Struttura psichiatrica virtuosa rischia chiusura

salute-men

La vita non è certo facile per chi soffre di un disturbo mentale, vivendo ogni giorno oceani di angoscia che non riusciamo nemmeno ad immaginare. Altrettanto difficile è per i suoi familiari, che oltre al dolore per il problema del proprio caro, spesso non sanno come agire e a chi rivolgersi. E come se non bastasse se trovano un posto dove si sentono accolti e fanno passi avanti, non è detto che la libertà di scelta della cura non sia loro sottratta.

La Cooperativa Integrazioni di Casoria (Napoli) da più di 20 anni si occupa di pazienti “difficili”, persone psicotiche gravi, che spesso altre strutture non si sono sentite di prendere in carico. Lo fa in modo del tutto innovativo, partendo dal presupposto che i pazienti psichiatrici non sono “animali selvatici da tenere a bada”, ma persone che hanno diritto alla speranza di una vita psichica, sociale e familiare sana vissuta nel mondo reale. Questi risultati vengono perseguiti attraverso il lavoro paziente e appassionato di decine di operatori, psicoterapeuti e medici che ogni giorno affrontano la sfida del lavoro con la malattia mentale. In più, oltre agli strumenti classici della riabilitazione e della farmacoterapia, i pazienti seguono percorsi di psicoterapia individuale, di gruppo e familiare con il modello strutturale integrato, elaborato dal professor Giovanni Ariano, direttore della struttura e fondatore della SIPI (Società Italiana di Psicoterapia Integrata). A queste importanti terapie si aggiungono infine i percorsi d’inserimento lavorativo all’interno e all’esterno della struttura.

Tutto questo lavoro è stato improvvisamente messo a rischio e quasi troncato di netto, senza se e senza ma, da un comunicato inaspettato giunto lo scorso 29 Aprile dall’ASL Na2, che informava che di lì a pochi giorni il centro sarebbe stato chiuso e i pazienti trasferiti in massa in una struttura puteolana. I pazienti erano terrorizzati all’idea che da un giorno all’altro qualcuno sarebbe venuto a prelevarli per portarli in una struttura lontana e sconosciuta, così come i familiari che vedevano svanire le speranze per il percorso intrapreso dai loro cari. Una pura assurdità, motivata da un cavillo: la possibilità di contatto tra gli ospiti della residenza e quelli della comunità alloggio, solo perchè inquilini dello stesso pianerottolo.

Questa terribile notizia è arrivata senza preavviso per 48 pazienti, 20 della residenza psichiatrica, 8 della comunità alloggio e 20 del centro diurno. Anche il personale è stato colpito, considerando quante persone potevano da un giorno all’altro perdere il lavoro. La protesta si è subito attivata, capeggiata da decine di familiari dei pazienti che hanno intrapreso percorsi legali e rimostranze di vario genere. “Non permetterò a nessuno di portare via mio fratello da questo posto” – afferma la sorella di un paziente, testimoniando insieme ad altri familiari che pur avendo girato tante strutture psichiatriche, nessuna raggiunge i livelli della cooperativa Integrazioni.

In seguito alle proteste, la decisione dell’ASL è stata momentaneamente sospesa, ma questa spada di Damocle sulla testa rende la vita e la serenità dei pazienti ancora più difficile. ” Non si vuole credere” – sottolinea il Professor Ariano – “che queste sono persone con cose da dire e non sono rassegnate al loro destino. Le istituzioni dovrebbero tenere in considerazione questo, perchè il loro recupero e reinserimento nella vita sociale vuol dire non essere più a carico dello Stato”.

La legge sancisce la scelta e la libertà della cura. Distruggere realtà e percorsi che funzionano, in nome di chissà quali interessi, non fa che uccidere la speranza.

avatar
Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110
avatar Gianna scrive:

…. allora non ero la sola a pensarla in questo modo :-D