L’altra faccia dell’invidia: la Schadenfreude

invidia


Nelle avversità dei nostri migliori amici, troviamo spesso qualcosa che non ci dispiace.
La Rochefoucauld


Da un episodio dei Simpsons
Lisa: “Papà, lo sai cos’è la Schadenfreude?”
Homer: “No, non lo so cos’è la Schadenfreude. Ti prego dimmelo perché muoio dalla voglia di saperlo…”.
Lisa: “è una parola tedesca che indica la gioia meschina di provare piacere per le sofferenze altrui.”
Homer:”Oh, andiamo, Lisa. Sono solo felice di vederlo andare a terra sul suo sedere! Di solito è così felice e sicuro, e sostenuto dai suoi  cari…. Ragazzi,questi tedeschi hanno una parola per ogni cosa!

Chi non ha mai riso della sfortuna di qualcuno antipatico oppure sentito dire ’spero che gli venga un….’ Se gli va male sono contento’.. se l’è meritata..?
E’ una specie di soddisfazione quando a  qualcuno che ci sta sulle scatole capita un problema,una grana…
I tedeschi hanno coniato una parola precisa che non esiste nella nostra lingua schadenfreude Schaden danno) e Freude (gioia).

L’invidia spesso porta a una sorta di aspettativa di vedere che, proprio quella persona che ci ha superato in un esame,al lavoro ha un problema o se la passa male.
Sotto sotto sentiamo una sottile soddisfazione come se in qualche modo fossimo risarciti dalla ingiustizia.

L’invidia,inutile negarlo,fa parte del nostro bagaglio emotivo e a volte può essere persino utile per scaricare lo stress quotidiano.
Hidehiko Takahashi,dell’Istituto Nazionale giapponese di Scienze Radiologiche,ha dimostrato scientificamente che a livello cerebrale si attivano alcune aree legate al piacere di fronte alla sfortuna di chi s’invidia.
Un godimento simile si sperimenta quando si mangia una tavoletta di cioccolato. Il cioccolato è uno dei pochi cibi che riesce a dare alle persone un profondo senso di benessere  perché favorisce la produzione di serotonina un ormone che ha un’azione stimolante sul sistema nervoso e sull’umore.
Il dolore della invidia viene rimesso in equilibrio dal piacere di vedere l’altra persona in difficoltà. La sfortuna ridimensiona l’altro quindi ci si sente di nuovo in par condicio.

E’ poco ecologico reprimere questa emozione,covarla in fondo perché potrebbe trasformarsi in rancore e odio..e questo non è un buon servizio per il proprio equilibrio e per il buon funzionamento del nostro fegato

Il problema,piuttosto,sta nel gestirla e trasformarla nel sincero apprezzamento per il successo dell’altra persona.

Alcuni esempi del binomio guadagno/perdita
♦La squadra di calcio avversaria perde
♦il collega rompi finalmente si prende una lavata di capo o un castigo meritato
♦il politico di turno è beccato in flagrante per una mazzetta
♦il partito avverso subisce una sconfitta elettorale
Prova schadenfreude chi è angariato e vessato da un potente che poi finisce in rovina
(quanta schadenfreude provarono gli italiani a vedere Mussolini a piazzale Loreto?)

Schadenfreude. Il sentimento più caratteristico dei nostri tempi,la parola del secolo
BBC

Neid zu fühlen ist menschlich, Schadenfreude zu genießen teuflisch” (Provare invidia è umano, godere della Schadenfreude è diabolico)
Schopenhauer

Invidus alterius macrescit rebus opimis (L’invidioso si consuma vedendo la prosperità altrui)
Orazio

l’invidia positiva
E’ possibile trasformare l’invidia in qualcosa di positivo?
Diciamo che è possibile a patto di trasformare quel senso di rabbia,di rancore e di scoraggiamento in una molla da far scattare per accorciare le distanze con chi è visto come ‘quello che ha qualcosa di più’.
L’invidia può diventare la motivazione per mettere in campo le proprie risorse, migliorare,
valorizzare le proprie capacità ‘io posso farcela..sono sicuro di…

dipende dalla cultura
Nella cultura americana l’etica calvinista della emulazione ha favorito l’ invidia positiva,il misurarsi per raggiungere il modello del vincitore.
Nella nostra cultura di radice latina chi vince tende a ridicolizzare,mettere alla berlina e umiliare in tutti i modi gli altri facendoli sentire degli inetti,degli sfigati.
Questo produce nient’altro che senso di vendetta e complessi di inferiorità.

gli invidiosi ti dicono….

Dante, per la legge del contrappasso, ha piazzato gli invidiosi in Purgatorio con le palpebre cucite, in modo che non possano vedere e persino piangere.

L’invidia nei confronti di un’altra persona è una brutta bestia ed è segno di bassa autostima.

Chi è roso dalla invidia assume spesso gli stessi atteggiamenti verso chi,a suo dire possiede  soldi,successo, intelligenza fascino e lancia 2 frecce avvelenate:

*ti sono ostile perché hai più di me,hai successo

*potrei anche farti del male a parole o in concreto(sparlare,metterti in cattiva luce..)

Se hai fiducia in te stesso e sai quello che vuoi ti dicono che sei arrogante e te la tiri
Se sai dove vuoi andare,quali obiettivi raggiungere ti dicono che sei chiuso in te stesso
Se sai chi sei ti dicono ‘ma chi ti credi di essere alla fine?
Se credi nella gentilezza,nel condividere e aiutare gli altri ti dicono che sei ingenuo
Se sei un sognatore ti diranno di tenere i piedi  per terra
Se sei un ribelle cercheranno di metterti a viva forza in una casella per stare in pace così tutto quadra e non devono  riflettere su altri modi di pensare e vivere

Le parole chiave degli invidiosi
vacci piano
controllati
aspetta con calma
fai un passo indietro
rallenta
gioca sul sicuro
accontentati

Sono invidiosi perché
♣vogliono qualcosa che tu hai
♣hanno paura a mettersi in discussione.
♣vorrebbero cambiare ma non riescono a scrollarsi i loro dubbi
♣proiettano i loro rimpianti e il loro risentimento su di te

Gli invidiosi amano la mediocrità e sono a loro agio con quelli che sono meno e hanno meno

Gandhi diceva
prima ti ignorano,poi ti prendono in giro,in seguito ti combattono e alla fine vinci tu

Se sei un invidioso…

come smettere di rodersi.
♦impegnati per avere ciò che desideri invece di fare l’eterno lamentiere
♦focalizzati sugli aspetti positivi della TUA vita
♦confrontati in un ambito diverso
♦non esagerare e insistere sul valore delle cose che non hai
♦pensa ai difetti della persona che invidi
♦Svalutare
Meglio concentrarsi sulle proprie fortune. E non enfatizzare il valore delle cose desiderate che non si hanno. «Vedere non solo la faccia invidiabile del rivale, ma i suoi lati negativi, può placare il risentimento, benché questo possa prendere la forma della svalutazione del rivale o della cosa posseduta». Come la volpe della favola di Esopo che trova acerba l’uva che non può raggiungere.

Può servire poi riflettere sull’irrazionalità delle ruminazioni tipiche dell’invidia: fanno stare male e non portano benefici.

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Counselor ,Career counselor e Formatore ( Master in Gestalt counseling -European Association for Couseling).Si occupa di self image counseling (come costruire e mantenere una immagine positiva di sé farsi valere,mantenere il proprio ‘spazio’ e farlo rispettare) e abilità di coping (strategie mentali e comportamentali efficaci per fronteggiare una situazione problematica,un cambiamento o un evento stressante).
Come formatore organizza e conduce corsi e workshop esperienziali sulle tematiche della valorizzazione personale.
Offre un servizio di counseling telefonico in tutta Italia e in presenza nel suo studio di Milano.
Per contatti: 3393416796

I SUOI EBOOK
avatar Vittoria Nervi scrive:

Ciao Stefano
direi che più che sopraffare l’altro la sana invidia dovrebbe essere una competizione win-win
Il miglioramento personale va nella direzione atteggiamento vinci/vinci, cioè tutte e due le parti vincono e nessuno perde.
L’invidia è un atteggiamento proattivo che scatta quando vedi qualcuno che fa una cosa meglio di te, e vuoi riuscire anche tu altrettanto bene con il tuo stile mettendo in campo tutte le tue capacità e le tue doti personali.
Ad majora :-)

avatar Stefano scrive:

Giustamente c’è da considerare anche che, se l’invidia è ancora presente nell’uomo, significa che nell’evoluzione della specie ha avuto quanto meno in passato un ruolo importante. Azzardo a dire che la ragione è proprio quella che evidenzi tu: l’invidia presa come una sfida porta al miglioramento personale per sopraffare l’altro. Tu che ne dici? ;)