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Dire No: per le donne e’ piu’ difficile

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Dire di No è spesso difficile specie con le persone con le quali abbiamo legami di amicizia o di affetto. Per le donne poi c’è un ostacolo in più.

Le donne spesso e volentieri regalano a piene mani tempo, energia, ascolto e anche amore, si caricano sulle spalle casa, figli, lavoro come una dea Kalì dalle mille braccia mettendo i propri bisogni al secondo, terzo..ultimo posto. E’ altruismo? No. E’ la sindrome di Atlante

 La sindrome di Atlante

Ti ricordi del mito di Atlante condannato da Giove a sorreggere per l’eternità sulle sue spalle la volta del cielo? Come Atlante noi donne ascoltiamo la voce dei ‘devo’ dentro di noi: di caricarci dei problemi in famiglia, al lavoro tranne poi lamentarci per la stanchezza, perché non abbiamo un momento libero per fare qualcosa che ci interessa.

Difficile imparare a essere egoiste e ‘cattive’sia dentro le quattro mura che al lavoro, quindi a denti stretti diciamo sì…con un sorriso stampato e delle onde di crampi allo stomaco. Anche le donne più indipendenti spesso devono resistere alla tentazione di ricadere nella trappola del buonismo fine a se stesso.

 6 ragioni per non dire NO

1 vuoi accontentare, non vuoi offendere, deludere xxx

2 ti hanno insegnato che dire NO è da egoisti

3 in fondo in fondo il favore, l’impegno, la disponibilità.. li ha chiesti a te e questo ti fa sentire importante e utile e a te piace sentirti utile

4 al momento non sai come dire NO e cavartela

5 meglio dire di sì..potresti sempre aver bisogno oggi o domani

6 come faccio a dire di No…se non lo faccio io…se non lo/la aiuto nessuno lo farà

Mettersi prima degli altri non è essere egoiste o cattive. E’ fare rispettare le proprie priorità ed esigenze(e rispettare se stesse). Per farlo e’ importante ascoltarsi. Perdere la capacità di dire no vuol dire perdere il contatto con se stessi e con ciò di cui abbiamo bisogno.

 I 6 vantaggi del NO

1 dire No ti dà la libertà di scegliere cosa è meglio per te in quel momento.

2 è un modo per onorare sia i tuoi confini sia quelli dell’altra persona.

3 guadagni rispetto per te stesso

4 guadagni rispetto dagli altri perché sei tu che mostri agli altri come vuoi essere trattato, cosa permetti loro di dire e fare nei tuoi riguardi.

5 hai più tempo di fare le cose che vuoi fare.

6 ti aiuta a esprimere quello che ‘senti’ e ad assumerti la responsabilità dei tuoi stati d’animo e a dare agli altri la responsabilità per i loro.

Ute Ehrhardt nel suo libro “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto” insegna a credere nel proprio talento e smettere di rinunciare alle proprie aspirazioni per paura di perdere l’approvazione di mariti, fidanzati, figli, datori di lavoro. Se vogliamo dare un buon modello a figli/e prendiamoci cura dei nostri bisogni e anche loro impareranno a fare altrettanto nella vita. Quando una persona ti chiede un favore non dire automaticamente di sì.

Fermati un attimo e ascoltati cosa senti veramente?

Se dici sì per paura, se senti rabbia, risentimento, irritazione è il momento di iniziare a tirare una nuova linea di confine. Di’ a te stessa: “Voglio andare fino a qui, ma non oltre”.

 “Non conosco una via infallibile per il successo, ma soltanto una per l’insuccesso sicuro: voler accontentare tutti.”

  (Platone)

LA CARTA DEI DIRITTI

Il diritto ai propri valori, pareri ed emozioni.

Il diritto di cambiare, modificare e sviluppare la propria vita come meglio si crede.

Il diritto di decidere come e dove dirigere la propria vita, stabilire le proprie priorità e obiettivi.

Il diritto di decidere e di valutare il proprio comportamento, i propri pensieri, le proprie emozioni e di essere il giudice di se stessi (e di assumersene la responsabilità.)

Il diritto di non offrire ragioni o scuse per giustificare il proprio comportamento.

Il diritto di valutare se si ha la responsabilità di trovare una soluzione ai problemi degli altri.

Il diritto di vedere rispettati i propri bisogni e limiti.

Il diritto di dire agli altri come si desidera essere trattati.

Il diritto di sentirsi liberi dall’approvazione degli altri prima di entrare in relazione con loro.

Il diritto di prendersi il tempo e l’aiuto necessari a formulare le proprie idee e desideri prima di esprimerli.

Il diritto a chiedere aiuto e informazioni senza vergogna o di colpa.

Il diritto di dire “Non capisco”.

Il diritto di commettere errori e di esserne responsabile.

Il diritto di cambiare idea o a volte anche a comportarsi illogicamente.

Il diritto di piacersi anche se non si è perfetti.

Il diritto di essere anche illogici nel prendere decisioni.

 

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