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Psicologia del quotidiano: istruzioni per l’uso

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Disciplina trasversale, rivolta a tutti, la psicologia non è più inquadrata negli ultimi anni solo come analisi introspettiva di lunga durata, ma anche e soprattutto come strumento utile per la risoluzione di piccoli e grandi problemi della vita del quotidiano. Trend del momento, o risorsa per tutti?

 Attualmente la psicologia si propone sempre di più il rivolgimento all’uomo non più come oggetto di analisi e osservazione, ma come fruitore attivo di servizi e tecniche applicabili soprattutto nella vita quotidiana. Siamo circondati da metodologie sempre più specifiche e pratiche, come l’interpretazione della scrittura, l’analisi dei movimenti facciali, gestuali e corporali, tecniche psicopedagogiche per il miglioramento delle capacità relazioni; insomma ce n’è per tutti i gusti, anche se è importante valutare quanti e quali di queste tecniche sono ben radicate su un solido sostegno teorico.

Ho deciso di dedicare questo approfondimento di Psicozoo proprio alla psicologia del quotidiano, a tutti quei piccoli consigli e suggerimenti pratici che possono tornarci utili durante la giornata, e che trovano le proprie radici in secoli di storia della psychè umana, e che oggi possono essere adattati alle nostre esigenze e bisogni di ogni giorno.

Quali sono le origini della psicologia del quotidiano?

Per cominciare, è bene comprendere come questo tipo di psicologia non è soltanto un trend della storia contemporanea, ma trova le proprie origini addirittura nel 1904, con il testo lasciatoci da Sigmund Freud, padre fondatore della psicoanalisi, e che ancora oggi è un testo di culto per gli addetti ai lavori, “Psicopatologia della vita quotidiana”.

“L’aria pullula di sortilegi, che nessuno più sa come evitarli”. Questa frase del Faust segna l’introduzione a questo testo, assolutamente innovativo per l’epoca, poiché prendeva in esame una cerchia di argomenti, quali i lapsus, amnesie, dimenticanze, sbadataggini, mai prese in esame prima, e soprattutto perché la facile lettura permetteva un approfondimento da parte di tutti coloro che ne erano interessati, anche attraverso l’utilizzo di chiari modelli esemplificativi.

In questa analisi Freud sosteneva come anche i più piccoli errori non erano accadimenti incidentali, ma manifestazioni sintomatiche dell’inconscio, al pari dell’interpretazione dei sogni, altro argomento lungamente trattato, di cui questo testo ne è l’ideale continuazione.

Le diverse forme trattate

 Dimenticanza dei nomi propri. E’ associata spesso a un processo di repressione verificatosi poco tempo prima e alla possibile associazione tra il nome e l’elemento represso poco tempo prima. In ogni caso la dimenticanza è dettata da rimozione

Dimenticanza delle parole. Sono associati a una forza perturbante della parola, legata spesso a un ricordo spiacevole, generalmente legato a una dinamica familiare, anche se molto spesso le parole dimenticate erano completamente estranee a dinamiche emotive (dimenticare il nome di una stazione, o di un verso).  

Ricordi d’infanzia e di copertura. E’ legato ai ricordi falsati, completamente o in parte, dell’infanzia, che vengono agiti dall’età adulta. E’importante sottolineare come Freud riconosce i ricordi d’infanzia come i più saldi e resistenti della vita, lontani dalla frase spesso usata “sono bambini, non capiscono, non ricordano niente”.

Lapsus. Ricordiamo un esempio celebre, di un professore che disse durante una commemorazione “E’ per me una vera noia(invece che gioia) enumerare le doti del mio collega”. I lapsus rappresentano delle evidenze di pensieri, consci o meno, che emergono generalmente proprio nelle occasioni meno opportune.

Sbadataggini. Le motivazioni possono essere molteplici, legate per esempio al desiderio di novità, per cui si rompono degli oggetti nel desiderio inconscio di rinnovarsi, oppure in casi più seri si agisce contro cose e persone altre per evitare di infierire contro la propria vita e integrità, come evidenziato in casi estremi dalle sofferenze causate ai figli per non ammettere a se stessi il dolore di una relazione matrimoniale ormai giunta agli sgoccioli.

Superstizione e credenza nel caso. I demoni e gli spiriti, secondo Freud, agivano come cattivi desideri inconsci, difficilmente ammissibili alla coscienza, e si riversavano quindi nelle credenze magiche e non spiegabili razionalmente.

 Nei prossimi articoli analizzeremo con maggiore dovizia quegli episodi della routine quotidiana, che ci possono aiutare a comprendere con maggiore attenzione non solo quello che ci accade, ma anche e soprattutto le modalità con cui ci relazioniamo con gli altri. Inoltre, una serie di suggerimenti pratici potranno aiutarci nelle piccole vicissitudini di ogni giorno, ponendo un occhio attento soprattutto a noi stessi e al modo in cui ci mostriamo agli altri.

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