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Cosa evitare quando l’altro e’ teso, arrabbiato, preoccupato

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Può capitare che alla fine della giornata appena metti piede in casa l’altra metà non sia nel mood giusto,abbia il muso o sia abbia grane al lavoro.

La domanda double face è “cos’ hai?”

La domanda innocente e legittima ma spesso come una medaglia con due facce

L’idea è cercare di aiutare,di confortare,quinsi il fine è buono, ma spesso il risultato è proprio l’opposto di quello che avresti voluto

Le 3 regole d’oro

La cosa più importante, quando qualcuno è nello stato d’animo non ok, è imparare la comunicazione empatica

1 cerca di capire il suo stato d’animo

prova a metterti nei suoi panni,come ti sentiresti?

stai ne qui e ora e ascolta

2 preoccupati pure per come si sente

ma non svalutare la sua capacità di reagire come se fosse un essere limitato

E’ importante riconoscere,prendere per vero quello che l’altra persona sente o pensa (per me è importante quello che senti e pensi..E SONO CON TE)

3 rispetta il suo diritto di sentirsi così

rispettare questo diritto significa

  • non giudicare
  • non fare il terzo grado
  • non recitare la parte del mago con la bacchetta magica
  • non prenderla sul personale (non ha fiducia in me….non conto niente….mi nasconde qualcosa…)
  • non pretendere che quello che tu pensi,supponi,immagini sia esattamente la Verità

 Le 6 cose da non fare

1 minimizzare

quando tratti le emozioni, le preoccupazioni dell’altra persona come cose da poco ‘ma non è niente….’ Ne stai facendo un problema di stato..ma ti arrabbi per una cosa del genere?

Quale messaggio riceve l’altra persona?

quello che io sento,provo o penso….non ti interessa

2 razionalizzare

quando cerchi di far ‘ragionare’ l’altra persona,di farle capire che sta esagerando,che non è il caso e ti lanci in mille spiegazioni logiche (magari giuste per te) il risultato è di cancellare,spostare dal piano emotivo al piano mentale il problema.

E’ un altro modo di minimizzare

Quale messaggio riceve l’altra persona?

quello che io provo per te si basa sul niente

3 fare a gara a chi si lamenta di più

questo è un ‘gioco’ che scatta spesso per una sorta di rivalità. Non vuoi perdere il primo posto nel ruolo di chi si lamenta.

Quindi appena l’altro dice qualcosa scatta la frase ‘E io allora cosa devo dire che…..

Inizia la lista dei lamenti retroattivi,datati,delle recriminazioni prontamente ripescate nel dimenticatoio.

E’ una specie di gioco della bilancia dove c’è sempre qualcuno che ha il peso maggiore da portare.

Quale messaggio riceve l’altra persona?

non c’è spazio per quello che sento io,quello che provo non interessa.Valgono di più, gli interessano di più i suoi problemi,le sue emozioni.

4 ghe pensi mi

se l’altra persona si sente a disagio per una ragione o per l’altra ti senti in dovere di metterti in moto per risolvere il problema.’So io cosa fare’.

Spesso se l’altro cerca di spiegare che non è quello il problema o non accetta il ‘devi fare xxx …io al tuo posto direi…farei…ecco che rimani male

Quale messaggio riceve l’altra persona?

tu pensi che sono un incapace,un bambino che non sa che pesci pigliare mentre tu sai sempre cosa fare

Questo è trattare con condiscendenza ,fare i paternalisti,far scattare il meccanismo genitore /bambino

5 difesa

La prendi sul personale come se è colpa tua se l’altra persona si sente così quindi inizi a difenderti come se fosse un attacco diretto a te.Questo non porta da nessuna parte e alla fine tutti e due entrate nel campo negativo.

Quale messaggio riceve l’altra persona?

i miei stati d’animo,le mie paure….tu le butti in pattumiera

6 fare muro

In questo caso ti ritiri,metti un muro,rimani in silenzio,cambi umore perché hai i tuoi problemi, sentire le sue lamentele ti fa innervosire,non sai che cosa dire,tanto anche se parli è inutile..

In genere ci si mette a fare dell’altro o si fa finta di ascoltare pensando ai fatti propri,alle cose da fare il giorno dopo…

Quale messaggio riceve l’altra persona?

io adesso mo sento come se fossi in un deserto

 

Nel prossimo articolo cosa fare

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