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Il cinema e l’inconscio

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Una grande stanza buia dove poter estraniarsi e sospendere l’attenzione per circa due ore entrando in un’altra realtà. Una realtà completamente diversa da quella che si vive tutti i giorni. “Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo” afferma Umberto Eco.

Questo è il cinema, solo apparentemente, però, uno strumento d’evasione. Se invece scendiamo più a fondo e proviamo ad analizzare questa “grande fabbrica dei sogni” ci accorgeremo che il cinema è qualcosa di più, uno strumento capace di parlare direttamente all’inconscio dello spettatore.

Musatti nel 1971 ha evidenziato come l’inconscio risuona emotivamente di fronte alle immagini filmiche. La cinematografia rivela quindi contenuti psichici resistenti ad essere riconosciuti e identificati. Le immagini in movimento presentate allo spettatore sono reali e capaci di far prendere corpo ai desideri più “irreali” quelli che ogni individuo nasconde dentro di sé.

Chi guarda un film mette in atto due meccanismi importanti: l’identificazione e la proiezione. Attraverso l’identificazione vengono assimilati tratti di personalità dei protagonisti che una volta modellati possono entrare a far parte della vita dello spettatore. Le situazioni inscenate dai film e le emozioni con le quali lo spettatore si identifica possono quindi essere trasferite sul “palcoscenico” della vita. Con la proiezione, invece, avviene che lo spettatore sposta i propri sentimenti o parti di sé sui personaggi del film. Il cinema, infatti dà la possibilità di vivere tantissime vite e di guardare il mondo da punti di vista sempre differenti.

Il cinema presenta delle affinità e delle differenze con il sogno:

Sia il sogno che il cinema trasportano il soggetto in una situazione diversa da quella della vita reale; i film come i sogni consentono di soddisfare i desideri più nascosti e sia per sognare che per guardare un film è necessaria la sospensione dell’attività vigile; i film come i sogni, inoltre, si dimenticano per poi lasciare tracce nella memoria. Tra le differenze invece riscontriamo che: lo spettatore di un film è in una posizione di passività mentre il sognatore “costruisce” da sé i propri sogni; il sogno è individuale, la cinematografia è rivolta ad un pubblico; chi sogna non è consapevole, lo spettatore invece sa di trovarsi al cinema; inoltre l’immagine che viene riprodotta al cinema è un’immagine reale e non mentale come quella del sogno e il film non è allucinatorio come il sogno, ma può essere definito immaginario. L’area “fantasmatica”, che viene fuori attraverso le immagini che ognuno di noi è in grado di costruire nella propria testa, è di fondamentale importanza per entrare in contatto con noi stessi e con ciò che sentiamo emotivamente, dobbiamo solo farci un po’ più di attenzione e non lasciare che queste immagini scorrano inosservate!

Per concludere vorrei riproporre una frase di Federico Fellini, sul cinema, che dice:

“Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio”

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