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Insegnare ai figli la gestione dei soldi

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In tempi di crisi economica come questi, le famiglie sono costrette a notevoli salti mortali per arrivare a fine mese. In un’epoca in cui per i giovani il consumo smodato diventa status symbol e fonte di accettazione sociale, come far comprendere ai propri figli adolescenti la necessità di risparmiare?

Per i ragazzi avere un cellulare costoso, vestiti di marca e gadgets all’ultimo grido è un modo per sentirsi parte di un gruppo. Eppure, per quanto i genitori vogliano accontentare i figli, non possono certo avallare questo valore negativo, anche perchè la disastrosa situazione economica dei nostri tempi spesso non lo permette. Per questo i genitori devono essere un esempio per i figli e coinvolgerli nell’importanza di evitare gli sprechi attraverso una comunicazione onesta e aperta, regole e limiti che rendano gli adolescenti “economicamente responsabili”.

Secondo una statistica, nel 2006 gli adolescenti hanno speso 187 miliardi di dollari e si prevede che quest’anno ne spenderanno fino a 208 (Marketingvox, 2007). Il 67% dei teenagers contrae debiti e da adulto sarà più propenso a ritardare i pagamenti, chiedere finanziamenti a cui non può assolvere, o andare in bancarotta. Queste statistiche allarmanti ci mostrano che se i genitori non si danno da fare, i loro figli non saranno in grado di essere responsabili rispetto alle finanze.

Le abitudini economiche si consolidano già a partire dall’infanzia, per definirsi nell’adolescenza e stabilizzarsi poi nella prima giovinezza e nell’età adulta. Bisogna dunque agire precocemente per insegnare ai nostri figli l’importanza di gestire responsabilmente il denaro. L’adolescenza è una fase di profonda ristrutturazione in cui spesso prevale l’istinto di ingaggiare comportamenti pericolosi e in cui il rapporto con il gruppo dei pari assume importanza rispetto a quello con i familiari. L’adolescente è dunque meno capace di un adulto di controllare gli impulsi, specialmente nelle situazioni emotivamente forti o stressanti e tende per definizione a rifiutare le imposizioni dei genitori, specialmente in risposta alla pressione del proprio gruppo di riferimento. Per questo, molti adolescenti si mettono nei guai e per i genitori è più difficile comunicare e farsi rispettare. L’adolescente vuole fare da solo, sperimentarsi e provare nuove sensazioni, modellando il proprio comportamento più su quello dei coetanei che dei genitori, per affermare la propria indipendenza dai valori e dagli schemi familiari.

Già dalla nascita i nostri figli raccolgono l’eredità delle abitudini di consumo della nostra epoca e sono i primi avidi consumatori di ogni nuovo prodotto e tecnologia. Gli esperti di pubblicità giocano molto sulla predisposizione adolescenziale al consumo e alla novità. Il messaggio che i media trasmettono ai nostri ragazzi è che per essere parte della comunità devi “possedere”. L’influenza è amplificata dal fatto che i ragazzi trascorrono molto tempo davanti alla tv e al computer, tant’è che oggi le aziende non possono fare a meno di avere un account su Facebook.

Se vogliono avere un’influenza sognificativa su questi meccanismi, le famiglie non possono bypassare questa influenza solo attraverso la proibizione o la limitazione dell’uso del computer, ma devono essere disposti a contrastarla proponendo ai propri figli valori alternativi. Parlare apertamente con i propri figli della gestione delle finanze familiari, può aiutarli a comprendere meglio come si amministrano i propri soldi e prepararli al futuro. Coinvolgere gli adolescenti e farli partecipi delle spese e dei costi delle necessità familiari è molto importante. Per questo i ragazzi devono avere una loro paghetta fissa ed essere aiutati ad imparare ad amministrarla, risparmiando e conservando per il futuro. La negoziazione delle richieste, all’interno di limiti chiari e prestabiliti dai genitori, piuttosto che il rifiuto netto e immotivato, può aiutarli a rendersi autonomi anche dal punto di vista finanziario.

Se siamo preda del conflitto tra l’idea che i nostri figli “non devono subire le privazioni che noi abbiamo sofferto durante l’infanzia” e la necessità di risparmiare, attiveremo pericolosi circoli di rifiuto e compensazione, cercando di convincerli della necessità di essere parchi portando loro obsoleti e inefficaci esempi a base di “ai miei tempi mangiavamo le bucce di patata e con la stessa camicia si vestivano a turno tutti i figli e i cugini”. Se si hanno chiari i valori che si vogliono trasmettere ai figli e si crede nella loro importanza, sarà più facile comunicare efficacemente con loro. Non va dimenticato inoltre che gli adolescenti, per quanto vogliano sembrare grandi, sono ancora bambini e sono preoccupati del futuro.

Non bisogna dunque terrorizzare i ragazzi sulla penuria e l’incertezza, ma piantare i semi della responsabilità fiscale, accogliendo le loro istanze, spiegando le necessità e mantenendosi fermi sui propri valori.

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