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Fertilità in crescita, tutti i numeri di una crisi: anche la psiche ha il suo ruolo

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Il 15% delle coppie soffrono di infertilità “primaria” o “secondaria” (a seconda che si tratti di una coppia che non riesca ad avere un primo figlio o un seocondo figlio).

Le cause dell’infertilità sono tante e diversificate, secondo uno studio: la fanno da padrone lo stile di vita, l’età della donna, l’uso e l’abuso di droghe, alcool e fumo e (fenomeno relativamente recente ma tutt’altro che trascurabile) le condizioni ambientali, dato l’inquinamento.

Sull’età del concepimento vale la pena di spendere due parole in più: la media italiana è più alta che nel resto d’Europa, nel nostro paese le donne si sposano intorno ai 28 anni e procreano dai 30 ai 33 anni. Considerato il fatto che la fertilità resta sufficientemente alta fino ai 35 e seguita a calare fino ai 40, le premesse non sono buone.

Se il focus si sposta sugli uomini, alle limitazioni fisiche (non legate all’età quanto al volume e alla motilità dell’eiaculato), i fattori principali sono legati all’ambiente e alla psiche. Negli ultimi 50 anni la percentuale di spermatozoi per millilitro si è quasi dimezzata, e più di un terzo dei casi di infertilità (il 35%) ha cause maschili. Trattandosi di un fattore molto variabile da soggetto a soggetto, il legame con l’aspetto psicologico e la reazione allo stress possono giocare talvolta un ruolo fondamentale. 

 

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