Disturbo ossessivo compulsivo di personalita’

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è inserito all’interno della categoria generale “disturbi di personalità” nel gruppo “ansioso” (DSM-IV) di cui fanno parte anche i disturbi evitante e dipendente di personalità.

I soggetti affetti da questo disturbo tendono a divenire turbati e arrabbiati in situazioni in cui non riescono a mantenere il controllo sull’ambiente fisico ed interpersonale. La rabbia di solito non viene espressa in maniera diretta, ma assume la forma di ruminazioni o di sdegno per cose di minore importanza.

I soggetti con questo disturbo provono grande disagio nell’esprimere le emozioni, le esprimono in modo molto controllato, preferiscono la logica e l’intelletto.

Possono incontrare difficoltà lavorative in situazioni in cui è necessario essere elastici o in caso di novità. Sono spesso critici verso se stessi, hanno una preoccupazione eccessiva per l’ordine, perfezionismo, attenzione per i dettagli, le regole, le liste. Eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, esageratamente coscienziosi e scrupolosi, rigidi, testardi e avari, riluttanti a cooperare e a delegare.

Nel momento in cui si verifica che tali aspetti interferiscono con la capacità di lavorare e di sviluppare relazioni intime, si parla di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.

Chi soffre di questo disturbo raramente prova disagio a causa delle proprie caratteristiche di personalità, spesso le considera come altamente adattive. Sono molto autocritici ed insoddisfatti dei risultati raggiunti. Questo disturbo può nascere in persone particolarmente ansiose.

Spesso questo disturbo può portare problematiche nel nucleo familiare, chi convive con soggetti aventi questo disagio lamenta difficoltà a vivere la quotidianità in modo sereno poiché devono scontrarsi con l’elevata rigidità del soggetto, con il loro perfezionismo…

Per il trattamento di questo disturbo, oltre ad una psicoterapia individuale potrebbe essere molto utile una psicoterapia di coppia e/o familiare e integrare una terapia psichiatrica farmacologica, in questo caso i farmaci possono alleviare l’ansia e la depressione, così i soggetti saranno più collaborativi con la terapia e il terapeuta.

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2 Commenti

  • 24 maggio 2011 | Permalink |

    Ciao, vorrei chiederti se hai delle letture di approfondimento da consigliarmi sulle esperienze dirette di persone che hanno vissuto con un parente stretto affetto da questo disturbo.

  • 28 maggio 2011 | Permalink |

    cara Silvia, purtroppo non so cosa consigliarti. Ho alcuni libri “tecnici” sull’argomento, ma credo che a te interessi altro.
    Mandami un’email privata con informazioni più precise ed io mi attiverò a cercare un testo giusto per te. daniciccarelli@hotmail.it
    un caro saluto

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