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Attacchi di panico … Quelli veri!

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Ogni tanto, trasmissioni televisive affrontano come argomento centrale, fonte di attrazione per l’aumento di audience, delle “messe in scena” di crisi definite psicologiche o meglio  attacchi di panico.

In quel contesto televisivo viene data una definizione  (o forse no), in maniera frettolosa, in seguito a sintomi poco chiari scatenati da un improbabile opinionista alle prese con delle prove di un reality show. Evidentemente tutto fa brodo ed ascolto. Cerchiamo allora di chiarire la definizione di attacco di panico. Se pensiamo, solo per un attimo, che sono sempre di più i giovani adolescenti a soffrire di questo disturbo serio e, ripeto serio, è nostro dovere porre maggiore attenzione ed evitare di lasciarci invadere dalla confusione che ultimamente, soprattutto trasmissioni televisive diffondono.

Gli attacchi di panico (secondo il DSMIV, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) sono caratterizzati da un periodo preciso di paura o disagio intensi in assenza di un vero pericolo e sono accompagnati da almeno 4 dei seguenti sintomi che possono essere somatici o cognitivi ed includono: palpitazioni, sudorazione, tremori o grandi scosse, sensazioni di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea, vertigini, sensazione di testa leggera, derealizzazione o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, brividi e vampate di calore. L’attacco ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente l’apice (di solito in 10 minuti o meno), ed è spesso accompagnato da un senso di pericolo o di catastrofe imminente e da urgenza di allontanarsi.

Spesso con questo tipo di disturbo bisogna conviverci ma con l’aiuto di professionisti competenti e tramite tecniche di diverso genere a seconda della storia e della personalità del soggetto, si può imparare a prevedere gli attacchi e gestirli. E’ importante, dunque, comprendere che ciò che si sta vivendo in quei pochi minuti dipende da una causa psicologica (dopo aver escluso quella fisiologica) e che si è di fronte ad un disturbo d’ansia che non va sottovalutato.

L’ansia scatenante può essere trasformata in una risorsa da utilizzare ed incanalare su versanti positivi. In poche parole, l’informazione su questo tipo di disturbi è vitale, in quanto bisogna essere in grado di riconoscere un attacco di panico e distinguerlo da una semplice crisi da stress o da altre “scenate” che ci propongono. La sensazione è di essere in preda all’ansia che attanaglia, immobilizza e limita anche azioni quotidiane generalmente semplici e prive di pericoli. L’attacco di panico, infatti, dopo quei 10 minuti passa, ma resta sempre la paura dell’arrivo del prossimo ed il pensiero che può cogliere alla sprovvista fa vivere un malessere generalizzato e diffuso all’intero arco della giornata, è per questo motivo che definisco il disturbo immobilizzante.

Si può, però, attraverso un percorso psicologico serio arrivare ad essere tantomeno padroni dell’attacco di panico e non subirlo. Diffidate dunque dalle imitazioni e dai messaggi poco chiari che ci invadono; diffidate dagli attacchi di panico…da reality show. Per non parlare poi di alcune paure o fobie, (esempio le claustrofobie) che si superano nel giro di pochi minuti grazie ad una conduttrice improvvisata psicologa e ad una prova di “sopravvivenza”.

Ma  questa è un’altra storia…

 

 

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