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L’amore e i rischi suicidari

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Negli anni novanta, due ricercatori dell’Università di Birmingham, S.M. Davenport e J. Birtle hanno pubblicato un interessante articolo sulle correlazioni tra la frequenza degli atti parasuicidari1 e il giorno di San Valentino.

Davenport e Birtle hanno iniziato ad interessarsi all’eventualità di una relazione tra i due fenomeni quando durante un turno in Pronto Soccorso il giorno di San Valentino hanno notato un numero insolitamente alto di ricoveri per atti parasuicidari, in particolare per sovradosaggio di medicinali.

Gli studi finora condotti sottolineavano l’esistenza di una correlazione tra parasuicidio ed eventi stressanti quali disoccupazione, relazioni insoddisfacenti e malattie fisiche, ma non erano presenti in letteratura riscontri riguardo la festività di San Valentino.

 

Per la ricerca gli studiosi hanno proceduto registrando dagli archivi degli ospedali della città di Birminghan il numero degli accessi al Pronto Soccorso per atti parasuicidari, nel periodo dal 1983 al 1988, in quattro giorni specifici dell’anno: San Valentino, Natale, il 7 febbraio e il 15 agosto. Il giorno di Natale è stato scelto per poter confrontare i dati con un’altra festività a forte impatto emotivo, mentre il 7 febbraio e il 15 agosto sono state le date di controllo scelte con l’intento di evitare gli eventuali effetti collaterali dovuti alla stagione o al giorno della settimana.

In questo modo, furono registrati 170 casi di parasuicidio, di cui la maggior parte (69 casi) proprio nel giorno di San Valentino, seguiti da 45 casi nel giorno di Natale ed i restanti casi negli altri due giorni.

Un altro fattore interessante riscontrato riguarda l’età dei pazienti seguiti. Infatti, nei giorni di San Valentino e di Natale l’età media dei soggetti interessati era di rispettivamente 21 e 22 anni, mentre il 7 febbraio era di 28 anni e il 15 agosto di 31 anni. Come maggiore era anche la percentuale di adolescenti coinvolti il giorno di San Valentino, seguiti dal giorno di Natale e dagli altri due giorni di controllo.

 

Nonostante questo studio non sia sufficiente per affermare una connessione casuale tra la festa di San Valentino e l’aumento di atti parasuicidiari, l’esperienza clinica pregressa dei due ricercatori li porta comunque a sottolineare l’alta possibilità che questa relazione esista. La maggior incidenza di casi parasuicidari durante il Natale rispetto alle due giornate di controllo è da considerare un ulteriore indicatore della possibilità che l’aumentata pressione sulle relazioni interpersonali sia da considerare come un fattore eziologico.

In ogni caso, gli atti parasuicidari sono eventi da non sottovalutare. Una recente ricerca dell’Università di Padova ha dimostrato che più del 50% dei soggetti che hanno messo in atto un tentativo di suicidio, reitereranno il tentativo. Il 20% di questi, entro i 12 mesi. I fattori di rischio per il suicido sono diversi e molto complessi da comprendere; un atto parasuicidario è un gesto grave che, anche se può non comportare conseguenze fisiche importanti, richiede di essere compreso nelle sue motivazioni.

Per questo motivo è fortemente consigliato far seguire la persona in questione da uno specialista che l’aiuti a trovare risposte più funzionali.

 

1 Parasuicidio: atto ad esito non fatale in cui un individuo mette in atto deliberatamente un comportamento non abituale che, senza l’aiuto di altri, danneggia se stesso; oppure ingestione in eccesso di una sostanza generalmente riconosciuta come terapeutica che gli/le era stata prescritta o consigliata in dosaggio terapeutico, mirando ad ottenere, in diretta conseguenza di ciò, un danno fisico. Definizione Organizzazione Mondiale della Sanità

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