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Quando il partner soffre di un disturbo psicologico

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Una strategia per affrontare i momenti critici

Secondo recenti studi, il 38,2% della popolazione europea, ogni anno, va incontro a qualche disturbo psicologico. Come si può dedurre dal dato statistico, quindi, avere accanto una persona che abbia un problema di questo tipo è una condizione piuttosto frequente, anche se tutt’altro che facile da gestire, soprattutto nei momenti più critici.

In questi casi, le reazioni del partner di fronte ai sintomi della malattia possono essere molto disfunzionali, perché dettate dalla paura o dalla frustrazione, più che da un’attenta analisi del problema. E poiché alcuni disturbi tendono a ripresentarsi con episodi ricorrenti, diventa fondamentale gestire la situazione con modalità forse meno “istintive” ma più efficaci. Invece di improvvisare, infatti, si può cercare di capire esattamente cosa fare per aiutare il partner. A questo scopo, una semplice strategia, raccomandata da alcuni terapeuti, può rivelarsi davvero utile: stilare un elenco di comportamenti da tenere nel caso in cui la situazione peggiori. Avere un piano d’azione per le emergenze, infatti, serve ad eliminare la confusione e il senso di impotenza.

Ecco dei suggerimenti su come procedere.

Per prima cosa è bene che tra i partner ci sia accordo su quali siano i segnali della malattia, cercando di descriverli in modo accurato. Se, ad esempio, un membro della coppia soffre di depressione, alcuni comportamenti come “stare sul divano tutto il giorno”, “non andare al lavoro”, “trascurare il proprio aspetto” potrebbero essere considerati un campanello d’allarme. Se invece il partner soffre di un disturbo d’ansia sarebbe meglio non sottovalutare “il frequente evitamento delle situazioni sociali” o il “continuo rimuginare su ciò che procura ansia”. I partner possono individuare i sintomi che si presentano più spesso, in modo da riuscire a riconoscere con buona approssimazione l’inizio di un nuovo momento critico. Se si hanno dei dubbi o delle difficoltà nell’identificare i segnali della malattia, lo psicoterapeuta o lo psichiatra possono fornire maggiori indicazioni in tal senso.

Successivamente, è bene discutere di come il partner intenda essere aiutato, qualora i segnali facciano presagire l’aggravarsi della sua condizione. Spesso, le persone lamentano che il proprio compagno di vita, nonostante l’amore e l’affetto, in certi momenti non sappia essere d’aiuto. Tuttavia, sono incerte nel riferire cosa il partner dovrebbe concretamente fare per alleviare il loro disagio. Per cercare di capirne di più, dunque, si possono porre alcune domande in riferimento a specifiche situazioni, come ad esempio: “Quando ti senti così giù da non riuscire ad alzarti dal letto, cosa posso fare per aiutarti? Come posso risollevarti?”. “Quando sei arrabbiato e cominci a sbattere porte o rompere oggetti, cosa posso fare per calmarti?”. O ancora: “Come posso convincerti a chiamare il tuo medico e a prendere i farmaci che ti sono stati prescritti?”. Le risposte saranno poi annotate e riportate in una lista. Anche in questa fase, è consigliabile consultare lo specialista, che può aiutare la coppia a selezionare i comportamenti adeguati da adottare. Una volta completata, la lista potrà essere consultata da entrambi i partner che, quindi, saranno in grado di affrontare in maniera proattiva e consapevole i momenti problematici, ogni volta che si ripresenteranno.

 

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