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Ipad & Cartaceo: due generazioni a confronto!!!

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Quando si inizia a leggere un libro, meglio se un romanzo, si intraprende un viaggio avventuroso alla scoperta di mondi ignoti. Ciò che andremo a “spiare” è qualcosa di sconosciuto. Attraverso le parole che si susseguono ci accingiamo a camminare altre strade, ad abitare altri spazi, a contemplare altri paesaggi: ci accingiamo cioè a sperimentare noi stessi attraverso il vissuto raccontato.

Quando leggo prendo del tempo per me, sospendendo il vissuto quotidiano. Entro in un mondo diverso da quello che mi trovo a vivere. Mentre leggo la scrittura si trasforma in voce capace di evocare nuovi significati. Mi rispecchio e identifico nei vissuti descritti nel testo. Mi confronto scoprendo che vivo delle emozioni uguali, opposte o contrastanti rispetto a quelle emerse dalla lettura.

Con le nuove tecnologie e soprattutto con la nascita dell’I-Pad non possiamo non tener conto di come il potere della lettura acquista un nuovo significato. Confrontandomi con alcune persone riguardo questo nuovo modo di leggere ho sentito spesso dire: “No!Non cambierei mai il mio modo di leggere, preferisco il libro, le pagine…”; “E’ tutt’altra emozione girare e curiosare tra gli scaffali di una libreria alla ricerca del titolo giusto…”. Poi ho sentito anche: “E’ molto meglio leggere con l’Ipad, sai? C’è qualcosa di magico e affascinante…”; “Mi invoglia molto con le sue tante possibilità e soprattutto leggo, leggo e leggo senza accorgermene: mi ritrovo ad aver divorato un intero libro!!!”.

Riflettendo su questi due diversi pensieri e sul diverso modo di concepire la lettura mi sono accorta di una cosa molto semplice e apparentemente banale: il modo diverso di concepire la lettura sul cartaceo o con l’Ipad dipende molto dalla diversità delle generazioni. Non a caso i giovani abituati al computer da sempre sono quelli che mi hanno offerto le opinioni positive sull’Ipad. Bella scoperta direte voi!

Eppure il passaggio generazionale deve aiutarci a capire molte cose, in quanto si trascina dietro il cambiamento delle abitudini sconvolgendo anche le priorità e i valori. Il cartaceo sarà per la nuova generazione (per i nostri figli, quelli che sono nati da un paio d’anni e a maggior ragione per quelli che nasceranno entro un paio d’anni) un qualcosa di superato ma nello stesso tempo un qualcosa che acquisterà grande valore. I nuovi giornalisti e scrittori si troveranno a lasciare scritto sulla carta tutto ciò che dovrà restare e che sarà visto come omaggio alla cultura e alla letteratura. Il cartaceo come memoria e stabilità, il digitale come cambiamento e fluidità, questo potrebbe essere un binomio sorprendente che potrebbe aiutarci nel complicato passaggio generazionale/tecnologico accogliendo una visione di fusione tra i due modi di concepire la lettura e abbandonando la possibilità di una inevitabile rottura! E’ un augurio questo e un incoraggiamento per tutti quelli che vedono in questo passaggio un sacrilegio piuttosto che un’innovazione.

E’ interessante riflettere su quanto attestato dalla Apple: “ Si vende un iPad ogni tre secondi”, motivo in più per provare a sfruttare questo strumento. E allora valutiamo come può essere utilizzato a nostro vantaggio. Una delle tante possibilità che ci viene offerta dall’iPad è quella di poter possedere una biblioteca elettronica: l’iBook. Una libreria a portata di mano che aiuta soprattutto i più pigri a leggere senza recarsi in libreria e senza dover sbirciare tra gli scaffali alla ricerca del libro più adatto. Perché non utilizzare allora l’I-Pad per invogliare chi, per motivi diversi (dai meno seri a quelli più invalidanti) è costretto a vivere una situazione di staticità sia fisica che emotiva? Per far emergere la curiosità a chi non può ricercare tra gli scaffali di una libreria? Consideriamo allora anche la possibilità del digitale per non rischiare di perdere il grande potere curativo che ci offre la lettura. Consigliare ad un paziente la lettura aiuta la crescita personale e la rielaborazione di vissuti emotivi. Se la lettura poi avviene tramite l’I-Pad si possono scoprire altre possibilità e perché no? Altri input che il paziente e il terapeuta potrebbero trovare interessanti. Pensiamo dunque alla possibilità di una biblioterapia interattiva intesa come un “processo interattivo” che, partendo dalla lettura, vuole stimolare la riflessione e il cambiamento personale attraverso diversi canali di comunicazione che il web consente. Lo scopo resta sempre lo stesso: il supporto della salute, fisica, psicologica e sociale.

Tra i vantaggi della lettura digitale: Trovare un libro stando comodamente seduti sul divano di casa;sceglierlo tra una vasta gamma di titoli, anche quelli più irreperibili e di nicchia;sfogliarlo soddisfacendo qualsiasi curiosità semplicemente cliccando sullo schermo e guardando foto e video ad esso collegati; diffondere la lettura tra i giovani lettori attraverso il web e i tanti stimoli che questo richiama. Mi sento di dire, dunque, che, molto probabilmente, come è stato in passato per altre tecnologie diventate poi di uso giornaliero, così succederà anche per questo nuovo aggeggio che ci offre, quindi, la possibilità di avere una biblioteca portatile. I “vecchi” nostalgici dovrebbero sforzarsi di aprire le loro braccia agli “entusiasmi giovanili”. Naturalmente come tutte le generazioni a confronto lo scontro sarà inevitabile!

Intanto io ne approfitto per sfogliare ancora una volta le pagine di un libro assaporandone l’odore che queste emanano, fissandolo dentro di me come qualcosa di raro e quasi estinto.

 

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