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Pet therapy contro l’autismo

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La pet therapy può aiutare sensibilmente il processo di miglioramento dei pazienti autistici, sia che si tratti di bambini che di persone adulte. In questi casi, gli operatori si avvalgono della presenza di cani e di altri animali per valicare molte barriere legate alla patologia stessa e quindi per instaurare un rapporto più profondo e positivo con i pazienti. Tra gli animali impiegati in questa incredibile terapia ci sono i Terranova, esemplari dalla stazza imponente ma dalla sensibilità acuta. I Terranova presentano un carattere dolce, affettuoso e sanno instaurare un rapporto empatico con i pazienti, soprattutto con i bambini. Ecco che i cagnoloni vengono impiegati nelle sessioni di terapia che aiutano i pazienti a sviluppare il movimento, con programmi di gioco e di attività fisica adatti alle loro problematiche.

Le terapie che vedono protagonisti gli animali e soprattutto i Terranova si basano essenzialmente sugli studi dello psichiatra statunitense Boris Levinson che, negli anni ’50, iniziò a proporre metodi di guarigione basati sulla presenza di animali e sulle successive ricerche effettuate dalla Delta Society. Queste ricerche e teorie sono state applicate in Italia dalla società I.T.A.C.A. che impiega la presenza dei Terranova nella cura di gravi handicap come l’autismo. Gli operatori lavorano in questo campo dal 1992 e l’equipe si compone di esperti operatori formati per trattare l’autismo con programmi mirati alla presenza degli animali, al fine di attuare un processo di miglioramento legato alle condizioni psicologiche, emozionali e fisiche dei pazienti. Finora la terapia è stata svolta in contesti agrituristici, contando su grandi disponibilità di spazio aperto e sulla possibilità di impiegare elementi acquatici, in quanto i Terranova amano moltissimo immergersi e giocare con questo elemento.

Ottimi risultati sono stati registrati nella cura di patologie che interessano lo spettro autistico, in quanto la presenza e l’azione attiva dei Terranova hanno aiutato gli operatori a creare un rapporto di fiducia con i piccoli e grandi pazienti, nonché a generare un processo di miglioramento notevole per quanto riguarda l’apparato motorio dei pazienti.

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