Home / Notizie / Meno male che c’è il Grande Fratello che ci difende!

Meno male che c’è il Grande Fratello che ci difende!

/
/
/

Genitori che ritrovano i figli dopo vent’anni, triangoli amorosi, tradimenti e gelosie, tentativi di “approcci” e preliminari bollenti, questo ed altro offre la televisione italiana attraverso la messa in onda di programmi pomeridiani e reality show. Le statistiche offrono dati sempre più massicci circa l’ormai passata passione per i reality, se provate a chiedere in giro, infatti, nessuno li guarda e tutti li snobbano.

Eppure continuano a esistere in tv: trasmissioni come il “Grande Fratello” e “Pomeriggio Cinque” fanno ancora ascolto; anch’io facendo zapping spesso vengo attratta da qualche storia strappalacrime o pettegolezzo allettante.

E Allora? E’ forse vero che gli italiani amano tanto criticare la televisione ma in realtà poi conoscono alla perfezione ogni palinsesto televisivo? Ma soprattutto: è vero che ascoltare storie “vere” e vedere la quotidianità vissuta da altre persone attrae l’attenzione in maniera quasi ipnotica?

Le storie inscenate dagli autori televisivi, tutte diverse tra loro, hanno in comune una caratteristica, tutte sollevano stati emotivi e affettivi intimi e profondi dell’animo umano e per questo rispecchiano tante altre storie al di là dello schermo (a prescindere dalla veridicità della storia raccontata).

Proviamo ad immaginare quale impatto emotivo può essere, per una ragazza di vent’anni, rivedere il padre che l’ha abbandonata diciotto anni prima? In tv anche ciò che è solo immaginabile possiamo vederlo e ad un prezzo emotivo molto più basso sia per chi sta vivendo in prima persona l’accaduto sia per chi osserva da casa.

Da osservatrice e telespettatrice, con qualche deformazione professionale, mi sono fatta la mia idea e vi dico cosa ci vedo dietro tutto questo.

Nel momento in cui si accendono i riflettori, il calore delle luci e tutto ciò che la macchina da presa rappresenta, anestetizza il dolore che, per quanto sballottato in diretta viene comunque percepito dai protagonisti come protetto da una patina illusoria che fa da schermo e da guardia del corpo nei confronti della realtà. Paradossalmente, quindi, risulta più facile aprirsi ed esporsi, denudarsi completamente (sia emotivamente che fisicamente) di tutto ciò che magari per anni si è saputo gestire o soffocare.

“Tanto che ci frega c’è il grande fratello che ci difende o la zia Barbara che tanto ci vuole bene”.

E questo, visto da un certo punto di vista può fare addirittura bene, in quanto, si attiva una sorta di terapia d’urto “tutelata” da tanti specchi unidirezionali. Ciò che viene a galla sono stati d’animo e parti di sé che, in situazioni normali, di quotidianità, non potrebbero mai emergere.

Ma purtroppo per quanto il grande fratello è buono, non è mica scemo! Finito il programma, spenti i riflettori caldi ed abbaglianti torna a fare il suo lavoro con altre storie ed altri copioni da inscenare.

E allora cosa succede a questi tanti topini da laboratorio che hanno riunito attorno alla tv tantissimi telespettatori?

Tante televendite ed ospitate e nel migliore dei casi qualche anno di psicoterapia e si spera che questa volta lo psicologo non sia qualche altro format televisivo.

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

It is main inner container footer text