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Sostanze psicotrope e psicoterapia

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Gli allucinogeni sono sostanze, sia naturali che di sintesi, capaci di agire sulle percezioni sensoriali. Negli anni cinquanta e sessanta gli allucinogeni sono stati studiati per le loro capacità di interagire con i vari disturbi psichiatrici.

L’ipotesi di fondo di queste ricerche era l’idea che le alterazioni prodotte dagli allucinogeni possono indurre nel soggetto quelle profonde riorganizzazioni psicologiche che si cerca solitamente di ottenere attraverso anni di psicoterapia.

Osmond, in particolare, coniò il termine “psichedelico” riferendosi agli allucinogeni per descrivere la loro capacità di “manifestare la psiche”.

Nonostante questi studi siano stati abbandonati intorno agli anni settanta, in concomitanza con l’aumento delle restrizioni legali, recentemente ricercatori come Griffiths, Grob o Johnson stanno sperimentando nuovi possibili utilizzi degli allucinogeni in psicopatologia.

Una ricerca particolarmente interessante, risulta essere quella che Griffiths e Grob stanno conducendo sulle interazioni tra la psilocibina e la gestione dell’ansia nei pazienti tumorali.

Nello studio presentato a dicembre dello scorso anno sono stati mostrati i risultati preliminari degli studi clinici.

I risultati sembrano promettenti. Infatti, diversi soggetti riferiscono un miglioramento generale della qualità della vita e di aver vissuto esperienze spirituali profonde molto simili, nella descrizione, ad esperienze spirituali riportate da studiosi di diverse religioni ed epoche storiche.

Si apre quindi la strada ad ulteriori studi, nella consapevolezza che il ricorso a determinate sostanze può essere un aiuto a comprendere determinati meccanismi, ma mai un mezzo per superare le proprie difficoltà.

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