Diverse volte mi è capitato di trattare il tema della felicità, evidenziando alcuni fattori che possono aiutarci ad essere maggiormente felici e soddisfatti della nostra vita. Fattori per lo più legati alla nostra personalità, al modo di relazionarci con chi ci sta accanto, oltre che alla maniera di rielaborare le nostre esperienze. Ma cosa pensereste se qualcuno sostenesse, in questo istante, che una parte di quella felicità che ciascuno di noi cerca quotidianamente di conseguire é probabilmente scritta nel nostro DNA?
Preparatevi a rispondere perchè questo é quanto é stato evidenziato da una ricerca condotta da alcuni ricercatori della London School of Economics and Political Science (LSE), e recentemente pubblicata sul periodico Journal of Human Genetics.
Gli studiosi, attraverso uno studio condotto su 2574 soggetti hanno infatti evidenziato una interessante correlazione tra la percezione di felicità e la tipologia di versione del gene 5-HTT, un gene che determina e regola il trasporto della seratonina tra neuroni pre-sinaptici e post-sinaptici.
La serotonina é un neurotrasmettitore che si concentra soprattutto all’interno del sistema nervoso centrale, nel sangue, e nella parete intestinale. Questa sostanza entra in gioco in svariati processi del nostro organismo come il sonno, la temperatura corporea, l’appetito, il comportamento sessuale, e soprattutto l’umore, che trae benefici diretti da un’ elevata concentrazione di questo neurotrasmettitore.
Numerosi studi antecendenti avevano già analizzato il maggior rischio di depressione a cui erano sono esposti soggetti caratterizzati da un basso livello di serotonina. Allo stesso modo un’altra ricerca aveva indagato il rapporto esistente tra depressione e lo stesso gene 5-HTT, che codifica e determina il numero di trasportatori di serotonina nella membrana cellulare.
Questo studio, tuttavia, ha il merito di mettere in risalto, per la prima volta, il modo in cui le caratteristiche di questo gene influiesce sulla nostra soddisfazione personale.
Esistono 2 versioni del 5-HTT: una lunga, e una corta. La versione lunga é caratterizzata da un maggior numero di trasportatori di serotonina, che hanno il compito di “ricaptarla” dalle sinapsi garantendone il riassorbimento e il successivo riutilizzo.
Nel nostro DNA le possibili varianti ereditabili del gene 5-HTT sono 3:
- Long-Long (L-L)
- Short-Short (S-S)
- Long-Short (L-S)
I ricercatori del presente studio hanno indagato le percezioni riguardanti il livello di felicità e di soddisfazione personale dei partecipanti, scoprendo che tra i soggetti che erano caratterizzati dalla variante L-L del gene ben il 69 % sosteneva di essere soddisfatti della propria vita: di questa percentuale, infatti, il 34% sosteneva di essere felice, mentre il 35 % affermava di essere molto felice. Tra quelli che invece presentavano la variante S-S la percentuale di coloro che sostenvano di essre felici scendeva al 19%.
I soggetti caratterizzati dalla variante lunga e quindi più efficiente del gene 5-HTT, sostanzialmente, risultavano essere più felici e soddisfatti rispetto a chi invece presentava la variante corta.
Un altro recente studio condotto su 97 soggetti da alcuni ricercatori dell’Università inglese di Essex, e pubblicato sulla rivista Proceedings B, ha invece dimostrato come la versione lunga del gene 5-HTTP favorisca una visione ottimistica delle cose.
Gli studiosi sono giunti a questa conclusione attraverso un esperimento che prevedeva di misurare il tempo di reazione dei partecipanti mentre osservavano alcune figure contenti stimoli positivi, neutri o negativi. I risultati hanno dimostrato che i soggetti caratterizzati dalla variante L-L del gene, tendevano a processare maggiormente le immagini positive, mentre tendevano ad evitare quelle negative.
Certamente, concordando con gli autori delle ricerche, siamo in presenza di studi che hanno fornito un contributo fondamentale nello spiegare il perchè alcuni di noi tendano “per natura” a ritenersi più felici e ad avere una visione più ottimistica della vita. Tuttavia, sostenere di essere di fronte alla scoperta del gene della felicità sembra essere quantomeno azzardato, tanto che lo stesso Jan-Emmanuel De Neve (autore della prima ricerca) sostiene che le differenze individuali in termini di felicità possono essere spiegate solo prendendo in considerazione l’influenza esercitata da altri geni e altri fattori, uno su tutti le nostre esperienze personali.
La felicità, infatti, è da intendersi come l’esito di un processo complesso ed eterogeneo in cui entrano in gioco una pluralità di elementi di varia natura: fattori genetici, di personalità, ambientali e soprattutto esperienze personali. Chi vorrà risolvere l’enigma e scoprire cosa ci renda realmente felici, dunque, non potrà non tener conto di questi molteplici aspetti.
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Riferimenti bibliografici:
De Neve J., (2011). Functional polymorphism (5-HTTLPR) in the serotonin transporter gene is associated with subjective well-being: evidence from a US nationally representative sample. Journal of Human Genetics, 1-4.
Fox E., Ridgewell A., Ashwin C., (2009) Looking on the bright side: biased attention and thehuman serotonin transporter gene. Proc. R. Soc. B. 276, 1747–1751.




















