Il fenomeno della Dispersione scolastica
Capita spesso di venire a conoscenza di ragazzi che abbandonano la scuola, ancora prima di ottenere un titolo di studio finale. A volte si interrompe l’anno scolastico, altre volte non ci si iscrive all’anno successivo, in altri casi si fanno continue assenze.
Tale fenomeno viene definito “abbandono o dispersione scolastica” (drop-out).
Ci si riferisce quindi ad una anomalia dei processi di formazione, determinata dall’effetto dei soggetti che abbandonano il percorso scolastico. A ciò si associa anche l’insufficiente capacità della scuola di rispondere con un’adeguata offerta ai bisogni della popolazione in formazione.
La dispersione scolastica, comunque, non si identifica solo con l’abbandono scolastico, ma include anche fenomeni quali: l’irregolarità nelle frequenze, i continui ritardi, le mancate ammissione agli anni successivi e le ripetute bocciature, che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema scolastico.
Per quanto concerne l’incidenza del fenomeno, questo sembra essere molto frequente, sia in Italia che in Europa in generale. Nella nostra Nazione, nello specifico, esiste un divario notevole tra il Nord ed il Sud del Paese, in quanto quest’ultimo risentirebbe maggiormente del fenomeno. In Sicilia e Campania, infatti, la dispersione scolastica sembra coinvolgere rispettivamente il 15% ed il 14% degli studenti che frequentano la scuola dell’obbligo.
È soprattutto nel passaggio tra la fine della scuola media e l’inizio delle superiori che il fenomeno raggiunge il suo apice. Spesso, infatti, i ragazzi terminano la scuola secondaria inferiore con scarsa motivazione e, dopo aver scelto l’istituto superiore, frequentano solo il primo anno scolastico, per poi abbandonare completamente il sistema scolastico.
Le cause non devono essere attribuite solo allo studente, accusato di non avere motivazione ed interesse per la scuola, ma sono anche rintracciabili nel contesto scolastico, che non riesce ad assicurare continuità agli studenti.
Tra le possibili cause del fenomeno, emergono:
le condizioni socio-culturali della famiglia (es. disoccupazione o basso livello culturale dei genitori);
la mancanza di un ambiente formativo ricco e stimolante;
dinamiche soggettive dello studente (es. mancanza di autostima e/o motivazione, difficoltà relazionali con il gruppo classe, ecc…);
eventuali difficoltà di apprendimento o cognitive del ragazzo, che non sono mai state individuate.
Gli effetti della dispersione scolastica hanno ripercussioni sia a livello socio-culturale ed economico (rischio di basso livello di scolarizzazione e di analfabetismo, che possono causare una povertà culturale e la reale difficoltà per il giovane di avere adeguate aspettative per il futuro), sia a livello personale, in quanto si possono avere delle ripercussioni sull’autostima del soggetto e sul suo senso di autoefficacia.
Vista la complessità del fenomeno e i suoi effetti, anche a lungo termine, è necessario predisporre interventi che tengano conto di tale complessità, e coinvolgano anche diversi attori.
Nello specifico, è necessario intervenire all’interno del sistema scolastico, al fine di formare gli insegnanti sul fenomeno del drop-out. Ciò può essere attuato attraverso corsi di formazione, che mirino a dare chiare indicazioni sul fenomeno, sulle sue cause ed effetti. Tali incontri avranno anche lo scopo di migliorare le competenze degli insegnanti nell’identificare gli eventuali studenti a rischio, (es. notare se un alunno fa troppe assenze, o se non sembra essere del tutto integrato all’interno della classe, o se presenta particolari situazioni socio-familiari di svantaggio e deprivazione).
L’intervento deve anche coinvolgere gli alunni, specie quelli delle scuole medie e superiori.
Con gli studenti delle scuole medie, si ritiene opportuno attuare dei percorsi di orientamento che mirino ad incrementare la consapevolezza degli studenti sulle scelte formative. Nello specifico, offrire ai ragazzi l’opportunità di conoscere le proprie attitudini, interessi e motivazioni e favorire l’acquisizione di consapevolezza dei propri criteri di scelta.
Nelle scuole superiori, invece, si può intervenire attraverso la creazione di uno sportello scolastico, attivo durante l’orario scolastico e gratuito per studenti, genitori ed insegnanti. Lo scopo di tale sportello è quello di creare, all’interno della scuola, un punto di riferimento a cui rivolgersi per le diverse problematiche che possono intervenire. Sarà possibile, ad esempio, promuovere negli studenti la motivazione allo studio e la fiducia in se stessi e consentire l’ascolto e lo sviluppo di una relazione di aiuto anche per la prevenzione del disagio evolutivo e dell’abbandono scolastico.
Come precedentemente detto, l’intervento deve vedere il coinvolgimento di molte figure, quindi deve essere rivolto anche ai genitori, al fine di potenziare le loro competenze di empowerment ed educative, e all’intero contesto socio-educativo in cui sono inseriti i ragazzi.
Avendo analizzato le principali ripercussioni di tale fenomeno, sia per il singolo studente che per la società in generale, si evince come sia importante prevenire il fenomeno della dispersione scolastica.
L’intervento deve quindi avvenire in maniera tempestiva, senza sottovalutare il fenomeno, e deve essere attuato da professionisti che conosco appieno la complessità del fenomeno della dispersione scolastica.
Bibliografia
Lunetta, F., Pulvirenti, N. (1993) Dispersione scolastica e <<drop-out>> sociale. Analisi dei principali indicatori di rischio e di disagio socio-educativo. CUECM Editore, Catania.





















