare ad un’altra gravidanza dopo qualche mese, quando ci si sente fisicamente ed emotivamente pronte.

Per superare questa brutta esperienza il primo passo è parlarne con il partner e condividere le proprie emozioni, chiudersi in se stesse potrebbe alimentare ancora di più la sofferenza. È importante non cercare di cancellare questa esperienza, consiglio di affrontarla e prendersi il tempo necessario per elaborarla.

Dott.ssa Daniela Ciccarelli, psicologa e psicoterapeuta, esperta in psicodiagnostica e psicoterapia familiare, è sessuologa clinica e mediatrice familiare. Svolge attività privata a Perugia in Via del Macello n. 4 Perugia e a Castiglione del Lago (PG) Per contatti 3392860568. Sito web: Psicologa Perugia

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